{"id":3907,"date":"2013-12-30T20:31:08","date_gmt":"2013-12-30T20:31:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=3907"},"modified":"2013-12-30T20:31:08","modified_gmt":"2013-12-30T20:31:08","slug":"la-svizzera-tav-torino-lione-inutile-non-ci-sono-piu-merci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=3907","title":{"rendered":"La Svizzera, TAV: Torino-Lione inutile, non ci sono pi\u00f9 merci"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultima barzelletta sulla Torino-Lione la raccontano gli svizzeri, solitamente noti per la loro austera seriet\u00e0. E infatti non si scherza neanche stavolta: perch\u00e9 all\u2019appello non mancano i binari, ma le merci. In valle di Susa, si apprende, transita appena un decimo del carico che gi\u00e0 ora potrebbe essere tranquillamente trasportato. Attenzione: a essere semi-deserta \u00e8 la linea ferroviaria attuale, la Torino-Modane, appena riammodernata. Inappellabile la sentenza dei numeri: il traffico alpino Italia-Francia \u00e8 letteralmente crollato. Anzich\u00e9 nuove linee, servirebbero treni da far circolare sulla ferrovia che gi\u00e0 esiste. E invece \u2013 questa \u00e8 la \u201cbarzelletta\u201d \u2013 il governoitaliano pensa sempre di costruire ex novo il pi\u00f9 costoso e inutile dei doppioni, la famigerata linea Tav a cui la valle di Susa si oppone da vent\u2019anni con incrollabile determinazione, confortata dai pi\u00f9 autorevoli esperti dell\u2019universit\u00e0 italiana. Tutti concordi: la super-linea Torino-Lione (il doppione) sarebbe devastante per l\u2019ambiente, pericolosa per la salute e letale per il debito pubblico, dato che costerebbe almeno 26 miliardi di euro. Ma soprattutto: la grande opera pi\u00f9 contestata d\u2019Italia sarebbe completamente inutile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/tav.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3908 alignleft\" alt=\"tav\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/tav-300x156.jpg\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/tav-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/tav-105x55.jpg 105w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/tav.jpg 398w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019ennesima conferma ufficiale viene dall\u2019ultimo rapporto dell\u2019Uft, l\u2019ufficio federale dei trasporti elvetico. Si tratta della raccolta totale dei dati delle merci \u2013 su strada e su ferrovia \u2013 che attraversano annualmente tutti i valichi alpini, da Ventimiglia fino a Wechsel, a sud di Vienna. Da giugno 2002, questo studio \u00e8 seguito anche dall\u2019Osservatorio del traffico merci nella Regione Alpina dell\u2019Unione Europea. Su tutti i valichi italo-francesi (Ventimiglia, Monginevro, Moncenisio, Fr\u00e9jus e Monte Bianco) sono passati complessivamente 22,4 milioni di tonnellate di merci, sia su strada che su ferrovia, rispetto al totale di 190 milioni dell\u2019intero arco alpino. Quanto alla valle di Susa, lo stesso osservatorio tecnico istituito dal governo italiano ha stabilito in 32,1 milioni di tonnellate annue la capacit\u00e0 della attuale ferrovia a doppio binario, la linea \u201cstorica\u201d che gi\u00e0 collega Torino a Lione attraverso Modane. La valutazione risale al 2007, ma ora la linea \u00e8 stata ulteriormente ammodernata: nel traforo del Fr\u00e9jus possono transitare treni con a bordo Tir e grandi container. Il \u201cproblema\u201d? Presto detto: nell\u2019ultimo anno, in valle di Susa sono transitate appena14 milioni di tonnellate di merci. E di queste, solo 3,4 su ferrovia.<\/p>\n<p>\u00abI numeri parlano chiaro\u00bb, commenta Luca Giunti, attivista No-Tav e referente tecnico per la Comunit\u00e0 Montana valsusina: \u00abIl traffico globale tra Italia e Francia avrebbe potuto tranquillamente essere ospitato soltanto sull\u2019attuale ferrovia, e senza neppure riuscire a saturarla completamente. Invece, sulla direttrice della val Susa \u00e8 transitato appena un decimo delle merci trasportabili\u00bb. E il confronto con i rapporti degli anni precedenti, tutti disponibili sul sito svizzero, conferma un trend in continua diminuzione sul versante occidentale delle Alpi, iniziato ben prima della crisi del 2008, mentre a crescere \u00e8 il trasporto transalpino