{"id":32553,"date":"2017-11-11T09:02:57","date_gmt":"2017-11-11T09:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=32553"},"modified":"2017-11-11T09:04:10","modified_gmt":"2017-11-11T09:04:10","slug":"facebook-e-le-fake-news-degli-antiabortisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=32553","title":{"rendered":"Facebook e le fake news degli anti-abortisti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?attachment_id=32555\" rel=\"attachment wp-att-32555\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/aborto-facebook-300x150.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" class=\"alignright size-medium wp-image-32555\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/aborto-facebook-300x150.png 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/aborto-facebook-768x384.png 768w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/aborto-facebook-110x55.png 110w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/aborto-facebook.png 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>11\/11\/2017 &#8211; Il New York Times ha pubblicato un <strong><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/11\/10\/opinion\/facebook-fake-news-abortion.html?_r=0\">articolo<\/a> <\/strong>che racconta come Facebook stia sostanzialmente ignorando una particolare forma di fake news: quelle legate agli antiabortisti. Facebook e Google sono da tempo accusati di non fare abbastanza per fermare la diffusione di notizie false sulle loro piattaforme, ma quelle prodotte sul tema dell\u2019interruzione volontaria di gravidanza hanno delle particolarit\u00e0, rispetto alle altre. Almeno tre. E tra tutti gli articoli che hanno come argomento l\u2019aborto, quelli che dicono cose non vere risultano essere tra i pi\u00f9 condivisi.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso, poche settimane prima delle elezioni negli Stati Uniti, sul sito Mad World News fu pubblicato un articolo contro Hillary Clinton, in cui si spiegava che la candidata del Democratici aveva sostenuto una serie di argomenti falsi sul tema dell\u2019aborto tardivo. <\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nSi diceva ad esempio che i casi in cui un\u2019interruzione di gravidanza \u00e8 giustificata dal pericolo per la salute della donna (che \u00e8 uno dei casi citati dalle legislazioni che prevedono l\u2019aborto, compresi gli Stati Uniti) in realt\u00e0 non esistono. Ma non viene citata alcuna fonte o alcuna ricerca a sostegno di questa affermazione, e vengono invece presentati come fatti diversi aneddoti e opinioni. A met\u00e0 della storia, l\u2019autrice ha poi inserito un\u2019infografica che spiega come avviene il partial-birth abortion, o aborto con nascita parziale, e cio\u00e8 una tecnica di aborto che \u00e8 utilizzata negli ultimi mesi di gravidanza durante la quale viene aspirato il contenuto cerebrale del feto prima di completare l\u2019espulsione intra-vaginale. La procedura, praticata nel secondo semestre di gravidanza, \u00e8 per\u00f2 attualmente illegale negli USA. L\u2019articolo \u00e8 stato condiviso pi\u00f9 di 1 milione di volte su Facebook e, secondo BuzzSumo, strumento di ricerca e monitoraggio su internet, \u00e8 stato il pezzo che parlava di aborto pi\u00f9 condiviso su Facebook lo scorso anno.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');<\/script>\n<\/div>\n<p>Qualche giorno fa, i rappresentanti di Facebook (insieme a quelli di Twitter e di Google) hanno partecipato a un\u2019audizione davanti al Congresso degli Stati Uniti per rispondere alle domande sull\u2019utilizzo dei loro servizi, soprattutto pubblicitari, da parte di centinaia di account russi per condizionare la campagna elettorale e le elezioni presidenziali del 2016. Facebook ha anche presentato un nuovo ambizioso programma per limitare la diffusione di notizie false. \u00abNon \u00e8 chiaro se questi tentativi funzioneranno\u00bb, scrive il New York Times e aggiunge che c\u2019\u00e8 anche un altro problema: finora, ci si \u00e8 concentrati quasi esclusivamente sulla politica e sulle interferenze russe nelle elezioni degli Stati Uniti. Non \u00e8 stata invece affrontata la grande quantit\u00e0 di notizie false che hanno a che fare con i diritti riproduttivi, la scienza e la salute. Non si sta dunque parlando di articoli di opinione contro il diritto di aborto, ma di articoli che usano falsi argomenti contro il diritto di aborto.