{"id":44029,"date":"2018-11-20T23:08:25","date_gmt":"2018-11-20T23:08:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=44029"},"modified":"2018-11-20T23:08:25","modified_gmt":"2018-11-20T23:08:25","slug":"tutti-i-segreti-di-roberto-saviano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=44029","title":{"rendered":"Tutti i segreti di Roberto Saviano"},"content":{"rendered":"<p class=\"disable\">20\/11\/2018 &#8211; Via Sicilia, Roma, interno giorno. Minuto pi\u00f9 minuto meno, un decennio fa. Sede della Mondadori. Dal portone entra Roberto Saviano, accigliato come gli si addice, seguito da sei sette uomini armati e pi\u00f9 accigliati di lui. All\u2019esterno, restano parcheggiate due auto con i lampeggianti accesi. Il fattorino Giovanni, originario di Mondragone, apostrofa cos\u00ec il conterraneo autore di Gomorra che gli \u00e8 appena sfilato davanti: \u00abIl Signore degli anelli\u00bb, citando la fortunata epopea di John Ronald Reuel Tolkien\u2026.<\/p>\n<p class=\"disable\">Chi c\u2019era allora, sorrise. E pens\u00f2 ai monili che Saviano porta alle dita. \u00abMa no, lo chiamo cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 un grande autore di fantasy\u00bb ribatt\u00e8 il postino. Non sapeva che qualche anno dopo lo stesso accostamento con Tolkien sarebbe stato elaborato da un grande intellettuale, il sociologo Alessandro Dal Lago che proprio a Panorama nel 2015 disse: \u00abGomorra \u00e8 un\u2019insalata di camorristi che ormai Saviano vede dappertutto. La sua lotta tra il bene e il male, pi\u00f9 che la tensione del Padrino, ricorda il genere fantasy.<\/p>\n<p class=\"disable\">C\u2019\u00e8 qualcosa di tolkeniano, da Signore degli Anelli, in questa contrapposizione tra bene e male che Saviano continua ad agitare\u00bb. Peccato che il nuovo Tolkien, \u00abFiletto\u00bb per alcuni colleghi scrittori (l\u2019origine del soprannome \u00e8 controversa), si prenda molto pi\u00f9 sul serio del suo maestro. Saviano, come ha sottolineato Dal Lago, si sente diffamato da chi legittimamente polemizza con lui e spesso risponde per via giudiziaria alle critiche. \u00abNessuno limita la parola di Saviano, anzi. \u00c8 l\u2019uomo che ha pi\u00f9 libert\u00e0 di parola in Italia\u00bb nota il sociologo. Eppure \u00abSaviano si pu\u00f2 solo adorare, Gomorra \u00e8 un atto di fede, la Repubblica lo ha elevato a Padre Pio della nostra morale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>LA VIA DEL MARTIROLOGIO<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Nel suo saggio Eroi di carta Dal Lago ebbe l\u2019ardire di scrivere che \u00abl\u2019inclusione di Saviano nel martirologio fa s\u00ec che chiunque non si allinei sia di fatto considerato un alleato dei camorristi\u00bb. A Padova, durante un\u2019omelia, un prete si \u00e8 spinto a sostenere che sant\u2019Antonio era un antesignano di Robertino. E una mamma, incrociandolo a un evento, gli chiese di lasciare una carezza al figlioletto neonato che nemmeno la buonanima di Papa Wojtyla. L\u2019autore del La paranza dei bambini arriv\u00f2 a dire, con tono evangelico: \u00abIl mio compito \u00e8 confortare gli afflitti e sconfiggere i confortati\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Lui, per dirla con parole sue, non spiega la camorra al mondo, ma il mondo attraverso la camorra. Forte di questa missione, il martirologio \u00e8 la strada originale che Saviano ha scelto per essere unico. In fondo Roberto non \u00e8 un giornalista (non \u00e8 iscritto a nessun albo), sebbene nel 2005 abbia partecipato a un seminario di giornalismo d\u2019inchiesta, e non \u00e8 nemmeno un inquirente prestato alla letteratura. \u00c8 un giovanotto \u00abossessionato\u00bb (parole sue) dal crimine organizzato.