{"id":22027,"date":"2016-04-23T06:56:53","date_gmt":"2016-04-23T06:56:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=22027"},"modified":"2016-04-23T08:22:20","modified_gmt":"2016-04-23T08:22:20","slug":"da-48-anni-la-basilicata-custodisce-le-scorie-nucleari-americane-che-nessuno-vuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=22027","title":{"rendered":"Da 48 anni la Basilicata custodisce le scorie nucleari americane che nessuno vuole"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mappa-trisaia2-350x264.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-22028\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mappa-trisaia2-350x264.png\" alt=\"mappa-trisaia2-350x264\" width=\"350\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mappa-trisaia2-350x264.png 350w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mappa-trisaia2-350x264-300x226.png 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mappa-trisaia2-350x264-73x55.png 73w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>In localit\u00e0 \u201cTrisaia Inferiore\u201d, nel comune di Rotondella (MT), sorge dal 1962, il Centro Ricerche ENEA Trisaia, nacque come centro di riprocessamento degli elementi esauriti del combustibile nucleare. Al suo interno l\u2019impianto Itrec, acronimo di Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi di Combustibile, appunto \u00e8 stato costruito nel periodo 1965-1970 dal CNEN, Comitato Nazionale per l\u2019Energia Nucleare. Tra il 1969 e il 1971, in seguito all\u2019accordo tra il CNEN e la statunitense USAEC, United States Atomic Energy Commission, sono stati trasferiti nell\u2019impianto 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio provenienti dal reattore sperimentale Elk River del Minnesota.<\/p>\n<blockquote><p><em>In Italia\u00a0 i depositi nucleari sono situati a <a href=\"http:\/\/www.sogin.it\/it\/chi-siamo\/decommissioning-degli-impianti-nucleari\/dove-siamo\/impianto-eurex-saluggia---vercelli.html\">Saluggia (VC)<\/a>, \u00a0abbiamo quello della <a href=\"http:\/\/www.enea.it\/it\/centro-ricerche-casaccia\/\">Casaccia di Roma<\/a>, e le ex Centrali atomiche di Latina, del <a href=\"http:\/\/www.sogin.it\/it\/chi-siamo\/decommissioning-degli-impianti-nucleari\/dove-siamo\/centrale-di-garigliano-caserta-.html\">Garigliano (CE)<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.sogin.it\/it\/chi-siamo\/decommissioning-degli-impianti-nucleari\/dove-siamo\/centrale-di-caorso-piacenza.html\">Caorso (PC)<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.sogin.it\/it\/chi-siamo\/decommissioning-degli-impianti-nucleari\/dove-siamo\/centrale-di-trino-vercelli.html\">Trino (VC)<\/a> hanno inciso enormemente sull\u2019elevata mortalit\u00e0 tra i soldati italiani che sono stati in missioni di guerra tra i quali, secondo la Direzione della Sanit\u00e0 Militare, si contano 2.500 ammalati e 216 morti.<\/em><\/p>\n<p>Stralcio tratto da <a href=\"http:\/\/www.uldericopesce.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=13:storie-di-scorie&amp;catid=3:spettacoli&amp;Itemid=10\">Ulderico Pesce<\/a> \u201cLa maggior parte degli italiani credono che il referendum del 1987 abbia bloccato il nucleare in Italia e con esso qualsivoglia tipo di pericolo. E invece non \u00e8 cos\u00ec. E lo dimostro nello spettacolo Storie di scorie il pericolo nucleare italiano scritto con l\u2019aiuto di giudici, fisici nucleari e indagini condotte in prima persona che hanno portato a dei video che mostro durante lo spettacolo e che attestano che il pericolo nucleare in Italia \u00e8 vivo visto che abbiamo Centrali atomiche dismesse e depositi nucleari pieni di scorie radioattive per giunta custodite in maniera approssimativa e, in molti casi, senza il necessario rispetto dei vincoli di sicurezza.