{"id":3341,"date":"2013-12-19T12:38:31","date_gmt":"2013-12-19T12:38:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=3341"},"modified":"2013-12-19T12:38:31","modified_gmt":"2013-12-19T12:38:31","slug":"marco-travaglio-intervista-pm-nino-di-matteo-riina-mi-vuole-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=3341","title":{"rendered":"Marco Travaglio intervista pm Nino Di Matteo: \u201cRiina mi vuole morto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il pm dice del boss: &#8220;Non si limita a minacciare, ha ordinato di uccidermi&#8221;. Il magistrato racconta la sua vita sotto scorta e parla dei tentativi, da parte delle istituzioni, di delegittimare il processo sulla trattativa tra Cosa Nostra e Stato<\/p>\n<p>Alle 17.30 Nino Di Matteo, il pm che Tot\u00f2 Riina vuole morto ammazzato \u00e8 al lavoro nel suo ufficio, al secondo piano del Palazzo di giustizia di Palermo. Dire che non sia turbato, sarebbe troppo. Ma non ha perduto n\u00e9 la calma, n\u00e9 il sorriso. La determinazione, quella, \u00e8 addirittura aumentata.Dottor Di Matteo, qual \u00e8 il suo pensiero dominante dopo 15 mesi di minacce e preannunci di attentato? Cercare di capire a fondo quel che sta succedendo intorno a me.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/fatto3-300x211.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3342 alignleft\" alt=\"fatto3-300x211\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/fatto3-300x211.jpg\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/fatto3-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/fatto3-300x211-78x55.jpg 78w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non tutto \u00e8 ancora cos\u00ec chiaro. Un anno fa, al primo alternarsi di minacce di stile mafioso e di fonte istituzionale, pensai a qualcosa di casuale. Poi mi convinsi che erano attacchi collegati. Ora sentire e vedere Riina pronunciare quelle parole rabbiose e quegli ordini di morte contro di me mi riporta al contenuto di una delle prime minacce che mi fu recapitata anonimamente.Il dossier di 12 cartelle intitolato \u201cProtocollo Fantasma\u201d, con lo stemma della Repubblica Italiana, che la metteva in guardia dallo spionaggio di \u201cuomini delle istituzioni\u201d verso una \u201ccentrale romana\u201d, l\u2019avvertiva che si stava inoltrando su terreni pericolosi e citava politici della Prima Repubblica coinvolti nella trattativa non ancora toccati dalle indagini? Quello fu il primo messaggio di fonte istituzionale. Per\u00f2 mi riferivo al secondo, successivo alle elezioni di febbraio.La lettera giunta il 26 marzo, scritta al computer da un anonimo sedicente \u201cuomo d\u2019onore della famiglia trapanese\u201d che annunciava la sua eliminazione \u2013 in alternativa a quella di Massimo Ciancimino \u2013 perch\u00e9 l\u2019Italia \u201cnon pu\u00f2 finire governato da comici e froci\u201d?Quella. Usava un frasario tipico di chi vuole accreditarsi come appartenente alle istituzioni o ad apparati investigativi. E parlava della decisione di uccidermi \u201cchiesta dagli amici romani di Matteo\u201d, cio\u00e8 di Messina Denaro, avallata dal carcere anche da Riina \u201ctramite il figlio\u201d. Ora che ho ascoltato la viva voce di Riina ho capito il collegamento fra le due tipologie di minacce: quelle mafiose e quelle istituzionali o para-istituzionali. E ho colto la sottovalutazione che se ne fa, magari in buona fede, per ignoranza, su molti giornali e a livello politico.Sottovalutazione? Tutti parlano di minacce di Riina. Ma minacciare qualcuno significa volerlo spaventare. Riina, intercettato in carcere, non si limita a minacciarmi: il suo \u00e8 un crescendo di parole rabbiose che culminano nell\u2019ordine di uccidermi. Tant\u2019\u00e8 che i procuratori di Palermo e di Caltanissetta hanno utilizzato uno strumento eccezionale previsto dal Codice per \u201cdesegretare\u201d le intercettazioni e ne han consegnato la trascrizione e il supporto audio-video al ministro dell\u2019Interno Alfano. Parlare di \u201cminacce\u201d \u00e8 improprio e fuorviante.Non voglio farla polemizzare con le massime cariche dello Stato, ma proprio questo dicono, dopo un anno e mezzo di silenzi imbarazzati e imbarazzanti: solidariet\u00e0 ai magistrati minacciati dalla criminalit\u00e0 organizzata. Per carit\u00e0, solidarizzare con tutti i magistrati minacciati dalla criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 giusto: le minacce delle mafie sono sempre cose serie. Ma i magistrati di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-mafia sono un caso a parte: qui lo stragista numero uno degli ultimi trent\u2019anni ha dato l\u2019ordine di eliminarci e di rilanciare cos\u00ec la strategia stragista, sospesa vent\u2019anni fa con la lunga Pax Mafiosa seguita alla trattativa.Qual \u00e8 il suo stato d\u2019animo in questi giorni?