{"id":40193,"date":"2018-07-21T13:53:42","date_gmt":"2018-07-21T13:53:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=40193"},"modified":"2018-11-20T16:18:54","modified_gmt":"2018-11-20T16:18:54","slug":"berlusconi-ha-pagato-cosa-nostra-per-20-anni-anche-dopo-le-stragi-e-riina-appoggio-forza-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=40193","title":{"rendered":"\u201cBerlusconi ha pagato Cosa Nostra per 20 anni, anche dopo le stragi. E Riina appoggi\u00f2 Forza Italia\u201d"},"content":{"rendered":"<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"2\">21\/07\/2018 &#8211; <em>Nelle motivazioni della sentenza Trattativa vengono dettagliate le elargizioni di Silvio Berlusconi (gi\u00e0 a Palazzo Chigi) ai mafiosi tramite il co-fondatore di Forza Italia Dell\u2019Utri: &#8220;\u00c8 determinante rilevare che tali pagamenti sono proseguiti almeno fino al dicembre 1994&#8221;. Non solo. Secondo i giudici, lo stalliere di Arcore &#8211; e rappresentante dei clan &#8211; Vittorio Mangano era informato in anteprima di novit\u00e0 legislative relative alla custodia cautelare direttamente dal fondatore di Publitalia &#8220;per provare il rispetto dell&#8217;impegno assunto con i mafiosi&#8221;<\/em><\/p>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"2\">\u201cNella seconda met\u00e0 del \u201993, quando si \u00e8 deciso di appoggiare Forza Italia, \u00e8 venuto fuori Marcello Dell\u2019Utri che si era preso delle garanzie nei confronti di Cosa nostra per i suoi problemi. E quindi da tutto questo noi diciamo che \u00e8 nato questo appoggio da parte di Cosa Nostra nei confronti di Forza Italia. Sono stato chiaro?\u201d. Lo dice nero su bianco, Nino Giuffr\u00e9, 73 anni, uno dei collaboratori di giustizia pi\u00f9 importanti. Lo dice nel processo sulla cosiddetta trattativa\u00a0Stato-mafia,\u00a0durante la stagione stragista\u00a0di Cosa nostra. E oggi, i suoi e gli altri racconti, sulle connessioni politiche della mafia sono pubblicate nelle motivazioni della sentenza emessa lo scorso\u00a020 aprile\u00a0dalla Corte d\u2019assise di Palermo.<\/p>\n<h2 id=\"dotnAd-viralize-inveedeo\">Nuova mafia<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"3\">Presieduta da Alfredo Montanto, con giudice a latere Stefania Brambilla, la corte ha depositato un corposo\u00a0documento di 5252 pagine, che si apre con l\u2019annuncio solenne che Giovanni Falcone aveva ragione. \u201cLa mafia \u00e8 sconfitta\u201d, si legge nelle motivazioni\u00a0della sentenza. \u201cSconfitta perch\u00e9 come diceva Falcone, \u00e8 un fenomeno umano e in quanto tale finir\u00e0\u201d. Ma la corte poi precisa: sconfitta la mafia storica,\u00a0Cosa nostra,\u00a0quella che abbiamo conosciuto fino agli anni Novanta. Non sconfitta, certamente, la sua capacit\u00e0 di riorganizzarsi con forme nuove e nuove strutture. Non come l\u2019antica Cosa nostra, quindi,\u00a0ma come una organizzazione criminale pi\u00f9 parcellizzata.<\/p>\n<h2>Condanne pesanti<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"4\">E proprio su Cosa nostra, sul periodo del capo Bontate e poi del nuovo capo Riina, si concentra gran parte del lavoro investigativo che poi, a processo, con i Pm Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi, ha portato a condanni pesanti:\u00a0tra queste dodici anni per Marcello Dell\u2019Utri, ex senatore di Forza Italia, gi\u00e0 condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2014 e oggi a casa dopo la sospensione della detenzione in carcere per motivi di salute.<\/p>\n<h2>Vicino a Cosa nostra<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"5\">\u201cDell\u2019Utri com\u2019era conosciuto da lei?\u201d, chiede\u00a0durante il dibattimento\u00a0un avvocato a\u00a0Giovanni\u00a0Brusca, noto mafioso.\u00a0\u201cUn imprenditore, una persona che era vicina a Cosa nostra, originariamente vicina a Stefano Bontate, guardato con sospetto da Tot\u00f2 Riina, sospetto negativo\u201d.