<br \/>\nNello spettacolo parlo di vari incidenti nucleari avvenuti in questi ultimi anni di cui non ha mai parlato la stampa nazionale e dimostro che in Italia oltre i reattori nucleari dismessi ce ne sono altri attivi. Tra quelli dismessi il reattore di <strong>Caorso<\/strong>, in provincia di Piacenza, che comunque ha lasciato in stoccaggio 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1.032 elementi di barre radioattive pari a 187 tonnellate;\u00a0 il reattore di <strong>Trino Vercellese<\/strong> in provincia di Vercelli che ha lasciato nel deposito nucleare di <strong>Saluggia<\/strong>, a pochi metri dalla Dora Baltea, 53 barre radioattive, 1.600 mc di scorie radioattive e circa 20 tonnellate di rifiuti liquidi radioattivi; il reattore di <strong>Latina<\/strong> che contiene 900 mc di scorie radioattive e quello del Garigliano, in provincia di Caserta, che contiene 2.200 mc di scorie radioattive.<br \/>\nMolti sono i reattori nucleari attivi sul suolo nazionale, per motivi di studio -\u201cdicono\u201d-, e che hanno prodotto barre radioattive, questi reattori sono in citt\u00e0 come Milano, dove al Politecnico \u00e8 in funzione il Cesnef e dove sono stoccate 2 barre radioattive; a <strong>Roma<\/strong> dove nell\u2019impianto della Casaccia \u00e8 ancora in funzione il reattore nucleare <strong>Triga<\/strong> che ha generato 147 elementi di combustibile irraggiato; a <strong>Varese<\/strong> dove nel Centro ISPRA \u00e8 ancora attivo il reattore Esso R oltre a due laboratori in cui si lavora materiale radioattivo e due depositi dove sono stoccati 8 elementi di combustibile irraggiato e 3.000 mc di rifiuti radioattivi; a <strong>Voghera<\/strong> dove, l\u2019Universit\u00e0 di Pavia, tiene in funzione il reattore nucleare Lena e dove sono stoccate 4 barre di uranio.<br \/>\nSempre in Lombardia c\u2019\u00e8 il deposito di materiale a bassa radioattivit\u00e0 di <strong>Campoverde (Milano<\/strong>), e ancora il deposito \u201cControlsonic\u201d (circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi), il deposito \u201cCrad\u201d, attualmente in esercizio e circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi. Il deposito \u201cGammatom\u201d in provincia di Como altrettanti 1.000 mc di rifiuti radioattivi e \u201cProtex\u201d: impianto-deposito che contiene 1.000 mc di rifiuti a bassa radioattivit\u00e0. Nel deposito nucleare \u201cSorin\u201d altri 1.000 mc e la stessa quantit\u00e0 \u00e8 stoccata al centro \u201cCemerad\u201d ancora in funzione. Ancora a Legnaro, in provincia di Padova abbiamo un impianto destinato alla ricerca universitaria dove sono stoccati 3.000 mc di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato.<br \/>\nMa non finisce qui l\u2019elenco dei reattori nucleari ancora in funzione in Italia, a Pisa abbiamo il Cisam che produce ricerca militare, a <strong>Montecuccolino di Bologna<\/strong> e a <strong>Voghera <\/strong>in provincia di Pavia altri due reattori e ancora il deposito nucleare di <strong>Bosco Marengo<\/strong> (AL) con 250 mc di rifiuti radioattivi e quello di <strong>Rotondella<\/strong> in Basilicata dove sono stoccate 64 barre di uranio radioattivo e \u201ccustodite\u201d circa 3 tonnellate di liquidi radioattivi in due cisterne di acciaio il cui livello di sicurezza \u00e8 finito tanto che una delle due gi\u00e0 il 14 aprile del 1994 si buc\u00f2 facendo uscire il liquido radioattivo. Infine, a proposito di pericolo, non si possono non citare le armi atomiche presenti sul suolo nazionale, 40 bombe radioattive conservate a <strong>Ghedi<\/strong> vicino a Brescia e 50 ad <strong>Aviano<\/strong> nei pressi di Pordenone. Va\u00a0 denunciata in chiusura l\u2019aberrante situazione del Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, in Sardegna, che si estende su 135 