{"id":1254,"date":"2013-11-12T07:14:29","date_gmt":"2013-11-12T07:14:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=1254"},"modified":"2013-11-12T12:09:06","modified_gmt":"2013-11-12T12:09:06","slug":"lavorare-per-vivere-e-non-vivere-per-lavorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=1254","title":{"rendered":"Lavorare per vivere e non vivere per lavorare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/morire-di-lavoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1255 alignright\" alt=\"morire-di-lavoro\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/morire-di-lavoro-300x291.jpg\" width=\"300\" height=\"291\" \/><\/a><em>di Angelo Consoli, Direttore dell&#8217;Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin<\/em><\/p>\n<p>&#8220;In relazione ai punti di riferimento mondiali delle strategie economiche del M5S, va precisato che le idee espresse da economisti neo-Keynesiani come Stiglitz e Krugman sono molto interessanti perch\u00e9 sottolineano come le cure neo liberiste per il problema del debito sovrano siano non solo ingiuste, ma anche sbagliate perch\u00e9 mortificano le risorse e i talenti dell\u2019Europa (il suo capitale umano, fisico e naturale), privilegiando gli interessi di gruppi finanziari a cui sono asserviti gli interessi dei cittadini, e determinano la svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni delle nazioni.<br \/>\n\u00c8 interessante come Stiglitz sottolinei che &#8220;denunciare questo enorme spreco di risorse non pu\u00f2 essere demagogia o populismo&#8221;, e che l&#8217;Europa deve ritrovare una coerenza e una visione comune perch\u00e8 non pu\u00f2 &#8220;continuare a prestare soldi alle banche per salvare gli Stati e agli Stati per salvare le banche&#8221;.<br \/>\nPaul Krugman \u00e8 estremamente chiaro nel denunciare la inattendibilit\u00e0 dell&#8217;affidabilit\u00e0 di Paesi sovrani sui criteri delle agenzie di rating, che sono contraddittori e usati opportunisticamente per alimentare la speculazione. Non si capisce perch\u00e9 se la spesa sociale \u00e8 il problema, i Paesi scandinavi, che hanno la spesa sociale pi\u00f9 elevata del mondo, hanno tutti la tripla A, e se il problema \u00e8 il debito, i Paesi pi\u00f9 indebitati del mondo (Giappone e USA) godono di valutazioni elevate? Forte \u00e8 il sospetto, ci ricorda Krugman, del conflitto di interessi, perch\u00e9 chi emette titoli speculativi contro i Paesi indebitati fa parte degli stessi gruppi delle agenzie che emettono le valutazioni, e perci\u00f2 quei titoli possono farli salire o scendere con valutazioni interessate.<br \/>\nIn questa situazione, ricorda sempre Stiglitz, &#8220;l\u2019Unione monetaria ed economica dell\u2019UE \u00e8 stata concepita come uno strumento per arrivare ad un fine, non un fine in s\u00e9 stesso. L\u2019elettorato europeo sembra aver capito che, con le attuali disposizioni, l\u2019euro sta mettendo a rischio gli stessi scopi per cui \u00e8 stato in teoria creato&#8221;.<br \/>\nAnche Jean-Paul Fitoussi concorda che l&#8217;Europa abbia preso un &#8220;colossale abbaglio&#8221; concentrandosi sulle finanze pubbliche e trascurando il problema urgente dell&#8217;impoverimento della gente con la disoccupazione che dilaga. Non si pu\u00f2 non condividere la sua idea che &#8220;il rigore imposto dai tedeschi e l&#8217;austerity difesa da tutti i leader europei non sono serviti ad arginare la crisi, anzi, sembra abbiano peggiorato la situazione&#8221;, e che &#8220;occorre rivedere dalle fondamenta la costruzione dell&#8217;euro, modificandone le basi ideologiche, e dando una scossa alla macchina europea&#8221;. In altre parole, economia subordinata ai cittadini e non viceversa.