{"id":43265,"date":"2018-11-08T08:19:12","date_gmt":"2018-11-08T08:19:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=43265"},"modified":"2018-11-08T08:20:38","modified_gmt":"2018-11-08T08:20:38","slug":"polizia-cade-lobbligo-di-informare-i-superiori-incostituzionale-la-legge-per-fare-conoscere-le-indagini-ai-governi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=43265","title":{"rendered":"Polizia, cade l\u2019obbligo di informare i superiori. Incostituzionale la legge per fare conoscere le indagini ai governi"},"content":{"rendered":"<p>08\/11\/2018 &#8211; La legge che poteva consentire ai politici di conoscere in anticipo le indagini \u00e8 incostituzionale. Il motivo? Lede le attribuzioni costituzionali del pubblico ministero. Lo ha stabilito la Consulta che ha accolto il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal procuratore di Bari nei confronti del governo. La norma era stata varata nell\u2019agosto del 2016 quando a Palazzo Chigi sedeva Matteo Renzi. A luglio, invece, si erano registrate le prime fughe di notizie all\u2019interno dell\u2019inchiesta Consip. I vertici della centrale acquisti della pubblica amministrazione furono informati quasi in diretta dell\u2019esistenza dell\u2019indagine che ora rischia che di portare alla richiesta di rinvio giudizio per l\u2019ex ministro dello Sport Luca Lotti e il generale dell\u2019Arma Tullio Del Sette. L\u2019ad Luigi Marroni, intercettato il 20 dicembre 2016, confess\u00f2 al capo dell\u2019ufficio legale di sapere dell\u2019esistenza degli accertamenti \u201c4-5 mesi\u201d prima.<\/p>\n<p><strong>Il conflitto sollevato dal procuratore di Bari<\/strong> \u2013 Il procuratore del capoluogo pugliese, Giuseppe Volpe, sosteneva che la norma di fatto abrogasse parzialmente il segreto investigativo e che il governo fosse andato oltre la delega del Parlamento introducendo una sorta di deroga alla riservatezza. \u201cNotizie riservate potevano arrivare dove non dovevano con il rischio di compromissione delle indagini\u201d, cio\u00e8 vere e proprie \u201cfughe di notizie legittimate\u201d, commenta il magistrato che ha definito \u201cla sentenza come \u201cun grandissimo successo\u201d. Il magistrato spiega che la legge rischiava di \u201ccompromettere il segreto istruttorio e la stessa obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale\u201d. Il ricorso \u00e8 stato scritto personalmente dal procuratore di Bari, rappresentato nel giudizio dai professori Giorgio Costantino e Alfonso Celotto.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\n<strong>La norma bocciata<\/strong> \u2013 Al centro dell\u2019atto c\u2019\u00e8  l\u2019articolo 18, comma 5, del decreto legislativo n. 177 del 2016. La disposizione prevede che, a fini di coordinamento informativo, \u201ci vertici delle Forze di Polizia adottino istruzioni affinch\u00e9 i responsabili di ciascun presidio di polizia interessato trasmettano alla propria scala gerarchica le notizie relative all\u2019inoltro delle informative di reato all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, indipendentemente dagli obblighi prescritti dalle norme del codice di procedura penale\u201d. La Corte, pur riconoscendo che le esigenze di coordinamento informativo poste a fondamento della disposizione impugnata sono meritevoli di tutela, ha ritenuto lesiva delle attribuzioni costituzionali del pubblico ministero, garantite dall\u2019articolo 109 della Costituzione, la specifica disciplina della trasmissione per via gerarchica delle informative di reato.<\/p>\n<p><strong>Spataro: \u201cIncostituzionale. <\/strong>Segreto investigativo carta straccia\u201d \u2013 Un testo che all\u2019epoca aveva fatto molto discutere. \u201cUna norma a dir poco sorprendente\u201d, l\u2019aveva definita il procuratore di Torino, Armando Spataro segnalando subito \u201cprofili di incostituzionalit\u00e0\u201c, ma soprattutto di un \u201ccontrasto con alcune norme del codice di procedura penale che attribuiscono al pm il ruolo di dominus esclusivo dell\u2019indagine\u201d. \u201cCos\u00ec il segreto investigativo diventa carta straccia\u201c, diceva il magistrato parlando di un ulteriore passo della \u201cgenerale tendenza a spostare ogni attivit\u00e0 verso l\u2019esecutivo, persino la guida della polizia giudiziaria\u201d. La legge, sottolineava sempre Spataro, non prevede infatti \u201calcun divieto\u201d per le gerarchie delle forze dell\u2019ordine \u201cdi riferire all\u2019autorit\u00e0 politica\u201d. La questione era arrivata sui tavoli di Palazzo dei Marescialli, con il Consiglio superiore della magistratura che si era espresso in maniera critica sul provvedimento.