verso Svizzera e Austria. Motivo: \u00abItalia e Francia hanno economie mature, interessate soltanto da scambi commerciali di sostituzione, mentre il percorso nord-sud collega il centro e l\u2019est Europa con i mercati orientali in espansione\u00bb. Per contro, la frontiera di Ventimiglia ha accolto, da sola e quasi interamente su strada, 17,4 milioni di tonnellate, 3 in pi\u00f9 di quelle piemontesi. \u00abLaggi\u00f9 la ferrovia ha stretti vincoli e andrebbe ammodernata, con spese e disagi tutto sommato contenuti perch\u00e9 si lavorerebbe a livello del mare e senza dover traforare le montagne. Inspiegabilmente, invece, quel passaggio \u00e8 trascurato da ogni politica\u00bb.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 potenziare il valico di Ventimiglia, il governo italiano insiste \u2013 contro ogni ragionevolezza \u2013 nel voler realizzare ad ogni costo il \u201cdoppione\u201d valsusino: cio\u00e8 il progetto \u00abpi\u00f9 difficile, pi\u00f9 costoso e lapalissianamente pi\u00f9 inutile\u00bb. Decine di miliardi di euro, con benefici attesi soltanto per il lontanissimo 2070, \u00abma solo se le mostruose previsioni di incremento dei traffici saranno rispettate: ed evidentemente non lo sono!\u00bb. Ne tiene conto sicuramente la Francia, che ha gi\u00e0 escluso la Torino-Lione della sua agenda lavori: l\u2019opera verr\u00e0 ripresa in considerazione, eventualmente, solo dopo il 2030. In Italia \u00e8 aperto solo il mini-cantiere di Chiomonte: da quella galleria per\u00f2 non transiter\u00e0 mai nessun treno, perch\u00e9 quello in via di realizzazione \u00e8 solo un piccolo tunnel geognostico. Terminato il quale, il buon senso consiglierebbe di fermarsi, tanto pi\u00f9 che \u2013 a valle di Susa \u2013 la stessa progettazione operativa della futura linea, verso Torino, \u00e8 praticamente ancora inesistente. \u00abQuando si prender\u00e0 finalmente atto che il progetto dellaTorino-Lione \u00e8 vecchio, inutile ed esoso?\u00bb, conclude Giunti. \u00abQuando, semplicemente, si rispetteranno i documenti ufficiali e gli atti governativi?\u00bb. Parlano chiaro persino quelli italiani: le iniziali previsioni di incremento si sono rivelate pura fantascienza, messe a confronto con la realt\u00e0. Gi\u00e0 oggi, conferma la Svizzera, in valle di Susa il traffico potrebbe crescere del 900%. E senza bisogno di nuove ferrovie.<\/p>\n<p>da<\/p>\n<p>L\u2019ultima barzelletta sulla Torino-Lione la raccontano gli svizzeri, solitamente noti per la loro austera seriet\u00e0. E infatti non si scherza neanche stavolta: perch\u00e9 all\u2019appello non mancano i binari, ma le merci. In valle di Susa, si apprende, transita appena un decimo del carico che gi\u00e0 ora potrebbe essere tranquillamente trasportato. Attenzione: a essere semi-deserta \u00e8 la linea ferroviaria attuale, la Torino-Modane, appena riammodernata. Inappellabile la sentenza dei numeri: il traffico alpino Italia-Francia \u00e8 letteralmente crollato. Anzich\u00e9 nuove linee, servirebbero treni da far circolare sulla ferrovia che gi\u00e0 esiste. E invece \u2013 questa \u00e8 la \u201cbarzelletta\u201d \u2013 il governoitaliano pensa sempre di costruire ex novo il pi\u00f9 costoso e inutile dei doppioni, la famigerata linea Tav a cui la valle di Susa si oppone da vent\u2019anni con incrollabile determinazione, confortata dai pi\u00f9 autorevoli esperti dell\u2019universit\u00e0 italiana. Tutti concordi: la super-linea Torino-Lione (il doppione) sarebbe devastante per l\u2019ambiente, pericolosa per la salute e letale per il debito pubblico, dato che costerebbe almeno 26 miliardi di euro. Ma soprattutto: la grande opera pi\u00f9 contestata d\u2019Italia sarebbe completamente inutile.