{"id":13516,"date":"2015-03-23T19:07:07","date_gmt":"2015-03-23T19:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=13516"},"modified":"2015-03-23T19:07:07","modified_gmt":"2015-03-23T19:07:07","slug":"lettera-di-un-generale-ai-vertici-della-difesa-non-temo-le-guerre-ma-le-congiure-di-palazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=13516","title":{"rendered":"LETTERA DI UN GENERALE AI VERTICI DELLA DIFESA: NON TEMO LE GUERRE MA LE CONGIURE DI PALAZZO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/VECC.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-13518 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/VECC-300x159.jpg\" alt=\"VECC\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/VECC-300x159.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/VECC-104x55.jpg 104w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/VECC.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>17\/03\/2015 &#8211; Gen. Vecciarelli, Uno dei pochi Generali che esce allo scoperto contro il Palazzo. La carta intestata recita \u201cIl Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa\u201d, la data suona solenne, \u201cPalazzo Caprara, 2 marzo 2015\u201d. Datare da un palazzo fa sempre pi\u00f9 impressione di un\u2019anonima \u201cRoma\u201d.<\/p>\n<p>Chiunque pu\u00f2 scrivere da Roma. Scrivere da un palazzo \u00e8 privilegio dei re. Per cui uno resta un tantino sorpreso a scoprire che non di una missiva regale si tratta ma di una plebea lettera aperta, non propriamente un sistema di comunicazione ortodosso all\u2019interno di un organismo militare. Ci sono gli ordini del giorno, le circolari, oppure le riunioni riservate se c\u2019\u00e8 da veicolare qualche messaggio importante. Una lettera aperta la scrivono gli ambientalisti per salvare gli ultimi esemplari di tigre bianca, la scrivono i precari della scuola che da trent\u2019anni aspettano un posto, la scrivono gli operai che rischiano di un fabbrica delocalizzata in Bulgaria. Insomma, \u00e8 l\u2019ultima risorsa dei disperati.<\/p>\n<p>Una lettera aperta \u00e8 allo stesso tempo una denuncia e un grido di dolore. Pubblico, per di pi\u00f9. Non certo qualcosa che scrive un militare soprattutto non un generale che di solito sta zitto. Non a caso i francesi chiamano l\u2019Arm\u00e9e la grande muette, la grande muta.<\/p>\n<p>Pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>Capirete cos\u00ec la mia sorpresa nel leggere questa inconsueta missivafirmata dal generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, neo nominato sottocapo di stato maggiore della Difesa. Destinatario del messaggio \u00e8 il personale dello Stato maggiore stesso.<\/p>\n<p>Doppia sorpresa perch\u00e9 la lettera descrive con franchezza inusuale una situazione all\u2019interno dei vertici militari fatta di tensioni, sospetti, frizioni, competizioni corporative e personali, piccole e grandi congiure (di palazzo Caprara). Ne esce un\u2019immagine ben diversa, profondamente diversa, da quella rassicurante delle dichiarazioni ufficiali, dei sorrisi delle parate e della retorica del sacrificio e del servizio. Che forse \u00e8 vera per quelli che stanno in basso, ma \u00e8 chiaramente una finzione ipocrita per i vertici. E non lo dico io, ma il generale Vecciarelli.<\/p>\n<p>Una lettera lunga: due intere pagine piuttosto fitte. Sentite cosa scrive. \u201cUn periodo cos\u00ec carico di problematiche, acuite anche da frizioni interne, quale quello degli ultimi anni, non lo si era mai riscontrato prima e vederlo ancora protrarsi e aleggiare sulle nostre teste come una spada di Damocle, non mi lascia n\u00e9 tranquillo n\u00e9 indifferente\u201d. Prosegue il generale che le sfide del momento (situazione internazionale, riforma dello strumento militare) non lo spaventano quanto \u201cl\u2019eventualit\u00e0 di lavorare in un clima non sereno, colmo di tensioni e di sospetti reciproci\u201d. Niente male per qualcuno a cui hanno insegnato a essere una sola schiera, Una Acies come recita il motto dell\u2019Accademia militare di Modena (va bene, lui \u00e8 dell\u2019Aeronautica, dove preferiscono gli eroi solitari, ma il concetto \u00e8 quello).<\/p>\n<p>Prosegue Vecciarelli con una domanda retorica \u201cCome affrontare le pi\u00f9 insidiose sfide interne?