{"id":14971,"date":"2015-04-21T07:37:06","date_gmt":"2015-04-21T07:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=14971"},"modified":"2015-04-21T07:38:57","modified_gmt":"2015-04-21T07:38:57","slug":"la-trasparenza-che-non-ce-i-misteriosi-costi-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=14971","title":{"rendered":"La trasparenza che non c&#8217;e&#8217;: i misteriosi costi della Politica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/trasparenza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-14973 alignright\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/trasparenza-300x300.jpg\" alt=\"trasparenza\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/trasparenza-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/trasparenza-55x55.jpg 55w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/trasparenza.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Aprile 2015<\/strong> &#8211; \u00abMisteriosi e non accessibili\u00bb: sono sassate, le parole del \u00abrapporto Cottarelli\u00bb per spiegare i troppi dubbi sui canali attraverso cui i soldi seguitano ad arrivare alla cattiva politica. Sassate che mandano in pezzi la bella vetrina luccicante dove era stata esposta agli italiani l\u2019abolizione del finanziamento pubblico.<br \/>\nMa come: neppure gli esperti scelti dal commissario incaricato dallo Stato di scovare le escrescenze da rimuovere con la spending review han potuto scavare fino in fondo? No. Carlo Cottarelli l\u2019aveva buttata l\u00ec nell\u2019intervista a Beppe Severgnini mentre gi\u00e0 stava tornando al suo ufficio a Washington: \u00abSpesso molti documenti non mi venivano dati. Non per cattiva intenzione, ma perch\u00e9 non facevo parte della struttura\u00bb.<br \/>\nIl dossier \u00abnumero 5\u00bb sui costi della politica, tenuto in ammollo un anno (con spiritati inviti ad agire \u00abentro fine febbraio 2014\u00bb) accusa: \u00abIl lavoro \u00e8 stato reso difficoltoso dalla difficolt\u00e0 di accesso ai dati e dalla bassa qualit\u00e0 degli stessi\u00bb. Non solo \u00abl\u2019eterogeneit\u00e0 della contabilit\u00e0 regionale ha reso molto difficile svolgere stime accurate\u00bb ma, appunto, \u00abrestano misteriosi e non accessibili molti dei flussi finanziari che rappresentano forme diverse di finanziamento del sistema della politica\u00bb. Testuale.<br \/>\nVale per le Fondazioni dai nomi pi\u00f9 altisonanti che, in assenza di regole chiare, sono ripetutamente coinvolte in pasticci troppo spesso dai risvolti giudiziari. Vale per i privilegi figli di altre stagioni e accanitamente difesi come le prebende ai giornali di partito, le agevolazioni postali (0,04 euro a lettera!) che si traducono \u00abin un credito di Poste Italiane nei confronti del Tesoro per 550 milioni di euro\u00bb, o l\u2019Iva sulla pubblicit\u00e0 elettorale al 4 per cento, \u00abovvero la stessa aliquota vigente per i beni di prima necessit\u00e0\u00bb. Vale infine per le agevolazioni fiscali pi\u00f9 generose concesse a chi regala soldi a questa o quella forza politica invece che, ad esempio, ad una onlus impegnata nell\u2019assistenza ai malati terminali: \u00abNon appare evidente il motivo per cui ai finanziamenti privati ai partiti debba essere riconosciuto un regime di favore rispetto alle altre associazioni\u00bb.<br \/>\nPer non dire di norme che sembrano studiate apposta per sollevare fumo.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/srv.juiceadv.com\/banner_iframe.asp?user=5312&amp;tipo=0\" width=\"468\" height=\"60\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Un esempio? Il comma 3 dell\u2019articolo 5 dell\u2019ultima legge sul finanziamento pubblico dove, in una brodaglia di 342 parole e tecnicismi si spiega che il nome di chi dona fino a centomila euro l\u2019anno a un partito \u00abcon mezzi di pagamento diversi dal contante che consentano la tracciabilit\u00e0\u00bb va reso comunque pubblico sul sito web del partito stesso. Ma solo nel caso \u00abdei soggetti i quali abbiano prestato il proprio consenso\u00bb. Evviva la trasparenza&#8230;<br \/>\nEppure l\u2019ex commissario ai tagli batte e ribatte l\u00ec: trasparenza, trasparenza, trasparenza. \u00abLa pressione dell\u2019opinione pubblica \u00e8 essenziale per evitare gli sprechi\u00bb. Quindi, salvo le rare e ovvie eccezioni che riguardano la sicurezza, \u00abtutto dev\u2019essere disponibile online \u00bb. Tutto. Dalla banca dati dei costi standard a quella dell\u2019Autorit\u00e0 di vigilanza sui contratti pubblici.