\u00a0E la dichiarazione di Brusca trova riscontro incrociato nei racconti di vari collaboratori di giustizia, che chiamano in causa pesantemente anche Forza Italia.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><\/p>\n<h2>Il discorso unitario<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"6\">\u201cSu Forza Italia \u2013 si legge nella sentenza, riportando le dichiarazioni di Giuffr\u00e9 &#8211; si \u00e8 coagulato un discorso unitario, c\u2019\u00e8 stato un accordo e c\u2019era anche una stanchezza dell\u2019opinione pubblica verso la Democrazia (Cristiana). Il successo \u00e8 stato strepitoso e non solo per merito di Cosa nostra\u201d.\u00a0\u201cQuando parliamo di buone mani\u00a0\u2013 aggiunge Brusca &#8211;\u00a0parliamo di Dell\u2019Utri e del nuovo movimento politico diciamo che si affaccia\u2026siamo nel \u201993, nella seconda met\u00e0 del \u201993, dovremmo essere, quando siviene a sapere ufficialmente, anche se in tutta onest\u00e0 potrei dire che ufficiosamente gi\u00e0 qualche mese prima girava voce di questa discesa in campo. Marcello Dell\u2019Utri era ultimamente in\u00a0contatto con Brancaccio e in modo particolare con i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.\u00a0Parliamo di appoggi elettorali\u00a0dati appositamente\u00a0con la speranza di trarne dei vantaggi\u201d.\u00a0Nelle motivazioni della sentenza, si legge ancora che \u201cverso la fine del 1993 il ruolo che in precedenza era stato svolto da Vito Ciancimino nell\u2019interesse di Cosa nostra era stato poi assunto da Marcello Dell\u2019Utri. \u201cQuesto lo posso tranquillamente asserire \u2013 dice Giuffr\u00e9\u201d.<\/p>\n<h2>La memoria<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"7\">I giudici della Corte d\u2019Assise alla figura di Dell\u2019Utri dedicano molte pagine. Non a caso \u00e8 colui che ha beccato la condanna pi\u00f9 pesante, dopo Bagarella (28 anni), e insieme a Mori e Subranni, confermando, almeno in primo grado, quel profilo di uomo cerniera tra la Sicilia e gli interessi prima economici e poi politici di Silvio Berlusconi. Le motivazioni della sentenza citano altri dispositivi a carico di\u00a0Dell&#8217;Utri: &#8220;Con l&#8217;apertura alle esigenze dell&#8217;associazione mafiosa Cosa nostra, manifestata da Dell&#8217;Utri nella sua funziona di intermediario dell&#8217;imprenditore Silvio Berlusconi nel frattempo sceso in campo in vista delle politiche del 1994\u00a0\u2013 si legge nelle carte -, si rafforza il proposito criminoso dei vertici mafiosi di proseguire con la strategia ricattatoria iniziata da Riina nel 1992&#8221;. E ancora: &#8220;Se pure non vi \u00e8 prova diretta dell&#8217;inoltro della minaccia mafiosa da Dell&#8217;Utri a Berlusconi, perch\u00e9 solo loro sanno i contenuti dei loro colloqui, ci sono ragioni logico-fattuali che inducono a non dubitare che Dell&#8217;Utri abbia riferito a Berlusconi quanto di volta in volta emergeva dai suoi rapporti con l&#8217;associazione mafiosa Cosa nostra mediati da Vittorio Mangano&#8221;.<\/p>\n<h2>Un rapporto ininterrotto<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"8\">\u201cLa nuova direzione mafiosa voluta da Riina\u00a0\u2013 si legge nella sentenza -, subentrato a Bontate nella Cosa nostra palermitana non aveva inciso sugli equilibri sanciti tra Cosa nostra, Dell\u2019Utri e Berlusconi\u00a0con il patto del 1974 che \u00e8\u00a0rimasto\u00a0del tutto immutato ed \u00e8 proseguito senza soluzione di continuit\u00e0 fino al 1992\u201d.\u00a0\u201cIncontestabile\u00a0\u2013 si dice in un altro passaggio &#8211;\u00a0che, nel periodo successivo alla morte di Stefano Bontade e durante il dominio di Salvatore Riina, non \u00e8 registrata alcuna interruzione dei pagamenti cospicui da parte di Silvio Berlusconi\u201d. \u201cIl gruppo imprenditoriale milanese facente capo a Silvio Berlusconi pagava somme di denaro alla mafia, a titolo estorsivo, e ci\u00f2 fino agli inizi degli anni 90\u201d.