km2, dove per circa 50 anni sono state sperimentate varie armi che hanno prodotto malattie e morte. Alla luce di quanto accade a Fukushima le informazioni che divulgo nello spettacolo dal 2003, gettano una luce inquietante sul pericolo che i cittadini italiani vivono nell\u2019indifferenza e nell\u2019assoluta mancanza di informazioni. Su <a href=\"http:\/\/www.uldericopesce.it\/undefined\/\">www.uldericopesce.it<\/a> ho aperto una petizione popolare per bloccare tutti i reattori ancora in funzione in Italia, bonificare le aree e mettere in sicurezza tutto il materiale radioattivo presente sul suolo nazionale.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>8246 chilometri separano Elk River, in Minnesota, e Rotondella, in Basilicata. Tra le due citt\u00e0 esiste per\u00f2 un legame quasi impossibile da sciogliere, sancito da un &#8216;tesoro&#8217; maledetto: 84 barre da 1.672 chili di combustibile radioattivo che da quasi cinquant&#8217;anni sono al centro di una contesa che coinvolge Italia e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Tra reciproche scaramucce, preoccupazioni e polemiche, una vera soluzione non \u00e8 mai stata trovata. Adesso per\u00f2, giurano i diretti interessati, siamo vicini a mettere la parola fine a una vicenda che esemplifica il rapporto travagliato tra gli italiani e le scorie nucleari.<\/p>\n<p>Ci troviamo a Rotondella, un comune di 2.700 abitanti nella provincia di Matera. Noto come il &#8220;balcone dello Ionio&#8221; per la posizione invidiabile da cui si gode della vista di tutta la costa ionica, questo borgo \u00e8 salito agli onori delle cronache per un motivo meno invidiabile: la presenza di materiale nucleare unico al mondo.<\/p>\n<p>Si tratta del cosiddetto Elk River, barre di combustibile irraggiato uranio-torio stoccate all&#8217;interno dell&#8217;impianto ITREC (acronimo di Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi di Combustibile) di Trisaia da quasi mezzo secolo.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ci fa l&#8217;Elk River in Basilicata?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/uranio-e-torio-trisaia1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-22029\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/uranio-e-torio-trisaia1.jpg\" alt=\"uranio-e-torio-trisaia1\" width=\"280\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/uranio-e-torio-trisaia1.jpg 280w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/uranio-e-torio-trisaia1-94x55.jpg 94w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/a>La centrale fu costruita alla fine degli anni &#8217;60, nell&#8217;ambito di una collaborazione tra il defunto Comitato Nazionale per l&#8217;Energia Nucleare (CNEN) e il suo omologo americano, l&#8217;Atomic Energy Commission.<\/p>\n<p>Lo scopo dell&#8217;ambizioso progetto era quello di valutare la convenienza economica del ciclo uranio-torio rispetto al consueto ciclo uranio-plutonio, per la produzione di energia nucleare. 84 barre di Elk River &#8211; nome che deriva dal paese del Minnesota dove si trovava l&#8217;unico reattore che avesse mai prodotto quel combustibile &#8211; furono cos\u00ec spedite dagli Stati Uniti in Basilicata.<\/p>\n<p>Tra il 1975 e il 1978 venti di queste barre furono impiegate per la sperimentazione dell&#8217;impianto, producendo tre metri cubi di prodotto finito uranio-torio. I risultati per\u00f2 non furono soddisfacenti ed evidenziarono la necessit\u00e0 di effettuare modifiche all&#8217;impianto.<\/p>\n<p>I lavori di rettifica furono programmati, ma nell&#8217;aprile 1986 un evento mut\u00f2 irrimediabilmente il rapporto tra opinione pubblica ed energia nucleare: il disastro nucleare di Chernobyl.