{"id":43373,"date":"2018-11-10T09:05:49","date_gmt":"2018-11-10T09:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=43373"},"modified":"2018-11-10T09:05:49","modified_gmt":"2018-11-10T09:05:49","slug":"cardinali-milionari-terreni-ville-denaro-tutte-le-ricchezze-del-clero-alla-faccia-dellumilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=43373","title":{"rendered":"Cardinali milionari: terreni, ville, denaro. Tutte le ricchezze del clero, alla faccia dell\u2019umilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Beati i poveri, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli, insegnava Ges\u00f9 di Nazareth nel\u00a0 Discorso della Montagna. Dopo duemila anni di predicazioni nel nome di Cristo, per\u00f2, sulla terra continuano a passarsela meglio i ricchi. Non solo i laici, agnostici o miscredenti. Anche tra i cattolici pi\u00f9 devoti c\u2019\u00e8 chi ostenta patrimoni invidiabili. E perfino tra gli alti prelati di Santa Romana Chiesa ora spunta una specie di club dei milionari: cardinali e vescovi che sono proprietari di grandi fortune private. Palazzi, appartamenti, monolocali, fabbricati rurali, capannoni, cantine, fattorie, agrumeti, uliveti, frutteti, boschi e pascoli sterminati.<\/p>\n<p>Si tratta di ricchezze assolutamente lecite, spesso frutto di lasciti testamentari o eredit\u00e0 familiari, che non si possono in alcun modo accostare alle fortune illegali accumulate da quelle pecore nere che, ieri come oggi, non sono mai mancate neppure nelle greggi cattoliche. Dopo l\u2019avvento di Papa Bergoglio, il pontefice che ha scelto di ispirarsi gi\u00e0 dal nome a San Francesco d\u2019Assisi e che non perde occasione per richiamarsi alla \u00abChiesa dei poveri\u00bb, ammonire che \u00abSan Pietro non aveva il conto in banca\u00bb, scagliarsi contro \u00abil peccato della corruzione\u00bb e \u00abcerti preti untuosi, sontuosi e presuntuosi\u00bb che sfoggiano \u00abmacchine di lusso\u00bb, per\u00f2, anche in Vaticano c\u2019\u00e8 chi comincia a chiedersi quante ricchezze personali possiedano i prelati pi\u00f9 potenti. Chi riuscir\u00e0 a passare dall\u2019evangelica cruna dell\u2019ago?<\/p>\n<p>A regalare le prime risposte documentate \u00e8 il nuovo\u00a0<strong>libro-inchiesta di Mario Guarino<\/strong>\u00a0(\u201cVaticash\u201d, ed. Koin\u00e8), il giornalista investigativo che pi\u00f9 di vent\u2019anni fa svel\u00f2 molti segreti di Silvio Berlusconi quando era solo \u201cil signor tv\u201d. Dopo aver ripercorso i vecchi e nuovi intrighi ecclesiastici, dall\u2019Ambrosiano allo Ior, dalle collusioni mafiose alle cricche edilizie e finanziarie, Guarino espone i risultati di mesi di ricerche catastali sui patrimoni personali di oltre cento alti prelati, con dati aggiornati all\u2019aprile 2014. Una collezione di fortune private regolarmente dichiarate al fisco, che non ha nulla a che fare, dunque, con le polemiche sulle leggi di favore per le istituzioni religiose o sull\u2019esenzione dalle tasse riservata ai beni degli enti ecclesiastici. Nessuno scandalo giudiziario, insomma: solo un viaggio ragionato, tra citazioni dei vangeli e appelli all\u2019umilt\u00e0 e alla modestia di Papa Francesco, alla scoperta delle fortune immobiliari, schedate nei pubblici registri del catasto italiano, che fanno capo alle persone fisiche di cardinali e vescovi. Un\u2019inchiesta giornalistica che sfata e riserva parecchie sorprese.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\n<strong>Monsignor Liberio Andreatta<\/strong>\u00a0\u00e8 da molti anni il responsabile dell\u2019Opera romana pellegrinaggi (Orp), l\u2019agenzia vaticana per il turismo religioso, che organizza i viaggi di milioni di pellegrini verso mete di culto come Assisi, Fatima o Medjugorje. Nato nel 1941 in provincia di Treviso, il religioso proviene da una famiglia molto in vista e oggi risulta titolare di un notevolissimo patrimonio personale: a suo nome, il catasto italiano rilascia ben 38 fogli di visure immobiliari. Monsignor Andreatta infatti possiede a titolo personale svariate centinaia di ettari di terreni, coltivati a uliveti, frutteti, boschi da taglio e castagneti, sparsi tra la Maremma e le campagne di Treviso. Nella provincia natia, precisamente a Crespano del Grappa, possiede anche un edificio di 1432 metri quadrati e, insieme ad alcuni parenti, ha altri tre immobili in usufrutto. Inoltre risulta proprietario di una serie di fabbricati rurali tra Fibbianello e Semproniano, sulle colline toscane attorno a Saturnia. Stando ai registri catastali, ha accresciuto il suo patrimonio anche in tempi recenti, acquistando tra il 2008 e il 2011 altre centinaia di ettari di uliveti in Maremma.