{"id":3045,"date":"2013-12-14T20:07:33","date_gmt":"2013-12-14T20:07:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=3045"},"modified":"2018-02-18T20:30:45","modified_gmt":"2018-02-18T20:30:45","slug":"spese-folli-la-grande-abbuffata-delle-regioni-indagini-in-tre-su-quattro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=3045","title":{"rendered":"Spese folli, la grande abbuffata delle Regioni. Indagini in tre su quattro"},"content":{"rendered":"<p>Sedici su venti. Da nord a sud. A destra, centro e sinistra. Ben pi\u00f9 della met\u00e0 dei consigli regionali italiani \u00e8 finito in un\u2019inchiesta della magistratura o della Corte dei Conti per spese folli e scontrini impossibili. Le quattro eccezioni sono Veneto, Abruzzo, Toscana e Trentino Alto Adige (sfiorate da altre indagini, ma non sui rimborsi allegri). Ecco le cifre e i casi pi\u00f9 clamorosi.<\/p>\n<p>VALLE D\u2019AOSTA<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/regioni-interna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3046 alignleft\" alt=\"regioni-interna\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/regioni-interna-300x156.jpg\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/regioni-interna-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/regioni-interna-105x55.jpg 105w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/regioni-interna.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019indagine va verso la chiusura. La Guardia di finanza ha consegnato alla procura gli ultimi atti dell\u2019inchiesta sui rimborsi del Consiglio regionale. Ora la palla passa al procuratore capo Marilinda Mineccia che decider\u00e0 quali consiglieri indagare e quali archiviare. Ancora non c\u2019\u00e8 una stima delle spese rimborsate ingiustamente, ma si ipotizzano gi\u00e0 il reato di peculato e di finanziamento illecito ai partiti politici nei confronti di sei gruppi: Union Valdotaine, Federation autonomiste, Stella Alpina, Pdl, Alpe e Pd. Le indagini erano iniziate pi\u00f9 di un anno fa a partire dalle spese sospette del Partito democratico per l\u2019acquisto di alimenti e premi per la Festa Democratica, oltre che sul pagamento dei contributi dei consiglieri. Ad agosto la sezione di controllo della Corte dei conti ha diffuso un rapporto sui rimborsi ai gruppi consiliari nel 2012: 101.236 euro per l\u2019Alpe, 40,5 mila alla Federation Autonomiste, 81 mila per il Pdl, quasi 61 mila per il Pd, 81 mila pure per \u201cStella alpina\u201d e ben 236.217 euro all\u2019Union Valdotain.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><\/p>\n<p><strong>PIEMONTE<\/strong><\/p>\n<p>Si sono fatti rimborsare il tosaerba, i campanacci per i bovini, le consolle per i figli. Qualcuno \u00e8 andato oltre: Roberto Boniperti (Gruppo Misto) ha presentato una fattura da oltre 9mila euro tra gadget fascisti e busti di Mussolini. Poi c\u2019\u00e8 il regalo di nozze fatto dal presidente Roberto Cota (Lega) all\u2019assessore Michele Coppola. Il governatore s\u2019\u00e8 pure comprato mutande verde leghista a Boston ma si \u00e8 giustificato dando la colpa alla segretaria, colpevole di non aver separato le ricevute. Dalle migliaia di pagine dell\u2019indagine sulla \u201cRimborsopoli\u201d piemontese, chiusa dopo circa un anno di attivit\u00e0 della guardia di Finanza e della procura, emerge di tutto. I consiglieri indagati sono 43 su 60 eletti. Sono quasi 2 milioni di euro, le spese incongrue fatte rimborsare dai politici coi soldi pubblici. Il pi\u00f9 spendaccione? Michele Dell\u2019Utri del gruppo monoconsigliere \u201cModerati\u201d: si \u00e8 