<\/p>\n<p>Gli articoli che parlavano di interruzione di gravidanza in modo documentato e credibile pubblicati dal New York Times e dal Washington Post non sono stati tra i pi\u00f9 condivisi su Facebook lo scorso anno, sempre secondo BuzzSumo, almeno non quanto quelli del sito LifeNews.com che sull\u2019aborto produce invece \u00abun\u2019enorme quantit\u00e0 di disinformazione\u00bb. E ancora: la pagina Facebook di Live Action, movimento antiabortista, ha due milioni di seguaci e pubblica video in cui, tra le altre cose, si dice che c\u2019\u00e8 una correlazione tra l\u2019aborto e il cancro al seno. Ovviamente non \u00e8 vero.<br \/>\n<!-- Inizio codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<!-- Fine codice Hotspot (Native Advertising) eADV.it per il sito lonesto.it --><br \/>\nLe attuali iniziative di Facebook per contrastare le notizie false possono in teoria essere applicate a diversi ambiti, ma, dice il New York Times, esistono numerosi ostacoli umani e tecnici che impediscono che la disinformazione sui diritti riproduttivi venga identificata, controllata e rimossa in un tempo ragionevole o che venga rimossa in generale. Per tre motivi. Fino a ora Facebook si \u00e8 concentrato sull\u2019eliminazione dei dominii che imitano o sono volutamente simili a reali fonti di notizie oppure sui profili legati ad attivit\u00e0 di spam: ma i siti anti-abortisti sono diversi. Non imitano pubblicazioni reali e alternano articoli con notizie vere ad altri pi\u00f9 di opinione che contengono informazioni false, ad altri ancora in cui il confine tra verit\u00e0 e falsit\u00e0 \u00e8 molto sottile.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\nInoltre: una delle strategie pensate da Facebook contro le \u201cfake news\u201d \u00e8 quella di non dare la possibilit\u00e0 alle pagine che le pubblicano di ospitare pubblicit\u00e0, togliendo di fatto soldi a tutti quelli che utilizzano le notizie false per guadagnare. Questa iniziativa si basa ovviamente sul presupposto che la maggior parte delle fake news abbia motivazioni finanziarie. Chi invece pubblica notizie false contro l\u2019aborto ha innanzitutto motivazioni ideologiche e sono spesso persone spinte da credenze religiose o politiche: \u00abIl loro scopo non \u00e8 quello di trarre profitto dagli annunci. \u00c8 quello di convincere i lettori del loro punto di vista: che l\u2019aborto \u00e8 moralmente sbagliato, che l\u2019autismo \u00e8 causato dai vaccini o che il cambiamento climatico non \u00e8 reale\u00bb.<br \/>\nInfine: va tenuto conto del fatto che la pressione e l\u2019opinione pubblica influenzano e dirigono l\u2019attenzione di Facebook contro le bufale. Ora ci si sta occupando della Russia e delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, ma durante la campagna elettorale gli sforzi di Facebook per impedire interferenze e diffusione di disinformazione sono state praticamente inesistenti. <\/p>\n<p>Secondo il New York Times non c\u2019\u00e8 niente che faccia pensare che in futuro Facebook non si concentrer\u00e0 solamente sulle notizie evidentemente false lasciando fuori dal proprio intervento tutto ci\u00f2 che ha invece a che fare con la \u00abdisinformazione alimentata da persone reali senza incentivi finanziari\u00bb. Ed \u00e8 per questo che \u00abquelli di noi che sono preoccupati per la disinformazione sui diritti riproduttivi devono farsi sentire\u00bb.<br \/>\nIl prossimo anno in Irlanda ci sar\u00e0 un referendum sull\u2019abrogazione dell\u2019ottavo emendamento della Costituzione, che equipara il \u201cdiritto alla vita del nascituro\u201d al \u201cdiritto alla vita della madre\u201d, rendendo di fatto illegale l\u2019aborto in quasi tutte le circostanze. Le attiviste e gli attivisti a favore del diritto all\u2019aborto in Irlanda hanno gi\u00e0 espresso la loro preoccupazione per il ruolo che nella votazione avranno le notizie false e la disinformazione che prevedibilmente circoleranno online. <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2017\/11\/11\/facebook-fake-news-antiabortisti\/\">FONTE<\/a><br \/>\nDiventa sostenitore di <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lonesto.it\/\">L&#8217;Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=32553 \" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814490227-0\">\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-correlati', [660, 450], 'div-gpt-ad-1488814490227-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814490227-0');<\/script>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>11\/11\/2017 &#8211; Il New York Times ha pubblicato un articolo che racconta come Facebook stia sostanzialmente ignorando una particolare forma di fake news: quelle legate agli antiabortisti. 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