<\/p>\n<p class=\"disable\">Che conosce per sentito dire, visto che proviene da una famiglia borghese per met\u00e0 originaria del Nord e senza boss tra i consanguinei. Il critico dello spagnolo El Pa\u00eds, in occasione del secondo libro ZeroZeroZero, ha scritto che Saviano non si \u00e8 infiltrato nel narcotraffico, ma nei reportage. Per qualcuno assomiglia alla statua del commendatore che gridava al Don Giovanni: \u00abPentiti, cangia vita\/ \u00e8 l\u2019ultimo momento\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">La sua superiorit\u00e0 morale lo autorizza a intervenire su tutto. Ma forse il paragone pi\u00f9 giusto \u00e8 con il Girolamo Savonarola di Non ci resta che piangere, quello del \u00abRicordati che devi morire\u00bb. Gomorra \u00e8 il nostro \u00abblockbuster morale, un libro che serve a supplire la nostra inadeguatezza\u00bb ha acutamente analizzato Dal Lago, aggiungendo: \u00abA sinistra, ancora oggi, non si pu\u00f2 dire che un prodotto editoriale venga scritto o girato per fare denaro. Sono tutti titani contro il Male\u00bb. E di soldi il nostro Savonarola con la sua battaglia contro il Male ne ha fatti davvero molti. Moltissimi.<\/p>\n<p class=\"disable\">Anche se sostiene che oggi non riscriverebbe Gomorra (\u00abNon vale la pena di far saltare la vita tua e delle persone che all\u2019epoca mi vivevano intorno\u00bb), Saviano \u00e8 diventato una vera azienda che della camorra e della criminalit\u00e0 organizzata ha fatto un lucroso business. Delle storie dei boss non butta via niente: le usa per scrivere libri, sceneggiare film, fare l\u2019autore di programmi tv e presenziare a convegni. Tutto lautamente ricompensato. Si narra che anche le sue fascette di copertina o un complimento sui social valgano un bel po\u2019 di quattrini.<\/p>\n<p class=\"disable\">Ma Saviano lascia poche tracce della sua notevole disponibilit\u00e0 finanziaria. Non risultano in Italia case a lui intestate, n\u00e9 societ\u00e0. Per anni si \u00e8 occupato dei suoi conti un commercialista di origini casertane trapiantato in Molise. Nel 2006, l\u2019anticipo e le prime ingenti vendite di Gomorra, gli fruttarono meno di 50 mila euro. Da allora le sue entrate (che, essendo frutto di opere dell\u2019ingegno, sono sottoposte a una tassazione agevolata) sono cresciute a dismisura.<\/p>\n<p class=\"disable\">Nel 2009 il reddito imponibile era gi\u00e0 salito a quasi 2 milioni, per stabilizzarsi intorno al milione negli anni successivi. Ma la stagione d\u2019oro \u00e8 stata il 2017, quando ha addirittura totalizzato un imponibile che si aggirava sui 2,3 milioni. In circa un decennio ha portato a casa intorno ai 13 milioni di euro di reddito \u00abpulito\u00bb. Questo grazie ai contratti con le case editrici, Mondadori e Feltrinelli su tutte, e con le case di produzione televisiva e cinematografica, come Cattleya (quasi mezzo milione per i vari contratti), Telecom-La7 (circa 400 mila euro), Fascino (intorno ai 350 mila), ma anche come Rai ed Endemol, seppur con importi pi\u00f9 ridotti.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><\/p>\n<p class=\"disable\">Senza considerare l\u2019accordo con il gruppo editoriale Gedi. Negli Stati Uniti ha un conto corrente ben fornito e detiene una partecipazione del 100 per cento nel capitale di una societ\u00e0 americana che vale pi\u00f9 o meno un milione di euro e che potrebbe essere un\u2019immobiliare. Infatti risulta che Saviano in America, e precisamente a New York, sia proprietraio di un bell\u2019appartamento, dove si trasferisce con la compagna alcuni mesi all\u2019anno.<\/p>\n<p class=\"disable\">Nella Grande mela vive, racconta chi lo frequenta, nell\u2019elegante quartiere di Williamsburg a Brooklyn. L\u2019indirizzo dove riceve la posta \u00e8 in un tipico palazzo di mattoni rossi. La giornalista americana E. Nina Rothe, dopo averlo intervistato, annot\u00f2 qualche anno fa: \u00abFare la spesa in negozi italiani su Arthur avenue o fare una passeggiata per conto proprio per le vie di Williamsburg, per lui rappresenta un lusso estremo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>E LA CHIAMANO PARSIMONIA<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Mondadori \u00e8 stata fin da subito particolarmente munifica con San Roberto. Tanto da pagargli cene e viaggi in giro per l\u2019Italia. Nonostante avesse un conto in banca importante, Saviano ha spesso fatto ricorso al bancomat di Segrate per saldare le fatture di ristoranti e hotel. Uno chef ci ha svelato che, nel suo locale di lusso, la seconda portata alla scorta fu costretto a offrirla lui stesso, visto che \u00abFiletto\u00bb traccheggiava.