fatto restituire 190 mila euro destinati a sondaggi telefonici sulla popolazione. A ruota segue Michele Giovine dei \u201cPensionati per Cota\u201d: ha ottenuto 144 mila euro facendosi rimborsare spese per la compagna, la sorella, la madre e il padre. Che genere di spese? Multe, carburante, medicine, cosmetici, biglietti per teatro o per Juventus-Milan e altro ancora. Dulcis in fundo, di nuovo Cota, il governatore leghista che voleva tagliare i costi della politica e invece si \u00e8 fatto rendere pi\u00f9 di 25 mila euro. Tra le sue spese moltissime cene: cinque in una sola sera, adesempio. Oppure caff\u00e8 presi a Torino mentre lui era a Bruxelles. E i regali per altri matrimoni, oltre a quello dell\u2019assessore Coppola. E ancora: 1.500 euro di eleganti penne da regalare in occasioni ufficiali, 530 euro di foulard per portavoce e cravatte per collaboratori e autisti, e un libro antico per Giulio Tremonti.<\/p>\n<p><strong>LIGURIA<\/strong><\/p>\n<p>Mutandine di pizzo, cibo per gatti, cento animali in ceramica, soggiorni alle terme e altro ancora. Sono le spese dei consiglieri liguri emerse finora. Per il momento gli indagati dalla Procura di Genova per i rimborsi gonfiati sono 11, ma gli inquirenti sono ancora al lavoro: nei primi giorni di novembre la guardia di Finanza ha acquisito documenti di Pd, Lega Nord, Sel, FdS e delle liste civiche Noi con Burlando e Liguria Viva. I tronconi delle indagini sono due. Il primo vede indagati per peculato quattro consiglieri dell\u2019Idv: Marylin Fusco e Nicol\u00f2 Scialfa (passati a Diritti e Libert\u00e0), Stefano Quaini (passato a Sel) e Maruska Piredda. A marzo \u00e8 stata la volta di cinque consiglieri legati del centro-destra: Luigi Morgillo, Alessio Saso e Franco Rocca (Pdl), Aldo Siri (Lista Biasotti) e Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto). Infine due indagati dell\u2019Udc: Marco Limoncini e l\u2019ex presidente del consiglio Rosario Monteleone, che si \u00e8 dimesso a ottobre proprio in seguito allo scandalo. I due centristi hanno prelevato 189 mila euro in contanti dai conti del gruppo, met\u00e0 dei quali sarebbe sparito senza giustificativi.<br \/>\n<!-- Inizio codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<!-- Fine codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\n<strong>LOMBARDIA<\/strong><\/p>\n<p>A Milano il condominio con il pi\u00f9 alto numero di indagati nel 2012 \u00e8 stato il Pirellone, sede del governo lombardo. Per vari reati diversi, dal presidente Roberto Formigoni al presidente del consiglio regionale Davide Boni (Lega), ma molti accomunati dall\u2019indagine sui rimborsi spese: complessivamente 62 consiglieri hanno \u201ctruccato\u201d gli scontrini per circa due milioni di euro.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 creativo \u00e8 stato l\u2019ex capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli che, dopo aver pagato il pranzo di nozze della figlia a carico della Regione e aver fatto avere una consulenza al neogenero con la licenza di terza media, ha tentato di giustificarsi cos\u00ec: \u201cTutta colpa di mia moglie, ma ora mi separo\u201d. Nicole Minetti spese oltre diecimila euro in sushi e Renzo Bossi il Trota, non contento dei \u201ccontributi\u201d delle casse leghiste, \u00e8 riuscito a farsi rimborsare qualunque cosa. Anche i cioccolatini.