{"id":45098,"date":"2018-12-12T09:32:08","date_gmt":"2018-12-12T09:32:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=45098"},"modified":"2018-12-12T09:37:10","modified_gmt":"2018-12-12T09:37:10","slug":"le-10-bufale-sulla-torino-lione-il-tav-lopera-piu-inutile-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=45098","title":{"rendered":"Le 10 bufale sulla Torino-Lione il TAV: l&#8217;opera pi\u00f9 inutile al mondo"},"content":{"rendered":"<p>12\/12\/2018 &#8211; Un sindacalista, un magistrato, un docente universitario. Ci si mettono in tre, a spiegare \u2013 ancora una volta \u2013 che la maledizione chiamata Tav Torino-Lione \u00e8 assolutamente evitabile, per il bene di tutti, e senza alcuna conseguenza. O meglio: l\u2019inutile traforo su cui si litiga da decenni, senza che ancora ne sia stato scavato nemmeno un centimetro, n\u00e9 Italia n\u00e9 in Francia, \u00e8 bene che venga rottamato tra i progetti che raccontano la follia di epoche lontane. Dato che la disinformazione impera a reti unificate, specie dopo la ridicola manifestazione delle \u201cmadamine\u201d torinesi (non una parola per spiegare la necessit\u00e0 della grande opera), a fornire ragguagli inoppugnabili provvedono Paolo Mattone dei Cobas, il giudice Livio Pepino (gi\u00e0 consigliere della Cassazione) e il professor Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino. Su \u201cVolere la Luna\u201d, smontano tutte le dicerie su cui si basa la leggenda (miliardaria) dell\u2019ipotetica alta velocit\u00e0 Italia-Francia: voci e superstizioni che la stampa non si premura mai di verificare, facendo semplicemente da grancassa al declinante establishment italo-piemontese. \u00abLa prosecuzione del progetto non ha alcuna utilit\u00e0 economica o necessit\u00e0 giuridica e si spiega solo con gli interessi di gruppi finanziari privati e con le esigenze di immagine di un ceto politico che sarebbe definitivamente travolto dal suo abbandono. Perch\u00e9, dunque, continuare?\u00bb.<\/p>\n<p>Il \u201ccontratto di governo\u201d tra Movimento 5 Stelle e Lega prevede, con riguardo alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione, \u00abl\u2019impegno a ridiscutere integralmente il progetto nell\u2019applicazione dell\u2019accordo tra Italia e Francia\u00bb. Tanto \u00e8 bastato, sostengono i tre, a produrre un duplice effetto: da un lato si \u00e8 finalmente aperto un dibattito sulla effettiva utilit\u00e0 dell\u2019opera, \u00abfino a ieri esorcizzato dalla rappresentazione del movimento No Tav, complice la Procura della Repubblica di Torino, come un insieme di trogloditi e di terroristi\u00bb. Dall\u2019altro, l\u2019atteggiamento razionale del governo \u00abha mandato in fibrillazione i promotori (pubblici e privati) dell\u2019opera, l\u2019establishment affaristico, finanziario e politico che la sostiene e i grandi media che ne sono espressione (\u201cStampa\u201d e \u201cRepubblica\u201d in testa) che, non paghi di ripetere luoghi comuni ultraventennali sulla necessit\u00e0 dell\u2019opera per evitare l\u2019isolamento del Piemonte dall\u2019Europa (sic!), hanno cominciato ad evocare fantasiose penali in caso di recesso dell\u2019Italia\u00bb. In attesa delle indicazioni della commissione preposta all\u2019analisi costi-benefici e delle conseguenti decisioni politiche, \u00e8 dunque utile fare il punto sulla situazione, partendo dall\u2019esame delle affermazioni pi\u00f9 diffuse circa l\u2019utilit\u00e0 della Torino-Lione, il cui impatto sarebbe di per s\u00e9 devastante: vent\u2019anni di cantieri, urbanistica sconvolta, montagne piene di amianto e uranio, rischi idrogeologici catastrofici.