{"id":15970,"date":"2015-05-14T09:03:41","date_gmt":"2015-05-14T09:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=15970"},"modified":"2015-05-14T09:06:17","modified_gmt":"2015-05-14T09:06:17","slug":"parassiti-di-stato-ecco-la-lista-completa-poltrone-e-regali-tramandati-ai-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=15970","title":{"rendered":"Parassiti di stato, ecco la lista completa: poltrone e regali tramandati ai figli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/parassiti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-15971 alignright\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/parassiti-300x180.jpg\" alt=\"parassiti\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/parassiti-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/parassiti-92x55.jpg 92w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/parassiti-235x140.jpg 235w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/parassiti.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>14\/05\/2015<\/strong> \u00a0&#8211; C\u2019\u00e8 Verdini jr che toglie le ganasce alla sua auto, la famigerata bat-caverna di Moratti e il leggendario \u2018Trota\u2019 Bossi con i suoi titoli di studio. E poi ci sono quelli, tanti, che grazie al ruolo dei genitori ottengono poltrone importanti e regali a cinque cifre<br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire che almenoTommaso Verdini, figlio del (gi\u00e0) plenipotenziario forzista Denis, stavolta ha fatto proprio tutto da solo. L\u2019altra sera a Firenze, ha liberato il suo suv Mercedes in divieto di sosta dalle ganasce messe dai vigili, le ha caricate in auto ed \u00e8 ripartito allegro per la sua serata con gli amici. La denuncia per furto aggravato, se l\u2019\u00e8 conquistata in piena e attiva autonomia.<br \/>\nIl che tutto sommato salta agli occhi: perch\u00e9 invece spesso, nella dolente e vischiosa storia dei figli dei politici che affiorano agli onori delle cronache, compare un che di passivo e di fatale. La prole, soprattutto nei racconti dei genitori, pare a volte poco pi\u00f9 che mera destinataria: di posti di lavoro, di favori, di regali, di carriera politica, di preoccupazioni, oggetto in generale dei pensieri altrui, siano di mamma e pap\u00e0, o degli amici loro. Ma in ogni caso, sempre meritevole di stare dove sta, ci mancherebbe.<br \/>\nCapolavoro di passivit\u00e0 \u00e8 il caso Lupi. Laureato al Politecnico di Milano con 110 e lode, Luca Lupi, figlio del ministro Maurizio, si vede per esempio recapitare un Rolex da 13 mila euro. Glielo manda con tanti complimenti l\u2019ingegner Stefano Perotti, socio di Ercole Incalza, il capo della centrale operativa delle grandi opere al ministero delle infrastrutture: insomma uno che conosce pap\u00e0. Cos\u00ec pure, due mesi dopo, Luca viene spedito, via Incalza, da Perotti e infine dal genero di costui, Giorgio Mor, dal quale lavora per il palazzo dell\u2019Enel a San Donato Milanese, 1.300 euro netti al mese per un anno. Ma insomma, lui si \u00e8 laureato, \u00e8 il padre che ha telefonato.<br \/>\nPerch\u00e9 i figli so\u2019 \u2018n piezz\u2019 \u2018e core, in nessun caso definibili \u201cpirla\u201d, come ha fatto il pap\u00e0 del ribelle no-exp\u00f2. Ma, prima ancora, sono oggetto di timori e preoccupazioni. Studiano, s\u00ec, ma ce la faranno? Il genitore fa quel che pu\u00f2, e del resto, se potente, per poco che faccia, fa molto. \u201cDico che quello oggi ha fatto trent\u2019anni\u201d, si sfogava Angelo Balducci col costruttore Diego Anemone, parlando del suo primogenito Filippo: \u201cIo per carit\u00e0 non voglio nemmeno confrontarmi con voi. Ma io dico che tu, a trent\u2019anni, eri gi\u00e0 capo di un piccolo impero. Questo non c\u2019ha manco un posto da usciere tanto per essere chiari. Permetterai che uno \u00e8 un po\u2019 incazzato\u00bb. Poi, se come ha sostenuto il magistrato dell\u2019accusa nel processo sulla cricca, Anemone si d\u00e0 da fare per aiutare il figlio di Balducci, che vuoi, vien da s\u00e9.