{"id":30493,"date":"2017-08-15T09:23:25","date_gmt":"2017-08-15T09:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=30493"},"modified":"2017-08-15T09:23:25","modified_gmt":"2017-08-15T09:23:25","slug":"due-italiani-impiantano-il-primo-esofago-artificiale-salvato-un-malato-di-cancro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=30493","title":{"rendered":"Due italiani impiantano il primo esofago artificiale. Salvato un malato di cancro"},"content":{"rendered":"<p>15\/08\/2017 &#8211; Un esofago \u2018bioartificiale\u2019 \u00e8 stato immesso per la prima volta al mondo su un malato di tumore negli Stati Uniti. L\u2019intervento \u00e8 avvenuto 3 mesi fa e il paziente, un cittadino statunitense di 75 anni, sta bene. Il merito dell\u2019impresa \u00e8 di due ricercatori italiani che da tempo lavorano negli Stati Uniti: Fabio Triolo, direttore del Nucleo terapie cellulari dell\u2019Universit\u00e0 del Texas, a Houston, e Saverio La Francesca, gi\u00e0 professore di Cardiochirurgia all\u2019universit\u00e0 La Sapienza e presidente di Biostage, l\u2019azienda biotech che ha inventato la tecnologia.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019organo sembra funzionare bene e presto interventi simili verranno sperimentati su altri individui&#8221;, raccontano Triolo e La Francesca. Utilizzando un prodotto combinato formato da cellule staminali e una matrice sintetica, l\u2019esofago di ultima generazione \u00e8 stato impiantato nel paziente. &#8220;L\u2019esofago bioartificiale \u00e8 composto da un\u2019impalcatura a forma di esofago, realizzata con un materiale sintetico, e da cellule staminali derivate dal tessuto adiposo del paziente&#8221;, racconta La Francesca. &#8220;Il tessuto adiposo viene processato per isolare le cellule staminali, che vengono prima espanse per arrivare al numero necessario e poi coltivate sull\u2019impalcatura ricoprendola interamente&#8221;.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nLo studio \u00e8 stato realizzato partendo da un\u2019intuizione di La Francesca, che ha alle spalle una carriera da cardiochirurgo. Dopo avere brevettato e testato la tecnologia su modelli pre-clinici sperimentali, \u00e8 nata una collaborazione con Triolo che da tempo si occupa di medicina rigenerativa e di staminali. Nel 2007 questo \u2018cervello in fuga\u2019 aveva fondato all\u2019Ismett di Palermo, l\u2019Unit\u00e0 di Medicina Rigenerativa e Terapie Cellulari, prima di trasferirsi a Houston nel 2011.<\/p>\n<p>Dopo che il protocollo sperimentale \u00e8 stato approvato dall\u2019Fda (Food and drug adminidtrstion) il 4 maggio, l\u2019organo bioartificiale \u00e8 stato realizzato a Houston nei laboratori dove lavora Triolo. In seguito \u00e8 stato trasportato in aereo consegnandolo a La Francesca presso l\u2019ospedale dove il 4 maggio scorso il settantacinquenne, con tumore ai polmoni, al cuore e all\u2019esofago, \u00e8 stato sottoposto all\u2019intervento. La parte dell\u2019organo cancerogena \u00e8 stata rimossa e sostituita con quello bioartificiale. &#8220;Nel corso del tempo i segnali cellulari provenienti dall\u2019impianto stimolano la crescita naturale delle cellule esofagee circostanti del paziente, rigenerando cos\u00ec l\u2019organo originale. In pratica la superficie esterna dell\u2019intero esofago bioartificiale viene ricoperto da tessuto esofageo nativo nuovo, e una volta rimossa l\u2019impalcatura sintetica, rimane l\u2019organo nativo rigenerato&#8221;, spiega ancora Triolo.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');<\/script>\n<\/div>\n<p>Ogni anno nel mondo si verificano 456 mila casi di tumore dell\u2019esofago. Ma esistono anche altre patologie, in alcuni casi presenti sui neonati, che ne compromettono il funzionamento. La prassi chirurgica pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella che utilizza porzioni di stomaco o dell\u2019intestino per restituire funzionalit\u00e0 a questo apparato. Ma queste tecniche possono portare a molte complicazioni. Oggi la ricerca sulle staminali apre nuovi scenari. Otto anni fa un gruppo di chirurghi del Medical College del Wisconsin, negli Stati Uniti, era riuscito a ricreare un tratto di 5 centimetri dell\u2019esofago di un ragazzo di 24 anni, utilizzando una base di tessuto connettivo e uno stent metallico. I due ricercatori italiani hanno fatto qualche cosa di pi\u00f9: hanno ricostruito un esofago bioartificiale in laboratorio, usandolo per sostituire quello malato, per la prima volta nell\u2019uomo. L\u2019uso dell\u2019impianto creato dai ricercatori italiani ha evitato l\u2019uso delle terapia corrente che richiede la rimozione dello stomaco dall\u2019addome ed il suo impianto nel torace. In futuro questo metodo potrebbe essere prezioso nei bambini nati con malformazioni congenite dell\u2019esofago, per le quali esistono poche opzioni terapeutiche.<br \/>\n<!-- Inizio codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<!-- Fine codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\nMa come, ricordano gli stessi autori, ci vorr\u00e0 tempo per perfezionare la tecnica. E il loro piano \u00e8 quello di testare al pi\u00f9 presto quest\u2019esofago \u2018bioartificiale\u2019 su altri pazienti. &#8220;Dal punto di vista scientifico \u00e8 un passo avanti importante, anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata l\u2019approvazione dell\u2019Fda, ma serve cautela. Sono necessarie altre sperimentazioni cliniche&#8221;, spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti. Potremo applicare.<br \/>\nquesto metodo anche a organi come il rene, il cuore o il polmone? &#8220;Non siamo vicini alla realizzazione in laboratorio di organi funzionali nella complessit\u00e0 della loro struttura. Rispetto all\u2019esofago rene, cuore o polmone sono molto pi\u00f9 complessi&#8221;. <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/salute\/ricerca\/2017\/08\/14\/news\/impiantato_il_primo_esofago_artificiale_salvato_un_malato_di_cancro-173050926\/\">FONTE<\/a><\/p>\n<p>Diventa sostenitore di <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\/\">L&#8217;Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=30493\" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814490227-0\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-correlati', [660, 450], 'div-gpt-ad-1488814490227-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814490227-0');<\/script><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>15\/08\/2017 &#8211; Un esofago \u2018bioartificiale\u2019 \u00e8 stato immesso per la prima volta al mondo su un malato di tumore negli Stati Uniti. 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