{"id":31064,"date":"2017-09-04T14:07:55","date_gmt":"2017-09-04T14:07:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=31064"},"modified":"2017-09-04T14:09:40","modified_gmt":"2017-09-04T14:09:40","slug":"reportage-ecco-linferno-libico-un-milione-di-profughi-in-trappola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=31064","title":{"rendered":"Reportage. Ecco l&#8217;inferno libico: un milione di profughi in trappola"},"content":{"rendered":"<p>04\/09\/2017 Rhoda non avrebbe dimenticato la sua prima volta. Aveva quindici anni. La pelle nerissima si confondeva nel buio di una stanza senza finestre. I capelli raccolti in fitte treccine. Il cuore che palpita. \u00abErano in cinque, quattro l\u2019hanno bloccata a terra mentre gridava. Il quinto, &#8220;il bastardo di Zuara&#8221; \u00e8 stato il suo primo uomo\u00bb, racconta una compagna come lei cristiana in fuga dalla Nigeria dei miliziani Boko Haram. \u00abPoi, come sempre, hanno fatto a turno\u00bb.<\/p>\n<p>Rhoda era bellissima, \u00abper questo anche se aveva pagato non la lasciavano mai partire\u00bb. Il buco nero delle prigioni clandestine ha numeri da Terzo Reich. Stando a fonti locali dell\u2019Organizzazione internazionale dei migranti, sono circa 400mila i profughi &#8220;contabilizzati&#8221; dalle autorit\u00e0 di Tripoli, ma quelli rimasti imprigionati nel Paese, secondo stime ufficiose confermate anche da fonti di intelligence italiane, sarebbero tra gli 800mila e il milione. Dall\u2019Oim segnalano per\u00f2 che i centri di detenzione sotto il controllo del governo e dei 14 sindaci che si sono accordati con l\u2019Italia per fermare le partenze sono una trentina, e al momento vi sarebbero rinchiuse non pi\u00f9 di 15mila persone. Dove sono stati inghiottiti gli altri?<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nA Zuara ne abbiamo trovati alcune decine. Esseri umani in trappole senza scampo. \u00c8 qui che Rhoda \u00e8 morta dopo le prime notti in balia dei capricci degli scafisti. Era un anno fa. Dicono si sia ammazzata mentre tutti dormivano. Prima, cercava qualcosa con cui sfigurarsi. Acido, candeggina, oppure del fuoco. Fino a quando \u2013 racconta l\u2019amica \u2013 trov\u00f2 la lama di un rasoio usato dai migranti maschi.<\/p>\n<p>Tra le borgate e i campi petroliferi spadroneggia Fathi al-Far, comandante della brigata al-Nasr, alleato forte del premier al-Sarraj, riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. al-Far, ex colonnello dell\u2019esercito di Gheddafi, secondo gli investigatori Onu \u00abha aperto un centro di detenzione\u00bb, proprio tra Tripoli e Zuara. \u00abIl centro \u2013 dicono alle Nazioni Unite \u2013 \u00e8 usato per vendere i migranti ai contrabbandieri\u00bb.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VeTsLhyXFig\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\nA Zuara ci arriviamo attraverso il confine tunisino. Sorvegliato quanto basta per evitare il passaggio di armi, ma non di nafta di contrabbando, di cui a Tunisi sono assetati. Quando Karim strattona di forza la leva del cambio per scalare le marce del vecchio carro cisterna italiano, la tensione sale a mano a mano che la velocit\u00e0 scende. \u00c8 l\u2019alba, ci vorranno un paio d\u2019ore prima che i doganieri ci lascino andare.<\/p>\n<p>Il casamento dei neri, al di qua della strada che scorre sul mare, \u00e8 nascosto alla vista da un muro perimetrale alto quattro metri, fatto di blocchi di tufo giallo appoggiati l\u2019uno all\u2019altro, senza neanche una spanna di cemento. Il confine \u00e8 a meno di un\u2019ora. La citt\u00e0, appena dietro gli ultimi tornanti tra sabbia, terra incolta e radi cespugli.<\/p>\n<p>La prigione \u00e8 un rettangolo non pi\u00f9 grande di un campo da calcio. Si intravedono i tralicci di un paio di pozzi petroliferi in disarmo. All\u2019interno, da una parte ci sono \u00ables chambres\u00bb, come i tunisini chiamano i maleodoranti stanzoni dei migranti, e dall\u2019altra il piazzale con un paio di enormi serbatoi arrugginiti che arrostiscono al sole. \u00c8 qui che viene immagazzinata la nafta da vendere ai contrabbandieri. A Karim, che ci viene un paio di volte alla settimana, oramai \u00e8 permesso sbirciare all\u2019interno.