{"id":21125,"date":"2016-03-06T09:09:00","date_gmt":"2016-03-06T09:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=21125"},"modified":"2018-07-13T18:30:22","modified_gmt":"2018-07-13T18:30:22","slug":"come-gli-agnelli-hanno-rapinato-litalia-lungo-un-intero-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=21125","title":{"rendered":"Come gli Agnelli hanno rapinato l\u2019Italia lungo un intero secolo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marchionne_Elkann-1030x713.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-21128 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marchionne_Elkann-1030x713-300x117.jpg\" alt=\"Marchionne_Elkann-1030x713\" width=\"300\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marchionne_Elkann-1030x713-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marchionne_Elkann-1030x713-1024x400.jpg 1024w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marchionne_Elkann-1030x713-141x55.jpg 141w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Marchionne_Elkann-1030x713.jpg 1030w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gioanin lamiera, come scherzosamente gli operai chiamavano l&#8217;Avvocato, ha succhiato di brutto; ma prima di lui ha succhiato suo padre; e prima di suo padre, suo nonno Giovanni. Giovanni Agnelli Il Fondatore. Hanno succhiato dallo Stato, cio\u00e8 da tutti noi. E&#8217; una storia della Fiat a suo modo spettacolare e violenta, tipo rapina del secolo, questa che si pu\u00f2 raccontare &#8211; alla luce dell&#8217;ultimo blitz di Marchionne &#8211; tutta e completamente proprio in chiave di scandaloso salasso di denaro pubblico. Un salasso che dura da cent&#8217;anni.<\/p>\n<p>Partiamo dai giorni che corrono. Per esempio da Termini Imerese, lo stabilimento ormai giunto al drammatico epilogo (fabbrica chiusa e operai sul lastrico fuori dai cancelli). Costruito su terreni regalati dalla Regione Sicilia, nel 1970 inizia con 350 dipendenti e 700 miliardi di investimento. <\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nDei quali almeno il 40 per cento \u00e8 denaro pubblico graziosamente trasferito al signor Agnelli, a vario titolo. La fabbrica di Termini Imerese arriva a superare i 4000 posti di lavoro, ma ancora per grazia ricevuta: non meno di 7 miliardi di euro sborsati pro Fiat dal solito Stato magnanimo nel giro degli anni. Agnelli costa caro. Calcoli che non peccano per eccesso, parlano di 220 mila miliardi di lire, insomma 100 miliardi di euro (a tutt&#8217;oggi), transitati dalle casse pubbliche alla creatura di Agnelli. Nel suo libro &#8211; &#8220;Licenziare i padroni?&#8221;, Feltrinelli &#8211; Massimo Mucchetti fa alcuni conti aggiornati: \u00abNell&#8217;ultimo decennio il sostegno pubblico alla Fiat \u00e8 stato ingente. L&#8217;aiuto pi\u00f9 cospicuo, pari a 6059 miliardi di lire, deriva dal contributo in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno in base al contratto di programma stipulato col governo nel 1988\u00bb.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\"><script src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\" type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\ngoogletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');\n\/\/ ]]><\/script><\/div>\n<p>Nero su bianco, tutto &#8220;regolare&#8221;. Tutto alla luce del sole. \u00abSono gli aiuti ricevuti per gli stabilimenti di Melfi, in Basilicata, e di Pratola Serra, in Campania\u00bb. A concorrere alla favolosa cifra di 100 miliardi, entrano in gioco varie voci, sotto forma di decreti, leggi, &#8220;piani di sviluppo&#8221; cos\u00ec chiamati. Per esempio, appunto a Melfi e in Campania, il gruppo Agnelli ha potuto godere di graziosissima nonch\u00e9 decennale esenzione dell&#8217;imposta sul reddito prevista ad hoc per le imprese del Meridione. E una provvidenziale legge n.488 (sempre in chiave &#8220;meridionalistica&#8221;) in soli quattro anni, 1996-2000, ha convogliato nelle casse Fiat altri 328 miliardi di lire, questa volta sotto la voce &#8220;conto capitale&#8221;. Un bel regalino, almeno 800 miliardi, \u00e8 anche quello fatto da tal Prodi nel 1997 con la legge &#8211; allestita a misura di casa Agnelli, detentrice all&#8217;epoca del 40% del mercato &#8211; sulla rottamazione delle auto. Per non parlare dell&#8217;Alfa Romeo, fatta recapitare direttamente all&#8217;indirizzo dell&#8217;Avvocato come pacco-dono, omaggio sempre di tal Prodi. Sempre secondo i calcoli di Mucchetti, solo negli anni Novanta lo Stato ha versato al gruppo Fiat 10 mila miliardi di lire.