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nPrimo assunto \u201cteologico\u201d del Tav in valle di Susa, rilanciato da Sergio Chiamparino: \u00abLa nuova linea ha una valenza strategica e unir\u00e0 l\u2019Europa da est a ovest\u00bb. Il governatore del Piemonte evoca un collegamento tra l\u2019Atlantico e il Pacifico, \u00absenza considerare che la stazione atlantica \u00e8 scomparsa nel 2012 con la rinuncia del Portogallo, e che dalla prevista stazione finale di Kiev mancano, per arrivare a Vladivostok e al Pacifico, oltre 7.000 chilometri\u00bb. Una prospettiva \u00abpriva di ogni riscontro reale, posto che una linea ferroviaria ad alta capacit\u00e0-velocit\u00e0 non \u00e8 prevista in modo compiuto neppure in Lombardia e Veneto\u00bb. Peggio: il tratto sloveno non esiste nemmeno sulla carta, mentre in Ungheria e Ucraina nessuno sa che cosa sia il Corridoio 5, come inizialmente si chiamava la linea. \u00abAl netto di bufale interessate e di anacronistici sogni di grandeur \u2013 scrivono Mattone, Pepino e Tartaglia \u2013 la verit\u00e0 non \u00e8 quella di una nuova \u201cvia della seta\u201d ma, assai pi\u00f9 prosaicamente, del solo collegamento ferroviario tra Torino e Lione (235 chilometri, comprensivi di un tunnel di 57 chilometri)\u00bb, gi\u00e0 coperto dall\u2019attuale linea valsusina Torino-Modane \u00abripetutamente ammodernata e utilizzata per un sesto delle sue potenzialit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Seconda bufala: \u00abLa nuova linea creer\u00e0 nuovi orizzonti di traffico\u00bb. Non \u00e8 cos\u00ec, spiegano i tre analisti. Il trasporto merci su rotaia attraverso il Fr\u00e9jus (di passeggeri non si parla pi\u00f9 da vent\u2019anni) \u00e8 in caduta libera dal 1997, e da allora si \u00e8 ridotto del 71%. Lo ammette persino l\u2019Osservatorio istituito presso la Presidenza del Consiglio, riconoscendo che \u00abmolte previsioni fatte 10 anni fa, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell\u2019Unione Europea, sono state smentite dai fatti\u00bb. Nello stesso periodo, i traffici nella direzione Italia-Svizzera hanno continuato a crescere: del 43% nel periodo 1997-2007, quando pure le linee ferroviarie italo-svizzere, con pendenze analoghe, passavano attraverso tunnel ad altitudine simile a quella del Fr\u00e9jus: il tunnel del L\u00f6tschberg, lungo 14,6 chilometri a 1400 metri di quota, e quello storico del San Gottardo, lungo 15 chilometri a 1151 metri di quota, in uso fino al 2016. Parallelamente, il volume del traffico complessivo attraverso la frontiera italo-francese (compreso quello su strada) \u00e8 diminuito del 17,7%. Ci\u00f2 dimostra che le ragioni della caduta di traffico sono strutturali e non hanno nulla a che vedere con le caratteristiche tecniche della linea ferroviaria, il cui ammodernamento non attira di per s\u00e9 solo nuovo traffico. Lungo la direttrice transalpina est-ovest \u00e8 in atto da tempo una tendenza al calo del flusso di merci, mentre lungo l\u2019asse italo-svizzero e quello italo-austriaco il traffico ha continuato a crescere, anche se dopo il 2010 ha rallentato.<\/p>\n<p>Una interpretazione ragionevole? \u00abLe direttrici nord-sud collegano il cuore dell\u2019Europa con i porti della sponda nord del Mediterraneo e da l\u00ec con l\u2019estremo oriente\u00bb. I mercati della Cina e del Sud-Est Asiatico? \u00abSono lontani dalla saturazione e per di pi\u00f9 quel sistema produttivo \u00e8 in grado di fornire merci di rimpiazzo delle nostre a prezzi nettamente pi\u00f9 bassi\u00bb. Viceversa, l\u2019asse est-ovest collega mercati intereuropei fra loro simili e in condizioni di saturazione materiale. In altre parole: non ci sono pi\u00f9 merci da far