\u00c8 un complesso di stati d\u2019animo. Se mi guardo intorno e rifletto razionalmente, mi dico che non \u00e8 valsa e non vale la pena aver sacrificato, in vent\u2019anni di vita scortata, tanti momenti importanti di libert\u00e0 e di spensieratezza miei e delle persone che mi stanno accanto. Ma poi per fortuna prevale la passione, come in tanti magistrati della mia generazione. Quando entrai in magistratura 22 anni fa, lo feci proprio con l\u2019aspirazione di occuparmi di mafia. Il mio punto di riferimento era il pool antimafia di Chinnici, Caponnetto, Falcone e Borsellino. Tre su quattro li abbiamo purtroppo accompagnati nella tomba, ma quello \u00e8 rimasto il mio imprinting.Quindi prevale ancora la passione? S\u00ec, e ha la meglio sulla razionalit\u00e0 pura che consiglierebbe di mollare tutto. La passione per la bellezza del nostro lavoro. Che per\u00f2 non cancella la consapevolezza che fare il magistrato in questo modo \u2013 l\u2019unico che conosco leggendo la Costituzione \u2013 \u201cnon paga\u201d. N\u00e9 in termini di serenit\u00e0 personale, n\u00e9 di carriera, n\u00e9 di apprezzamento omogeneo dalle istituzioni e dagli uomini che le rappresentano, e anche da pezzi importanti dell\u2019opinione pubblica. Ma non importa, andiamo avanti.Prima delle stragi del \u201992 era palpabile a Palermo l\u2019insofferenza per i magistrati antimafia, le scorte, le sirene, le zone di rimozione forzata, i pericoli indotti dalla presenza di giudici a rischio. Si respira di nuovo quell\u2019aria? No, anzi l\u2019intensificarsi dei pericoli per la mia persona \u00e8 stato accompagnato paradossalmente da un surplus di solidariet\u00e0 e vicinanza di tanti cittadini: lettere, email, parole d\u2019incoraggiamento. Anche dai vicini di casa. \u00c8 uno dei maggiori, e rari, motivi di conforto. Lo stesso vale naturalmente per la mia famiglia: ho la fortuna di essere circondato da persone che condividono idealmente gli stessi valori che sono alla base del mio impegno. Andiamo avanti, pure con grande difficolt\u00e0.Com\u2019\u00e8 cambiata la sua vita in questi ultimi mesi?Non devi mai ripetere gli stessi movimenti e gli stessi percorsi, che devi rendere il pi\u00f9 possibile imprevedibili. Sei costretto a rinunciare anche a quelle piccole e poche cose che ancora ti concedevi prima, anche da scortato. Ma non \u00e8 questo che mi pesa.Cosa le pesa di pi\u00f9? La consapevolezza che, quando ti inoltri su certi crinali investigativi sui rapporti fra mafia e istituzioni (non soltanto quelle politiche, ma anche i cosiddetti \u201capparati\u201d), senti \u2013 per usare un eufemismo \u2013 di non essere capito da chi rappresenta lo Stato e persino da vasti settori della magistratura. Troppi continuano a pensare che le nostre indagini siano tempo perso, risorse sottratte alla \u201cvera lotta alla mafia\u201d, che consisterebbe soltanto nell\u2019arrestare la manovalanza criminale, nel sequestrare carichi di droga. Invece, oggi pi\u00f9 che mai, un contrasto serio alla criminalit\u00e0 organizzata deve recidere i suoi legami con istituzioni, politica, finanza, forze dell\u2019ordine, apparati.A parole, lo dicono tutti. S\u00ec, ma poi appena qualche pm ci prova e magari ci riesce, ecco il solito coro pieno di risolini e di dubbi sparsi a vanvera: ti senti additato al pubblico ludibrio come un \u201cacchiappanuvole\u201d, o peggio come un soggetto destabilizzante che rema contro le istituzioni per scalfirne il prestigio. C\u2019\u00e8 chi ancora ripete il ritornello che, scoperchiando la trattativa, abbiamo fatto un favore a Riina mettendo sotto accusa