{"id":12219,"date":"2015-02-19T07:40:41","date_gmt":"2015-02-19T07:40:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=12219"},"modified":"2015-02-19T07:40:41","modified_gmt":"2015-02-19T07:40:41","slug":"interpol-europol-e-le-autorita-di-diversi-paesi-hanno-unito-le-forze-per-scoprire-i-criminali-che-si-nascondono-dietro-ad-una-rapina-informatica-senza-precedenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=12219","title":{"rendered":"Interpol, Europol e le autorit\u00e0 di diversi Paesi hanno unito le forze per scoprire i criminali che si nascondono dietro ad una rapina informatica senza precedenti."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aker.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aker.jpg\" alt=\"aker\" width=\"665\" height=\"221\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12220\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aker.jpg 665w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aker-300x100.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/aker-165x55.jpg 165w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/a>Quegli hacker che rubano un miliardo di dollari e che nessuno sa fermare. Furti negli istituti finanziari di oltre 30 Paesi: coinvolti anche 27 banche italiane. Nell&#8217;arco di due anni, infatti, \u00e8 stato rubato un miliardo di dollari americani ad istituti finanziari di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Gli esperti riferiscono che la responsabilit\u00e0 delle rapine \u00e8 da attribuirsi a una banda internazionale di cybercriminali provenienti da Cina, Russia, Ucraina e altri Paesi europei. I criminali responsabili della rapina informatica Carbanak hanno utilizzato tecniche gi\u00e0 rilevate negli attacchi mirati. Questa operazione segna l&#8217;inizio di una nuova fase dell&#8217;evoluzione delle attivit\u00e0 dei criminali informatici in cui gli hacker non puntano pi\u00f9 agli utenti finali ma mirano direttamente al denaro delle banche.<\/p>\n<p>Dal 2013, i criminali hanno preso di mira un centinaio di banche, sistemi di pagamento online e altre istituti finanziari in circa 30 Paesi. Gli attacchi sono tuttora in corso e secondo le informazioni di Kaspersky Lab, gli obiettivi di Carbanak includono organizzazioni finanziarie in Russia, USA, Germania, Cina, Ucraina, Canada, Hong Kong, Taiwan, Romania, Francia, Spagna, Norvegia, India, Regno Unito, Polonia, Pakistan, Nepal, Marocco, Islanda, Irlanda, Repubblica Ceca, Svizzera, Brasile, Bulgaria e Australia. \u00c8 stato stimato che le somme pi\u00f9 importanti sono state sottratte infiltrandosi nella rete informatica delle banche e rubando fino a dieci milioni di dollari in un solo colpo. In media, ogni operazione ha avuto una durata che va dai due ai quattro mesi, calcolando dal momento dell&#8217;infezione del primo computer del network aziendale della banca fino al furto effettivo del denaro.<\/p>\n<p>I cybercriminali davano inizio al loro attacco inviando una mail di spear phishing all&#8217;indirizzo di posta di un impiegato della banca ottenendo cos\u00ec l&#8217;accesso al computer e infettando la vittima con il malware Carbanak. Erano quindi in grado di accedere alla rete interna e individuare i computer degli addetti alla video sorveglianza. Questo ha permesso loro di visionare e registrare tutto ci\u00f2 che veniva trasmesso sugli schermi del personale che si occupa dei sistemi di trasferimento di denaro. In questo modo i truffatori hanno scoperto ogni minimo dettaglio del lavoro dei dipendenti della banca e sono stati in grado di imitare l&#8217;attivit\u00e0 dello staff per trasferire denaro all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Per monetizzare la propria attivit\u00e0 i truffatori usavano sistemi di online banking o di pagamento internazionale online per trasferire denaro dai conti della banca ai loro. Nel secondo caso il denaro rubato veniva depositato in banche cinesi o americane. Gli esperti non escludono la possibilit\u00e0 che altre banche in altri Paesi siano state usate come beneficiari. In altri casi i cybercriminali sono penetrati nel cuore del sistema amministrativo, gonfiando i bilanci dei conti prima di incassare il denaro in eccesso tramite transazioni fraudolente. Ad esempio: se su un conto erano registrati 1.000 dollari, i criminali incrementavano il valore portandolo a 10.000 dollari per poi trasferirne 9.000 sul proprio conto. Il titolare del conto non poteva sospettare nulla poich\u00e9 i mille dollari in suo possesso rimanevano di fatto sul conto. I criminali sono riusciti, inoltre, ad ottenere il controllo degli sportelli bancomat ai quali ordinavano di erogare denaro ad un orario prestabilito. Nel momento in cui veniva effettuato il pagamento uno dei membri della banda si trovava proprio vicino allo sportello bancomat pronto a raccogliere il pagamento &#8220;volontario&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Queste rapine sono state sorprendenti perch\u00e9 per i criminali non faceva alcuna differenza quale software venisse usato dalle banche. \u00c8 evidente quindi che, anche se la banca possiede un software esclusivo non pu\u00f2 ritenersi al sicuro. I criminali non hanno dovuto neppure hackerare i servizi della banca: una volta entrati nel network, hanno imparato a nascondersi dietro ad azioni legittime. Si \u00e8 trattato di rapine condotte da criminali professionisti ed estremamente esperti&#8221;, ha commentato Sergey Golovanov, Principal Security Researcher del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab. <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/furto-hacker-1-miliardo-dollari-che-nessuno-ancora-riuscito-1095857.html\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Quegli hacker che rubano un miliardo di dollari e che nessuno sa fermare. Furti negli istituti finanziari di oltre 30 Paesi: coinvolti anche 27 banche italiane. 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