{"id":39057,"date":"2018-06-17T16:53:32","date_gmt":"2018-06-17T16:53:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=39057"},"modified":"2018-06-17T16:53:32","modified_gmt":"2018-06-17T16:53:32","slug":"migranti-aiutiamoli-a-casa-loro-come-mai-spendiamo-34-euro-al-giorno-per-ospitare-un-migrante-se-con-sei-dollari-al-di-potremmo-renderlo-felice-e-sazio-a-casa-sua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=39057","title":{"rendered":"Migranti, aiutiamoli a casa loro: \u201cCome mai spendiamo 34 euro al giorno per ospitare un migrante se con sei dollari al d\u00ec potremmo renderlo felice e sazio a casa sua?\u201d"},"content":{"rendered":"<p>17\/06\/2018 &#8211; L\u2019Unione europea ha appena deciso di triplicare i fondi per la gestione dei migranti: la somma messa a bilancio passer\u00e0 dagli attuali 13 miliardi di euro (anni 2014-2021) ai futuri 35 miliardi di euro (anni 2021-2027). Prima di compiere l\u2019analisi dei costi preventivati, dove i soldi vanno, per fare cosa, dobbiamo sapere cosa noi prendiamo dall\u2019Africa, e cosa restituiamo all\u2019Africa. Se noi aiutiamo loro oppure se loro, magari, danno una mano a noi.<br \/>\nConviene ripetere e magari ripubblicare. Quindi partire dalle basi, dai luoghi in cui i migranti partono. Roberto Rosso, l\u2019uomo che dai jeans ha ricavato un mondo che ora vale milioni di euro, ha domandato: \u201cCome mai spendiamo 34 euro al giorno per ospitare un migrante se con sei dollari al d\u00ec potremmo renderlo felice e sazio a casa sua?\u201d.<br \/>\nGi\u00e0, come mai? E perch\u00e8 non li aiutiamo a casa loro?<br \/>\nCasa loro? Andiamoci piano con le parole. Perch\u00e8 la loro casa \u00e8 in vendita e sta divenendo la nostra. Per dire: il Madagascar ha ceduto alla Corea del Sud la met\u00e0 dei suoi terreni coltivabili, circa un milione e trecentomila ettari. La Cina ha preso in leasing tre milioni di ettari dall\u2019Ucraina: gli serve il suo grano. In Tanzania acquistati da un emiro 400mila ettari per diritti esclusivi di caccia. L\u2019emiro li ha fatti recintare e poi ha spedito i militari per impedire che le trib\u00f9 Masai sconfinassero in cerca di pascoli per i loro animali. La loro vita.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nE gli etiopi che arrivano a Lampedusa, quelli che Salvini considera disgraziati di serie B, non accreditabili come rifugiati, giungono dalla bassa valle dell\u2019Omo, l\u2019area oggetto di un piano di sfruttamento intensivo da parte di capitali stranieri che ha determinato l\u2019evacuazione di circa duecentomila indigeni. E tra i capitali stranieri molta moneta, circa duecento milioni di euro, \u00e8 di Roma. Il governo autoritario etiope, che rastrella e deporta, \u00e8 l\u2019interlocutore privilegiato della nostra diplomazia che sostiene e finanzia piani pluriennali di sviluppo. Anche qui la domanda: sviluppo per chi?<br \/>\nL\u2019Italia intera conta 31 milioni di ettari. La Banca mondiale ha stimato, ma il dato \u00e8 fermo al 2009, che nel mondo sono stati acquistati o affittati per un periodo che va dai venti ai 99 anni 46 milioni di ettari, due terzi dei quali nell\u2019Africa subsahariana. In Africa i titoli di propriet\u00e0 non esistono (la percentuale degli atti certi rogitati varia dal 2 al 10 per cento). Si vende a corpo e si vende con tutto dentro. Vende anche chi non \u00e8 proprietario. Meglio: vende il governo a nome di tutti. Case, villaggi, pascoli, acqua se c\u2019\u00e8. Il costo? Dai due ai dieci dollari ad ettaro, quanto due chili d\u2019uva e uno di melanzane al mercato del Trionfale a Roma. Sono state esaminate 464 acquisizioni, ma sono state ritenute certe le estensioni dei terreni solo in 203 casi. Chi acquista \u00e8 il \u201cgrabbatore\u201d, chi vende \u00e8 il \u201cgrabbato\u201d. La definizione deriva dal fenomeno, che negli ultimi vent\u2019anni ha assunto proporzioni note e purtroppo gigantesche e negli ultimi cinque una progressione pari al mille per cento secondo Oxfam, il network internazionale indipendente che combatte la povert\u00e0 e l\u2019ingiustizia. Il fenomeno si chiama land grabbing e significa appunto accaparramento della terra.