<\/p>\n<h2>Il ruolo chiave di Dell\u2019Utri<\/h2>\n<p data-tot-p=\"11\" data-count-p=\"9\">\u201cLa peculiarit\u00e0 del comportamento di Dell\u2019Utri\u00a0\u2013 si legge ancora nelle carte del processo &#8211;\u00a0\u00e8 consistita nel suo modo speciale e duraturo di\u00a0rapportarsi con gli esponenti di Cosa nostra non provando mai in un ventennio nessun imbarazzo o indignazione nell\u2019intrattenere rapporti conviviali con loro, sedendosi con loro allo stesso tavolo\u201d. \u201cUn soggetto\u00a0\u2013 si legge &#8211;\u00a0che pur non essendo\u00a0intraneo\u00a0all\u2019associazione mafiosa, ha voluto consapevolmente interagire\u00a0sinergicamente\u00a0con soggetti\u00a0acclaratamene\u00a0mafiosi,\u00a0rendendosi\u00a0conto di apportare con la sua opera di mediazione un\u2019attivit\u00e0 di sostegno all\u2019associazione senza dubbio prezioso\u00a0peril suo rafforzamento\u201d.\u00a0<a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/cronaca\/articoli\/Berlusconi-ha-pagato-Cosa-Nostra\/\">[Tiscali]<\/a><\/p>\n<p><em>Il processo trattativa Stato-mafia, le motivazioni della sentenza, le inchieste sulle stragi, la sparizione dell&#8217;Agenda Rossa, le parole di Papa Francesco. Il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, parla di tutto questo con Paolo Borrometi, nell&#8217;intervista fiume rilasciata andata in onda su Tg2000, il telegiornale di Tv2000. L&#8217;occasione \u00e8 stata data dalla presentazione del suo libro, \u2018Il patto sporco\u2019, scritto con il giornalista (e nostro editorialista) Saverio Lodato.<br \/>\nRispondendo alle domande Di Matteo ha ricordato quanto viene stabilito dalla sentenza di primo grado dello scorso 20 aprile: &#8220;Questa sentenza di primo grado certifica come la trattativa ci fu e che uomini dello Stato si resero complici con i vertici di Cosa nostra nel ricatto nei confronti di quattro diversi governi della Repubblica. Per la giustizia ci sono voluti 25 anni per affermare, con una sentenza pronunciata nel nome del popolo italiano, quello che era accaduto. Ma nel libro ci crediamo con amarezza, se quanto oggi consacrato in una sentenza dei giudici non era conosciuto ben prima, da soggetti ed ambienti della politica e delle istituzioni che invece che denunciare hanno preferito tacere, nascondere o preferito cancellare le prove di quel terribile connubio. Oggi possiamo essere soddisfatti del risultato a cui \u00e8 arrivata la magistratura, ma non cancella questa soddisfazione l&#8217;amarezza della reticenza, ed oserei dire dell&#8217;omert\u00e0 istituzionale, che ha caratterizzato ampi settori della politica e delle istituzioni rispetto un tema cos\u00ec delicato e cos\u00ec strettamente intersecato con quello delle stragi che hanno insanguinato la Sicilia e l&#8217;Italia intera tra il 1992 ed il 1993&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6WeWn2DqMpU\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><em><strong>Berlusconi e la mafia<\/strong><br \/>\nDi Matteo ha anche parlato di quel che la Corte dice sull&#8217;ex premier Silvio Berlusconi: &#8220;Si ritiene da parte dei giudici che Silvio Berlusconi continu\u00f2 a pagare ingenti somme di denaro a Cosa nostra palermitana anche dopo essere diventato Presidente del Consiglio&#8221;. \u201cRisultano annotati in un libro mastro della mafia palermitana &#8211; ha aggiunto Di Matteo &#8211; movimenti di denaro e ricezione di una somma montante a centinaia di milioni da parte del gruppo imprenditoriale legato a Berlusconi anche dopo che Silvio Berlusconiaveva assunto la carica di Presidente del Consiglio. Un Presidente del Consiglio, se questo \u00e8 vero, il capo di un governo della nostra Repubblica pagava Cosa nostra\u201d. \u201cNonostante un gravissimo silenzio e una gravissima ignoranza indotta nell&#8217;opinione pubblica, sull&#8217;argomento &#8211; ha raccontato Di Matteo &#8211; noi magistrati avevamo gi\u00e0 una sentenza che aveva condannato definitivamente il senatore Dell&#8217;Utri per concorso in associazione mafiosa. Questa stabiliva e statuiva che l\u2019allora imprenditore Silvio Berlusconi nel 1974 con l&#8217;intermediazione di Marcello Dell&#8217;Utri avesse stipulato un patto con esponenti apicali, esponenti di vertice della Cosa Nostra palermitana. Patto di reciproca protezione e sostegno. E che quel patto era stato rispettato dal 1974 almeno fino al 1992&#8243;.