<\/p>\n<p>FRIULI VENEZIA GIULIA<\/p>\n<p>La Procura di Trieste indaga su oltre venti consiglieri regionali, con l\u2019ipotesi di peculato. A quanto risulta dalla documentazione contabile acquisita dalla guardia di Finanza, nel solo 2011 gli otto gruppi consiliari avrebbero speso una cifra pari a 2,7 milioni di euro. Tra le voci di spesa difficilmente riconducibili all\u2019attivit\u00e0 politica, documentate da scontrini e ricevute, ci sono richieste di rimborsi per pranzi, cene, viaggi e pernottamenti. Al capogruppo Pdl Alessandro Colautti, per esempio, sono contestati una cena da 58 euro a San Valentino, un soggiorno in Austria da 403 euro, 98 euro pagati per il parcheggio a Udine, 123 per una notte a Parigi e \u2013 udite udite \u2013 35 per la pulizia del cane. Le indagini coinvolgono anche cinque consiglieri dell\u2019attuale legislatura, presieduta da Debora Serracchiani.<\/p>\n<p>EMILIA ROMAGNA<\/p>\n<p>Beccati non una ma ben due volte a farsi rimborsare un po\u2019 di tutto. Dai 30 euro che Silvia No\u00e8 (Udc) ha speso per un regalo al figlio dell\u2019assessore Gian Carlo Muzzarelli, agli 8.000 euro che nel 2010 il Pd pag\u00f2 per zamponi e panettoni, fino ai 50 centesimi che Thomas Casadei (Pd) s\u2019\u00e8 fatto restituire dopo aver usato un wc pubblico a gettoni. Marco Monari, capogruppo del Pd fino allo scandalo \u2018spese pazze\u2019, per esempio, avrebbe pagato 500 euro per una penna e, assieme a Roberto Montanari (Pd), 1.700 euro per un viaggio ad Amalfi. Soldi pubblici. Sia Matteo Riva, gruppo misto, sia l\u2019ex capogruppo Pdl, Luigi Giuseppe Villani, poi, avrebbero tentato di mettere a rimborso gioielli di Tiffany: a Riva i revisori dei conti dissero che le due collane da 120 euro doveva acquistarle di tasca propria, mentre il gioiello da 480 euro attribuito a Villani fu pagato dai contribuenti. E poi ci sono le cene. Recordman \u00e8 il pidiellino Luca Bartolini, che al ristorante ha speso 44.000 euro in 19 mesi, seguito da Villani, 43.000 euro, e da Monari, che avrebbe pasteggiato in locali come il San Domenico di Imola, due stelle Michelin, le Calandre, 340 o 689 euro a cena, o la Rosetta, 423 euro, spendendo in totale circa 30.000 euro. Ma anche i 20.000 euro per le auto blu, tra giugno 2010 e agosto 2011, del consigliere Vasco Errani, che avrebbe a disposizione, come presidente della Regione, un\u2019auto 24 ore al giorno, sono al vaglio della Procura di Bologna, che ha iscritto nel registro degli indagati tutti e nove i capigruppo dei partiti eletti.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\n<strong>UMBRIA<\/strong><\/p>\n<p>La corte dei Conti ha controllato i bilanci 2012 dei singoli gruppi della Regione e ha scoperto i partiti hanno speso un milione e mezzo. In particolare su collaboratori co. co. pro che in realt\u00e0 non erano indicati. Poi le ormai solite spese: fatture per cene, alberghi ed eventi vari. Il presidente del consiglio regionale, Eros Brega, \u00e8 inoltre imputato per peculato, falso ideologico, calunnia e concussione per la gestione dei fondi devoluti per gli Eventi Valentiniani nel periodo compreso fra il 2000 e il 2004, quando era assessore alla Cultura a Terni. Brega ha chiesto e ottenuto il rito immediato.<\/p>\n<p>MARCHE<\/p>\n<p>Sono 42 i consiglieri (di tutti i partiti) sotto inchiesta per peculato. Le spese folli dei gruppi regionali ammontano a un milione di euro complessivi per il 2011 e il 2012. Soldi per ristoranti, telefoni, viaggi, ritiri spirituali. C\u2019\u00e8 addirittura chi ha fatto beneficenza privata con i rimborsi pubblici. Un consigliere del Pdci, Raffaele Bucciarelli, ha acquistato un manuale erotico da 16 euro e si \u00e8 giustificato affermando di averlo fatto in quanto \u201cfondatore della commissione pari opportunit\u00e0\u201d. Erminio Marinelli, unico consigliere del gruppo \u201cper le Marche\u201d, ha avuto la geniale idea di farsi rimborsare l\u2019organizzazione di un congresso sulla sanit\u00e0 regionale che si sarebbe tenuto il 31 dicembre 2012, tra un fuoco d\u2019artificio e l\u2019altro.