<\/p>\n<p>All&#8217;indomani della tragedia gli elettori italiani furono chiamati a esprimersi in un referendum sul futuro dell&#8217;energia nucleare nella Penisola. La risposta negativa, ovviamente, segn\u00f2 per sempre il destino dell&#8217;impianto di Rotondella.<\/p>\n<p>La fine delle attivit\u00e0 produttive signific\u00f2 per\u00f2 l&#8217;inizio di un&#8217;epopea che si trascina fino ad oggi.<\/p>\n<p>A causa della sua natura sperimentale, infatti, l&#8217;Elk River non pu\u00f2 essere riprocessato in nessun impianto al mondo. E cos\u00ec da allora le 64 barre rimaste, con il loro carico di 72 kg di uranio e 1.600 kg di torio, vengono custodite in una piscina di 30 metri quadrati e alta 7 metri.<\/p>\n<p>In attesa che qualcuno trovi una soluzione definitiva per il loro futuro, l&#8217;unica certezza \u00e8 rappresentata dal peso sulla spesa pubblica di questo materiale abbandonato.<\/p>\n<p>Secondo quanto riferito a VICE News da Sogin, la societ\u00e0 pubblica che dal 2003 controlla il centro ITREC, i soli costi di gestione della struttura si aggirano attorno ai 4,7 milioni di euro all&#8217;anno.<\/p>\n<p>Il rapporto tra il nucleare e gli abitanti<\/p>\n<p>Come racconta a VICE News Pino Suriano, un giornalista di Rotondella, il rapporto tra gli abitanti della piana di Trisaia e il centro ITREC ha attraversato fasi alterne. Dalla gioia per l&#8217;arrivo di un potenziale centro di impiego si \u00e8 passati negli anni alla paura per i rischi del nucleare, fino ad arrivare all&#8217;apparente stato di accettazione attuale.<\/p>\n<p>&#8220;Inizialmente la percezione era positiva perch\u00e9 erano stati creati posti di lavoro stabili ben pagati con contratti di ricerca,&#8221; spiega Suriano. &#8220;La coscienza del pericolo \u00e8 andata crescendo, e gi\u00e0 negli anni &#8217;80 si leggevano i primi articoli che mettevano in discussione i potenziali rischi ambientali del centro.&#8221;<\/p>\n<p>Oggi, dice Suriano, il timore non raggiunge livelli allarmistici. Non ci sono persone che evitano di tuffarsi in mare o di mangiare i prodotti della zona per paura di ipotetiche contaminazioni radiologiche.<\/p>\n<p>Per\u00f2, anche se la quotidianit\u00e0 non viene condizionata, rimangono domande spinose a cui non si \u00e8 ancora trovata una risposta definitiva.<\/p>\n<p>&#8220;Se un residente locale si ammala pensa a possibili implicazioni legate al materiale radioattivo,&#8221; continua Suriano. &#8220;L&#8217;altro giorno ho incontrato un ragazzo che lavora nel centro [ITREC] e mi diceva &#8216;sono morti due miei familiari nel giro di poco tempo, qualche domanda me la faccio&#8217;. Sono dubbi che ti poni solo sei coinvolto personalmente.&#8221;<\/p>\n<p>Lo scorso gennaio l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 ha pubblicato il primo rapporto italiano sullo stato di salute dei residenti in comuni sede di impianti nucleari. Tra le zone messe sotto la lente d&#8217;ingrandimento c&#8217;era proprio Rotondella, dove sono stati analizzati i dati relativi alle morti degli ultimi 30 anni.<\/p>\n<p>&#8220;I comuni di Bosco Marengo, Caorso, Latina e Rotondella hanno fatto registrare un maggior numero di eccessi di mortalit\u00e0 per patologie tumorali,&#8221; riporta lo studio.<\/p>\n<p>In particolare, i decessi causati da malattie dell&#8217;apparato digerente e per il tumore della tiroide risultano in eccesso rispetto alla mortalit\u00e0 media della popolazione regionale. Tuttavia, come precisano gli autori dello studio, il numero limitato di residenti a Rotondella potrebbe aver inficiato la precisione delle stime.<\/p>\n<p>Rimandare l&#8217;Elk River negli Stati Uniti: una soluzione impossibile?<\/p>\n<p>La soluzione auspicata dagli abitanti e dalle associazioni \u00e8 sempre stata quella di rispedire le barre di combustibile uranio-torio al mittente, ovvero gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il governo italiano ha tentato in tutti i modi di raggiungere un accordo con gli americani. I risultati, per\u00f2, sono stati praticamente nulli.