<\/p>\n<p class=\"disable\">Anche il progetto del suo sito <strong>(www.robertosaviano.it)<\/strong>\u00a0che doveva essere una specie di Wikipedia della camorra si \u00e8 arenato dopo un inizio scoppiettante, pare per mancanza di finanziamenti. Qualcuno che ci ha lavorato, ricorda di essere stato pagato poco. Altri hanno prestato la loro opera senza ricevere nulla. Come Dario Salvelli che ha collaborato un anno con Saviano. Gratis et amore dei. \u00abSono stato fesso? Probabilmente s\u00ec, non lo so\u00bb scrisse all\u2019epoca sul suo blog Salvelli. \u00abPer\u00f2 non potevo rifiutare l\u2019appello che mi scrisse via email Roberto tempo fa chiedendomi di collaborare. Quando non ce l\u2019ho pi\u00f9 fatta me ne sono andato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Il vero motore dell\u2019azienda-Saviano \u00e8 per\u00f2 la segretaria Manuela Magnano, la perpetua di Roberto, che segue un po\u2019 dappertutto. Gli ha fatto anche da portavoce quando un fan ha offerto un suo appartamento a Pomarance, in provincia di Pisa, dopo che Robertino si era lamentato in tv di non avere un luogo in cui andare. Manuela scrisse al giornalista del Sole24Ore, Roberto Galullo, che aveva rilanciato l\u2019offerta sul suo blog, e lo ringrazi\u00f2 a nome dell\u2019Eroe con una prosa che, per\u00f2, non sprizzava entusiasmo. Pomarance non \u00e8 mica Boston o New York.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>LE RELAZIONI CHE CONTANO<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Bench\u00e9 il diretto interessato denunci l\u2019insostenibilit\u00e0 di una vita blindata e dell\u2019occhiuta vigilanza della scorta, in questi anni \u00abFiletto\u00bb ha viaggiato moltissimo, allenandosi alle mollezze, tra lussuosi alberghi ed eventi mondani. In agenda pure le cene esclusive con Roberto Benigni, Ezio Mauro, OIiviero Toscani. Ma pur frequentando il bel mondo della gauche caviar Saviano ci tiene ad apparire indipendente.<\/p>\n<p class=\"disable\">Per esempio, davanti agli occhi di chi scrive contatt\u00f2 Pietrangelo Buttafuoco per chiedergli di fare da ambasciatore con CasaPound cos\u00ec da convincere il leader Gianluca Iannone e ai suoi ragazzi di partecipare a una presentazione di Gomorra officiata da Walter Veltroni, da cui il Nostro non voleva essere adottato. Iannone si sfil\u00f2, obiettando: \u00abMa se c\u2019annamo senza invito ufficiale penseranno a una provocazione e arriver\u00e0 la Digos\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Saviano ha incontrato in giro per il mondo Bono Vox, Philip Roth, Salman Rushdie, Lionel Messi, ha insegnato a Princeton e Boston, ha calcato l\u2019austera sala del Premio Nobel, dialoga con Emmanuel Macron e altri capi di Stato. Ha svelato pure che in Spagna i dirigenti del Barcellona volevano usarlo come cavia per il dispositivo di sicurezza che di l\u00ec a qualche giorno avrebbe dovuto essere applicato a Barack Obama: un enorme cubo fatto di vetri antiproiettile.<\/p>\n<p class=\"disable\">Nel salotto televisivo di Alessandro Cattelan ha confessato il suo amore per i gorilla di montagna che va a cercare nei bioparchi delle citt\u00e0 che visita e che sono la sua fissazione su Instagram: \u00abMi sento un primate, per vicinanza, somiglianza, per il loro essere in gabbia. Negli zoo porto solidariet\u00e0 ai compagni gorilla\u00bb. Con Cattelan si \u00e8 pure lamentato dei suoi viaggi negli Stati Uniti: \u00abAlla dogana appena leggono \u201cpersonalit\u00e0 sotto protezione\u201d i poliziotti iniziano a spaventarsi\u00bb ha spiegato \u00abpensano a un pentito, in genere mi