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\nI Paesi ricchi chiedono cibo e biocombustibili ai paesi poveri. In cambio di una mancia comprano ogni cosa. Montagne e colline, pianure, laghi e citt\u00e0. Sono circa cinquanta i Paesi venditori, una dozzina i Paesi compratori, un migliaio i capitali privati (fondi di investimento, di pensione, di rischio) che fanno affari. E\u2019 pi\u00f9 facile trasportare una tonnellata di cereali dal Sudan che le mille tonnellate d\u2019acqua necessarie per coltivarle. E allora la domanda: aiutiamoli a casa loro? Siamo proprio sicuri che abbiano ancora una casa? Le cronache sono zeppe di indicazioni su cosa stia divenendo questo neocolonialismo che foraggia guerre e governi dittatoriali pur di sviluppare il suo business. In Uganda 22mila persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per far posto alle attivit\u00e0 di una societ\u00e0 che commercia legname, l\u2019inglese New Forest Company. Aveva comprato tutto: terreni e villaggi. I residenti sono divenuti ospiti ed \u00e8 giunto l\u2019avviso di sfratto\u2026 Dove non arriva il capitale pulito si presenta quello sporco. La cosiddetta agromafia. Sempre laggi\u00f9, nascosti dai nostri occhi e dai nostri cuori, si sversano i rifiuti tossici che l\u2019Occidente non pu\u00f2 smaltire. La puzza a chi puzza\u2026<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814430090-0\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-300x250-intext', [300, 250], 'div-gpt-ad-1488814430090-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814430090-0');<\/script><\/div>\n<p>Chi ha fame vende. Anzi regala. L\u2019Etiopia ha il 46 per cento della popolazione a rischio fame. E\u2019 la prima a negoziare cessioni ai prezzi ridicoli che conosciamo. Seguono la Tanzania (il 44 per cento degli abitanti sono a rischio) e il Mali (il 30 per cento \u00e8 in condizioni di \u201cinsicurezza alimentare\u201d). Comprano i ricchi. Il Qatar, l\u2019Arabia Saudita, la Cina, il Giappone, la Corea del Sud, anche l\u2019India. E nelle transazioni, la piccola parte visibile e registrata della opaca frontiera coloniale, sono considerate terre inutilizzate quelle coltivate a pascolo.<br \/>\nIl presidente del Kenya, volendo un porto sul suo mare, ha ceduto al Qatar, che si \u00e8 offerto di costruirglielo, 40mila ettari di terreno con tutto dentro. Nel pacco confezionato c\u2019erano circa 150 pastori e pescatori. Che si arrangiassero pure!<br \/>\nL\u2019Africa ha bisogno di acqua, di grano, di pascoli anzitutto. Noi paesi ricchi invece abbiamo bisogno di biocombustibile. Olio di palma, oppure jatropha, la pianta che \u2013 lavorata \u2013 permette di sfamare la sete dei grandi mezzi meccanici. E l\u2019Africa \u00e8 una riserva meravigliosa. In Africa parecchie societ\u00e0 italiane si sono date da fare: il gruppo Tozzi possiede 50mila ettari, altrettanti la Nuova Iniziativa Industriale. 26mila ettari sono della Senathonol, una joint-venture italosenegalese controllata al 51 per cento da un gruppo italiano. Le rose sulle nostre tavole, e quelle che distribuiscono i migranti a mazzetti, vengono dall\u2019Etiopia e si riversano nel mondo intero. Belle e profumate, rosse o bianche. Recise a braccia. Lavoratori diligenti, disponibili a infilarsi nelle serre anche con quaranta gradi. E pure fortunati perch\u00e8 hanno un lavoro.<br \/>\nIl loro salario? Sessanta centesimi al giorno. <strong>di Antonello CAPORALE<\/strong><br \/>\nFonte: https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/06\/17\/aiutiamoli-a-casa-loro-prima-parte-il-grabbato-e-il-grabbatore\/4432184\/<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\nDal momento che sei qui&#8230;.<br \/>\n&#8230; abbiamo un piccolo favore da chiedere.<br \/>\nPi\u00f9 persone stanno leggendo il nostre le nostre notizie selezionate dai maggiori media locali e internazionali, ma le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo mantenere la nostra rassegna stampa pi\u00f9 aperta possibile. 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