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4L8BN-8ng2o\" width=\"650\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nUn costo altisssimo \u00e8 poi quello che va sotto la voce&#8221;ammortizzatori sociali&#8221;, un frutto della oculata politica aziendale (il collaudato stile &#8220;privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite&#8221;): cassa integrazione, pre-pensionamenti, indennit\u00e0 di mobilit\u00e0 sia breve che lunga, incentivi di vario tipo. \u00abNegli ultimi dieci anni le principali societ\u00e0 italiane del gruppo Fiat hanno fatto 147,4 milioni di ore di cassa integrazione &#8211; scrive sempre Mucchetti nel libro citato &#8211; Se assumiamo un orario annuo per dipendente di 1.920 ore, l&#8217;uso della cassa integrazione equivale a un anno di lavoro di 76.770 dipendenti. E se calcoliamo in 16 milioni annui la quota dell&#8217;integrazione salariale a carico dello Stato nel periodo 1991-2000, l&#8217;onere complessivo per le casse pubbliche risulta di 1228 miliardi\u00bb. Grazie, non \u00e8 abbastanza. Infatti, \u00abdi altri 700 miliardi \u00e8 il costo del prepensionamento di 6.600 dipendenti avvenuto nel 1994: e atri 300 miliardi se ne sono andati per le indennit\u00e0 di 5.200 lavoratori messi in mobilit\u00e0 nel periodo\u00bb. Non sono che esempi. Ma il conto tra chi ha dato e chi ha preso si chiude sempre a favore della casa torinese. Ab initio. In un lungo studio pubblicato su &#8220;Proteo&#8221;, Vladimiro Giacch\u00e9 traccia un illuminante profilo della storia (rapina) Fiat, dagli esordi ad oggi, sotto l&#8217;appropriato titolo&#8221;Cent&#8217;anni di improntitudine. Ascesa e caduta della Fiat&#8221;. Nel 1911, la appena avviata industria di Giovanni Agnelli \u00e8 gi\u00e0 balzata, con la tempestiva costruzione di motori per navi e sopratutto di autocarri, \u00aba lucrare buone commesse da parte dello Stato in occasione della guerra di Libia\u00bb. Non senza aver introdotto, gi\u00e0 l&#8217;anno dopo, 1912, \u00abil primo utilizzo della catena di montaggio\u00bb, sulle orme del redditizio taylorismo.<\/p>\n<p>E non senza aver subito imposto un contratto di lavoro fortemente peggiorativo; messo al bando gli &#8220;scioperi impulsivi&#8221;; e tentato di annullare le competenze delle Commissioni interne. \u00abSoltanto a seguito di uno sciopero durato 93 giorni, la Fiom otterr\u00e0 il diritto di rappresentanza e il riconoscimento della contrattazione collettiva\u00bb (anno 1913). Anche il gran macello umano meglio noto come Prima guerra mondiale \u00e8 un fantastico affare per l&#8217;industria di Giovanni Agnelli, volenterosamente schierata sul fronte dell&#8217;interventismo. I profitti (anzi, i &#8220;sovraprofitti di guerra&#8221;, come si disse all&#8217;epoca) furono altissimi: i suoi utili di bilancio aumentarono dell&#8217;80 per cento, il suo capitale pass\u00f2 dai 17 milioni del 1914 ai 200 del 1919 e il numero degli operai raddoppi\u00f2, arrivando a 40 mila. \u00abAlla loro disciplina, ci pensavano le autorit\u00e0 militari, con la sospensione degli scioperi, l&#8217;invio al fronte in caso di infrazioni disciplinari e l&#8217;applicazione della legge marziale\u00bb. E quando viene Mussolini, la Fiat (come gli altri gruppi industriali del resto) fa la sua parte. Nel maggio del &#8217;22 un collaborativo Agnelli batte le mani al &#8220;Programma economico del Partito Fascista&#8221;; nel &#8217;23 \u00e8 nominato senatore da Mussolini medesimo; nel &#8217;24 approva il &#8220;listone&#8221; e non lesina finanziamenti agli squadristi. Ma non certo gratis. In cambio, anzi, riceve moltissimo. \u00abLe politiche protezionistiche costituirono uno scudo efficace contro l&#8217;importazione di auto straniere, in particolare americane\u00bb. Per dire, il regime doganale, tutto pro Fiat, nel 1926 prevedeva un dazio del 62% sul valore delle automobili straniere; nel &#8217;31 arriv\u00f2 ad essere del 100%; \u00abe infine si giunse a vietare l&#8217;importazione e l&#8217;uso in Italia di automobili di fabbricazione estera\u00bb.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\nAutarchia patriottica tutta ed esclusivamente in nome dei profitti Fiat. Nel frattempo, beninteso, si scioglievano le Commissioni interne, si diminuivano per legge i salari e in Fiat entrava il &#8220;sistema Bedaux&#8221;, cio\u00e8 il &#8220;controllo cronometrico del lavoro&#8221;: ottimo per l&#8217;intensificazione dei ritmi e ia congrua riduzione dei cottimi. Mussolini, per la Fiat, fu un vero uomo della Provvidenza. E&#8217; infatti sempre grazie alla aggressione fascista contro l&#8217;Etiopia, che la nuova guerra porta commesse e gran soldi nelle sue casse: il fatturato in un solo anno passa da 750 milioni a 1 miliardo e 400 milioni, mentre la manodopera sale a 50 mila. \u00abUna parte dei profitti derivanti dalla guerra d&#8217;Etiopia &#8211; scrive Giacch\u00e9 &#8211; fu impiegata (anche per eludere il fisco) per comprare i terreni dove sarebbe stato costruito il nuovo stabilimento di Mirafiori\u00bb. Quello che il Duce poi definir\u00e0 \u00abla fabbrica perfetta del regime fascista\u00bb. Cospicuo aumento di fatturato e di utili anche in occasione della Seconda guerra mondiale. Nel proclamarsi del tutto a disposizione, sar\u00e0 Vittorio Valletta, nella sua veste di amministratore delegato, a dare subito \u00able migliori assicurazioni. Ponendo una sola condizione: che le autorit\u00e0 garantissero la disciplina nelle fabbriche attraverso la militarizzazione dei dipendenti\u00bb. Fiat brava gente. L&#8217;Italia esce distrutta dalla guerra, tra fame e macerie, ma la casa torinese \u00e8 gi\u00e0 al suo &#8220;posto&#8221;. Nel &#8217;47 risulta essere praticamente l&#8217;unica destinataria dell&#8217;appena nato &#8220;Fondo per l&#8217;industria meccanica&#8221;; e l&#8217;anno dopo, il fatidico &#8217;48, si mette in tasca ben il 26,4% dei fondi elargiti al settore meccanico e siderurgico dal famoso Piano Marshall. E poi venne la guerra fredda, e per esempio quel grosso business delle commesse Usa per la fabbricazione dei caccia da impiegare nel conflitto con la Corea. E poi vennero tutte quelle autostrade costruite per i suoi begli occhi dalla fidata Iri. E poi venne il nuovo dazio protezionistico, un ineguagliabile 45% del valore sulle vetture straniere&#8230; E poi eccetera eccetera. Mani in alto, Marchionne! Questa \u00e8 una rapina. &#8211; <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/storia\/445-come-gli-agnelli-hanno-rapinato-litalia-lungo-un-intero-secolo#sthash.YG8cBqib.bDhn7gtH.dpuf\">FONTE<\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\">CONTINUA A LEGGERE<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=21125\" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814490227-0\"><script src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\" type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\ngoogletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-correlati', [660, 450], 'div-gpt-ad-1488814490227-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814490227-0');\n\/\/ ]]><\/script><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Gioanin lamiera, come scherzosamente gli operai chiamavano l&#8217;Avvocato, ha succhiato di brutto; ma prima di lui ha succhiato suo padre; e prima di suo padre, suo nonno Giovanni. 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