mettono le manette, dei laccetti. Pi\u00f9 ti agiti peggio \u00e8\u00bb. Quindi ha confidato il suo incubo in quei casi: \u00abHo il terrore che mi facciano la foto, che esca in Italia che mi hanno arrestato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>TRA CLAUSURA E AMICIZIE AFFETTUOSE<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Nonostante la presunta cattivit\u00e0 in cui vive, non gli sono mancate le avventure galanti o presunte tali. \u00abNon sono tipo da ragazze\u00bb sospir\u00f2 un giorno con la faccia afflitta Robertino. Rushdie gli consigli\u00f2 di andare ai party e di rinunciare alla scorta, come aveva fatto lui. Eppure, le voci \u2013 soprattutto nell\u2019ambiente dei centri sociali prima, e dei salotti buoni poi \u2013 si sono rincorse. La fidanzata degli inizi \u2013 Serena B. \u2013 oggi lavora alla Feltrinelli di Trieste. \u00abEra la donna giusta, l\u2019unica insieme alla madre in grado di sopportarlo\u00bb, si \u00e8 rammaricato il padre di Saviano, Luigi.<\/p>\n<p class=\"disable\">Si \u00e8 parlato di una \u00abaffettuosa amicizia\u00bb tra lo scrittore e l\u2019eurodeputata del Pd, Pina Picierno che, per\u00f2, ha minacciato querele al riguardo, come se frequentare Saviano fosse potenzialmente diffamatorio. C\u2019\u00e8 chi gli ha attribuito la scrittrice Silvia Avallone, finalista del premio Strega. C\u2019\u00e8 poi chi ha favoleggiato su una liaison con Sofia Passera, figlia dell\u2019ex ministro Corrado. Guai per\u00f2 a chiedergli della sua vita privata. Gli eroi sono asessuati, come gli angeli. D\u2019altronde, poco prima che uscisse Gomorra, si premur\u00f2 di chiedere la cancellazione della notizia del suo fidanzamento con Serena dalla biografia ufficiale contenuta in un articolo di presentazione.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>UNA RAGAZZA DI NOME \u201cMEG\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Ma la verit\u00e0 \u00e8 che Saviano, oggi, \u00e8 un uomo accasato. La sua compagna ormai ufficiale per tutti nel suo entourage \u00e8 Maria Di Donna, in arte Meg, ex cantante della band underground 99 Posse, da una quindicina d\u2019anni voce solista. Originaria di Torre del Greco, studi porticesi e residenza napoletana durante gli anni dell\u2019universit\u00e0, non viene mai associata a Saviano. Su internet si trova solo una notizia del 2008, confezionata da Novella 2000, in cui si sottolineava che Saviano era s\u00ec sotto scorta, ma non per questo senza amore.<\/p>\n<p class=\"disable\">Il Corriere della sera riprese la notizia in questi termini: \u00abLe luci dei riflettori si sono accese per la presenza di due (\u2026) giovani che sembrano contendersi l\u2019amore di Saviano. Le duellanti sarebbero Meg (\u2026) e una misteriosa giovane poetessa, per ora ignota. Un triangolo che potrebbe diventare un quadrato. Meg, infatti, \u00e8 da tempo legata a Emiliano Audisio. Il musicista della band Linea 77 non sembra essere disposto a farsi sostituire da Saviano\u00bb. Alla fine Roberto l\u2019ha avuta vinta. Lui e la sua bella Meg risultano entrambi residenti in una caserma dei carabinieri dietro al Parlamento. In realt\u00e0 convivono tra l\u2019appartamento di lui a New York e quello di lei a Roma.<\/p>\n<p class=\"disable\">Meg ha comprato casa nella Capitale nel 2009 poco dopo l\u2019inizio della storia con Saviano. L\u2019appartamento di 6,5 vani, con telecamera sulla porta d\u2019ingresso, compare in qualche foto su Facebook e su una parete si intravede un quadretto con il corallo di Torre del Greco, citt\u00e0 d\u2019origine della cantante. Nella casa di 120 metri quadri Meg abita con la sua bimba di circa dieci anni. Un negoziante della via ci dice: \u00abLo scrittore vive qui da sette anni circa. Ma l\u2019avr\u00f2 visto due o tre volte. Si allontana per mesi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">I gestori del garage sotto il palazzo lo hanno avvistato pi\u00f9 volte, anche perch\u00e9 la scorta dello scrittore non passa