<\/p>\n<p>L\u2019ennesima conferma ufficiale viene dall\u2019ultimo rapporto dell\u2019Uft, l\u2019ufficio federale dei trasporti elvetico. Si tratta della raccolta totale dei dati delle merci \u2013 su strada e su ferrovia \u2013 che attraversano annualmente tutti i valichi alpini, da Ventimiglia fino a Wechsel, a sud di Vienna. Da giugno 2002, questo studio \u00e8 seguito anche dall\u2019Osservatorio del traffico merci nella Regione Alpina dell\u2019Unione Europea. Su tutti i valichi italo-francesi (Ventimiglia, Monginevro, Moncenisio, Fr\u00e9jus e Monte Bianco) sono passati complessivamente 22,4 milioni di tonnellate di merci, sia su strada che su ferrovia, rispetto al totale di 190 milioni dell\u2019intero arco alpino. Quanto alla valle di Susa, lo stesso osservatorio tecnico istituito dal governo italiano ha stabilito in 32,1 milioni di tonnellate annue la capacit\u00e0 della attuale ferrovia a doppio binario, la linea \u201cstorica\u201d che gi\u00e0 collega Torino a Lione attraverso Modane. La valutazione risale al 2007, ma ora la linea \u00e8 stata ulteriormente ammodernata: nel traforo del Fr\u00e9jus possono transitare treni con a bordo Tir e grandi container. Il \u201cproblema\u201d? Presto detto: nell\u2019ultimo anno, in valle di Susa sono transitate appena14 milioni di tonnellate di merci. E di queste, solo 3,4 su ferrovia.<\/p>\n<p>\u00abI numeri parlano chiaro\u00bb, commenta Luca Giunti, attivista No-Tav e referente tecnico per la Comunit\u00e0 Montana valsusina: \u00abIl traffico globale tra Italia e Francia avrebbe potuto tranquillamente essere ospitato soltanto sull\u2019attuale ferrovia, e senza neppure riuscire a saturarla completamente. Invece, sulla direttrice della val Susa \u00e8 transitato appena un decimo delle merci trasportabili\u00bb. E il confronto con i rapporti degli anni precedenti, tutti disponibili sul sito svizzero, conferma un trend in continua diminuzione sul versante occidentale delle Alpi, iniziato ben prima della crisi del 2008, mentre a crescere \u00e8 il trasporto transalpino verso Svizzera e Austria. Motivo: \u00abItalia e Francia hanno economie mature, interessate soltanto da scambi commerciali di sostituzione, mentre il percorso nord-sud collega il centro e l\u2019est Europa con i mercati orientali in espansione\u00bb. Per contro, la frontiera di Ventimiglia ha accolto, da sola e quasi interamente su strada, 17,4 milioni di tonnellate, 3 in pi\u00f9 di quelle piemontesi. \u00abLaggi\u00f9 la ferrovia ha stretti vincoli e andrebbe ammodernata, con spese e disagi tutto sommato contenuti perch\u00e9 si lavorerebbe a livello del mare e senza dover traforare le montagne. Inspiegabilmente, invece, quel passaggio \u00e8 trascurato da ogni politica\u00bb.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 potenziare il valico di Ventimiglia, il governo italiano insiste \u2013 contro ogni ragionevolezza \u2013 nel voler realizzare ad ogni costo il \u201cdoppione\u201d valsusino: cio\u00e8 il progetto \u00abpi\u00f9 difficile, pi\u00f9 costoso e lapalissianamente pi\u00f9 inutile\u00bb. Decine di miliardi di euro, con benefici attesi soltanto per il lontanissimo 2070, \u00abma solo se le mostruose previsioni di incremento dei traffici saranno rispettate: ed evidentemente non lo sono!\u00bb. Ne tiene conto sicuramente la Francia, che ha gi\u00e0 escluso la Torino-Lione della sua agenda lavori: l\u2019opera verr\u00e0 ripresa in considerazione, eventualmente, solo dopo il 2030. In Italia \u00e8 aperto solo il mini-cantiere di Chiomonte: da quella galleria per\u00f2 non transiter\u00e0 mai nessun treno, perch\u00e9 quello in via di realizzazione \u00e8 solo un piccolo tunnel geognostico. Terminato il quale, il buon senso consiglierebbe di fermarsi, tanto pi\u00f9 che \u2013 a valle di Susa \u2013 la stessa progettazione operativa della futura linea, verso Torino, \u00e8 praticamente ancora inesistente. \u00abQuando si prender\u00e0 finalmente atto che il progetto dellaTorino-Lione \u00e8 vecchio, inutile ed esoso?\u00bb, conclude Giunti. \u00abQuando, semplicemente, si rispetteranno i documenti ufficiali e gli atti governativi?\u00bb. Parlano chiaro persino quelli italiani: le iniziali previsioni di incremento si sono rivelate pura fantascienza, messe a confronto con la realt\u00e0. Gi\u00e0 oggi, conferma la Svizzera, in valle di Susa il traffico potrebbe crescere del 900%. E senza bisogno di nuove ferrovie.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.libreidee.org\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>L\u2019ultima barzelletta sulla Torino-Lione la raccontano gli svizzeri, solitamente noti per la loro austera seriet\u00e0. E infatti non si scherza neanche stavolta: perch\u00e9 all\u2019appello non mancano i binari, ma le merci. 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