uomini dello Stato e della politica. Riina, a sentirlo parlare, non sembra proprio pensarla cos\u00ec. Anzi: manifesta nei nostri confronti una rabbia furibonda, che vuole addirittura tradurre nel mio assassinio.Si \u00e8 domandato perch\u00e9 Riina ce l\u2019ha tanto e proprio con lei? No. Ma constato che mi sono occupato spesso e da molto tempo di processi che lo vedevano imputato: sono stato pm sulle stragi di Capaci, di via D\u2019Amelio, sugli assassinii dei giudici Chinnici e Saetta e su altri omicidi perpetrati a Palermo.Ci\u00f2 malgrado, Riina, per quei processi, non aveva mai manifestato quel furore contro di lei. Che esplode solo per la Trattativa. Con l\u2019uscita di Ingroia, sono il pm che da pi\u00f9 tempo segue quelle indagini. Quindi quella rabbia non me la spiego altrimenti.Eppure, dagli atti che avete depositato finora, non si coglie un motivo che giustifichi tanta rabbia. A Riina non dovrebbe dispiacere di apparire come il superstragista che ha messo in ginocchio lo Stato. Avete il dubbio di non aver capito ancora tutto ci\u00f2 che \u00e8 acceduto, e che lui invece conosce bene? Non il dubbio: la certezza. Finora abbiamo capito e riteniamo di aver provato solo una parte di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto. Non \u00e8 casuale la tempistica dell\u2019intensificarsi di questa pressione. Inizialmente si pensava che l\u2019indagine sarebbe finita in archivio. Poi invece c\u2019\u00e8 stata la nostra richiesta di rinvio a giudizio e poi l\u2019ordinanza di rinvio a giudizio del gup. E il processo \u00e8 iniziato. Ma non \u00e8 un mistero che stiamo continuando a indagare: non ci fermiamo certo a cercar di provare la colpevolezza degli attuali imputati. Vogliamo trovare chi li ha manovrati, li ha diretti e ha concorso con loro, dall\u2019esterno di Cosa Nostra, nei delitti che abbiamo contestato. Con chi, perch\u00e9 e su incarico di chi gli attuali imputati han fatto ci\u00f2 che han fatto. Ecco: quando si \u00e8 capito che non ci fermiamo, sono partite non solo minacce e ordini di morte, ma anche episodi pericolosi come l\u2019irruzione in casa del giovane collega Roberto Tartaglia.Voi rappresentate lo Stato, ma anche chi ha fatto la trattativa e chi vi minaccia o fa di tutto per ostacolarvi. Quanti Stati ci sono, in Italia? Lo Stato \u00e8 uno solo: quello disegnato con chiarezza e precisione dalla Costituzione. Per essere credibile e riconosciuto come tale, lo Stato non deve temere di processare se stesso, attraverso propri esponenti infedeli, collusi, deviati. Altrimenti non ha titolo neppure per processare la criminalit\u00e0, organizzata e non.Mai avuto il dubbio di essere voi, i deviati?No, nemmeno quando veniamo additati come tali, come portatori di interessi diversi dalla giustizia e dalla legalit\u00e0 costituzionale. Certo, c\u2019\u00e8 la sensazione palpabile di essere devianti rispetto al sentire comune molto diffuso che vorrebbe imporci una particolare \u201cprudenza\u201d perch\u00e9 non scoperchiamo certi vasi. Ma quella sulla trattativa \u00e8 una delle poche indagini che ha sub\u00ecto attacchi praticamente da tutte le parti politiche: almeno non possono accusarci di volerne favorire una a scapito di un\u2019altra.Qual \u00e8 l\u2019accusa che vi ha ferito di pi\u00f9? Quella di autorevoli esponenti del giornalismo e della politica che ci attribuiscono addirittura la finalit\u00e0 di ricattare il capo dello Stato, solo perch\u00e9 ci siamo imbattuti casualmente in alcune sue telefonate con l\u2019ex ministro Mancino, o perch\u00e9 l\u2019abbiamo citato come testimone. \u00c8 l\u2019accusa pi\u00f9 pesante e ingiusta, ma ci \u00e8 toccato sopportare anche questo.Quella vicenda ha trascinato tutti voi dinanzi alla Consulta e lei e il suo capo Messineo al Csm. Avete la sensazione che quella doppia delegittimazione abbia tappato la bocca a chi magari poteva collaborare pienamente alle indagini? Posta cos\u00ec la domanda, \u00e8 difficile rispondere. Diciamo che i pentiti di mafia ragionano ancora con l\u2019istinto tipico dei mafiosi: se capiscono di avere di fronte dei pm attaccati dalle istituzioni, fiutano che parlare di certi argomenti potrebbe essere scomodo e poco conveniente anche per loro. E