{"id":43463,"date":"2018-11-11T22:29:23","date_gmt":"2018-11-11T22:29:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=43463"},"modified":"2018-11-11T22:29:23","modified_gmt":"2018-11-11T22:29:23","slug":"a-roma-muore-un-uomo-invisibile-in-un-mondo-che-non-ha-pieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=43463","title":{"rendered":"A ROMA MUORE UN UOMO INVISIBILE IN UN MONDO CHE NON HA PIETA\u2019"},"content":{"rendered":"<p>11\/11\/2018 &#8211; \u00c8 morto un uomo. \u00c8 morto un uomo di 52 anni. \u00c8 morto di sfratto. Di povert\u00e0, di solitudine, di paure e di sofferenza. Cos\u00ec si legge in un post su Facebook pubblicato da Fabrizio Ragucci, segretario dell\u2019Unione Inquilini della capitale. \u00c8 morto un uomo, un uomo depresso che nella sua vita deve aver portato su una schiena ricurva e dolente, un bagaglio di luci e bagliori, e di bui pesti dove brancolava danzando con la follia. Stefano Pesce \u00e8 morto solo, nel letto di una clinica psichiatrica in cui era stato trasferito giorni fa dalla ASL e dai servizi sociali. \u00c8 morto un uomo, senza soldi, sfrattato dalla sua bella casa dove era cresciuto, e accompagnato mano nella mano dalla cecit\u00e0 della gente \u00e8 finito a dormire sulle panchine.<\/p>\n<p>Continua cos\u00ec Fabrizio Ragucci:\u201d \u00abPer la citt\u00e0, Stefano non era un uomo. Era pratica inevasa, una delle tante e delle migliaia e delle decine di migliaia che riempiono i cassetti di impiegati ed assessori. Un nome-cognome-data-di nascita nella lista d\u2019attesa delle case popolari, un utente X che chiede appuntamento ai servizi sociali. Relitti-umani, Roma ne \u00e8 piena. Li notiamo solo raramente, uno su mille e comunque mentre affondano\u00bb. La storia di Stefano, ci spiega Fabrizio, \u00e8 una storia \u00abnormale\u00bb, una storia che potrebbe toccare tutti noi. E tutti, aggiunge \u00abdobbiamo sentirci un po\u2019 responsabili\u00bb. \u2028\u2028\u00abRagazzone depresso, senza una lira in tasca, solo. Era finito sotto sfratto: dalla casa bella in cui era nato e cresciuto, alle pendici del Gianicolo, al freddo di febbraio sulle panchine di Villa Pamphili. Ho provato ad aiutarlo. Siamo riusciti a fargli avere una piccola pensione di invalidit\u00e0 e ad ottenere per lui il \u201cprivilegio\u201d d\u2019un posto letto in un centro di accoglienza. Prendete nota, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che vi sarebbe concesso nelle sue condizioni: un punteggio nella graduatoria case popolari, elevato ma praticamente inutile (perch\u00e9 case non se ne costruiscono da decenni), una promessa di contributo economico a sostegno dell\u2019affitto (ma qual \u00e8 il proprietario privato che affitterebbe casa a uno sfrattato matto e povero?).E poi basta, punto e cavatela da te\u00bb. \u00abLa morte di Stefano \u2013 conclude Fabrizio \u2013 \u00e8 importante perch\u00e9 \u00e8 esemplare. Abbiamo reso omaggio al milite ignoto. Oggi vi scrivo di un povero ignoto, che potrei essere io come chiunque altro. Morto perch\u00e9 povero, solo e malato\u00bb.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\n\u00c8 morto un uomo e il suo bagaglio di cose regalate e trovate. Forse sorprese nei cassonetti. La borsetta di plastica con dentro le sue coperte e le scarpe grosse, per quando non senti pi\u00f9 i piedi, un pezzo di pane per quando non trovi niente e forse poi, non hai neanche voglia di quello. La gente passava, lo guardava con uno sguardo che nega ogni possibilit\u00e0 di esistere e di far rumore. \u00c8 morto un uomo che si faceva guardare, ma la gente non lo voleva vedere. Un uomo che non rientrava nelle nostre vite, nelle nostre famiglie apparentemente felici e nella stupidit\u00e0 che fa s\u00ec che un uomo quando dimostra le sue fragilit\u00e0 e debolezze lo si debba emarginare, lo si debba far morire ancor prima che la lama fredda della morte sia l\u2019unica sensazione di calore che gli attraversa la vita.