\u201d, alla quale risponde senza in realt\u00e0 rispondersi: \u201cricordo i tempi \u2026 quando si attendeva che altri sbagliassero\u2026 per meglio criticare il loro operato\u201d, \u201cin tempi pi\u00f9 recenti, ancora sotto gli occhi di tutti, per poter conseguire un sia pur velleitaria supremazia di una componente sull\u2019altra, non si sono risparmiate energie nello sviluppare delle vere e proprie contrapposizioni interne pi\u00f9 o meno manifeste, vincenti in qualche ambito, sicuramente perdenti nell\u2019intero complesso dell\u2019Organizzazione Difesa\u201d (ah, la passione dei militari per le maiuscole, ndr) . Insomma, non c\u2019\u00e8 traccia di quellacamaraderie che ci si aspetterebbe da un militare, quella di cui parlaStanley Kaufmann in una vecchia recensione del film \u201cWe Were Soldiers\u201d pubblicata da New Republic, a proposito dei soldati in partenza per il Vietnam, dove \u201cnon potranno contare che uno sull\u2019altro e nulla pi\u00f9 quando precipiteranno all\u2019inferno\u201d.<\/p>\n<p>Chiede infine un impegno a superare le divisioni e a lavorare insieme ma avverte: \u201cAderire a questo impegno non ci render\u00e0 la vita pi\u00f9 agevole, Coloro che contano di poter mantenere oconseguire rendite di posizione dall\u2019attuale status quo non ci risparmieranno critiche e ostacoli\u201d.<\/p>\n<p>Ci vorrebbe qualcuno capace fare un\u2019analisi semantica profonda (e forse anche psicoanalitica) dell\u2019inusitata lettera aperta. L\u2019uso delle parole la dice lunga sul pensiero profondo dell\u2019autore: \u201caleggiare come una spada di Damocle\u201d, \u201ctensioni e sospetti reciproci\u201d, \u201cinsidiose sfide interne\u201d, \u201cvelleitaria supremazia\u201d: concetti e immagini che veicolano un clima di ansia, di feroci contrapposizioni, di scontri reali che mettono in pericolo l\u2019efficienza stessa delle Forze armate. Altro che la pretesa scarsezza di risorse.<\/p>\n<p>Anzi, le guerre intestine per la visibilit\u00e0 (e per avere un posto in Finmeccanica o alla Lockheed al momento giusto) hanno fatto s\u00ec che ogni forza armata si sia comprata cos\u00ec tante armi che non pu\u00f2 usare perch\u00e9 mancano i soldi per il carburante, i pezzi di ricambio, la manutenzione. Come quelli che si comprano la Porsche ma non possono pagare l\u2019assicurazione perch\u00e9 in realt\u00e0 sono dei pezzenti. L\u2019Aeronautica si compera gli F-35 ma poi deve mettere fuori servizio gli aerei da addestramento SF-260 perch\u00e9 i motori sono stati danneggiati dall\u2019olio scaduto. L\u2019Esercito che sopravvive solo perch\u00e9 ci sono i fondi per le missioni all\u2019estero ma ha presentato un piano di riarmo da decine di miliardi. La Marina che insegue i sogni imperiali del suo capo ma non ha i soldi per sostituire nave Anteo, una nave soccorso sommergibili che ha pi\u00f9 di quaranta anni e uno deve sperare che per gli incidenti ci pensi lo stellone italico.<\/p>\n<p>Ora, che la situazione delle Forze armate italiane fosse disastrata lo sapevamo in tanti. Il carrierismo \u00e8 sfrenato, la logica della parrocchietta prevale sull\u2019interesse generale. L\u2019ognuno per s\u00e9 la vince sempre sull\u2019uno per tutti. Una situazione che si sapeva gi\u00e0 deteriorata da anni si \u00e8 ulteriormente compromessa sotto la gestione La Russa e l\u2019ineffabile Pinotti, preoccupata di promuovere la propria carriera, ha scelto la linea di non vedere e non sapere lasciando che tutto andasse avanti come sempre.<\/p>\n<p>Difficile credere che quella di Vecciarelli sia un\u2019iniziativa autonoma, di cui il capo di Stato maggiore Claudio Graziano, insediatosi il 28 febbraio, appena quattro giorni prima della lettera, fosse all\u2019oscuro. E d\u2019altra parte, se si rileggono i discorsi di circostanza della cerimonia di insediamento, qua e l\u00e0 emergono segnali in codice che adesso si possono pi\u00f9 facilmente decodificare. Il predecessore di Graziano, Binelli Mantelli, aveva parlato di \u201cvivissimo apprezzamento per la grinta e l\u2019incisivit\u00e0 con cui hanno giustamente sostenuto le esigenze e la specificit\u00e0 della loro componente\u201d riferendosi ai capi di Stato maggiore di Forza armata. Mentre la Pinotti aveva parlato di \u201cbanchi di sabbia e scogli sommersi\u201d che ostacolano la navigazione della Difesa.<\/p>\n<p>Nella lettera del nuovo sottocapo \u201cgrinta e incisivit\u00e0\u201d sono tradotte pi\u00f9 crudamente in \u201cvelleitarie supremazie di una componente sull\u2019altra\u201d, mentre gli indistinti \u201cbanchi di sabbia\u201d sono le \u201cfrizioni interne che aleggiano sulle nostre teste\u201d. Insomma, qui pi\u00f9 che un tanto promesso ma ancora non visto libro bianco, taumaturgica soluzione per tutti i mali della Difesa, servirebbe forse una terapia di gruppo, una grande seduta di autocoscienza.<\/p>\n<p>Ma chi siamo, figli dei fiori? &#8211; <a href=\"http:\/\/www.sindacatosupu.it\/2015\/03\/21\/supu-uno-dei-pochi-generali-che-esce-allo-scoperto-contro-il-palazzo\/\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>17\/03\/2015 &#8211; Gen. Vecciarelli, Uno dei pochi Generali che esce allo scoperto contro il Palazzo. 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