{"id":11586,"date":"2015-01-12T06:59:58","date_gmt":"2015-01-12T06:59:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=11586"},"modified":"2015-01-12T06:59:58","modified_gmt":"2015-01-12T06:59:58","slug":"lo-strano-caso-dei-corsi-anti-ludopatia-promossi-da-societa-di-profitto-da-gioco-dazzardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=11586","title":{"rendered":"Lo strano caso dei corsi anti-ludopatia promossi da societ\u00e0 di profitto da gioco d&#8217;azzardo"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Sembra un controsenso, e, secondo la deputata cinque stelle Maria Marzana, lo \u00e8: anzi, si tratterebbe, a suo avviso, di un \u00abmacroscopico conflitto di interessi\u00bb. Si parla di progetti di formazione contro la ludopatia per i pi\u00f9 giovani, organizzati proprio da societ\u00e0 che, con il gioco d&#8217;azzardo, fanno profitti. E intanto, i casi di dipendenza in Italia sono sempre pi\u00f9 numerosi:<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/marzana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-11587 alignright\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/marzana-300x158.jpg\" alt=\"marzana\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/marzana-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/marzana-105x55.jpg 105w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/marzana.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ROMA<\/strong> &#8211; Un caso di conflitto di interessi quasi paradossale \u00e8 stato sottoposto all&#8217;attenzione della Camera, lo scorso luned\u00ec, dalla deputata Cinque Stelle Maria Marzana. Un caso che, per di pi\u00f9, fa riferimento a una piaga sociale come la dipendenza da gioco d&#8217;azzardo. Nel <em>\u00abmirino\u00bb<\/em>dell&#8217;interrogazione, Antonio Tagliaferri,\u00a0direttore dei giochi, dell&#8217;Agenzia delle dogane e dei monopoli, che, in una intervista al quotidiano <em>\u00abLa Repubblica\u00bb<\/em> del 2010, dichiar\u00f2: <em>\u00abI Monopoli stanno portando avanti il programma Giovani e Gioco\u00a0per affrontare i problemi delle dipendenze e della compulsivit\u00e0 da gaming\u00bb<\/em>. Un&#8217;iniziativa, spiega l&#8217;interrogante, costata 100 mila euro, che ha coinvolto 15 principali citt\u00e0 italiane, per un totale di 70 mila contatti.<\/p>\n<p><strong>UN PARADOSSO TUTTO ITALIANO<\/strong> &#8211; E se <em>\u00abRaffaele Ferrara, direttore generale dei Monopoli, parlava di &#8216;investimento culturale&#8217;, di potenziare il progetto coinvolgendo addirittura le fasce dei minori pi\u00f9 piccoli\u00bb<\/em>, all&#8217;Onorevole Marzana pare quantomeno bizzarra la circostanza per cui<em>\u00abprogetti di prevenzione al gioco d&#8217;azzardo indirizzati a fasce giovanili, nonch\u00e9 di minori pi\u00f9 piccoli, siano gestiti da operatori che detengono palesi interessi di promozione e profitto nell&#8217;ambito\u00bb<\/em>.Secondo la deputata cinque stelle, in effetti, i messaggi veicolati\u00a0durante l&#8217;attuazione del programma nelle scuole sono stati, letteralmente, <em>\u00absconcertanti\u00bb.\u00a0<\/em>Solo qualche esempio:<em>\u00a0\u00abSecondo Dante il rischio del gioco \u00e8 sempre stato componente essenziale della vita\u00bb<\/em>; <em>\u00abSi evolve chi si prende una giusta dose di rischio\u00bb<\/em>; addirittura <em>\u00abSi pu\u00f2 giocare ovunque, sempre e comunque\u00bb<\/em>; inoltre, puntualizza l&#8217;interrogante, <em>\u00absi \u00e8 parlato di ludopatia piuttosto che di gioco d&#8217;azzardo patologico e ci si \u00e8 limitati ad evidenziare le differenze tra gioco legale ed illegale, anzich\u00e9 dei rischi connessi a questa pratica\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><strong>MACROSCOPICO CONFLITTO DI INTERESSI<\/strong> &#8211; Sbagliare \u00e8 umano, ma perseverare \u00e8 diabolico. <em>\u00abDa notizie di stampa riportate il 17 giugno 2014 dal quotidiano\u00a0on line\u00a0\u00abIl Sole 4 ore\u00bb e dal sitoweb\u00a0\u00abgioconews.it\u00bb, si \u00e8 appreso che la Libera Universit\u00e0 Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) in collaborazione con Confindustria Sistema Gioco Italia ha concluso, nel mese di giugno 2014, il progetto \u00abgioco lecito\u00bb, indirizzato agli studenti di dieci tra i pi\u00f9 importanti licei del Lazio;\u00a0nello specifico, a trenta studenti dell&#8217;ultimo anno di liceo, i migliori in italiano e storia, \u00e8 stata offerta la possibilit\u00e0 di confrontarsi con esperti del settore del gioco d&#8217;azzardo e di conseguire, al termine di questo originale percorso formativo, gi\u00e0 i primi 4 crediti formativi universitari (CFU) per avviare con successo il proprio percorso accademico\u00bb<\/em>. Di nuovo, il paradosso individuato dalla Marzana\u00a0sta nel fatto che <em>\u00abun corso di formazione al &#8220;gioco responsabile&#8221; sia gestito da rappresentanti di importanti aziende del gioco d&#8217;azzardo, sebbene corredato anche da lezioni di economia,\u00a0marketing,\u00a0diritto, comunicazione e sociologia, tenute da docenti della LUISS\u00bb<\/em>.