<\/p>\n<p>Grande possidente, specializzato per\u00f2 nell\u2019edilizia residenziale, \u00e8 anche l\u2019attuale arcivescovo di Palermo, il\u00a0<strong>cardinale Paolo Romeo<\/strong>, nato nel 1938 ad Acireale: nella sua cittadina d\u2019origine risulta aver acquistato, dal 1995 al 2013, otto appartamenti e quattro monolocali in via Felice Paradiso, oltre ad alcune abitazioni per complessivi 22 vani e altri due monolocali in corso Italia. Le visure catastali, inoltre, attribuiscono all\u2019arcivescovo la propriet\u00e0 di altri nove appartamenti (pi\u00f9 un monolocale) in otto diversi stabili in via Giuliani; tre abitazioni e due monolocali in via Kennedy; altri cinque appartamenti (il pi\u00f9 grande di 15 vani) in via San Carlo; un altro edificio residenziale e tre monolocali in altre strade sempre di Acireale, dove \u00e8 intestatario di un ulteriore appartamento in via Miracoli. Nella stesso comune siciliano, il cardinale possiede anche decine di ettari di terreni seminativi, oltre a un vastissimo agrumeto che per\u00f2 \u00e8 in compropriet\u00e0 con alcuni familiari.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 diversificato il patrimonio personale del\u00a0<strong>cardinale Camillo Ruini<\/strong>: l\u2019ex presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nato a Sassuolo nel 1931, \u00e8 proprietario di tre appartamenti e tre monolocali a Modena, in via Fratelli Rosselli. A Reggio Emilia possiede un ulteriore appartamento, pi\u00f9 un monolocale e un seminterrato. Insieme a una sorella, inoltre, \u00e8 cointestatario di un\u2019abitazione (con pertinenze immobiliari) nella natia Sassuolo. Il catasto infine attribuisce all\u2019ex rappresentante dei vescovi italiani la propriet\u00e0 di altri tre appartamenti e un monolocale a Verona.<\/p>\n<p>Il cardinale<strong>\u00a0Fiorenzo Angelini,<\/strong>\u00a0nato a Roma nel 1916, storico sponsor di Giulio Andreotti ed ex responsabile della sanit\u00e0 vaticana, si accontenta invece della propriet\u00e0 di due appartamenti su due piani a Roma, per complessivi 16,5 vani, in via Anneo Lucano, zona Monte Mario.<\/p>\n<p>Molto meglio se la passano alcuni prelati che hanno assunto cariche importanti negli ultimi anni.\u00a0<strong>L\u2019arcivescovo ciellino Ettore Balestrero<\/strong>, nato a Genova nel 1966, che si schier\u00f2 al fianco del cardinale Tarcisio Bertone nella contesa sullo Ior, \u00e8 un poliglotta che ha girato il mondo e ora \u00e8 nunzio apostolico in Colombia. Eppure conserva numerose propriet\u00e0 in Italia, tra cui una residenza di dieci vani a Roma, in via Lucio Afranio, alle spalle dell\u2019Hotel Hilton Cavalieri, altre quattro unit\u00e0 immobiliari a Genova tra le vie Tassorelli e Pirandello (la pi\u00f9 grande \u00e8 di 9,5 vani) e un appartamento in nuda propriet\u00e0 a Stazzano, nell\u2019Alessandrino, dove per\u00f2 possiede anche molti terreni agricoli e boschi da taglio.<\/p>\n<p><strong>Monsignor Carlo Maria Vigan\u00f2<\/strong>, nato a Varese nel 1941, che sotto papa Ratzinger si era conquistato la fama di incorruttibile moralizzatore, proviene da una famiglia pi\u00f9 che benestante: insieme a un familiare \u00e8 comproprietario di circa mille ettari di terreni a Cassina de\u2019 Pecchi, vicino a Milano. Nello stesso comune possiede inoltre quattro appartamenti e tre fabbricati.<\/p>\n<p>Anche il\u00a0<strong>vescovo Giorgio Corbellini<\/strong>, nato a Travo (Piacenza) nel 1947, attuale presidente dell\u2019Autorit\u00e0 d\u2019informazione finanziaria (Aif, cio\u00e8 l\u2019antiriciclaggio) dopo le dimissioni di Attilio Nicora, appartiene a una famiglia ricca. Con alcuni parenti \u00e8 comproprietario, sulle colline di Bettola (Piacenza), di circa 500 ettari di boschi, due fabbricati e altre centinaia di ettari di pascoli e terreni seminativi. Inoltre possiede tre appartamenti e un fabbricato nel suo paese natale.