{"id":1647,"date":"2013-11-17T14:57:34","date_gmt":"2013-11-17T14:57:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=1647"},"modified":"2013-11-17T14:57:47","modified_gmt":"2013-11-17T14:57:47","slug":"in-italia-scomparsi-615mila-maiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=1647","title":{"rendered":"In Italia scomparsi 615mila maiali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maiali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1649 alignright\" alt=\"maiali\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maiali-300x143.jpg\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maiali-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maiali-115x55.jpg 115w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maiali.jpg 345w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Coldiretti: &#8220;A rischio di estinzione i prodotti della norcineria nazionale come il prosciutto di Parma&#8221;.<br \/>\nSolo nell\u2019ultimo anno sono scomparsi in Italia 615mila maiali \u201csfrattati\u201d dalle importazioni di carne dall\u2019estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualit\u00e0, con il concreto rischio di estinzione per i prelibati prodotti della norcineria nazionale, dal culatello di Zibello alla coppa piacentina, dal prosciutto di San Daniele a quello di Parma, la cui produzione \u00e8 calata del 10 per cento dall\u2019inizio della crisi nel 2008.<br \/>\nE\u2019 la Coldiretti a lanciare l\u2019allarme sul futuro di uno dei settori di punta della produzione agroalimentare nazionale dove trovano occupazione 105mila presone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, ora in pericolo.<br \/>\nLa chiusura forzata degli allevamenti \u00e8 stata causata dall\u2019impossibilit\u00e0 di coprire i costi di produzione per i bassi prezzi provocati dalle importazioni dall\u2019estero di carne di bassa qualita\u2019 per ottenere prosciutti da \u201cspacciare\u201d come Made in Italy per la mancanza dell&#8217;obbligo di indicare in modo chiaro in etichetta la provenienza. In Italia due prosciutti su tre oggi provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta.<br \/>\nUn inganno per i consumatori e un danno per gli allevatori italiani impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di altissima qualit\u00e0 che da mesi non viene neanche piu\u2019 quotata. I macellatori disertano infatti l\u2019apposita commissione prevista alla \u201cBorsa del maiale\u201d di Mantova dove viene fissato ogni gioved\u00ec il prezzo di riferimento nazionale.<br \/>\n{googleAds}<\/p>\n<div style=\"float: left;\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\" async=\"\"><\/script><!-- lonesto --> <ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display: inline-block; width: 336px; height: 280px;\" data-ad-client=\"ca-pub-7130107684836355\" data-ad-slot=\"7465015706\"><\/ins><script type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n\/\/ ]]><\/script><\/div>\n<p>{\/googleAds}<br \/>\nIl blocco favorisce le speculazioni e mette a rischio il futuro del maiale italiano che ha caratteristiche e soprattutto alimentazione nettamente migliore rispetto ai prodotti che invadono il mercato dall&#8217;estero. Senza un prezzo di riferimento le aziende non sanno come muoversi ed il rischio per gli allevatori \u00e8 quello di rimanere incastrati nel gioco al ribasso del mediatori che sottopagano il prodotto e spingono alla chiusura degli allevamenti.<br \/>\nE&#8217; una situazione &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; che rischia di compromettere per sempre la potenzialita&#8217; produttiva nazionale con una destrutturazione degli allevamenti difficilmente recuperabile che mette a rischio l&#8217;essenza stessa di molti tesori agroalimentari del Made in Italy per i quali si registra nonostante la crisi un aumento della domanda interna ed estera. Gli acquisti domestici dei salumi Dop\/Igp sono aumentati in valore dell\u20191,9 per cento nei primi nove mesi del 2013 rispetto all\u2019anno precedente ma sono cresciute anche le esportazioni delle carni suine preparate in salumi ed altro.<br \/>\nGli allevatori della Coldiretti mettono sotto accusa anche gli insostenibili squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola: per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi ben 48 euro restano in tasca alla distribuzione commerciale, 22,5 al trasformatore industriale, 11 al macellatore e solo 18,5 euro all&#8217;allevatore. In altre parole &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; mentre in media all&#8217;allevatore i maiali allevati sono pagati circa 1,4 euro al chilo il consumatore spende oltre 23 euro al chilo per il prosciutto Dop.<br \/>\nUna forbice troppo larga che danneggia cittadini e allevatori italiani costretti a chiudere le stalle. In Italia nel 2013 sono allevati &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; meno di 8,7 milioni di maiali (erano 9,3 milioni nel 2012) destinati per il 70 per cento alla produzione dei 36 salumi che hanno ottenuto dall&#8217;Unione Europea il riconoscimento di denominazione di origine (Dop\/Igp). Il settore della produzione di salumi e carne di maiale in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi. <a href=\"http:\/\/www.parmadaily.it\/Notizia\/69210\/In_Italia_scomparsi_615mila_maiali_prosciutti_Dop_addio.aspx#.UojXgydGaGc\">Fonte<\/a><\/p>\n<p>Coldiretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Coldiretti: &#8220;A rischio di estinzione i prodotti della norcineria nazionale come il prosciutto di Parma&#8221;. 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