{"id":12344,"date":"2015-02-24T08:45:13","date_gmt":"2015-02-24T08:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=12344"},"modified":"2015-02-24T08:45:13","modified_gmt":"2015-02-24T08:45:13","slug":"una-finzione-soffocante-sotto-gli-occhi-del-mondo-il-grande-inganno-dellantimafia-siciliana-cosi-leroe-della-legalita-mette-le-mani-sullexpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=12344","title":{"rendered":"Una finzione soffocante sotto gli occhi del mondo, Il grande inganno dell&#8217;antimafia siciliana: cos\u00ec l&#8217;eroe della legalit\u00e0 mette le mani sull&#8217;Expo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/montante.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12345\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/montante.jpg\" alt=\"montante\" width=\"1030\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/montante.jpg 1030w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/montante-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/montante-1024x389.jpg 1024w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/montante-145x55.jpg 145w\" sizes=\"(max-width: 1030px) 100vw, 1030px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Montante, indagato assieme all&#8217;ex governatore Lombardo, condannato, sono i creatori di Caltanissetta &#8220;zona franca&#8221; anti-pizzo. Tra collusioni e fiumi di soldi, tutti i paradossi di un&#8217;impostura politica dietro la dittatura degli affari.<\/p>\n<p><strong>CALTANISSETTA 23\/02\/2015 &#8211;<\/strong> Lo sapevate che esiste una &#8220;zona franca della legalit\u00e0&#8221; dove ci sono gli abitanti pi\u00f9 buoni e pi\u00f9 onesti d&#8217;Italia? E lo sapevate che l&#8217;hanno fortemente voluta un governatore condannato per mafia e un imprenditore indagato per mafia? Per capirne di pi\u00f9 bisogna andare a Caltanissetta, quella che \u00e8 diventata la capitale dell&#8217;impostura siciliana.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 dove \u00e8 iniziata l&#8217;irresistibile ascesa del cavaliere Antonio Calogero Montante detto Antonello, presidente di Confindustria Sicilia, presidente della locale Camera di commercio, presidente di tutte le Camere di commercio dell&#8217;isola, consigliere per Banca d&#8217;Italia, delegato nazionale di Confindustria (per la legalit\u00e0, naturalmente) e membro dell&#8217;Agenzia nazionale dei beni confiscati (unica carica dalla quale si \u00e8 al momento autosospeso per un&#8217;indagine a suo carico per concorso esterno), si pu\u00f2 scoprire come in nome di una assai incerta antimafia si \u00e8 instaurata una sorta di dittatura degli affari. Un califfato che si estende in tutta la Sicilia ma che \u00e8 nato qui, a Caltanissetta, dove commistioni &#8211; e in alcuni casi connivenze &#8211; fra imprese e politica, impresa e stampa, imprese e forze di polizia, imprese e magistratura, hanno ammorbato l&#8217;aria e fatto calare una cappa irrespirabile sulla citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>UNA FINZIONE SOFFOCANTE<\/strong><br \/>\nIn Sicilia tutto si fonda su due parole magiche: legalit\u00e0 e antimafia. \u00c8 una &#8220;legalit\u00e0&#8221; costruita a tavolino e un'&#8221;antimafia padronale&#8221; che copre operazioni politiche opache e favorisce gruppi di interesse. Dopo la felice stagione iniziata con la &#8220;rivolta degli imprenditori&#8221; del 2007 guidata da Ivan Lo Bello contro il racket, trasformismo e ingordigia hanno snaturato l&#8217;iniziale esperienza e una consorteria si \u00e8 impadronita di tutto.