<\/p>\n<p>Secondo quanto rivelato dai cable di Wikileaks, nel settembre 2004 Gianni Letta si appell\u00f2 all&#8217;ambasciatore americano in Italia affinch\u00e9 il combustibile venisse preso in carico dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>L&#8217;allora sottosegretario del governo Berlusconi rifer\u00ec che, vista l&#8217;impossibilit\u00e0 di riprocessare il materiale radioattivo in Europa, sarebbe stato auspicabile trasferirlo nell&#8217;impianto di Savannah River in South Carolina, dove erano gi\u00e0 custodite 190 unit\u00e0 di Elk River. Altrimenti, riporta il cablo in tono quasi minaccioso, il governo italiano sarebbe stato costretto a spedire le scorie in Russia, l&#8217;unico paese disponibile ad accoglierle.<\/p>\n<p>Come si legge su un nota successiva, per\u00f2, il Dipartimento dell&#8217;Energia chiuse la porta in faccia all&#8217;Italia rispondendo cos\u00ec: &#8220;Il combustibile non pu\u00f2 essere accettato a far parte di alcun programma esistente.&#8221;<\/p>\n<p>Due anni pi\u00f9 tardi, nel febbraio 2006, Letta torn\u00f2 alla carica. Eravamo in piena campagna elettorale e, come Letta lascia trasparire, il governo Berlusconi vedeva nell&#8217;eliminazione delle barre di Elk River un&#8217;occasione per raccogliere voti preziosi in Basilicata.<\/p>\n<p>&#8220;La questione \u00e8 delicata per la coalizione del Premier Berlusconi, il quale dovr\u00e0 affrontare una dura battaglia per la rielezione,&#8221; riporta il cablo redatto dall&#8217;Ambasciata americana a Roma. &#8220;La zona vicina a Matera sar\u00e0 un terreno di scontro importante nelle elezioni del 9 aprile. Da questo ne segue l&#8217;interesse del governo Berlusconi di smorzare la pubblicit\u00e0 negativa causata dalle manifestazioni contro il combustibile.&#8221;<\/p>\n<p>Anche questa volta per\u00f2 il tentativo and\u00f2 a vuoto e le barre non lasciarono le piscine di Trisaia.<\/p>\n<p>Nelle sue lettere all&#8217;ambasciatore americano Letta faceva riferimento a un protocollo internazionale promosso proprio dal governo di Washington nel 2004.<\/p>\n<p>Si tratta del programma GTRI (Global Threat Reduction Initiative) che prevede il trasferimento e la successiva messa in sicurezza di materiale radioattivo ad alto rischio per la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Come spiega l&#8217;Agenzia Nucleare statunitense, lo scopo \u00e8 quello di prevenire che il materiale nucleare finisca nelle mani di terroristi intenzionati a fabbricare una &#8216;bomba sporca&#8217;, un dispositivo in grado di disperdere il materiale radioattivo nell&#8217;ambiente. L&#8217;Elk River, formato al 5 per cento da uranio 235 altamente arricchito, potrebbe far gola a chi vuole fabbricare un ordigno nucleare.<\/p>\n<p>Grazie al GTRI, tra il 2012 e il 2014 17kg di uranio arricchito sono effettivamente partiti dall&#8217;Italia alla volta degli Stati Uniti. E siccome parte del materiale era stoccato nel centro ITREC di Trisaia, si erano accese le speranze che si trattasse proprio delle barre di Elk River.<\/p>\n<p>Era la notte del 29 luglio 2013 quando quando trecento uomini delle forze dell&#8217;ordine circondarono il perimetro del centro di Rotondella. In tutta segretezza, un camion per il trasporto di materiale speciale usc\u00ec dai cancelli diretto, si scoprir\u00e0 in seguito, all&#8217;aeroporto militare di Gioia del Colle.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BdeGUjeIKL8\" width=\"650\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Una nota stampa di Sogin parl\u00f2 del &#8220;rimpatrio negli USA di materiali nucleari sensibili di origine americana.