<\/p>\n<p><strong>Le indagini top secret al governo in anteprima<\/strong> \u2013 L\u2019informativa di reato \u00e8 il primo atto scritto in cui uno o pi\u00f9 membri delle forze dell\u2019ordine riassumono i risultati di un\u2019inchiesta, in quel momento coperta da segreto, per trasmetterli alla magistratura, alla procura di competenza. Il \u201ccoordinamento\u201d di cui parla il testo, necessario per evitare doppioni e sovrapposizioni, in precedenza spettava proprio ai magistrati inquirenti. Con la norma, invece, l\u2019informativa deve scalare le scale gerarchiche di Polizia, carabinieri, Guardia di finanza. E chi sta all\u2019ultimo gradino di quelle gerarchie? I ministeri di competenza: Interno, Difesa ed Economia. Cos\u00ec, per esempio, un\u2019inchiesta per corruzione o per mafia, o qualunque indagine che possa mettere in imbarazzo un ministro, un parlamentare, un amministratore locale, potr\u00e0 arrivare sul tavolo della politica prima di essere resa nota all\u2019interessato con un provvedimento della magistratura.<\/p>\n<p>La circolare di Gabrielli \u2013 Una normativa simile era gi\u00e0 prevista i carabinieri, sottoposti al Testo unico dell\u2019ordinamento militare del 2010. Con la legge del 2016 \u00e8 stata estesa a tutti le altre forze dell\u2019ordine. L\u20198 ottobre 2016 una circolare dal capo della polizia, Franco Gabrielli, spiegava che i superiori gerarchici devono essere informati anche degli ulteriori sviluppi \u201crilevanti\u201d dell\u2019inchiesta, \u201cfino alla fine delle indagini preliminari\u201d. Ma precisava che nel farlo \u00e8 necessario \u201cpreservare il buon esito delle indagini in corso\u201d, e quindi le comunicazioni dovevano  essere selezionate in modo \u201cgraduale\u201d e al solo scopo di \u201cgarantire un adeguato coordinamento informativo\u201d.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<strong>Il conflitto sollevato dalla procura di Bari<\/strong>  \u2013 La Corte costituzionale \u2013 giudice relatore Nicol\u00f2 Zanon \u2013 aveva ammesso il conflitto tra poteri dello Stato il 6 dicembre del 2017. Anche se l\u2019allarme sui possibili profili di incostituzionalit\u00e0 della norma era stato lanciato dai procuratori \u2013 Spataro in primis \u2013 e dal Csm gi\u00e0 diversi mesi fa, in piena tempesta sull\u2019inchiesta Consip tra fughe di notizie e dubbi sulle prove manipolate. E aveva suscitato la reazione indignata di Gabrielli. A sollevare il conflitto era stato il procuratore Bari, Volpe nei confronti del governo per quella disposizione inserita a sorpresa nel decreto che aveva accorpato la Forestale all\u2019Arma dei carabinieri. La norma venne introdotta con l\u2019obiettivo dichiarato di evitare duplicazioni e sovrapposizioni tra le forze di polizia e e per ottenere cos\u00ec un efficace coordinamento informativo. Per il procuratore pugliese, per\u00f2, non solo il governo era andato oltre la delega ricevuta dal Parlamento, ma aveva di fatto abrogato parzialmente il segreto investigativo, che \u00e8 uno dei cardini del nostro sistema processuale, introducendo una sorta di deroga alla segretezza.<\/p>\n<p><strong>Per procuratore Bari lesi gli articoli 109 e 112 della Costituzione <\/strong>\u2013 Non solo: introducendo quell\u2019obbligo a carico della polizia giudiziaria, il governo, per il procuratore, aveva anche leso le prerogative riconosciute dalla Costituzione alla magistratura inquirente. Perch\u00e9 quella norma contrasta con il principio dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale (articolo 112), che garantisce l\u2019indipendenza funzionale del pm da ogni altro potere e soprattutto da quello esecutivo; e ledeva anche l\u2019articolo 109 della Costituzione che d\u00e0 ai pubblici ministeri il potere di disporre direttamente della polizia giudiziaria.<\/p>\n<p><strong>I rilievi del Csm <\/strong>\u2013 Gli stessi rilievi che aveva mosso nel giugno del 2017 il Csm. L\u2019organo di autogoverno della magistratura sollev\u00f2 il problema anche del rischio di \u201cinterferenze\u201d nelle indagini dei magistrati con la trasmissione di notizie sulle inchieste a \u201csoggetti che non rivestono la qualifica di polizia giudiziaria e che, per la loro posizione apicale, vedono particolarmente stretto il rapporto di dipendenza organica dalle articolazioni del potere esecutivo\u201d. La delibera fu approvata dal plenum del Consiglio superiore della magistratura. Fu quel passaggio che fece sentire \u201coffeso\u201d Gabrielli, \u201ccome se il sottoscritto \u2013 disse in un\u2019intervista \u2013 e i vertici delle forze dell\u2019ordine non avessero giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione, ma alla maggioranza di governo del momento\u201d.Anche a giudizio del plenum il governo era andato oltre la delega ricevuta dal Parlamento. Palazzo dei Marescialli sugger\u00ec anche una possibile via d\u2019uscita: che la comunicazione in via gerarchica sulle informative della polizia giudiziaria avvenisse \u201ccompatibilmente con gli obblighi\u201d di legge sul segreto investigativo e non \u201cindipendentemente\u201d da tali obblighi, come detto nella disposizione. Che per\u00f2 \u00e8 stata bocciata dai giudici costituzionali. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/11\/07\/polizia-cade-lobbligo-di-informare-i-superiori-incostituzionale-la-legge-per-fare-conoscere-le-indagini-ai-governi\/4748871\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">FONTE<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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