<\/p>\n<p>La &#8220;zona franca&#8221; l&#8217;ha pretesa la Confindustria siciliana di Montante, l&#8217;unico &#8220;partito&#8221; che nel governo regionale siede ininterrottamente da sei anni con un proprio rappresentante. Quando governatore era Raffaele Lombardo &#8211; il 2 maggio del 2012 &#8211; fu istituita con un atto ufficiale la Provincia di Caltanissetta fu riconosciuta come &#8220;zona franca della legalit\u00e0&#8221;. L&#8217;obiettivo era quello di concedere benefici fiscali alle aziende che &#8220;si oppongono alle richieste estorsive della criminalit\u00e0 organizzata&#8221;. Previsione di spesa: 50 milioni di euro.<\/p>\n<p>Lombardo, che al momento della firma era gi\u00e0 indagato per reati di mafia, due mesi pi\u00f9 tardi si \u00e8 dimesso e un anno dopo \u00e8 stato condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi. Un (presunto) amico dei boss che concede agevolazioni a chi si batte contro il racket su richiesta di chi &#8211; Montante &#8211; \u00e8 oggi a sua volta chiamato in causa da cinque pentiti per legami con le &#8220;famiglie&#8221;. Trame di potere in una Sicilia che non ha mai temuto il paradosso.<\/p>\n<p><strong>SOTTO GLI OCCHI DEL MONDO<\/strong><br \/>\nLa Confindustria di Montante ormai \u00e8 ovunque. Guida l&#8217;Irsap, l&#8217;istituto che gestisce le aree industriali siciliane, ha un peso decisivo nel business dei rifiuti e ora ha messo le mani sull&#8217;Expo. Pochi giorni fa, l&#8217;assessore alle Attivit\u00e0 produttive Linda Vancheri, il rappresentante di Confindustria nella giunta di Rosario Crocetta, ha siglato una convenzione che assegna a Unioncamere un pacchetto di interventi per due milioni di euro. Chi guida Unioncamere in Sicilia? Antonello Montante. Sar\u00e0 lui, malgrado l&#8217;inchiesta per concorso esterno, a decidere quali &#8220;eccellenze&#8221; siciliane del settore agro-alimentare dovranno figurare nella vetrina di Milano e in undici stand fra porti e aeroporti dell&#8217;isola. Materia d&#8217;indagine per almeno due procure (Palermo e Caltanissetta) e per Raffaele Cantone, il presidente dell&#8217;Authority contro la corruzione che, appena il 16 gennaio scorso, ha annunciato che su Expo \u00e8 stato avviato &#8220;il pi\u00f9 grande controllo antimafia di tutti i tempi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>MARKETING DI IMMAGINE<\/strong><br \/>\nUna rete di interessi cos\u00ec fitta \u00e8 protetta anche da una stampa a volte troppo compiacente con Montante e i suoi amici. Al punto da proporre (l&#8217;ha fatto La Sicilia in un lungo articolo) la notizia di una laurea honoris causa in Economia e Commercio riconosciuta dall&#8217;Universit\u00e0 &#8220;La Sapienza&#8221; all&#8217;imprenditore. L&#8217;ateneo ha smentito il giorno dopo. Era falso.<\/p>\n<p>Nelle sue molteplici vesti istituzionali Montante ha spesso offerto un &#8220;sostegno&#8221; a mezzi d&#8217;informazione e singoli giornalisti. Da presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta ha erogato una pioggia di contributi, sotto la voce &#8220;azione di marketing territoriale&#8221;. Ne hanno beneficiato cronisti-scrittori, ancora prima della pubblicazione dei loro libri e testate web. Una settimana fa Il Fatto Nisseno, uno dei siti favoriti, ha cancellato un&#8217;intervista di Michele Costa (il figlio del procuratore ucciso a Palermo nel 1980) che manifestava perplessit\u00e0 sull&#8217;opportunit\u00e0 che Montante &#8211; sott&#8217;inchiesta &#8211; mantenesse le sue cariche.