&#8221; Nella confusione generale la gente del posto inizi\u00f2 a credere che ad abbandonare l&#8217;impianto fossero state proprio le 64 barre di Elk River. Pochi giorni pi\u00f9 tardi per\u00f2 la notizia venne prontamente smentita. A lasciare l&#8217;ITREC erano stati &#8216;solamente&#8217; 1.050 grammi di biossido di uranio, smentito ancora una volta dal CONSIGLIERE REGIONALE del M5S. (VEDI VIDEO)<\/p>\n<p>La scorsa estate sono rimbalzate nuove voci su un possibile trasferimento delle barre negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Interrogata da VICE News, la National Nuclear Security Administration (NNSA), l&#8217;agenzia americana che si occupa di sicurezza nucleare, ha per\u00f2 negato categoricamente questa eventualit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Gli Stati Uniti e l&#8217;Italia hanno dibattuto a lungo sul possibile rimpatrio di questo combustibile,&#8221; ha dichiarato a VICE News un portavoce dell&#8217;NNSA via email.<\/p>\n<p>&#8220;In seguito a questi colloqui si \u00e8 accertato che non esiste nessun obbligo legale per gli Stati Uniti di riprendersi l&#8217;uranio altamente arricchito che fu spedito in Italia dal reattore di Elk River, n\u00e9 il Dipartimento di Energia ha le autorizzazioni necessarie per accettare questo materiale.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Il Deposito Nazionale: l&#8217;unico futuro per Elk River<\/strong><\/p>\n<p>Vista l&#8217;impraticabilit\u00e0 della soluzione americana, sul tavolo sembra rimasta una sola carta da giocare: lo stoccaggio delle barre nel futuro Deposito Nazionale.<\/p>\n<p>Partita ufficialmente nel 2011, la disattivazione &#8211; o decommissioning &#8211; del centro ITREC dovrebbe concludersi tra il 2028 e il 2032.<\/p>\n<p>Una volta completate le operazioni propedeutiche, le 64 barre di Elk River verranno trasferite all&#8217;interno di due contenitori metallici schermati, detti cask, dove attenderanno la costruzione del deposito unico.<\/p>\n<p>Secondo i dati forniti a VICE News da Sogin, il costo totale dello smantellamento del centro di Trisaia raggiunger\u00e0 i 260 milioni di euro, 7,5 dei quali saranno impiegati per lo stoccaggio a secco delle barre di Elk River.<\/p>\n<p>Il deposito nazionale sar\u00e0 per\u00f2 solo una tappa sul percorso verso la meta finale dell&#8217;Elk River.<\/p>\n<p>Come spiega a VICE News Fabio Chiaravalli, Direttore per Sogin del futuro deposito nazionale, l&#8217;integrit\u00e0 delle barriere di contenimento del deposito \u00e8 garantita per 300 anni, ovvero il tempo necessario per il completo decadimento nucleare dei rifiuti di media e bassa attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Le scorie prodotte nel centro di Trisaia, cos\u00ec come tutti gli altri derivati della produzione di energia nucleare, sono per\u00f2 rifiuti ad alta attivit\u00e0 che richiedono una diversa soluzione a lungo termine.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;alta attivit\u00e0 a lunga vita, ovvero quei rifiuti che decadono in centinaia di migliaia o milioni di anni, deve essere custodita nel deposito geologico di profondit\u00e0,&#8221; spiega Chiaravalli. &#8220;Siccome questa soluzione necessiter\u00e0 molto tempo, l&#8217;indicazione arrivata dall&#8217;Unione Europea \u00e8 di conservare i rifiuti in strutture temporanee in tutta sicurezza.&#8221;<\/p>\n<p>Secondo il prospetto fornito da Sogin, in Italia i rifiuti ad alta attivit\u00e0 verranno prima inseriti in capsule ad alta integrit\u00e0 per poi essere stoccati in edifici di massima sicurezza all&#8217;interno del centro unico dei rifuti radioattivi.<\/p>\n<p>La partita del deposito nazionale \u00e8 ancora tutta da giocare. Il prossimo passo sar\u00e0 la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il sito (CNAPI), che dar\u00e0 poi il via alle consultazioni popolari.