inosservata. Lui entra e esce dallo stabile indisturbato, sebbene nel condominio ci siano decine di appartamenti. Ma nonostante viva tra la gente, Saviano in tv e nelle interviste si lancia sempre in dichiarazioni melodrammatiche. Per esempio, mentre dava del buffone al ministro dell\u2019Interno proclam\u00f2, a proposito della sua esistenza sotto scorta: \u00abE secondo te, Salvini, io sono felice di vivere cos\u00ec da 11 anni? Da pi\u00f9 di 11 anni. (\u2026) Ho pi\u00f9 paura a vivere cos\u00ec che a morire cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Meg non parla mai nelle sue interviste, n\u00e9 di Saviano, n\u00e9 della bambina, ma si dilunga sulla sua vita vagabonda: \u00abSono stata parecchio in viaggio, ho visitato molte citt\u00e0 sia in Europa che negli Stati Uniti e quella che meglio di tutte mi ha adottato \u00e8 stata New York\u00bb ha raccontato in un\u2019intervista. Napoli, ormai, le sta stretta: \u00abMi rendo conto che viverci pu\u00f2 essere impegnativo e pesante\u00bb. Recentemente \u00e8 stata la voce narrante, oltre che interprete, della colonna sonora, guarda un po\u2019, di Camorra, il documentario di Francesco Patierno presentato all\u2019ultima Mostra del cinema di Venezia e andato in onda su Rai 3. Non \u00e8 difficile immaginare Saviano e Meg la sera a tavola mentre discutono dei Casalesi per la gioia della ragazzina.<\/p>\n<p class=\"disable\">L\u2019attitudine di \u00abFiletto\u00bb non \u00e8 quella del giornalista investigativo (non \u00e8 neppure iscritto all\u2019albo, anche se ha frequentato un breve seminario nel 2005), ma quella dello scrittore. Dopo la palestra al Manifesto, all\u2019inserto campano dell\u2019Unit\u00e0 e, ancora, nel cenacolo de sinistra del blog Nazione indiana, arriv\u00f2 il grande salto al Corriere del Mezzogiorno, dorso campano del Corriere della sera. Tra il 2004 e il 2006, scrive una decina di pezzi di cronaca, veri reportage. Per esempio si occupa dell\u2019omicidio della piccola Annalisa Durante a Forcella seguendone i funerali. \u00abMi colp\u00ec perch\u00e9 era un entusiasta, non certo per la qualit\u00e0 della scrittura. Andava sul posto. Tornava a rivedere\u00bb, ricorda l\u2019ex direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco Demarco.<\/p>\n<p class=\"disable\">A quel punto, il direttore decide di inaugurare sul quotidiano un Osservatorio anticamorra, per non far dimenticare alle istituzioni locali finite in mano alla sinistra la criminalit\u00e0 organizzata. \u00abBisognava che il discorso uscisse dai confini regionali e Saviano si \u00e8 dimostrato la persona giusta\u00bb spiega De Marco. \u00abSolo che un giorno arriv\u00f2 da me con la storia del vestito di Angelina Jolie realizzato in un atelier della camorra. Mi parve una storia bellissima e la pubblicai. Fin\u00ec anche in Gomorra e fece il giro del mondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Per\u00f2 un giorno Demarco chiese a Saviano di dirgli come avesse trovato una storia tanto affascinante e lui rispose: \u00abMe l\u2019ha raccontata il sarto\u00bb. Demarco rimase interdetto: \u00abE non hai altre prove?\u00bb domand\u00f2. La risposta fu negativa. \u00abCapii allora che aveva pi\u00f9 una logica da scrittore che da giornalista. E infatti ci arrivarono molte smentite per i suoi articoli. Roberto non faceva mai le verifiche di quanto gli avevano raccontato\u00bb conclude Demarco. Il quale, con il senno del poi, ha riflettuto su quanto sia rischioso questo modo di lavorare, dove il verosimile diventa reale e le parole di un pentito possono diventare Vangelo. \u00c8 il suo metodo, quello che gli consente di superare di slancio le faticose verifiche del giornalismo d\u2019inchiesta. Ma guai a dirlo: \u00abSe mettete in dubbio la mia credibilit\u00e0, mi consegnate ai killer\u00bb \u00e8 il suo ricatto morale.