<br \/>\nE sempre l\u00ec torniamo. Alla necessit\u00e0 assoluta di offrire ai cittadini la possibilit\u00e0 di leggere i bilanci. Leggerli sul serio: la vera trasparenza non pu\u00f2 essere alla portata dei soli specialisti in grado di capire le pi\u00f9 acute sottigliezze da legulei. Se \u00e8 vero, come scriveva un secolo fa Max Weber, che lo Stato \u00abcerca di sottrarsi alla visibilit\u00e0 del pubblico perch\u00e9 questo \u00e8 il modo migliore per difendersi dallo scrutinio critico\u00bb, \u00e8 fondamentale per noi, che abbiamo un enorme problema di corruzione, aprire le finestre perch\u00e9 ogni contratto sia finalmente trasparente. E leggibile.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 l\u00ec, come hanno dimostrato decine di casi, che si annida la serpe del finanziamento occulto dei cattivi imprenditori ai cattivi politici. Scardinando le regole della sana economia, facendo lievitare i costi e imponendo, dice la Corte dei Conti, \u00abuna vera e propria tassa immorale ed occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini\u00bb.<br \/>\nLo sapevamo gi\u00e0 prima del rapporto Cottarelli? Certo. Colpisce, per\u00f2, leggere su un documento ufficiale lo sfogo di chi, dopo essersi visto affidare dallo Stato la missione di studiare le storture di un sistema ancora corrotto dalla cattiva politica, spiega di aver dovuto fare i conti con ostilit\u00e0 enormi.<br \/>\nBasti leggere, oltre ai gi\u00e0 citati, questo passaggio firmato dal gruppo di studio guidato da Massimo Bordignon, che confessa di non essere proprio in grado di fornire dati precisi, ad esempio, sulle buste paga reali di governatori, assessori o consiglieri: \u00abLa difficolt\u00e0 a ricostruire una banca dati affidabile per i costi del personale politico, incontrata anche in questo rapporto, dipende (oltre che dalla presenza della diaria) dalla moltiplicazione delle indennit\u00e0, che gonfiano le retribuzioni e rendono poco significativa la retribuzione del singolo consigliere per la stima della spesa complessiva\u00bb&#8230; \u00abMisteriosi e non accessibili\u00bb: sono sassate, le parole del \u00abrapporto Cottarelli\u00bb per spiegare i troppi dubbi sui canali attraverso cui i soldi seguitano ad arrivare alla cattiva politica. Sassate che mandano in pezzi la bella vetrina luccicante dove era stata esposta agli italiani l\u2019abolizione del finanziamento pubblico.<br \/>\nMa come: neppure gli esperti scelti dal commissario incaricato dallo Stato di scovare le escrescenze da rimuovere con la spending review han potuto scavare fino in fondo? No. Carlo Cottarelli l\u2019aveva buttata l\u00ec nell\u2019intervista a Beppe Severgnini mentre gi\u00e0 stava tornando al suo ufficio a Washington: \u00abSpesso molti documenti non mi venivano dati. Non per cattiva intenzione, ma perch\u00e9 non facevo parte della struttura\u00bb.<br \/>\nIl dossier \u00abnumero 5\u00bb sui costi della politica, tenuto in ammollo un anno (con spiritati inviti ad agire \u00abentro fine febbraio 2014\u00bb) accusa: \u00abIl lavoro \u00e8 stato reso difficoltoso dalla difficolt\u00e0 di accesso ai dati e dalla bassa qualit\u00e0 degli stessi\u00bb. Non solo \u00abl\u2019eterogeneit\u00e0 della contabilit\u00e0 regionale ha reso molto difficile svolgere stime accurate\u00bb ma, appunto, \u00abrestano misteriosi e non accessibili molti dei flussi finanziari che rappresentano forme diverse di finanziamento del sistema della politica\u00bb. Testuale.