<br \/>\nLo stesso Tommaso Verdini, del resto, all\u2019epoca fa fin\u00ec sui giornali perch\u00e9, a margine dell\u2019inchiesta sulla P4, venne fuori che usava l\u2019imprenditore amico di pap\u00e0, Riccardo Fusi, come una sorta di agenzia di viaggi last minute. Peccato veniale. Tommaso deve fare il test d\u2019ingresso alla Bocconi? Chiama Fusi e lui prenota subito all\u2019Hotel Cusani di Milano. Invece di una stanza, al ragazzo ne danno due: \u00abVolevo sapere se anche quella \u00e8 sul tuo conto\u00bb. Figurarsi: \u00abMettile sul mio conto\u00bb. Stesso schema a Forte dei Marmi, dopo la maturit\u00e0, sempre in Versilia (\u00absiamo in otto\u00bb), a Milano prima di partire per Ibiza (\u00abs\u00ec anche il garage \u00e8 gratis\u00bb). Anche in questo caso Verdini junior mostra una certa autonomia. Ma una volta \u00e8 la mamma a chiamare: \u00abQuell\u2019ebete di mio figlio arriva alla Malpensa alle undici e mezzo\u2026 ecco volevo mandarlo in albergo a Milano. La suite, quella che hai dato a Denis\u00bb.<br \/>\nMio figlio, quell\u2019ebete. Perch\u00e9 nella famosa storia delle colpe che ricadono, di rado \u00e8 davvero chiaro quali ricadano su chi: a volte tornano indietro, tipo boomerang, da figlio a genitore, ma di solito \u00e8 un condominio. Le colpe, o diciamo le responsabilit\u00e0, stanno in affido congiunto. Si rimpallano. Quando la ministra Cancellieri, da Guardasigilli, fu chiamata a rispondere in Aula per quelle telefonate di interessamento verso la figlia Ligresti, allora detenuta ma amica di famiglia, ritagli\u00f2 uno spazio per chiarire anche la posizione di suo figlio Piergiorgio Peluso, bocconiano e banchiere dalla carriera brillante, che aveva lavorato 12 mesi come direttore generale della Fonsai (ricevendone peraltro oltre tre milioni di buonuscita): \u201cTengo a sottolineare che quando lui ha avuto quell\u2019incarico, io ero una tranquilla signora in pensione, che mai avrebbe pensato di diventare ministro\u201d, disse in Parlamento. La frase serviva a chiarire che Piergiorgio non era l\u00e0 in quanto figlio di: \u00e8 adesso che lui \u00e8 indagato per bancarotta proprio per il fallimento della Fonsai, si immagina Cancellieri almeno sollevata di non essere pi\u00f9 ministro. Senn\u00f2 sai che titoli.<br \/>\nSempre a proposito di rimpalli, c\u2019\u00e8 per esempio in risalto, adesso che Vincenzo De Luca corre per la regione Campania, la simpatica tegola del suo primogenito Piero, gi\u00e0 componente dell\u2019assemblea nazionale del Pd, che \u00e8 indagato per concorso in bancarotta fraudolenta nell\u2019inchiesta sul fallimento del pastificio Antonio Amato. Secondo i magistrati, De Luca junior, che fa l\u2019avvocato, avrebbe ricevuto 23mila euro da una immobiliare controllata dal pastificio, sotto forma di biglietti aerei. Peraltro, secondo le dichiarazioni rese ai pm da Giuseppe Amato, mentre il padre faceva il sindaco di Salerno, De Luca junior era consulente legale, presso il pastificio, per una variante urbanistica da approvare per trasformare l\u2019area dell\u2019ex stabilimento in un centro residenziale, materia cio\u00e8 che atteneva al comune. Vai a capire: De Luca senior comunque tira dritto, come al solito.<br \/>\nE\u2019 poi finita con un patteggiamento (sei mesi, convertiti in 49 mila euro di multa), invece, la storia della Bat casa di Gabriele Moratti, esplosa quando ancora sua madre Letizia faceva il sindaco di Milano. Gabriele \u2013 a quanto pare senza i permessi necessari \u2013 aveva trasformato 447 metri quadri di laboratorio a uso industriale, in una mega residenza avveniristica: si parlava di un bunker sotterraneo cui si accedeva attraverso una botola motorizzata, un poligono di tiro, una piscina, forni, sala fitness, vasca idromassaggio, bagno turco. Non \u00e8 vero niente, protest\u00f2 Gabriele all\u2019epoca: \u201cE\u2019 tutta una colossale montatura usata contro mia madre. Noi siamo legati da un profondo e reciproco affetto, ma io faccio la mia vita e rivendico la mia indipendenza\u201d. Altrettanto fece poi lei: \u201cMio figlio \u00e8 indipendente, francamente non mi occupo delle questioni tecniche relative alla sua casa, comunque ognuno si assumer\u00e0 le sue responsabilit\u00e0\u201d. Ad ogni buon conto, due consiglieri del Pd fecero recapitare alla sindaca una maschera di Batman, e in ogni caso \u2013 anche se non per questo \u2013 la sua carriera in politica fin\u00ec. E ognuno si prese le sue responsabilit\u00e0.