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>UN CAPOLAVORO A SEI MANI<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Un po\u2019 per fortuna, un po\u2019 per l\u2019interessamento di Helena Janeczek, premio Strega 2018, Roberto arriva alla Mondadori nel dicembre 2004. Il suo primo contatto \u00e8 con Edoardo Brugnatelli, direttore della collana Strade blu. Il suo biglietto da visita sono gli scritti su Nazione indiana (a cui collabora anche la Janeczek) e le buone referenze di Goffredo Fofi. Mondadori \u2013 spiega un interno \u2013 vuole puntare su qualcosa di nuovo e pop, neorealista o iper-realista, e la rilettura di Saviano di carte giudiziarie sembra perfetto per lanciare una straordinaria operazione di marketing editoriale.<\/p>\n<p class=\"disable\">Gomorra nasce due anni dopo dalle cure di Antonio Franchini, direttore della sezione narrativa di Segrate, e della stessa Janeczek (\u00abDalla collaborazione tra Antonio, Helena e Roberto non solo nacque il testo come lo conosciamo adesso, ma nacque anche il titolo Gomorra\u00bb, ha svelato su Medium Brugnatelli). Il libro \u00e8 quindi il frutto di un robusto editing che ha impegnato Saviano in una profonda opera di riscrittura sotto l\u2019attenta vigilanza di Franchini. \u00abLe uniche parole sue sono quelle che ha preso dai giornali\u00bb si diceva ai piani alti della Mondadori. Dove forse oggi considerano il bestseller un esperimento ben riuscito, ma meno nobile, rimanendo nel campo della letteratura underground campana, del Libro napoletano dei morti di Francesco Palmieri, il cui capolavoro, a Segrate, viene considerato la vera Gomorra.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>QUELLE STRANE MINACCE DEI CASALESI<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Nel 2006 l\u2019opera prima del \u00abSignore degli anelli\u00bb \u00e8 gi\u00e0 ampiamente pubblicizzata dai network editoriali locali e nazionali prima ancora di uscire. Franchini presenta uno sconosciuto Saviano agli amici descrivendolo come \u00abuno scrittore potente che sta lavorando a un libro sulla camorra, una cosa mai vista\u00bb (Corriere della sera Magazine, ottobre 2006). Ma diventa un caso dopo che sull\u2019Espresso e Repubblica spunta la notizia delle minacce e dell\u2019assegnazione della scorta. \u00c8 l\u2019ottobre 2006 e Gomorra \u00e8 in libreria da appena un paio di mesi.<\/p>\n<p class=\"disable\">Ma chi ha davvero minacciato Roberto Saviano? Qual \u00e8 stata la scintilla che ha reso necessaria una protezione, per uomini e mezzi impiegati, inferiore a poche altre personalit\u00e0? La risposta \u00e8: non si sa. A parte telefonate mute e lettere anonime denunciate da Roberto, tutto il resto si ignora. In un\u2019occasione, a piazza dei Martiri, Saviano si vede additato da due giovani, e pensa che forse vogliano sparargli. In un\u2019altra, un ristoratore gli chiede di non farsi pi\u00f9 vedere nel suo locale. \u00c8 un ordine dei clan, forse? No, solo la reazione (sopra le righe) di un commerciante che si sente offeso da un libro che, secondo lui, parla male della sua citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"disable\">La vulgata dell\u2019antimafia di carta racconta che i Casalesi vogliono farlo fuori per vendicarsi dell\u2019affronto subito durante la presentazione del libro, insieme all\u2019allora presidente della Camera Fausto Bertinotti, a Casal di Principe. Ma i documenti che dovrebbero dimostrare il pericolo, e la sua attualit\u00e0 dopo 12 anni di protezione ininterrotta, non ci sono. Nessuno li ha mai visti. Anzi, esistono documenti che provano esattamente il contrario. E cio\u00e8 che i grandi boss della camorra casertana non solo non hanno minacciato Saviano, ma sono stati addirittura assolti dall\u2019accusa di aver intimidito, con la connivenza dall\u2019avvocato Michele Santonastaso, lo scrittore, e la giornalista Rosaria Capacchione.