<br \/>\nCondivisibile anche il rifiuto dell&#8217;ideologia secondo cui per preservare il potenziale di crescita economica va accettata una maggiore precariet\u00e0, in una logica mercantilistica in cui la finanza e i mercati si sostituiscono alla democrazia, fenomeno che Fitoussi chiama \u201cl\u2019impotenza della politica\u201d, suggerendo di &#8220;restituire alla democrazia quel vigore che mai avrebbe dovuto perdere&#8221;. Resta da vedere se tutto possa risolversi con &#8220;una banca centrale vera, eurobond, vigilanza bancaria unificata&#8221; come sembra suggerire Fitoussi, che ammette che bisogna inventare un nuovo futuro per individuare &#8220;compensazioni&#8221; fra soggetti vincitori e soggetti perdenti della globalizzazione e per questo \u00e8 necessario chiamare &#8220;tutti i cittadini a discuterne apertamente sulla pubblica piazza&#8221;.<br \/>\nSe queste visioni sono condivisibili, sul piano delle soluzioni concrete il nostro punto di riferimento rimane Jeremy Rifkin, secondo il quale &#8220;i regimi energetici determinano la forma e la natura delle civilt\u00e0: come sono organizzate, come vengono distribuiti i proventi della produzione e dello scambio, come viene esercitato il potere politico, e condotte le relazioni sociali.&#8221; In altre parole, la crisi che siamo vivendo \u00e8 la crisi della societ\u00e0 creata dalla seconda rivoluzione industriale, basata sul petrolio e sulle fonti energetiche concentrate, che hanno creato una societ\u00e0 altrettanto concentrata con ricchezza e potere nelle mani di una \u00e9lite mondiale che condiziona tutte le scelte e la vita di tutti i cittadini. Questo modello ha prodotto ingiustizia sociale e danni ambientali che sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto ha ormai raggiunto i limiti della propria entropia. In altre parole \u00e8 diventato inefficiente.<br \/>\nButtiamo via tonnellate di cibo ogni giorno mentre un bambino muore ogni tre secondi di malnutrizione; sprechiamo milioni di tonnellate d&#8217;acqua potabile per riscaldare le nostre case con i fossili o raffreddare le centrali nucleari e termoelettriche, consumiamo una bibita in 20 secondi per lasciare una bottiglietta di plastica nell&#8217;ambiente per 5 secoli, compriamo zucchine o grano cinesi per risparmiare, facendo morire l&#8217;agricoltura di qualit\u00e0 locale; immettiamo gas a effetto serra nell&#8217;atmosfera con conseguenze catastrofiche sul clima e anche sull&#8217;economia (il rapporto Stern del 2006 prevede una perdita fino al 20% del PIL mondiale).<br \/>\nQuando una cosa non funziona pi\u00f9 si cambia.<br \/>\nRifkin suggerisce una transizione dal ciclo fossile al ciclo solare, verso modelli energetici ispirati alle immutabili leggi della termodinamica solare e basati sulle tecnologie di terza rivoluzione industriale a bassa intensit\u00e0 finanziaria e alta intensit\u00e0 di lavoro. Questo permette di redistribuire la ricchezza dalla grande speculazione finanziaria (PIL concentrato) ai salari di milioni di lavoratori (PIL distribuito). Questa infrastruttura, che \u00e8 l&#8217; &#8220;internet dell&#8217;energia&#8221;, si basa su cinque pilastri (rinnovabili, idrogeno, smart grid, costruzioni a zero emissioni, trasporti a zero emissioni) per introdurre i quali bisogna far lavorare un sacco di gente. Sono posti di lavoro qualificati e legati al territorio, non soggetti al ricatto occupazionale della delocalizzazione. E soprattutto sono posti di lavoro che forniscono un redditto adeguato senza distruggere la vita sociale dell&#8217;uomo, per sua natura &#8220;animale empatico&#8221; che lasciano il tempo di occuparsi della vita personale, degli affetti, delle relazioni umane.