circolare. Niente, comunque, che richieda nuovi canali di comunicazione: quelli attuali sono semi-deserti. Gi\u00e0 questo smentisce il terzo assunto \u201cteologico\u201d del fronte pro-Tav, secondo cui \u00abil collegamento ferroviario Italia-Francia deve essere ammodernato perch\u00e9 obsoleto e fuori mercato a causa di limiti strutturali inemendabili\u00bb. Precisa, anche qui, la replica di Mattone, Pepino e Tartaglia: \u00abDopo la favola dell\u2019imminente saturazione della linea storica, sostenuta contro ogni evidenza per vent\u2019anni, i proponenti dell\u2019opera e i loro sponsor politici si attestano ora su presunte esigenze dettate dalla modernit\u00e0, che imporrebbe di \u00abtrasformare \u2013 con il tunnel transfrontaliero di 57 chilometri \u2013 l\u2019attuale tratta di valico in una linea di pianura, cos\u00ec permettendo l\u2019attraversamento di treni merci aventi masse di carico pari a quasi il triplo di quelle consentite dal Fr\u00e9jus\u00bb.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rpkwcUdGW3o\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\nLa debolezza della tesi \u00e8 di tutta evidenza: \u00abSe infatti il traffico \u00e8 in costante diminuzione e agevolmente assorbito dalla linea storica con le pendenze che la caratterizzano (e che per di pi\u00f9 \u2013 come si \u00e8 visto \u2013 non sono state di ostacolo all\u2019aumento del traffico ferroviario tra Italia e Svizzera) a che serve un intervento modificativo che comporta rischi ambientali enormi e una spesa di miliardi?\u00bb. A giustificarlo, secondo i tre analisti, c\u2019\u00e8 soltanto \u00abuna cultura sviluppista senza limiti, sempre pi\u00f9 anacronistica\u00bb. Quarta diceria: \u00abI costi dell\u2019opera sono assai pi\u00f9 ridotti di quanto si dica, ammontando per l\u2019Italia a soli 2, massimo 3 miliardi di euro\u00bb. Per Mattone, Pepino e Tartaglia \u00absiamo di fronte a una sorta di \u201cgioco delle tre carte\u201d, assai poco rispettoso della verit\u00e0 e dell\u2019intelligenza degli italiani (e dei francesi)\u00bb. Il costo dell\u2019intera opera, infatti, \u00e8 stato determinato dalla Corte dei Conti francese nel 2012 \u2013 senza successivi aggiornamenti o rettifiche \u2013 in 26 miliardi di euro, di cui 8,6 miliardi destinati alla tratta transnazionale, per la quale \u00e8 previsto un finanziamento europeo pari, nella ipotesi pi\u00f9 favorevole, al 40% del valore (3,32 miliardi di euro).<\/p>\n<p>I dati diffusi dai fautori dell\u2019opera riguardano invece la sola tratta internazionale, che \u2013 data la scelta del governo italiano di proceder per fasi (il cosiddetto \u201cprogetto low cost\u201d) \u2013 dovrebbe essere costruita per prima, anche a prescindere dalla prevedibile dilatazione dei costi: il 28 febbraio 2018, il Cipe ha portato a 6,3 miliardi di euro il \u00abcosto complessivo di competenza italiana per la sezione transfrontaliera\u00bb, indicato poco pi\u00f9 di due anni prima in 2,56 miliardi). In altre parole, siamo di fronte a un puro artificio contabile, visto che l\u2019ulteriore spesa \u00abnon viene affatto annullata, ma semplicemente differita\u00bb. Ovvero: si parla solo di quei \u201c2-3 miliardi\u201d (gi\u00e0 diventati 6,3) senza pi\u00f9 citare gli altri 20-25 miliardi quantificati dalla magistratura contabile francese. Ma non \u00e8 tutto. I supporter del Tav provano anche a tingersi di verde: \u00abIl potenziamento del trasporto su rotaia \u2013 dicono \u2013 \u00e8 finalmente una scelta di tutela dell\u2019ambiente\u00bb. Giusto, se si intendesse: abbandoniamo le autostrade e trasferiamo i Tir sulla rete ferroviaria esistente (la stessa Torino-Modane in valle di Susa supporterebbe perfettamente i treni con a bordo i camion, se solo esistessero). Qui invece si prevede \u00abla costruzione ex novo di un\u2019opera ciclopica\u00bb, con un impatto notoriamente insostenibile sul piano ambientale.