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>E IL PADRINO DISSE: LASCIATELO PERDERE<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">I padrini Antonio Iovine e Francesco Bidognetti erano finiti sotto processo perch\u00e9, secondo l\u2019accusa, d\u2019intesa o comunque appoggiando la linea d\u2019attacco del loro legale nei confronti di Saviano, avrebbero attentato alla sua vita. Il processo, che si \u00e8 chiuso quattro anni fa a Napoli, con la doppia assoluzione per i boss casalesi e con una condanna (poi cancellata per il trasferimento degli atti a Roma, dove il fascicolo ancora dorme) per Santonastaso, ha, invece, dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che i Casalesi non hanno mai minacciato Roberto.<\/p>\n<p class=\"disable\">L\u2019ex super latitante Iovine, oggi pentito, nel giugno del 2016 aveva spiegato ai pm che lo interrogavano di non aver mai pensato di minacciare Saviano e addirittura di aver rimproverato il suo legale per la notoriet\u00e0 che gli aveva regalato: \u00abTu sei scemo, ma chi \u00e8, ma che ce ne importa a noi di questo Saviano?\u00bb raccont\u00f2 Iovine ai pm antimafia riportando il discorso che lui stesso avrebbe fatto all\u2019avvocato: \u00abSantonasta\u2019, ma perch\u00e9 non ti stai zitto con questo Saviano? Ma lascialo perdere\u2026\u00bb gli avrebbe consigliato.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>ANCHE LE ICONE A VOLTE CHIEDONO SCUSA<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Chi, invece, tiene bene a mente quel che Saviano ha scritto di lui \u00e8 il presidente forzista della Provincia di Caserta ed ex sindaco di centrodestra di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. Fu accusato da Saviano, in un articolo del settembre 2003 su Diario, di aver avuto rapporti coi boss del suo paesino per vicende legate ai beni confiscati.<\/p>\n<p class=\"disable\">Un\u2019invenzione bella e buona a cui Magliocca (nel frattempo assolto e scarcerato da gravi accuse che lo avevano tenuto in custodia cautelare per quasi un anno) risponde con una querela per diffamazione. E Roberto che fa? Affronta il processo sicuro delle sue fonti? Difende fino alla fine la Sacra Parola contro la camorra? Macch\u00e9. Resosi conto della bufala rifilata al settimanale, cerca sponde per farsi perdonare (per esempio si rivolge al politico casertano Mario Landolfi), quindi prende carta e penna e scrive a Magliocca per scusarsi.<\/p>\n<p class=\"disable\">Tratto in errore dai tempi stretti della pubblicazione, Robertino non aveva\u00a0 controllato la \u00abveridicit\u00e0 di quanto mi era stato riferito\u00bb. Solo incalzato dalla querela, l\u2019autore di Gomorra si era reso conto che \u00ablo stesso boss non ha mai proferito la frase riportata nell\u2019articolo\u00bb; frase a cui Magliocca era stato crocifisso a mezzo stampa. Qualche giorno dopo l\u2019ex sindaco ritirer\u00e0 la querela.<\/p>\n<p class=\"disable\">Cosa che non far\u00e0 invece Vincenzo Boccolato, imprenditore residente all\u2019estero e incensurato per la giustizia italiana, ma non per Saviano, che l\u2019aveva falsamente accusato in Gomorra di far parte di un clan camorristico coinvolto nel traffico di cocaina. L\u201911 agosto 2018 Saviano e Mondadori libri sono stati condannati per diffamazione. Dovranno pagare 15 mila euro a testa di risarcimento a favore di Boccolato.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>UNA BRUTTA FIGURA TIRA L\u2019ALTRA<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">La star antimafia ha messo nel curriculum altri clamorosi scivoloni. In occasione dell\u2019attentato davanti alla scuola a Brindisi, in cui perse la vita la giovane Melissa Bassi (2012), Robertino orient\u00f2 subito le indagini sulla criminalit\u00e0 organizzata pugliese. L\u2019autore dell\u2019attentato era, invece, uno psicolabile. Due anni prima, in Trentino, aveva scatenato un putiferio parlando di una indagine dei carabinieri sulle mire della \u2018ndrangheta calabrese sulla raccolta delle mele della Val di Non. Quando un militare del Ros, lo contatt\u00f2 al telefono \u2013 su delega della Procura \u2013 per chiedergli conto di quelle informazioni, lui rispose che non ne sapeva assolutamente nulla e che aveva