<br \/>\nPerch\u00e9 si lavora per vivere, e non si vive per lavorare, e questo \u00e8 un altro pilastro della visione di Rifkin, espresso nel libro &#8220;La fine del lavoro&#8221;, che ridefinisce il concetto di lavoro davanti all&#8217;esaurirsi progressivo del lavoro nelle fabbriche (sostituito dall&#8217;automazione), e indica un futuro in cui i beni verranno prodotti dalle macchine mentre il lavoro dell&#8217;uomo sar\u00e0 esclusivamente rivolto ai servizi verso l&#8217;altro uomo, conferendo dignit\u00e0 a lavori che oggi vengono considerati &#8220;volontariato&#8221; o &#8220;lavori socialmente utili&#8221; (cura dei bambini, assistenza a anziani e invalidi, valorizzazione del patrimonio culturale, servizi energetici integrati avanzati, educazione e istruzione, ricerca e sviluppo).<br \/>\nQuesta \u00e8 l&#8217;idea del futuro dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa. Il &#8220;Sogno Europeo&#8221; di cui scriveva Rifkin qualche anno fa per il momento \u00e8 diventato un incubo. Questa idea non \u00e8 compatibile con nessuna delle forze politiche tradizionali rassegnate a fare dell&#8217;Italia un hub del gas e delle trivellazioni petrolifere, che penalizza l&#8217;industria del solare e della green economy distribuita sul territorio imponendo assurde procedure burocratiche e regole instabili e mutevoli, che brucia risorse chiamandole &#8220;rifiuti&#8221;, che favorisce le speculazioni finanziarie sulle derrate alimentari come sui derivati, praticate da tutte le banche con la complicit\u00e0 della politica, invece che obbligare le banche italiane a investire nel talento locale, nell&#8217;efficienza energetica e nelle tecnologie solari che garantiscono un ritorno rapido degli investimenti. Una politica che si rassegna a vendere al miglior offerente la nostra intelligenza, facendo emigrare i talenti o invogliando le multinazionali a investimenti in Italia che alla fine convengono solo a loro, promettendo forza lavoro qualificata &#8220;flessibile&#8221; (cio\u00e8 precaria) e svendendo loro i nostri beni comuni.<br \/>\nDobbiamo ripartire dalla valorizzazione dell&#8217;essere umano e dalla biosfera che ci ospita promuovendo sul territorio modelli economici che vadano verso una riduzione graduale dell&#8217;entropia.<br \/>\nPratiche commerciali a rifiuti zero, pratiche energetiche e industriali a emissioni zero e pratiche alimentari a chilometro zero, secondo il modello del manifesto Territorio Zero che mette in sinergia le visioni di Jeremy Rifkin, Paul Connett e Carlo Petrini, possono rapidamente creare sviluppo e occupazione e nuovi contratti per le piccole e medie imprese locali legate al territorio, che praticano standard di profitto accettabili e etici, senza pratiche corruttive, anticipando la terza rivoluzione industriale e diventando leder mondiali. Si pu\u00f2 fare!&#8221; <a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/\">Fonte<\/a><\/p>\n<p><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script><br \/>\n<!-- lonesto --><br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\"\n     style=\"display:inline-block;width:336px;height:280px\"\n     data-ad-client=\"ca-pub-7130107684836355\"\n     data-ad-slot=\"7465015706\"><\/ins><br \/>\n<script>\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Angelo Consoli, Direttore dell&#8217;Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin &#8220;In relazione ai punti di riferimento mondiali delle strategie economiche del M5S, va precisato che le idee espresse da economisti neo-Keynesiani come Stiglitz e Krugman sono <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=1254\" title=\"Lavorare per vivere e non vivere per lavorare\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"views":1695,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1254"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1254"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1276,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1254\/revisions\/1276"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}