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');<\/script>\n<\/div>\n<p>I migranti vengono schiavizzati. A turno lavorano nel piazzale delle autobotti. A mani nude trascinano i raccordi che sputano carburante. \u00c8 in quei momenti, quando la confusione \u00e8 grande quanto la fretta di rifornire i distributori delle province tunisine, che Karim riesce a parlare con i \u00abpauvres diables\u00bb, raccogliendo le storie dei \u00abpoveri sventurati\u00bb che gli fanno maledire il giorno in cui ha scelto di rinunciare alla &#8220;clandestinit\u00e0&#8221; in Italia per l\u2019illegalit\u00e0 in casa sua. \u00abNon c\u2019\u00e8 niente che posso fare, ma prego ogni giorno Allah per loro\u00bb, dice.<\/p>\n<p>Il blasfemo jihad degli stupratori libici si compie ogni sera, dopo che le autobotti dei contrabbandieri tornano indietro. \u00abAllah Akbar\u00bb, urlano mentre torturano gli uomini e assaltano le donne. Accanto alla vittima mettono un telefono mentre picchiano pi\u00f9 duro, cos\u00ec che i malcapitati implorino piet\u00e0 e altri soldi dai parenti rimasti nei villaggi.<\/p>\n<p>Il 2 agosto, relazionando alla commissione Schengen, il direttore dell\u2019Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell\u2019Oim, Federico Soda, disse che le condizioni dei complessi &#8220;governativi&#8221; sono tali da non lasciare alternativa: \u00abAndrebbero chiusi subito\u00bb. L\u2019agenzia dell\u2019Onu aveva avuto accesso solo a una ventina di strutture, \u00abper cui immaginiamo che le condizioni dei centri che non abbiamo potuto vedere siano ancora peggiori\u00bb. Basta questo per immaginare cosa siano i lager che sfuggono a qualsiasi seppur sporadico controllo.<br \/>\n<!-- Inizio codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<!-- Fine codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\nAnche venerd\u00ec, per la festa dell\u2019Hajd, il grande giorno del Sacrificio, \u00abil bastardo di Zuara\u00bb, \u00e8 tornato a disonorare l\u2019islam. Dicono faccia il militare di giorno e il trafficante di notte. \u00ab\u00c8 lui a comandare il campo di concentramento\u00bb, spiega l\u2019amica di Rhoda. Ha capelli arruffati e modi sgraziati. La incontriamo di nascosto, mentre spazza via la poltiglia di sabbia e petrolio. \u00abVoglio essere brutta, ogni giorno pi\u00f9 brutta. Cos\u00ec la smetteranno\u00bb. Da qualche settimana, dicono i trafficanti di gasolio, c\u2019\u00e8 solo gente che entra e nessuno che va via coi gommoni. Una situazione esplosiva che fa essere gli scafisti ancora pi\u00f9 cattivi, forse per il timore di non poter fronteggiare da soli una rivolta di centinaia di persone.<\/p>\n<p>Le finestre degli stanzoni dei migranti sono coperte da drappi che impediscono di vedere bene all\u2019interno. Il brusio, nessuna barriera pu\u00f2 per\u00f2 fermarlo. Si sente il pianto di un bambino. Poi per un istante, lo straccio che fa da tenda viene scostato. Osserviamo un ammasso indistinto di esseri umani accucciati per terra. Uomini donne e bambini addossati a gruppi di trenta o quaranta per stanza. Ogni vano non supera i cinquanta metri quadri. Di colpo gli sguardi di mille occhi si alzano verso la finestra. E ci guardano. Qualsiasi gesto, un saluto, un sorriso, una smorfia di rabbia o di compassione, suonerebbe come beffardo o una nuova umiliazione. Poi la tenda viene richiusa in fretta. La cisterna, intanto, ha fatto il pieno. Karim deve andare.<br \/>\nLungo la strada Karim mugugna. Anche lui un giorno prese un gommone per l\u2019Italia. \u00abLi odio\u00bb, dice pensando alle bande di trafficanti e ripetendo per due volte il nome di Rhoda. \u00abChiss\u00e0, forse l\u2019ho anche conosciuta venendo qui\u00bb, si domanda. \u00abDistruggere l\u2019uomo \u2013 scriveva Primo Levi -. \u00c8 difficile, quasi quanto crearlo: non \u00e8 stato agevole, non \u00e8 stato breve, ma ci siete riusciti\u00bb. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/libia-inferno-un-milione-profughi-intrappolati\">FONTE<\/a><\/p>\n<p>Diventa sostenitore di <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\/\">L&#8217;Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=31064\" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814490227-0\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-correlati', [660, 450], 'div-gpt-ad-1488814490227-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814490227-0');<\/script><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>04\/09\/2017 Rhoda non avrebbe dimenticato la sua prima volta. 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