{"id":40685,"date":"2018-08-15T10:12:27","date_gmt":"2018-08-15T10:12:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=40685"},"modified":"2018-09-26T16:09:13","modified_gmt":"2018-09-26T16:09:13","slug":"crollo-ponte-genova-milena-gabanelli-cosi-il-boom-dei-trasporti-pesanti-ha-indebolito-i-ponti-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=40685","title":{"rendered":"Crollo ponte Genova Milena Gabanelli.  Cos\u00ec il boom dei trasporti pesanti ha indebolito i ponti [VIDEO]"},"content":{"rendered":"<p>Cosa c\u2019entra un cavalcavia che crolla con l\u2019aumento del prezzo del gasolio, la legge europea che obbliga i camionisti a non superare le nove ore di guida in una giornata e la concorrenza polacca? C\u2019entra. Partiamo dai cavalcavia: ci siamo accorti che sono diventati fragili quando c\u2019\u00e8 scappato il morto. Fra ponti viadotti e gallerie, le Province ne gestiscono oltre 30.000, Anas ne ha in carico 14.800, poi ci sono quelli delle concessionarie autostradali. Oggi a preoccupare di pi\u00f9 sono proprio i cavalcavia delle Province, che dal 2014 non hanno pi\u00f9 nemmeno i fondi disponibili per manutenzione e investimenti. La storia per\u00f2 viene da lontano.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6va0r4UasOE\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; encrypted-media\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<strong>Come leggi e mercato si scaricano sui viadotti<\/strong><br \/>\nLa maggior parte dei viadotti sono stati costruiti alla fine degli anni Cinquanta e inizio anni Sessanta, quando i trasporti da 100 tonnellate erano rarissimi. Da allora \u00e8 cambiato il mondo: \u00e8 cresciuto il trasporto su gomma e pian piano anche i carichi eccezionali. Ed \u00e8 proprio il \u00abpeso\u00bb, che, anno dopo anno, ha stressato i ponti. Ad influire il prezzo del gasolio: alla fine degli anni Settanta costava la met\u00e0 rispetto alla benzina, oggi \u00e8 quasi uguale, 1 euro e 44 al litro. Meno dei 2 euro raggiunti tra 2008 e 2013, ma il doppio rispetto ai 70-80 centesimi al litro dei primi anni 2000. Nel 2006 sono arrivate le regole europee, che impongono ai camionisti di non guidare per pi\u00f9 di 4 ore e mezza consecutive (9 nella giornata), con il tachigrafo digitale che impedisce di sgarrare. Poi ci si \u00e8 messa la concorrenza straniera, che negli ultimi 10 anni ha fatto fuori 34.000 aziende di trasporto italiane. Per dare un\u2019idea: il costo orario lordo di un conducente italiano \u00e8 pari a 28,14 euro, contro i 10 euro di un polacco. Cos\u00ec la nostra quota di mercato ha perso il 21%, mentre quella delle imprese dei Paesi dell\u2019Est Europa \u00e8 passata dal 15 al 55%. Morale: da anni si carica di pi\u00f9 per fare meno viaggi e tagliare sui costi. I viadotti per\u00f2 sono sempre quelli degli anni Settanta, ma nessuno ha provveduto a rinforzarli, perch\u00e9 non esiste un monitoraggio sulle ricadute delle leggi e fenomeni di mercato.<br \/>\n<strong>Quanti sono i trasporti eccezionali e chi li autorizza<\/strong><br \/>\nOggi, per capire se questi cavalcavia sono ancora sicuri, bisognerebbe sapere quanti trasporti eccezionali li mettono alla prova ogni mese, in modo da programmare la manutenzione. Non dovrebbe essere complicato, visto che devono essere autorizzati da Anas, concessionari, regioni, province, e tutti i comuni coinvolti dal passaggio dei camion.<br \/>\nPer fare un esempio: un\u2019azienda che deve effettuare un trasporto da Legnano a Marghera superiore alle 44 tonnellate, ha bisogno di 27 nulla osta; ma alcuni enti locali applicano la regola del silenzio assenso. E cos\u00ec, di fatto, nessuno sa esattamente quanti siano questi trasporti. L\u2019Anas spiega che quelli regolari l\u2019anno scorso sono cresciuti del 10%. Ma anche quelli irregolari lievitano. Nel 2017, la polizia stradale ha controllato 1.913 veicoli. Bene: le infrazioni sono state 2.388, comprese quelle per trasporto non autorizzato.