<br \/>\nMa insomma, il pi\u00f9 delle volte, indistinguibili le responsabilit\u00e0, la faccenda \u00e8 un impasto di meriti e familismo di potere, in una linea di continuit\u00e0 nella quale \u00e8 difficile, sia da dentro che da fuori, individuare un punto di frattura. In un paese dove si trova lavoro per \u201csegnalazione\u201d nel 78 per cento dei casi (dato Eurostat 2012), anche per chi, per politica o potere in genere \u00e8 immerso in un mondo nel quale nessun favore, nessun incarico \u00e8 disinteressato anche quando sia penalmente irrilevante, \u00e8 pi\u00f9 che altro una questione di gradi: a volte la coincidenza spicca come un neon fosforescente, altre sbiadisce quasi del tutto.<br \/>\nQuando la figlia dell\u2019allora ministra del Lavoro Elsa Forneroe dell\u2019economista Enrico Deaglio, Silvia, fin\u00ec sui giornali in quanto professore associato nella stessa universit\u00e0 nella quale i genitori erano ordinari, e responsabile della ricerca in una fondazione finanziata dalla Compagnia di San Paolo, di cui la mamma era stata vicepresidente, esplosero illazioni. E, insieme, l\u2019indignazione della ministra: \u201cMia figlia ha lavorato duro e si \u00e8 guadagnata tutto quel che ha\u201d. Quando Fabrizio Indaco, figlio di Manuela Repetti, compagna di Sandro Bondi, fu assunto alla Direzione generale del cinema, proprio quando il forzista \u2013 e, diciamo, patrigno \u2013 era ministro della Cultura, la mamma sbott\u00f2: \u201cMa insomma in attesa di laurearsi dovr\u00e0 pure guadagnare qualcosa\u201d.<br \/>\nQuestione di gradi, di sensibilit\u00e0. Meno facile, per non dire peggio ancora se il padre (o la madre) si mette in testa di far s\u00ec che il figlio segua le sue orme. Su questo Renzo Bossi \u00e8 caso di scuola, interessante al limite anche dal punto di vista psicologico, oltrech\u00e9 giudiziario. Dopo aver fatto del suo faticoso diploma un caso nazionale, infatti, Bossi pare si mise in testa di farne \u201cse non il mio delfino, almeno la trota\u201d, affibbiandogli peraltro quella condanna di soprannome che poi non s\u2019\u00e8 levato pi\u00f9. Renzo divent\u00f2 consigliere regionale in Lombardia ad appena 21 anni, e con ben 12 mila voti. Dovette totalizzare in due anni, dal 2010 al 2012, quasi sedicimila euro di rimborsi-spese che il magistrato ha poi definito \u201cnon inerenti\u201d per chiarire al padre che lui per la politica non era tagliato: caramelle, gomme da masticare, spazzolino da denti, mojito, campari, negroni, patatine, Fonzies, barrette ipocaloriche giornali, sigarette, un iPhone, auricolari, un computer, un libro di Pansa. E\u2019 stato rinviato a giudizio a fine aprile, insieme con altri 55 consiglieri del Pirellone. E\u2019 in buona compagnia, insomma, ma non altrettanto blasonata. Il figlio di Bossi resta lui.<br \/>\nMeglio \u00e8 andata, alla fine, a Cristiano Di Pietro figlio di Antonio. Lui siede ancora in consiglio regionale in Molise, dove \u00e8 stato eletto al secondo mandato, nella stessa tornata elettorale del 2013 nella quale suo padre \u00e8 stato eliminato. Prima della fine, l\u2019assicurazione: \u201cNon \u00e8 un altro Trota, ha fatto la gavetta, lui\u201d, chiariva Antonio per difendersi dall\u2019accusa di familismo. Certo poi, anche Cristiano a un certo punto si mise nei guai: fin\u00ec nell\u2019indagine sulla Global Service, per certe sue telefonate al provveditore alle opere pubbliche in Campania e Molise, nelle quali pare chiedesse incarichi e consulenze per la sua rete amicale. Ma la faccenda fin\u00ec in un bicchier d\u2019acqua, e lui, prima indagato, fu archiviato. E chiss\u00e0 se magari adesso sarebbe disposto a fare staffetta col padre: si appresta a far cos\u00ec Tommaso Barbato, che corre (col centrosinistra) per il consiglio regionale campano dove per cinque anni (col centrodestra) \u00e8 stato seduto suo figlio, Francesco. Raro, ma talvolta accade anche questo. <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/palazzo\/2015\/05\/14\/news\/quando-i-figli-dei-potenti-si-mettono-nei-guai-ecco-tutti-i-delfini-che-imbarazzano-i-padri-1.212626?ref=HEF_RULLO\">FONTE<\/a><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=15970\" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>14\/05\/2015 \u00a0&#8211; C\u2019\u00e8 Verdini jr che toglie le ganasce alla sua auto, la famigerata bat-caverna di Moratti e il leggendario \u2018Trota\u2019 Bossi con i suoi titoli di studio. 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