<\/p>\n<p>Nel frattempo, a Trisaia non tutti passano sonni tranquilli. La vera paura, infatti, \u00e8 che non solo le barre di Elk River non se ne andranno, ma che a Rotondella potrebbero convergere tutte le scorie nucleari d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>&#8220;Tra la gente serpeggia il dubbio che il sito unico venga costruito proprio qui,&#8221; afferma Suriano. &#8220;Il timore che possa essere scelto il nostro territorio resta sempre.&#8221; <a href=\"https:\/\/news.vice.com\/it\/article\/elk-river-italia-usa-nucleare\">FONTE<\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eMCyD8sPXR4\" width=\"650\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Centrale Nucleare del Garigliano,un mostro che genera mostri.<\/strong> Nel VIDEO, Antonio Ciano, per conto della prima telestreet italiana,nel2003 intervist\u00f2 l&#8217;avv.Marcantonio Tibaldi allora ottantacinquenne. Fu una intervista di Grande richiamo culturale, una intervista denuncia sui danni che aveva provocato la contaminazione nucleare nella zona del Golfo di Gaeta. Quella telestreet, come altre 200 sono state chiuse dal Governo Berlusconi, che ha immesso il digitale terrestre permettendo agli autorizzati di sestuplicare i loro canali. Tmo Gaeta trasmetteva senza fare pubblicit\u00e0. Per fare giornalismo ci vuole coraggio, TMO Gaeta aveva giornalisti dilettanti che ne avevano da vendere. Quando si tocca gli interessi di pochi contro la salute dei pi\u00f9, il giornalista deve mettere in gioco la sua faccia e la sua professionalit\u00e0. In Italia non succede. In Italia danno milioni di euro agli Emilio Fede o ai Bruno Vespa. I ragazzi di TMO Gaeta, veri appassionati dell&#8217;informazione, oggi sono a spasso. Coraggio ragazzi!!! c&#8217;\u00e8 You tube, facciamo sapere al mondo cosa \u00e8 successo alla centrale nucleare del Garigliano (CE).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\"><strong>CONTINUA A LEGGERE<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=BMHK4SUUPLWP8 \"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/bannerdonazioni.gif\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=22027\" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<p><strong><em>Sguici anche sulla nostra pagina FB: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\">Facebook <\/a>\u00a0Se vuoi, puoi inviarci video, notizie o semplicemente scriverci attraverso un <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\">messaggio <\/a> sulla nostra pagina <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\">Facebook<\/a>, gli articoli saranno pubblicati solamente dopo poche \u00a0ore dal tuo invio! \u00a0Se ti \u00e8 piaciuto l\u2019articolo riportato, condividilo o lascia un commento, e facci sapere cosa ne pensi! \u00a0Continuate a navigare nel sito, attraverso le varie categorie o gli articoli correlati.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>In localit\u00e0 \u201cTrisaia Inferiore\u201d, nel comune di Rotondella (MT), sorge dal 1962, il Centro Ricerche ENEA Trisaia, nacque come centro di riprocessamento degli elementi esauriti del combustibile nucleare. Al suo interno l\u2019impianto Itrec, acronimo di <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=22027\" title=\"Da 48 anni la Basilicata custodisce le scorie nucleari americane che nessuno vuole\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,63,66,80,99,79,77,100,425,1,61],"tags":[429,3532,3533,3537,3535,3536,3534],"views":3278,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22027"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22027"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22041,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22027\/revisions\/22041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}