{"id":31522,"date":"2017-09-29T05:35:53","date_gmt":"2017-09-29T05:35:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=31522"},"modified":"2017-10-01T14:47:44","modified_gmt":"2017-10-01T14:47:44","slug":"i-social-al-servizio-del-russiagate-migliaia-di-finti-account-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=31522","title":{"rendered":"I social al servizio del \u00abRussiagate\u00bb Migliaia di finti account negli Usa"},"content":{"rendered":"<p>29\/09\/2017 &#8211; \u00abUna volta pensavo che, dando la possibilit\u00e0 a tutti di scambiare liberamente idee e informazioni, il mondo sarebbe automaticamente diventato un luogo migliore: mi sbagliavo\u00bb. L\u2019ammissione pi\u00f9 dura e angosciosa era venuta, nella primavera scorsa, da Evan Williams. Davanti alla baldanza di Donald Trump il \u00abTwitter President\u00bb, il cofondatore di questa grande rete sociale aveva ammesso sottovalutazioni e clamorosi errori: \u00abIl meccanismo di Internet si \u00e8 rotto. \u00c8 diventato deleterio perch\u00e9 premia le affermazioni estreme. E va sempre peggio\u00bb.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nMa mentre Williams ha cambiato strada anni fa fondando Medium, un network pi\u00f9 riflessivo, l\u2019altro cofondatore tornato alla guida di Twitter, Jack Dorsey, ha fatto ben poco per correre ai ripari. E ora si scopre che la societ\u00e0 ha reagito con scarsa energia anche ai tentativi russi di influenzare le elezioni presidenziali Usa del 2016 infiltrandosi nelle reti sociali. Fin qui i riflettori sono stati puntati soprattutto su Facebook che, dopo un\u2019alternanza di dinieghi e ammissioni di responsabilit\u00e0 per lo scandalo delle \u00abfake news\u00bb, di recente, ormai nel mirino degli investigatori Fbi di Robert Mueller, il titolare dell\u2019inchiesta federale sul \u00abRussiagate\u00bb, ha ammesso di aver ricevuto e veicolato in modo automatico anche inserzioni pubblicitarie pagate da soggetti russi e apparentemente miranti a generare scompiglio politico e sociale negli Stati Uniti.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');<\/script>\n<\/div>\n<p>Cos\u00ec nei giorni scorsi il fondatore, Mark Zuckerberg, fatte nuove ammissioni, ha consegnato il materiale relativo a 3.000 di queste inserzioni e ha promesso di tappare con l\u2019autoregolamentazione le falle emerse nel suo sistema: il tutto con l\u2019asserita volont\u00e0 di \u00abdifendere la democrazia americana\u00bb ma anche nella speranza di evitare interventi legislativi e processi mediatici davanti al Congresso.<br \/>\nIntanto, per\u00f2, sono emerse nuove e pi\u00f9 vaste responsabilit\u00e0 di Twitter. Non solo: sta venendo fuori con prepotente evidenza che le interferenze non sono cessate con l\u2019elezione di Trump e non avevano l\u2019unico obiettivo di influenzare il voto dell\u20198 novembre. Gli interventi continuano e riguardano anche fenomeni non strettamente politici come la protesta degli atleti neri del football che si inginocchiano all\u2019inno nazionale.<br \/>\nI soggetti stranieri che si fingono attivisti americani inquinano mille rivoli con l\u2019obiettivo di alimentare divisioni e conflitti ovunque possibile. Anche con scelte spregiudicate e apparentemente contraddittorie: \u00e8  emerso, ad esempio, che le inserzioni pre-elettorali su Facebook non puntavano solo a favorire Trump. C\u2019erano anche pubblicit\u00e0 pagate per sostenere Bernie Sanders e perfino la candidata verde Jill Stein.<\/p>\n<p>\u00c8 impressionante vedere come, man mano che procedono le indagine dei \u00abfederali\u00bb, le inchieste del Congresso e quelle della stampa, stia emergendo la trama di un tentativo di manipolazione dell\u2019opinione pubblica non solo molto esteso (\u00e8 stata provata la creazione di centinaia di migliaia di account fasulli su Twitter per veicolare messaggi anti-Clinton durante le presidenziali) ma anche estremamente sofisticato: chi si infiltra fingendosi americano manda messaggi anche di segno diverso o addirittura opposto a seconda del segmento di utenti al quale si rivolge. Manipolatori che hanno imparato a selezionare le diverse platee per razza, condizioni economiche, livelli culturali, orientamento politico o altro.<br \/>\n<!-- Inizio codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<!-- Fine codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\nA fronte di tutto questo, Twitter si \u00e8 fin qui limitata ad alcune campagne di \u00abbonifica\u00bb per eliminare miglia di account falsi che \u2014 utilizzando anche \u00abbot\u00bb (meccanismi automatici su larga scala) \u2014 diffondevano all\u2019infinito una notizia falsa. Ma il fenomeno \u00e8 tutt\u2019altro che sradicato: eliminato un sito finto ne spunta subito un altro. Cosa resa possibile dalla libert\u00e0 della Rete, ma anche dal fatto che Twitter, a differenza di Facebook, non chiede agli utenti il loro vero nome e non vieta gli account automatici considerati uno strumento utile per le imprese nella gestione dei rapporti online con la clientela.<br \/>\nOra si avvicina il momento della resa dei conti: non solo, come abbiamo riferito nei giorni scorsi, imprese e cultura della Silicon Valley hanno smesso di esercitare un fascino magnetico sull\u2019opinione pubblica, ma il Congresso per la prima volta sembra davvero orientato a votare leggi bipartisan per regolare alcuni aspetti delle attivit\u00e0 delle reti sociali. I cui capi verranno chiamati a testimoniare a ottobre in Parlamento in un\u2019audizione pubblica sul Russiagate e poi di nuovo il primo novembre davanti alla Commissione Servizi segreti del Senato. Il processo politico-mediatico che i giganti del web hanno cercato di evitare sembra alle porte. &#8211; <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/17_settembre_29\/social-servizio-russiagate-migliaia-finti-account-usa-ae9cc70e-a488-11e7-b9ac-71d7c26035bb.shtml\">FONTE<\/a><\/p>\n<p>Diventa sostenitore di <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\/\">L&#8217;Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=31522 \" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814490227-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-correlati', [660, 450], 'div-gpt-ad-1488814490227-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814490227-0');<\/script>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>29\/09\/2017 &#8211; \u00abUna volta pensavo che, dando la possibilit\u00e0 a tutti di scambiare liberamente idee e informazioni, il mondo sarebbe automaticamente diventato un luogo migliore: mi sbagliavo\u00bb. 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