{"id":3992,"date":"2014-01-01T09:39:05","date_gmt":"2014-01-01T09:39:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=3992"},"modified":"2014-01-01T09:39:05","modified_gmt":"2014-01-01T09:39:05","slug":"e-per-iniziare-un-buon-anno-non-potevano-che-aumentare-i-pedaggi-autostradali-come-ennesima-mazzetta-alla-benetton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=3992","title":{"rendered":"E per iniziare un buon anno, non potevano che aumentare i pedaggi autostradali (come ennesima mazzetta alla BENETTON)"},"content":{"rendered":"<p>Autostrade pi\u00f9 care da domani, media+3,9 Concessionarie chiedevano di pi\u00f9. +8,28 su Strada dei Parchi.<br \/>\nDal primo gennaio, scattano gli incrementi tariffari delle tratte autostradali nazionali. Gli incrementi. L&#8217;aumento medio \u00e8 pari a circa il 3,9%, contro una media di quanto richiesto dalle stesse societ\u00e0 &#8211; sottolinea il ministero &#8211; pari al 4,8%. A subire l&#8217;aumento pi\u00f9 consistente sar\u00e0 la Strada dei Parchi (+8,28%), seguita dalla Centro Padane (+8,01%) e dalle Autovie venete. Autostrade per l&#8217;Italia, che gestisce la gran parte della rete autostradale italiana aumenta i pedaggi del 4,43%. &#8211; (ANSA) &#8211; ROMA, 31 DIC 2013<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/autostrade.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3993 alignleft\" alt=\"autostrade\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/autostrade-300x195.jpg\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/autostrade-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/autostrade-225x145.jpg 225w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/autostrade-84x55.jpg 84w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/autostrade.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ricordiamo che Autostrade per l&#8217;Italia S.p.A. \u00e8 una societ\u00e0 per azioni italiana, costituita nel 2002 ed avente come attivit\u00e0 la gestione in concessione di tratte autostradali. La societ\u00e0 si inserisce nel gruppo facente capo ad Atlantia S.p.A., che ne possiede il 100% del capitale sociale e che fa riferimento, come principale azionista, alla <strong>famiglia Benetton<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>UNA DELLE TANTE\u00a0CHE DELOCALIZZANO MANODPERA E CAPITALI FINANZIARI ALL&#8217;ESTERO:<\/strong><\/p>\n<p>Imprese italiane all\u2019estero: le cifre<br \/>\nQuando si parla di aziende italiane che delocalizzano il primo nome che viene in mente \u00e8 quello della Fiat che, stando almeno alle continue minacce di Sergio Marchionne, potrebbe anche decidere di chiudere definitivamente i conti con l\u2019Italia (nonostante gli oltre 50 anni di aiuti economici e di facilitazioni da parte dello Stato). Negli anni ha spostato parte della produzione negli stabilimenti in Polonia, Serbia, Russia, Brasile, Argentina, con la perdita di oltre 20mila posti di lavoro (dai 49.350 occupati nel 2000 si \u00e8 arrivati a 31.200 nel 2009, secondo l\u2019Espresso).<br \/>\nL\u2019azienda simbolo del sistema produttivo italiano non \u00e8 comunque l\u2019unica che abbia deciso di produrre all\u2019estero (nel suo caso in diverse location, dalla Polonia alla Serbia). Ultimo caso in ordine di tempo quello della Firem, azienda specializzata nella produzione di resistenze elettriche, che ha fatto molto scalpore con la notizia del trasferimento senza preavviso in Polonia. Una fuga notturna dei macchinari che i dipendenti hanno scoperto solo attraverso una lettera che li informava del rinvio della ripartenza post-ferie agostane al 2 settembre. Peccato che, invece che in provincia di Modena, i dipendenti erano attesi a 1279 kilometri di distanza, a Olawa al confine con la Repubblica Ceca. Una follia resa meno amara dal parziale dietrofront della propriet\u00e0 che, a quanto pare, continuer\u00e0 a tenere parte della produzione a Modena.<br \/>\nMa \u00e8 davvero un caso isolato? La delocalizzazione sembra essere diventato lo sport nazionale delle aziende italiane in periodo di crisi economica. Produzione, progettazione e ricerca ma anche call center, tutto viene spostato dove conviene. Fiat \u00e8 il nome pi\u00f9 altisonante, ma gli altri non sono da meno. Quale che sia il prodotto (o servizio) da produrre, all\u2019estero ci sar\u00e0 sempre qualcuno pi\u00f9 conveniente di noi cui affidare il compito. Vediamo qualche esempio.<br \/>\nBialetti: la moka \u00e8 ormai prodotta in Cina e l\u2019omino ha ben poco di italiano.<br \/>\nOmsa: la produzione \u00e8 stata spostata in Serbia portando 320 dipendenti alla cassa integrazione.<br \/>\nGeox: stabilimenti in Brasile, Cina e Vietnam, cos\u00ec su circa 30mila lavoratori solo 2mila sono italiani.<br \/>\nDainese: la griffe per motociclisti produce quasi tutto nei due stabilimenti in Tunisia.<br \/>\nDucati Energia: produzione negli stabilimenti in India e Croazia.<br \/>\nBenetton: gli United Colors sono sempre pi\u00f9 targati Croazia, cos\u00ec come i capi della Stefanel.<br \/>\nCalzedonia: il brand di intimo produce quasi tutto in Bulgaria.<br \/>\nRossignol: tutto per la montagna, ma prodotto nello stabilimento in Romania, con 108 esuberi a Montebelluna qualche anno fa.<br \/>\nCall center telecomunicazioni: praticamente tutte le aziende del settore hanno esternalizzato i call center, affidandoli ad operatori in outsourcing all\u2019estero, per un totale di oltre 5mila posti di lavoro persi. Telecom Italia ha call center in Albania, Tunisia, Romania, Turchia; Wind in Romania e Albania; H3G in Albania, Romania e Tunisia; Wind in Romania; Sky Italia in Albania.<br \/>\nTutto questo senza contare i marchi e le aziende che sono state vendute in toto o in parte a investitori esteri e che, quindi, molto spesso decidono di spostare la produzione (ne sono ottimo esempio le case di moda, da Gucci a Valentino passando per Prada). Mettendo insieme le une e le altre un dubbio atroce si affaccia alla mente: ma ha ancora senso parlare di sistema produttivo italiano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Autostrade pi\u00f9 care da domani, media+3,9 Concessionarie chiedevano di pi\u00f9. +8,28 su Strada dei Parchi. Dal primo gennaio, scattano gli incrementi tariffari delle tratte autostradali nazionali. Gli incrementi. 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