<br \/>\nStefano non ha mai chiesto nessuna elemosina, nessun commento, nulla usciva dalla sua bocca sempre serrata come una maschera di dolore, muta nel modellarsi dei suoi sentimenti. Le imprecazioni, i commenti e i rifiuti per lui erano forse necessari per sentirsi sicuro, per potersi rifugiare nella ragione degli ebbri. Perch\u00e9 essere un \u201cbarbone\u201d \u00e8 l\u2019accettazione e forse la speranza, di non essere riconosciuti, di passare inosservati, di mimetizzarsi tra le mille maschere della gente. Vivendo di fianco e mai con gli occhi che guardavano un orizzonte lontano. Non poteva rincorrerlo, ma sempre portato dentro la sua grande anima. E\u2019 morto un uomo che trascinava lentamente la sua follia con ordinata intelligenza senza disturbare nessuno, con le sue poesie e i suoi occhi che quando ti guardavano, sentivi un brivido lungo la schiena e avevi solo la forza di voltare il viso. Per non voler trovare nulla di te stesso dentro le sue nocche gelate. Stefano ricorda quelle persone di cui narrano i vangeli, quelle che portano la croce conoscendo la buona novella, quelle persone di cui tutti raccontano ma pochi conoscono.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\nQuelle persone che della loro vita non vogliono delegare nessuno, preda delle loro visioni deformate, narrate ad un sacco a pelo. Stefano non voleva che nessuno entrasse nel suo labirinto infinito costruito da chiss\u00e0 quali emozioni, quali malattie, quali sofferenze. I suoi occhi tracciati cos\u00ec nitidamente dalle sopracciglia scure ti guardavano e ti raccontavano il suo rumore silenzioso. Vorrei aver avuto un suo abbraccio. Lo scambio della pace che non conosce differenze, ma solo occasioni per appoggiare la tua testa accanto alla sua. E ti fa ritrovare finalmente vera. Stefano, ora, \u00e8 libero di guardare le sue stelle. Quelle che ha scelto lui di fissare, seguendole nel loro ininterrotto cammino verso un\u2019altra alba che lo bacer\u00e0 come i bambini pi\u00f9 innocenti, raccontandogli le favole che piacciono a lui. Anche lui ha avuto i suoi momenti di sofferenza e di pubblico massacro, ma nessuno gli ha dedicato mai la vita nel suo nome. Non faceva rumore Stefano, anche quando avrebbe dovuto urlare. Eppure nelle sue mani potremo ritrovare tutta l\u2019essenza dell\u2019umanit\u00e0, quella di cui abbiamo bisogno. Un\u2019emozione che ti fa conoscere un mondo diverso, privo di tutto e pieno di passioni. Di un profumo antico nelle pieghe della memoria. Stefano era musica. Era una musica mesta ma fiera che suona con una corda sola, capace di racchiudere tutte le armonie che ci aprono all\u2019universo. Ora Stefano \u00e8 riuscito a raddrizzare la sua schiena schiacciata dai venti del mondo. E forse, noi troveremo una fine e lui finalmente il suo inizio. \u00c8 morto un uomo di 52 anni, non era nessuno, non aveva niente, non voleva niente. E\u2019 morto un uomo simbolo di questo mondo che vive nascondendosi perch\u00e9 non sa pi\u00f9 guardare un\u2019aurora. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.alganews.it\/2018\/11\/07\/a-roma-muore-un-uomo-invisibile-in-un-mondo-che-non-ha-pieta\/?fbclid=IwAR2rss_Qif1akPOe4q4fdI61wA-e6cWA9PwV3usROYVKHslUf4qCzfw-GN0\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">FONTE<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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