<br \/>\n&#8220;Ma questa sentenza di primo grado sulla trattativa Stato-mafia &#8211; ha sottolineato Di Matteo &#8211; va oltre. \u00c8 stato dimostrato che l&#8217;intermediazione di Dell&#8217;Utri \u00e8 proseguita attraverso la trasmissione di messaggi e richieste di Cosa Nostra a Silvio Berlusconianche dopo il 1992. Soprattutto dopo che Silvio Berlusconi aseguito delle elezioni del marzo 1994 divenne Presidente del Consiglio. Quindi per la prima volta questa sentenza chiama in ballo Silvio Berlusconinon pi\u00f9 come semplice imprenditore ma come uomo politico addirittura come Presidente del Consiglio. Questo \u00e8 un passaggio che pochi hanno sottolineato che pu\u00f2 essere incidentale ma \u00e8 assolutamente indicativo della gravit\u00e0 del comportamento di Silvio Berlusconi che i giudici ritengonoaccertato, \u00e8 un passaggio apparentemente slegato all\u2019imputazione mossa a Dell&#8217;Utri in questo processo ma molto significativo\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Agenda Rossa<\/strong><br \/>\nRispondendo ad una domanda sulla sparizione dell&#8217;Agenda Rossa di Paolo Borsellino il magistrato ha ricordato che \u201cBorsellino probabilmente aveva, se non saputo, cominciato ad intuire qualcosa sull&#8217;esistenza della trattativa. \u00c8 assolutamente plausibile che qualcuno avesse da temere che Borsellino avesse annotato quei suoi sospetti nell&#8217;agenda rossa che portava sempre con s\u00e9\u201d.<br \/>\n\u201c\u00c8 molto importante &#8211; ha sottolineato il sostituto procuratore nazionale antimafia &#8211; quello che \u00e8 stato scritto a proposito dell&#8217;effetto che la trattativa pu\u00f2 avere giocato sull&#8217;accelerazione improvvisa dell\u2019intenzione di uccidere il dottor Borsellino. \u00c8 assolutamente plausibile, questo lo aggiungo io ma lo aggiungo sulla base di elementi di fatto e processuali di particolare consistenza, che l&#8217;agenda rossa sia stata fatta sparire proprio per evitare che quei sospetti potessero, dopo l&#8217;uccisione di Paolo Borsellino, trovare una conferma documentale in quell\u2019agenda\u201d. <\/p>\n<p>\u201cE certamente &#8211; ha proseguito Di Matteo &#8211; penso che lo possiamo affermare secondo un criterio di buon senso e logica ed esperienze di chi da molti anni si occupa di processi di mafia, l&#8217;agenda rossa non pu\u00f2 essere stata fatta sparire dai mafiosi che hanno partecipato alla strage ma con ogni probabilit\u00e0 da uomini di uno Stato deviato che gi\u00e0 in quel momento hanno voluto nascondere elementi importanti per la ricostruzione del movente dell&#8217;uccisione del giudice e degli agenti della scorta\u201d.<br \/>\nInfine Di Matteo ha anche commentato le parole dette da Papa Francesco contro la mafia durante la sua visita a Palermo lo scorso 15 settembre (&#8220;Non si pu\u00f2 credere in Dio ed essere mafiosi. Chi \u00e8 mafioso non vive da cristiano, perch\u00e9 bestemmia con la vita il nome di Dio-amore&#8221;). &#8220;Nessuno &#8211; ha detto Di Matteo &#8211; pu\u00f2 avere, dopo le parole di Papa Francescoa Palermo, l&#8217;alibi di pensare che l&#8217;essere mafioso e l&#8217;essere cristiano siano concetti compatibili. Le parole di Papa Francescoda siciliano, italiano, cittadino, magistrato e da cristiano mi hanno suscitato una grande speranza e un ulteriore conforto. Sono state parole importanti pronunciate con toni diversi rispetto alla famosa invettiva di Giovanni Paolo IIalla Valle dei Templi nel 1993 ma pronunciate nella sostanza con altrettanta fermezza\u201d. \u201cHo apprezzato moltissimo &#8211; ha concluso il pm &#8211; come la maggior parte dei fedeli quelle parole. Ho una speranza e un sogno che quelle parole, quelle prese di posizioni cos\u00ec nette, forti, e belle di Papa Francescodiventino quotidianamente sul territorio soprattutto nel territorio della nostra Sicilia parole, azioni e prese di posizioni quotidiane di tutti: dei vescovi, dei sacerdoti e di tutti i cristiani. Non devono rimanere parole pronunciate il 15 settembre in occasione dell&#8217;anniversario della morte di Padre Pino Puglisi,devono rimanere un faro che spero possa guidare l&#8217;azione quotidiana di tutti i cristiani e non solo. Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 contrario al messaggio cristiano dell\u2019essere mafioso, di avere una mentalit\u00e0 mafiosa, di avere una mentalit\u00e0 che accetti la mafia, la corruzione e il malaffare come un male necessario\u201d.<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\nDal momento che sei qui&#8230;.<br \/>\n&#8230; abbiamo un piccolo favore da chiedere.<br \/>\nPi\u00f9 persone stanno leggendo il nostre le nostre notizie selezionate dai maggiori media locali e internazionali, ma non riceviamo alcuna forma di sostegno economico. Vogliamo mantenere la nostra rassegna stampa pi\u00f9 aperta possibile. Quindi Se tu e tutti coloro che stanno leggendo questo avviso donaste 5\u20ac, potremmo permetterci di far crescere lonesto.it negli anni a venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Se segui Lonesto.it<\/strong><br \/>\n<strong>fai una donazione!<\/strong><br \/>\nGrazie al tuo contributo, ci aiuterai<br \/>\na mantenere la nostra indipendenza<br \/>\nDona oggi, e rimani informato anche domani.<br \/>\n(Donazione Minima 5\u20ac):<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=BMHK4SUUPLWP8\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/sostenere-blog.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<form action=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr\" method=\"post\" target=\"_top\"><input name=\"cmd\" type=\"hidden\" value=\"_s-xclick\" \/><br \/>\n<input name=\"hosted_button_id\" type=\"hidden\" value=\"PTPPPFCVPPNKC\" \/><br \/>\n<input alt=\"PayPal - Il metodo rapido, affidabile e innovativo per pagare e farsi pagare.\" name=\"submit\" src=\"https:\/\/www.paypalobjects.com\/it_IT\/IT\/i\/btn\/btn_donateCC_LG.gif\" type=\"image\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paypalobjects.com\/it_IT\/i\/scr\/pixel.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/form>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=40193 \" data-numposts=\"5\" data-colorscheme=\"light\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1488814490227-0\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/www.googletagservices.com\/tag\/js\/gpt.js\">googletag.defineSlot('\/134284252\/lonesto\/lonesto-correlati', [660, 450], 'div-gpt-ad-1488814490227-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1488814490227-0');<\/script><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>21\/07\/2018 &#8211; Nelle motivazioni della sentenza Trattativa vengono dettagliate le elargizioni di Silvio Berlusconi (gi\u00e0 a Palazzo Chigi) ai mafiosi tramite il co-fondatore di Forza Italia Dell\u2019Utri: &#8220;\u00c8 determinante rilevare che tali pagamenti sono proseguiti <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=40193\" title=\"\u201cBerlusconi ha pagato Cosa Nostra per 20 anni, anche dopo le stragi. E Riina appoggi\u00f2 Forza Italia\u201d\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":40196,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,66,217,80,99,79,77,339,100,2416,2418,425,1,61,64,78,5969],"tags":[7778,10342,153,8947,14883,4754,14884,14885,14882,1112,898],"views":12882,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40193"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40193"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44009,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40193\/revisions\/44009"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}