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\n<strong>Le Province, mai abolite e senza soldi, chiudono le strade<\/strong><br \/>\nIl responsabile delle autorizzazioni ai trasporti eccezionali di una Provincia del Nord Ovest dice che, da quando la legge di Stabilit\u00e0 del 2014 ha tolto le risorse, programmare la manutenzione \u00e8 diventato impossibile e quindi controllano i loro cavalcavia \u00aba vista\u00bb. Quella legge ha imposto alle Province tagli di quasi un miliardo l\u2019anno per tre anni, e le ha private della gran parte dei 3,7 miliardi che le amministrazioni ricevevano grazie a entrate proprie, perch\u00e9 le Province dovevano essere abolite. Per\u00f2 con la vittoria del \u00abno\u00bb al referendum costituzionale, l\u2019abolizione delle Province \u00e8 saltata. La conseguenza \u00e8 che, a fine 2017, risultavano chiusi per frane, crolli, smottamenti o manto stradale inagibile, circa 5.000 chilometri di strade provinciali; inoltre, su almeno il 52% della rete \u00e8 stato inserito un limite di velocit\u00e0 tra i 30 e i 50 chilometri orari, perch\u00e9 le strade non sono sicure. I tecnici delle Province riferiscono di non poter chiudere altri tratti pericolosi e nemmeno ridurne la velocit\u00e0 di percorrenza, perch\u00e9 l\u2019amministrazione non \u00e8 in grado di sostenere i costi della segnaletica.<\/p>\n<p>Confindustria Lombardia spiega che, per avere l\u2019autorizzazione a passare con un trasporto eccezionale, ormai occorrono fino a 60 giorni, e segnala che i costi a carico delle aziende, per avere i via libera, sono aumentati in media di 5.000 euro. Una circolare del Ministero dei Trasporti, del luglio scorso, rinnova l\u2019obbligo per le Regioni di creare un catasto strade e di definire una rete dove i trasporti eccezionali sono automaticamente ammessi (le regioni che pi\u00f9 hanno lavorato su questo sono Emilia Romagna e Veneto). Ma la novit\u00e0 della direttiva \u00e8 soprattutto un\u2019altra: sono accettate le verifiche sull\u2019adeguatezza dei percorsi fatte dalle stesse aziende che devono portare a destinazione i trasporti eccezionali, facendosi carico dei costi, che poi scaricano sui clienti.<\/p>\n<p><strong>Microchip per monitorare i cavalcavia<\/strong><br \/>\nDi buono c\u2019\u00e8 che la legge di Stabilit\u00e0 del 2017 ha stanziato 1,6 miliardi in sei anni per la manutenzione delle strade provinciali. Per mettere in moto la macchina degli appalti per\u00f2 ci vorr\u00e0 tempo. L\u2019importante sarebbe investire bene questi soldi, utilizzando da subito i microchip che permettono di monitorare le oscillazioni di ponti e cavalcavia. Secondo Maurizio Crispino, ordinario di Costruzione di strade, ferrovie e aeroporti al Politecnico di Milano, la tecnologia, disponibile gi\u00e0 da tempo, permette di inserire sensori su ponti e cavalcavia per rilevarne le deformazioni; in questo modo, i tecnici responsabili delle infrastrutture potrebbero registrare le oscillazioni, dovute a degrado della struttura o a passaggi con carichi pesanti anomali, in remoto dal proprio ufficio. Per intenderci, se nel 2016 ci fosse stato quel benedetto sensore, il ponte di Annone Brianza non sarebbe crollato. Indietro non si torna, ma sarebbe da irresponsabili non evitare tragedie future. Una partita nella quale non sono coinvolte solo le Province, ma anche Anas e le concessionarie. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/dataroom-milena-gabanelli\/boom-trasporti-pesanti-ha-indebolito-ponti-chi-se-ne-occupa\/1e95b2ac-1e08-11e8-af9a-2daa4c2d1bbb-va.shtml\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">FONTE<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\nDal momento che sei qui&#8230;.<br \/>\n&#8230; abbiamo un piccolo favore da chiedere.<br \/>\nPi\u00f9 persone stanno leggendo il nostre le nostre notizie selezionate dai maggiori media locali e internazionali, ma non riceviamo alcuna forma di sostegno economico. Vogliamo mantenere la nostra rassegna stampa pi\u00f9 aperta possibile. 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