<\/p>\n<p>LAZIO<\/p>\n<p>Non c\u2019era solo \u201cBatman\u201d Fiorito e il Pdl: l\u2019ultima inchiesta sui rimborsi nella Regione Lazio parte dalla Procura di Rieti e riguarda il Pd. L\u2019indagine si concentra sui 2 milioni di euro rendicontati dal gruppo Pd alla Regione Lazio, le accuse variano dal \u201cfalso\u201d al \u201cpeculato\u201d, e nel registro degli indagati \u2013 nell\u2019inchiesta condotta dal procuratore Giuseppe Saieva \u2013 sono stati iscritti quattro politici e 10 imprenditori: parliamo del tesoriere regionale del Pd, Mario Perilli, del sindaco di Fiumicino (all\u2019epoca capogruppo in Regione) Esterino Montino, dell\u2019ex consigliere regionale Giuseppe Parroncini e infine di Enzo Foschi, oggi capo della segreteria del sindaco di Roma. Nel mirino degli inquirenti spese ingenti che riguardano televisioni e giornalisti, compensi per collaboratori, circa 700mila euro per stampa e manifesti, spese d\u2019albergo e noleggio auto, bar e ristoranti. Tra le cifre sospette ben 4.500 euro spesi in un\u2019enoteca. Lo scandalo Pd segue di oltre un anno quello del Pdl che ha visto come protagonista il \u201cfederale di Anagni\u201d Franco Fiorito, condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi con l\u2019a ccusa di peculato per essersi appropriato di oltre un milione di euro dei fondi del gruppo del Pdl. Fiorito \u2013 sostiene l\u2019accusa \u2013 ha usato il denaro del gruppo per acquistare auto, case e vacanze in Costa Smeralda. L\u2019inchiesta della Procura di Roma \u00e8 alle battute finali e tra gli indagati c\u2019\u00e8 anche Carlo De Romanis, famoso per le feste in maschera nella capitale, che deve rispondere dei finanziamenti all\u2019Associazione giovani del Ppe. Indagato anche l\u2019ex tesoriere dell\u2019Idv, Vincenzo Maruccio, che avrebbe speso oltre 100mila euro in preda al vizio delle slot machine.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');<\/script>\n<\/div>\n<p><strong>CAMPANIA<\/strong><\/p>\n<p>Sono 53 i consiglieri regionali indagati dalla Procura di Napoli. L\u2019accusa per tutti \u00e8 di peculato. Gli inquirenti hanno ricostruito le modalit\u00e0 di spesa, per 2,5 milioni di euro, nel biennio 2010-2012. Anche in questo caso l\u2019inchiesta \u2013 condotta dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giancarlo Novelli \u2013 ha setacciato migliaia di scontrini e fatture, ricomponendo il puzzle dei rimborsi. Come spendono i consiglieri campani i nostri soldi? Cialde di caff\u00e8, sigarette, sfogliatelle, addirittura tintura per capelli. Il Pdl ha speso 11mila euro tra bar e pasticcerie con frequenti salti in enoteca per acquistare vini di qualit\u00e0. C\u2019\u00e8 poi un\u2019uscita che lascia senza parole: 190 euro, destinati ai rimborsi, sono stati utilizzati per ripianare un furto dalla cassa del gruppo Pdl. Il nuovo Psi ha acquistato occhiali da vista, farmaci e anche una Barbie. E poi le irrinunciabili cene e decine di cd e dvd. Nel gruppo misto hanno pensato di pagarsi anche la tassa sulla spazzatura, la Tarsu, e dagli atti della guardia di Finanza \u00e8 possibile ricavare la speciale classifica tra partiti: al primo posto, per l\u2019utilizzo irregolare dei fondi, si piazzano Idv e Udeur \u2013 a pari merito \u2013 con il 95 per cento delle spese sospette. Segue il Nuovo Psi, con il 91 per cento. Al quarto posto c\u2019\u00e8 il Pdl, con l\u201989 per cento, che deve spiegare agli inquirenti come ha speso 728mila euro. Nell\u2019indagine sono coinvolti anche tre parlamentari: il senatore Domenico De Siano (Pdl), la deputata Eva Longo (Pdl) e il collega Pd Umberto Del Basso De Caro. Il Presidente della Regione, Stefano Caldoro non risulta nell\u2019elenco degli indagati.