<br \/>\nVale per le Fondazioni dai nomi pi\u00f9 altisonanti che, in assenza di regole chiare, sono ripetutamente coinvolte in pasticci troppo spesso dai risvolti giudiziari. Vale per i privilegi figli di altre stagioni e accanitamente difesi come le prebende ai giornali di partito, le agevolazioni postali (0,04 euro a lettera!) che si traducono \u00abin un credito di Poste Italiane nei confronti del Tesoro per 550 milioni di euro\u00bb, o l\u2019Iva sulla pubblicit\u00e0 elettorale al 4 per cento, \u00abovvero la stessa aliquota vigente per i beni di prima necessit\u00e0\u00bb. Vale infine per le agevolazioni fiscali pi\u00f9 generose concesse a chi regala soldi a questa o quella forza politica invece che, ad esempio, ad una onlus impegnata nell\u2019assistenza ai malati terminali: \u00abNon appare evidente il motivo per cui ai finanziamenti privati ai partiti debba essere riconosciuto un regime di favore rispetto alle altre associazioni\u00bb.<br \/>\nPer non dire di norme che sembrano studiate apposta per sollevare fumo. Un esempio? Il comma 3 dell\u2019articolo 5 dell\u2019ultima legge sul finanziamento pubblico dove, in una brodaglia di 342 parole e tecnicismi si spiega che il nome di chi dona fino a centomila euro l\u2019anno a un partito \u00abcon mezzi di pagamento diversi dal contante che consentano la tracciabilit\u00e0\u00bb va reso comunque pubblico sul sito web del partito stesso. Ma solo nel caso \u00abdei soggetti i quali abbiano prestato il proprio consenso\u00bb. Evviva la trasparenza&#8230;<br \/>\nEppure l\u2019ex commissario ai tagli batte e ribatte l\u00ec: trasparenza, trasparenza, trasparenza. \u00abLa pressione dell\u2019opinione pubblica \u00e8 essenziale per evitare gli sprechi\u00bb. Quindi, salvo le rare e ovvie eccezioni che riguardano la sicurezza, \u00abtutto dev\u2019essere disponibile online \u00bb. Tutto. Dalla banca dati dei costi standard a quella dell\u2019Autorit\u00e0 di vigilanza sui contratti pubblici.<br \/>\nE sempre l\u00ec torniamo. Alla necessit\u00e0 assoluta di offrire ai cittadini la possibilit\u00e0 di leggere i bilanci. Leggerli sul serio: la vera trasparenza non pu\u00f2 essere alla portata dei soli specialisti in grado di capire le pi\u00f9 acute sottigliezze da legulei. Se \u00e8 vero, come scriveva un secolo fa Max Weber, che lo Stato \u00abcerca di sottrarsi alla visibilit\u00e0 del pubblico perch\u00e9 questo \u00e8 il modo migliore per difendersi dallo scrutinio critico\u00bb, \u00e8 fondamentale per noi, che abbiamo un enorme problema di corruzione, aprire le finestre perch\u00e9 ogni contratto sia finalmente trasparente. E leggibile.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 l\u00ec, come hanno dimostrato decine di casi, che si annida la serpe del finanziamento occulto dei cattivi imprenditori ai cattivi politici. Scardinando le regole della sana economia, facendo lievitare i costi e imponendo, dice la Corte dei Conti, \u00abuna vera e propria tassa immorale ed occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini\u00bb.<br \/>\nLo sapevamo gi\u00e0 prima del rapporto Cottarelli? Certo. Colpisce, per\u00f2, leggere su un documento ufficiale lo sfogo di chi, dopo essersi visto affidare dallo Stato la missione di studiare le storture di un sistema ancora corrotto dalla cattiva politica, spiega di aver dovuto fare i conti con ostilit\u00e0 enormi.<br \/>\nBasti leggere, oltre ai gi\u00e0 citati, questo passaggio firmato dal gruppo di studio guidato da Massimo Bordignon, che confessa di non essere proprio in grado di fornire dati precisi, ad esempio, sulle buste paga reali di governatori, assessori o consiglieri: \u00abLa difficolt\u00e0 a ricostruire una banca dati affidabile per i costi del personale politico, incontrata anche in questo rapporto, dipende (oltre che dalla presenza della diaria) dalla moltiplicazione delle indennit\u00e0, che gonfiano le retribuzioni e rendono poco significativa la retribuzione del singolo consigliere per la stima della spesa complessiva\u00bb&#8230; &#8211; <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/15_aprile_02\/i-misteriosi-costi-politici-406b895a-d8f7-11e4-938a-fa7ea509cbb1.shtml\">di Gian Antonio STELLA<\/a><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=14971\" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Aprile 2015 &#8211; \u00abMisteriosi e non accessibili\u00bb: sono sassate, le parole del \u00abrapporto Cottarelli\u00bb per spiegare i troppi dubbi sui canali attraverso cui i soldi seguitano ad arrivare alla cattiva politica. 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