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<strong>Il cardinale Domenico Calcagno<\/strong>, nato a Parodi Ligure (Alessandria) nel 1943, ha dovuto lasciare in gennaio la commissione di vigilanza sullo Ior, mentre mantiene dal 2011 la carica di presidente dell\u2019Apsa, l\u2019ente che amministra gli immobili dello Stato vaticano. Ma anche il suo patrimonio privato non \u00e8 trascurabile: il catasto italiano gli attribuisce, tra l\u2019altro, un appartamento di 6,5 vani in via della Stazione di San Pietro e altri quattro edifici residenziali nel suo paese natale. Inoltre, insieme a due parenti, \u00e8 comproprietario di oltre 70 ettari di campi e vigneti in Piemonte.<\/p>\n<p>I terreni agricoli sono un bene-rifugio molto apprezzato anche da altri prelati.\u00a0<strong>L\u2019arcivescovo Michele Castoro<\/strong>, presidente dal 2010 della fondazione che controlla tra l\u2019altro il grande ospedale di San Giovanni Rotondo, possiede 43 ettari di terreni a Gravina di Puglia, oltre a vari fabbricati rurali e a due appartamenti (il pi\u00f9 grande di 12,5 vani). Ad Altamura, dove \u00e8 nato nel 1952, risulta inoltre comproprietario, con cinque familiari, di altri 63 ettari di vigneti. Mentre l\u2019ex decano dei cerimonieri pontificali, monsignor Paolo Camaldo, possiede insieme a due parenti nella natia Basilicata, tra Lagonegro e Rivello, un totale di 281 ettari di campi e vigneti.<\/p>\n<p>Il libro di Guarino riporta correttamente che decine di cardinali italiani anche con ruoli di prim\u2019ordine, come Angelo Bagnasco, Pio Laghi, Giovan Battista Re o Angelo Sodano, non hanno alcuna propriet\u00e0 immobiliare.<\/p>\n<p>Nullatenente risulta, come molti altri, anche l\u2019ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone, criticato per\u00f2 per la scelta di una lussuosa abitazione intestata al Vaticano: un attico di circa 700 metri quadrati a Palazzo San Carlo, ricavato dall\u2019accorpamento di due residenze (la prima di un monsignore morto nel 2013, l\u2019altra di una vedova convinta a sgomberare). Va ricordato che Papa Francesco vive in un semplice bilocale di 70 metri quadrati, cos\u00ec come monsignor Pietro Parolin, il nuovo segretario di Stato vaticano.<\/p>\n<p>Gli archivi del catasto gettano nuova luce anche sulle ricchezze personali di alcuni dei personaggi pi\u00f9 controversi della Chiesa siciliana.\u00a0<strong>Monsignor Salvatore Cassisa<\/strong>, l\u2019ex vescovo di Monreale pi\u00f9 volte inquisito dai magistrati di Palermo ma sempre assolto in Cassazione, risulta tuttora contitolare, insieme a una parente, di due immobili per complessivi 18 vani a Palermo. Con altri familiari, inoltre, ha un appartamento in compropriet\u00e0 e tre in usufrutto a Erice, che si aggiungono a 26 ettari di terreni e 14 unit\u00e0 immobiliari (per complessivi 54 vani) a Trapani.<\/p>\n<p>Un vero mistero (errore della burocrazia o qualcosa di peggio?) riguarda\u00a0<strong>don Agostino Coppola<\/strong>, l\u2019ex parroco di Carini che fu arrestato e condannato come complice dei mafiosi corleonesi di Luciano Liggio nella sanguinosa stagione dei sequestri di persona. Gettata la tonaca e sposatosi, si era visto sequestrare tutti i beni scoperti dai giudici di Palermo e Milano, tra cui una villa da un miliardo di lire, prima di morire nel 1995. Eppure l\u2019ex sacerdote, che celebr\u00f2 le nozze in latitanza di Tot\u00f2 Riina, compare tuttora come proprietario di 83 ettari di uliveti e 14 di agrumeti a Carini. A nome del defunto e dei suoi familiari \u00e8 registrato pure il possesso perpetuo (con l\u2019antico sistema dell\u2019enfiteusi) di altri 49 ettari di campagne e due fabbricati a Partinico. Terreni concessi al prete mafioso, stando ai dati del catasto siciliano, da due proprietari istituzionali: il Demanio statale e l\u2019Amministrazione del fondo per il culto. <strong><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2014\/07\/14\/news\/cardinali-milionari-la-mappa-delle-proprieta-private-del-clero-1.173131\">[Espresso del 14\/07\/2014]<\/a><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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