{"id":1541,"date":"2013-11-16T10:34:41","date_gmt":"2013-11-16T10:34:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=1541"},"modified":"2013-11-16T10:34:41","modified_gmt":"2013-11-16T10:34:41","slug":"le-mani-di-bruxelles-sullitalia-cosi-ci-vogliono-commissariare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=1541","title":{"rendered":"Le mani di Bruxelles sull&#8217;Italia Cos\u00ec ci vogliono commissariare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/UE1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1543\" alt=\"UE\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/UE1-300x180.jpg\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/UE1-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/UE1-91x55.jpg 91w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/UE1-235x140.jpg 235w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/UE1.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo la stroncatura della legge di Stabilit\u00e0 pronta la &#8220;cura greca&#8221;: rigore, tagli e tasse. &#8211; A voler essere ottimisti, il brutto voto assegnato dalla Commissione europea alla legge di Stabilit\u00e0 potrebbe essere classificato come l&#8217;ennesima conferma dell&#8217;umore ondivago di Bruxelles nei confronti dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Un pendolo in continua oscillazione tra il bastone e la carota, una dinamo a corrente alternata capace di dispensare carezze \u00abper gli sforzi fatti\u00bb ma anche di rifilare ceffoni causa \u00abla lentezza delle riforme\u00bb. Ma il \u00absemaforo arancione\u00bb, nella definizione eufemistica del commissario Olli Rehn, rischia di essere il segnale premonitore di un prossimo commissariamento dell&#8217;Italia. Insomma, saremmo gi\u00e0 alle prove tecniche di troika, alla messa sotto tutela di Ue, Bce e Fmi con la conseguente cessione della sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>La bocciatura alla legge di Stabilit\u00e0 \u00e8 del resto un fatto grave. Lo \u00e8 perch\u00e9 la manovra porta in calce soprattutto la firma di Maurizio Saccomanni, una vita spesa in Bankitalia a contatto con Mario Draghi. La stretta vicinanza e la condivisione di idee tra il ministro dell&#8217;Economia e il presidente della Bce avrebbero dovuto proteggere, nelle intenzioni, l&#8217;Italia dagli strali comunitari. Un&#8217;ulteriore blindatura sembrava garantita dall&#8217;aver strappato al dipartimento Affari di bilancio del Fondo monetario internazionale Carlo Cottarelli (anch&#8217;egli, peraltro, ex Bankitalia) per affidargli la supervisione interna della spending review. Ovvero, l&#8217;architrave di quella politica di austerity sconfessata, seppur con colpevole ritardo, dallo stesso Fmi. Nel tragitto da Washington a Roma, Cottarelli ha quindi perso il piumaggio da colomba ed \u00e8 arrivato nella capitale volando con le ali da falco. Questo double team rigorista non \u00e8 per\u00f2 bastato per strappare il \u00abs\u00ec\u00bb della Commissione Ue.<br \/>\nAll&#8217;Italia viene imputato un insufficiente calo del debito. Vero. Il debito, anzich\u00e9 diminuire, \u00e8 cresciuto fino ad arrivare al 133% del Pil, e promette di salire l&#8217;anno prossimo fino a raggiungere quota 134%. La sostanziale stabilit\u00e0 dello spread sembra aver garantito finora solo una minor spesa per interessi. Ma per il resto, le condizioni in cui si trova un Paese che ha bruciato nove punti di Pil e un quarto della produzione industriale dal 2007 a oggi, con una scia di recessione lunga nove trimestri e che da gennaio a fine settembre ha visto fallire 10mila imprese, non permettono neppure un contenimento degli oltre duemila miliardi di debito pubblico.<br \/>\n{googleAds}<\/p>\n<div style=\"float: right;\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\" async=\"\"><\/script><!-- lonesto --> <ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: inline-block; width: 336px; height: 280px;\" data-ad-client=\"ca-pub-7130107684836355\" data-ad-slot=\"7465015706\"><\/ins><script type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n\/\/ ]]><\/script><\/div>\n<p>{\/googleAds}<br \/>\nLa contrazione dell&#8217;economia, aggravata dalle politiche restrittive (un fenomeno ammesso perfino da Mario Monti), porta infatti a una continua erosione del gettito fiscale nonostante i sacrifici imposti a famiglie e imprese. Chi non lavora, ovvero il 12,5% degli italiani, ha forzatamente tagliato i consumi. Ci\u00f2 significa minori entrate erariali e minori profitti per le imprese, costrette quindi a mandare a casa altri lavoratori. Una spirale perversa.<\/p>\n<p>Anche se di troppo rigore si pu\u00f2 morire, \u00e8 difficile ipotizzare un default dell&#8217;Italia. In fondo, siamo pur sempre too big to fail. Se per\u00f2 le agenzie di rating dovessero classificare il nostro debito come junk, cio\u00e8 spazzatura, i grandi investitori istituzionali sarebbero costretti a sbarazzarsi di Bot e Btp. Con conseguenze cos\u00ec disastrose da rendere inevitabile l&#8217;sos alla Bce attraverso l&#8217;attivazione dello scudo Omt. Di fatto, si spalancherebbero le porte all&#8217;arrivo della troika. Viste le esperienze precedenti (Irlanda, Grecia e Portogallo), la medicina prescritta sarebbe molto amara: robuste sforbiciate ai dipendenti pubblici, taglio ai salari minimi e picconate al welfare. Misure che condannerebbero il Paese ad altri anni di recessione. L&#8217;alternativa? Una: picchiare i pugni sul tavolo per rinegoziare con l&#8217;Europa le regole di un gioco mortale. <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/interni\/mani-bruxelles-sullitalia-cos-ci-vogliono-commissariare-967837.html\">Fonte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Dopo la stroncatura della legge di Stabilit\u00e0 pronta la &#8220;cura greca&#8221;: rigore, tagli e tasse. &#8211; A voler essere ottimisti, il brutto voto assegnato dalla Commissione europea alla legge di Stabilit\u00e0 potrebbe essere classificato come <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=1541\" title=\"Le mani di Bruxelles sull&#8217;Italia Cos\u00ec ci vogliono commissariare\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,79,77],"tags":[],"views":1898,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1541"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1541"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1544,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1541\/revisions\/1544"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}