<\/p>\n<p>L&#8217;intervista \u00e8 sparita nella notte &#8220;dopo devastanti pressioni&#8221;. Un altro clamoroso caso riguarda un contratto di collaborazione per due anni &#8211; 1.300 euro al mese &#8211; che Confindustria Centro Sicilia (sempre Montante presidente) ha firmato con il responsabile delle pagine di Caltanissetta de Il Giornale di Sicilia. Tutti episodi, quelli citati, che hanno spinto l&#8217;Ordine dei giornalisti ad aprire un&#8217;indagine conoscitiva.<\/p>\n<p><strong>UN ALTRO PALADINO<\/strong><br \/>\nOltre ad Antonello Montante, c&#8217;\u00e8 un altro campione dell&#8217;antimafia a Caltanissetta. Si chiama Massimo Romano, socio e amico del Cavaliere, \u00e8 il proprietario di 34 supermercati sparsi per la Sicilia e, qualche anno fa, era gi\u00e0 finito nelle pieghe di un&#8217;indagine sui &#8220;pizzini&#8221; di Bernardo Provenzano molto interessato alla grande distribuzione. Romano da molto tempo siede a tavoli istituzionali con questori e prefetti, \u00e8 il presidente del Confidi (un consorzio che cede prestiti a piccole e medie imprese) e il suo nome \u00e8 scivolato in un&#8217;operazione antimafia dove il fratello Vincenzo &#8211; secondo il giudizio dei magistrati &#8211; l&#8217;avrebbe tenuto fuori dalla faccenda delle estorsioni &#8220;per preservarlo da possibili negative conseguenze sia di immagine che di carattere giudiziario&#8221;. Il doppio volto di Caltanissetta zona franca per la legalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;IMPASTO<\/strong><br \/>\nC&#8217;\u00e8 promiscuit\u00e0 fra investigatori e magistrati e l&#8217;indagato di mafia Montante. A Roma e in Sicilia. A Caltanissetta &#8211; visti i suoi rapporti intensi con Angelino Alfano che poi l&#8217;ha designato anche all&#8217;Agenzia dei beni confiscati &#8211; Antonello Montante \u00e8 riuscito, il 21 ottobre del 2013, a far presiedere al ministro dell&#8217;Interno il comitato nazionale per l&#8217;ordine pubblico e sicurezza. Un organismo che, solo in casi straordinari, si riunisce lontano da Roma. In Sicilia non accadeva dai tempi delle stragi di Falcone e Borsellino. Perch\u00e9 la scelta di Caltanissetta? Per farla diventare quella che non \u00e8 mai stata, cio\u00e8 una roccaforte dell&#8217;antimafia.<\/p>\n<p>In Sicilia e a Caltanissetta c&#8217;\u00e8 una vicinanza molesta fra imprenditori e rappresentanti dello Stato (si racconta di questori che si trasformano in tappetini al cospetto di Montante, di prefetti che hanno ricevuto esagerate regalie), ci sono investigatori che si fanno assumere parenti e amiche dalla cordata (\u00e8 il caso di un ufficiale della Dia e di un maggiore della Finanza), ci sono uomini dei servizi segreti che sguazzano allegramente nell&#8217;ambiente &#8220;antimafioso&#8221;, c&#8217;\u00e8 una prossimit\u00e0 imbarazzante con molte toghe. Tanto evidente che ha portato il nuovo presidente dell&#8217;Associazione nazionale magistrati Fernando Asaro a invitare i suoi colleghi &#8220;a una ineludibile concreta distanza da centri di potere economici &#8220;. Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec. <a href=\"http:\/\/m.repubblica.it\/mobile\/r\/sezioni\/cronaca\/2015\/02\/23\/news\/il_grande_inganno_dell_antimafia_siciliana_cos_l_eroe_della_legalit_mette_le_mani_sull_expo-107966853\/\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Montante, indagato assieme all&#8217;ex governatore Lombardo, condannato, sono i creatori di Caltanissetta &#8220;zona franca&#8221; anti-pizzo. Tra collusioni e fiumi di soldi, tutti i paradossi di un&#8217;impostura politica dietro la dittatura degli affari. 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