lanciato quell\u2019allarme come \u00abmonito\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">E il fuoristrada Mehari del povero Giancarlo Siani? Nel 2013, lo scrittore di Gomorra inaugura il tour della memoria al volante dell\u2019auto del cronista del Mattino ucciso dai clan nel 1985. E tutto orgoglioso afferma di essere stato il primo, 28 anni dopo quell\u2019infame agguato, a rimetterla in moto. Gli risponde piccato Marco Risi che gli ricorda che la vettura era gi\u00e0 presente nel suo film Fortap\u00e0sc. \u00abQualche volta dovrebbe anche tenere a mente il lavoro degli altri\u00bb, lo mise in riga il regista.<\/p>\n<p class=\"disable\"><strong>O CON ME O CONTRO DI ME<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">Nonostante le magre figure, Saviano non ha mai abbassato le piume. Anzi la sua prosopopea \u00e8 cresciuta nel tempo. Rendendolo permaloso e rancoroso. \u00abFiletto\u00bb \u00e8 un tipo decisamente fumantino. Insulta e denuncia a raffica. Tra le sue vittime anche il neodirettore del Tg2 Gennaro Sangiuliano. La cui nomina ha accolto con questo post di felicitazione: \u00abGennaro Sangiuliano direttore del Tg2, peggio non si poteva\u00bb e poi l\u2019ha bollato come galoppino di politici chiacchierati. Qualche ora dopo Saviano si compiace: \u00abIl neo direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, dopo il mio post di ieri, minaccia querela. Si metta in fila, davanti a lui c\u2019\u00e8 il ministro della Mala Vita, suo protettore. I tg delle reti pubbliche trasformati in uffici stampa non sono cosa nuova, continueremo a resistere. Come continueremo a resistere alle intimidazioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Eroico Saviano. Insulta la gente e poi fa la vittima. Ma in pochi sanno che Sangiuliano \u00e8 stato citato per danni (un milione di euro) proprio da Saviano e che la Rai, in disaccordo con il giornalista, ha deciso di transare per evitare problemi. Che cosa aveva detto di tanto grave il direttore? Aveva curato un servizio su una delle balle raccontate dallo stesso scrittore. La vicenda \u00e8 ben ricostruita nel libro di Giancristiano Desiderio Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce.<\/p>\n<p class=\"disable\">Sul finire dell\u2019inverno del 2011 ci fu una polemica tra Saviano e la nipote del filosofo Marta Herling. Lo scrittore, in una puntata di Vieni via con me, aveva asserito che il grande pensatore, dopo essere rimasto sepolto sino al collo dalle macerie della propria casa durante il terremoto di Casamicciola del 1883, avrebbe offerto 100 lire ai soccorritori per essere salvato prima di altri concittadini. La Herling scrive al direttore del Corriere del Mezzogiorno, Demarco, testata con cui Saviano collaborava, per dire che Roberto aveva scritto cose \u00aborecchiate e non vere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"disable\">Saviano indispettito si fece ospitare nel tg di Enrico Mentana e nel salotto di Otto e mezzo di Lilli Gruber per difendere le proprie fonti, che per\u00f2, scrive Desiderio nel libro, \u00absi rivelavano indirette e secondarie\u00bb. Demarco scrisse anche un paio di articoli per smontare la sicumera di Saviano, di cui uno intitolato: \u00abEcco dove Saviano ha scovato la falsa notizia su Benedetto Croce\u00bb. Alla fine si scopr\u00ec che la leggenda, smentita dallo stesso filosofo in un paio di suoi tomi, venne innescata da un articolo anonimo del Corriere del Mattino che riportava una fonte altrettanto anonima del 31 luglio 1883, una voce che girava per Casamicciola. Ma per Saviano la notizia era troppo gustosa per non offrirla ai suoi sorcini come oro colato\u2026 <strong>&#8211; (Giacomo Amadori e Simone Di Meo \u2013\u00a0panorama.it) \u2013\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"disable\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BN4xcGwoB2s\" width=\"650\" height=\"350\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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