<\/p>\n<p>MOLISE<\/p>\n<p>Nel fascicolo dell\u2019inchiesta della Procura di Campobasso, sui rimborsi della Regione Molise, si analizzano centinaia di fatture e ricevute riferite agli anni tra il 2009 e il 2011. Non ci sono solo gelati, pizze, cd, regali, pranzi e cene al ristorante. Tra le spese fatte con i soldi pubblici dai 30 consiglieri del piccolo Molise c\u2019\u00e8 anche chi avrebbe messo in nota spese del gruppo il rimborso di uno spettacolo di lap dance in un locale notturno della Capitale. L\u2019indagine \u2013 condotta dal procuratore Nicola D\u2019Angelo \u2013 coinvolge molti consiglieri in carica nel biennio preso in esame, che devono rispondere di un \u201cbuco\u201d che secondo le Fiamme gialle supera i 2 milioni di euro l\u2019anno. Reati ipotizzati: appropriazione indebita e peculato.<\/p>\n<p>BASILICATA<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019aprile 2013 quando la Procura di Potenza ordina gli arresti domiciliari per tre assessori Vincenzo Viti (Pd), Rosa Mastrosimone (Idv) e Nicola Pagliuca (Pdl). Per altri 8 consiglieri ottiene il divieto di dimora. La \u201crimborsopoli\u201d lucana conta 48 indagati. L\u2019inchiesta porta alle dimissioni dell\u2019ex governatore Vito De Filippo e dell\u2019intera giunta. La procura sequestra 170 mila euro. Tra le giustificazioni pi\u00f9 surreali spicca quella di Vincenzo Ruggiero (ex Udc): 15 mila euro spesi per le presunte prestazioni di una \u201ccollaboratrice\u201d che, secondo l\u2019accusa, non sembrano collegate ad \u201cattivit\u00e0 lavorative\u201d. Interrogata, la donna racconta di aver eseguito il suo lavoro direttamente a casa di Ruggiero e di aver tenuto segreta la collaborazione al marito. Alla fantasia non c\u2019\u00e8 limite. Rosa Mastrosimone ha allegato 105 ricevute fiscali dello stesso ristorante: il gestore, per\u00f2, dichiara di non averla mai vista. Il capitolo pasti \u00e8, come sempre, il pi\u00f9 variegato: ricevute alterate negli importi, casi clamorosi di ubiquit\u00e0, con consiglieri che, mentre erano in viaggio a Roma, pranzavano a Matera. Le ultime elezioni in Basilicata hanno registrato la pi\u00f9 bassa affluenza di sempre: ha votato soltanto il 48 per cento degli elettori. E nelle urne, all\u2019interno della scheda, molti hanno infilato per protesta uno scontrino.<\/p>\n<p>CALABRIA<\/p>\n<p>La \u201crimborsopoli\u201d calabrese conta tredici indagati: sei politici di centrosinistra e sette di centrodestra. La somma nel mirino degli investigatori, in un totale di diversi milioni di euro utilizzati dai consiglieri, oscilla tra i 600 mila e il milione di euro spesi illecitamente. Tra i nomi eccellenti troviamo l\u2019ex governatore del Pd Agazio Loiero e il senatore (eletto con Grande Sud, ora nel Ncd) Giovanni Bilardi. Le accuse spaziano dal peculato al falso alla truffa. E tra fatture e scontrini \u00e8 emerso di tutto. Un biglietto per assistere a uno spettacolo di lap dance, per esempio, e un tagliando del gratta e vinci. E soprattutto viaggi ingiustificati sia all\u2019estero sia in Italia. C\u2019\u00e8 persino chi ha affittato un intero pullman a Chianciano. Una gran voglia di condividere, insomma, che porta un singolo consigliere a rendicontare ben 66 coperti in un solo ristorante e in solo giorno. Non \u00e8 l\u2019unico: la Finanza registra scontrini per ripetuti pranzi per comitive da 20 fino a 25 commensali. E poi i vini, con fatture che passano dai 30 ai 780 euro. Tra le spese spacciate per \u201cattivit\u00e0 consiliare\u201d anche materiale elettrico acquistato nei ferramenta e l\u2019arredo bagni e detersivi. Poi il \u201crimborso\u201d per le bollette della Tarsu. E, se non bastasse, persino una multa della polizia stradale. Che tanto si pu\u00f2 dire \u201candavo a un appuntamento di lavoro\u201d.