magari chi sa molte cose si attesta su canoni di ordinaria \u201cnormalit\u00e0\u201d, rivelando solo ci\u00f2 che non scandalizza troppo il sistema, e dunque non si rivela troppo dannoso per lui.Lei \u00e8 sempre sotto procedimento disciplinare al Csm? S\u00ec. A marzo mi \u00e8 stato notificato l\u2019atto di incolpazione, con l\u2019accusa di aver leso le prerogative del capo dello Stato con un\u2019intervista in cui spiegavo le procedure per la distruzione delle telefonate indirettamente intercettate fra lui e Mancino. Sono gi\u00e0 stato interrogato e ora attendo che il Pg della Cassazione decida se chiedere al Csm di condannarmi o di prosciogliermi. A quel che risulta a me e al mio difensore, \u00e8 la prima volta che si esercita l\u2019azione disciplinare contro un magistrato per un\u2019intervista. Ma, se sar\u00f2 rinviato a giudizio, mi difender\u00f2 con serenit\u00e0, ben conscio di aver fatto soltanto il mio dovere e di non aver violato alcuna legge o regola. Come il mio ufficio ha gi\u00e0 fatto \u2013 purtroppo con gli esiti a tutti noti \u2013 dinanzi alla Consulta nel conflitto di attribuzioni sollevato dal Quirinale.Anche alla Consulta la sua Procura sostenne di aver obbedito soltanto alla legge. Certo, e la prova era nei fatti: non era la prima volta che una Procura, intercettando un soggetto coinvolto nelle indagini, captava casualmente sue conversazioni con un presidente della Repubblica. Era accaduto nel 1992 a Milano con il presidente Scalfaro. Ed era capitato nel 2009 a Firenze con Napolitano. In entrambi i casi, i pm avevano fatto trascrivere le telefonate e le avevano depositate agli atti. Nel caso di Scalfaro i giornali le avevano riportate. Eppure il Quirinale non sollev\u00f2 alcun conflitto contro i magistrati. Lo fece soltanto con noi nel 2012, sebbene non avessimo fatto trascrivere quelle conversazioni penalmente irrilevanti, le avessimo custodite in cassaforte e avessimo spiegato che ne avremmo chiesto la distruzione. All\u2019amarezza per quel che \u00e8 accaduto, unisco per\u00f2 una soddisfazione, mia personale e dei miei colleghi: i nostri scassatissimi armadi hanno mostrato una tenuta stagna, infatti di quelle telefonate non \u00e8 uscita neppure una sillaba. Nessuno pu\u00f2 rimproverarci di non aver compiuto al meglio il nostro dovere di magistrati.Cos\u2019ha pensato quando il Comitato per l\u2019Ordine e la Sicurezza le ha proposto di girare per Palermo a bordo di un carrarmato Lince?Sulle prime, non sapevo neppure cosa fosse. Ho visto la foto in Internet di un Lince usato nella guerra in Afghanistan e ho detto di no. Oltrech\u00e9 impensabile dal punto di vista pratico e logistico, un magistrato che deve circolare a bordo di un carrarmato diventa anche ridicolo. E se c\u2019\u00e8 una cosa che non posso accettare \u00e8 che il mio lavoro venga messo in condizione di perdere il rispetto. La sicurezza non pu\u00f2 diventare un pretesto per i tanti che guardano con ostilit\u00e0 al nostro impegno per metterci alla berlina. Tutti gli altri rischi li accetto: questo no.Si \u00e8 parlato anche dell\u2019uso di un robottino anti-esplosivi, il \u201cJammer bomb\u201d. Lo Stato sta facendo tutto quello che pu\u00f2 per garantire la sua sicurezza? Io non ho mai chiesto nulla: ci sono autorit\u00e0 preposte a queste decisioni tecniche e stanno operando con la massima professionalit\u00e0. A cominciare dai carabinieri della mia scorta. Ma un magistrato \u00e8 sicuro soprattutto quando tutte le istituzioni si mostrano totalmente unite nell\u2019affermare che il suo operato \u2013 peraltro criticabile \u2013 non pu\u00f2 subire minacce n\u00e9 annunci di strage. La reazione compatta di tutto lo Stato sarebbe la migliore protezione per me e per qualunque altro magistrato in pericolo.E quella reazione compatta per ora non c\u2019\u00e8 stata. Finora \u00e8 arrivata solo a spizzichi e bocconi, con molta lentezza, fatica e reticenza. Ma non dispero che ci si arrivi, un giorno o l\u2019altro.<br \/>\nda Il Fatto Quotidiano del 18 dicembre 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Il pm dice del boss: &#8220;Non si limita a minacciare, ha ordinato di uccidermi&#8221;. 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