\u00a0L&#8217;interrogante parla addirittura di <em>\u00abmacroscopico conflitto di interessi\u00bb<\/em>, in quanto<em>\u00a0\u00abchi gestisce il progetto di &#8220;gioco lecito&#8221; rappresenta anche le maggiori societ\u00e0 di profitto da gioco d&#8217;azzardo e persegue l&#8217;obiettivo di aumentarne i profitti, quindi il mercato dell&#8217;azzardo e la platea di soggetti fruitori\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><strong>IN ITALIA RECORD DI SCOMMETTITORI<\/strong> &#8211; Un tema delicatissimo, specialmente in un Paese come l&#8217;Italia, dove, ricorda l&#8217;interrogante, l&#8217;offerta di giochi d&#8217;azzardo (<em>slot machine, videopoker,<\/em>\u00a0lotto, supernenalotto, gratta e vinci, scommesse sportive) \u00e8 in continuo aumento ed \u00e8 sempre pi\u00f9 diversificata, <em>\u00abtanto che quella che in passato era un&#8217;abitudine riguardante una ristretta fascia di persone \u00e8, di fatto, divenuta una pratica che interessa ogni strato sociale&#8221;.\u00a0<\/em>I dati, in effetti, parlano chiaro: secondo l&#8217;Ipsad (<em>Italian population survey on alcohol and other drugs<\/em>) dell&#8217;istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa, <em>\u00abla percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che ha puntato soldi su uno dei tanti giochi presenti sul mercato \u00e8 passata dal 42 al 47 per cento, circa 19 milioni di scommettitori, di cui ben 3 milioni a rischio GAP (gioco d&#8217;azzardo patologico)\u00bb<\/em>.\u00a0Dati, per di pi\u00f9, in preoccupante aumento anche tra gli adolescenti: <em>\u00absu 45.000 studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta Italia, nell&#8217;ultimo anno il 45,3 per cento degli studenti ha puntato somme di denaro\u00bb<\/em>.<br \/>\nD&#8217;altronde, il cosiddetto \u00abdecreto salute\u00bb o \u00abdecreto Balduzzi\u00bb stabilisce che <em>\u00abIl Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca segnala agli istituti di istruzione primaria e secondaria la valenza educativa del tema del gioco responsabile affinch\u00e9 gli istituti, nell&#8217;ambito della propria autonomia, possano predisporre iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti il senso autentico del gioco ed i potenziali rischi connessi all&#8217;abuso o all&#8217;errata percezione del medesimo\u00bb<\/em>: un impegno, insomma, nella direzione<em>\u00abdi favorire iniziative didattiche che abbiano lo scopo di prevenire le possibili degenerazioni ricollegabili all&#8217;abuso dei giochi d&#8217;azzardo\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><strong>LE SCUOLE NON SI PRESTINO A SUBDOLE FORME DI SENSIBILIZZAZIONE<\/strong> &#8211; La Marzana sottolinea dunque che <em>\u00able istituzioni scolastiche non devono e non possono, prestarsi a quelli che secondo gli interroganti sono progetti controversi o subdole forme di formazione come il suddetto progetto &#8216;gioco lecito&#8217;, dovendo al contrario sostenere, di concerto con il Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca, il Ministero della salute e le Asl territoriali, progetti gestiti da personale qualificato e impegnato nell&#8217;azione di sensibilizzazione sui rischi del gioco d&#8217;azzardo\u00bb<\/em>.\u00a0\u00a0Pertanto, interroga il Ministero dell&#8217;istruzione su <em>\u00abquale posizione [&#8230;] intenda assumere rispetto a iniziative simili al progetto \u00abgiovani e gioco\u00bb illustrato in premessa e se non intenda assumere con azione di competenza per evitare qualsiasi iniziativa volta a una formazione gestita da operatori che detengono interessi nell&#8217;ambito dei \u00abgiochi\u00bb;\u00a0se non ritenga opportuno diramare specifiche linee guida agli istituti scolastici volte a promuovere progetti educativi che evidenzino i grandi rischi connessi alla fruizione del gioco d&#8217;azzardo;\u00a0quali iniziative intenda assumere per una maggiore tutela dei giocatori, in particolare dei giovani e delle altre persone vulnerabili o potenzialmente tali, al fine della sensibilizzazione circa i rischi collegati al gioco d&#8217;azzardo\u00bb<\/em>. La risposta del Ministero potr\u00e0 forse chiarire i contorni di questa discutibile e paradossale vicenda. <a href=\"http:\/\/politica.diariodelweb.it\/politica\/articolo\/?nid=20150108_331260\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Sembra un controsenso, e, secondo la deputata cinque stelle Maria Marzana, lo \u00e8: anzi, si tratterebbe, a suo avviso, di un \u00abmacroscopico conflitto di interessi\u00bb. 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