<\/p>\n<p>PUGLIA<\/p>\n<p>Non ci sono indagini della Procura sulle spese del consiglio regionale presieduto da Vendola. Ma il rapporto della Corte dei Conti ha portato alla luce una condotta tutt\u2019altro che edificante. Nel 2012, 9 degli 11 rendiconti presentati dai gruppi sono risultati essere irregolari. Consiglieri e assessori, tanto a destra quanto a sinistra, non hanno risparmiato le richieste di rimborso nemmeno per caff\u00e8, bottigliette d\u2019acqua, cornetti e cappuccini. Spiccano gli 800 euro di panettoni rimborsati al gruppo I Moderati e Popolari, le richieste del Pdl per gli abbonamenti a Gazzetta, Corriere dello Sport e Tuttosport e le sponsorizzazioni dell\u2019Udc ad alcuni tornei di calcetto.<\/p>\n<p>SICILIA<\/p>\n<p>A fine 2012 l\u2019ex presidente dell\u2019Ars, Francesco Cascio (Pdl), si \u00e8 presentato spontaneamente in procura per consegnare la documentazione contabile del consiglio regionale. Solo in quell\u2019anno, i gruppi del parlamentino siciliano hanno speso 12,6 milioni di euro. I magistrati indagano sui capigruppo Antonello Cracolici (Pd), Giulia Adamo (Pdl), Francesco Musotto (Mpa) e Rudy Maira (Pid) per spese non istituzionali o ingiustificate. Tra le fatture, i pm hanno trovato anche l\u2019acquisto di auto e i regali di nozze.<\/p>\n<p>SARDEGNA<\/p>\n<p>In Sardegna le inchieste sono due. L\u2019ex capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, \u00e8 finito in carcere in custodia cautelare per aver distratto circa 250 mila euro di fondi pubblici e aver utilizzato decine di migliaia di euro per incontri e dibattiti non attinenti \u2013 secondo la procura \u2013 all\u2019attivit\u00e0 politica. In carcere anche Carlo Sanjust (Pdl) che si sarebbe appropriato di 23 mila euro pubblici per pagare le spese del suo matrimonio e altri 27 mila euro destinati a corsi di formazione. L\u2019inchiesta-bis riguarda altri 38 consiglieri regionali di Pdl, Udc e Pd (tra cui anche Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie del centrosinistra). In tutto, ad oggi, risultano indagati complessivamente 53 consiglieri sardi (alcuni ancora in carica).<br \/>\ndi Loredana Di Cesare, Andrea Giambartolomei e Tommaso Rodano<br \/>\nda il Fatto Quotidiano dell\u20198 dicembre 2013<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">CONTINUA A LEGGERE >><\/a><br \/>\nDal momento che sei qui&#8230;.<br \/>\n&#8230; abbiamo un piccolo favore da chiedere. Pi\u00f9 persone stanno leggendo il nostre le nostre notizie selezionate dai maggiori media locali e internazionali, ma le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo mantenere la nostra rassegna stampa pi\u00f9 aperta possibile. 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Da nord a sud. A destra, centro e sinistra. Ben pi\u00f9 della met\u00e0 dei consigli regionali italiani \u00e8 finito in un\u2019inchiesta della magistratura o della Corte dei Conti per spese folli e <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=3045\" title=\"Spese folli, la grande abbuffata delle Regioni. 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