<\/p>\n<p>Mattone, Pepino e Taraglia citano \u00abgli effetti dello scavo di un tunnel di 57 chilometri in una montagna a forte presenza di amianto e uranio con un cantiere ventennale che produrr\u00e0 un inquinamento certo, a fronte di un recupero successivo del tutto incerto\u00bb, senza contare gli ingenti consumi energetici per il sistema di raffreddamento del tunnel, la cui temperatura interna sar\u00e0 superiore ai 50 gradi. E\u2019 dipo ecologista (ma altrettanto infondato) anche il \u201csesto comandamento\u201d della Torino-Lione: \u00abCon il Tav diminuiranno, comunque, i Tir sull\u2019autostrada e il connesso inquinamento\u00bb. Anche questa, replicano i tre analisti, \u00e8 una pura petizione di principio, con la quale si d\u00e0 per certo lo spontaneo abbandono dell\u2019autostrada da parte dei Tir e il loro passaggio alla ferrovia \u2013 tutto da dimostrare, e legato a variabili future e incerte (costi, e non solo). Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Se davvero si volesse trasferire il traffico dalla gomma alla rotaia, basterebbe imporre \u2013 come in Svizzera \u2013 pedaggi salatissimi agli autotreni. In Italia si procede al contrario: incentivi per il carburante e pedaggi autostradali in favore dei camionisti. \u00abPassare dagli incentivi alle penalizzazioni sarebbe certo una sfida complessa\u00bb. La follia italiana dei pro-Tav? \u00abMillantare aspirazioni ecologiste mentre si praticano politiche contrarie\u00bb.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Flianodriver%2Fvideos%2F2422620474431356%2F&#038;show_text=0&#038;width=560\" width=\"560\" height=\"510\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" allowFullScreen=\"true\"><\/iframe><br \/>\nSettima bufala: \u00abLa realizzazione della Torino-Lione \u00e8 una straordinaria occasione di crescita occupazionale che sarebbe assurdo accantonare, soprattutto in epoca di crisi economica\u00bb. L\u2019affermazione, dicono Mattone, Pepino e Tartaglia, \u00ab\u00e8 un caso scolastico di mezza verit\u00e0 trasformata in colossale inganno\u00bb. Che la costruzione di un\u2019opera (anche dannosa) produca posti di lavoro, \u00e8 incontestabile. Ma il punto \u00e8 un altro: posto che serva, quest\u2019opera, quanto lavoro genera, rispetto ad altri possibili investimenti? Servono calcoli precisi, soprattutto in una situazione come questa, in cui non ci sono risorse per tutto e un investimento ne esclude altri. \u00abOrbene, l\u2019esperienza dimostra in modo inoppugnabile che un piano di messa in sicurezza del territorio \u00e8 molto pi\u00f9 utile (superfluo ricordarlo nell\u2019Italia dei crolli, delle frane e delle esondazioni) e assai pi\u00f9 efficace in termini di creazione di posti di lavoro di qualunque infrastruttura ciclopica\u00bb. Le grandi opere, infatti, sono \u00abinvestimenti ad alta intensit\u00e0 di capitale e a bassa intensit\u00e0 di mano d\u2019opera (con pochi posti di lavoro per miliardo investito e per un tempo limitato), mentre gli interventi diffusi di riqualificazione del territorio e di aumento dell\u2019efficienza energetica producono un\u2019alta intensit\u00e0 di manodopera a fronte di una relativamente bassa intensit\u00e0 di capitale (con creazione di pi\u00f9 posti di lavoro per miliardo investito e per durata indeterminata)\u00bb. La Torino-Lione, quindi, \u00ab\u00e8 tutt\u2019altro che l\u2019affare evocato dai proponenti e dai loro sponsor politici\u00bb.<\/p>\n<p>Ottava leggenda: \u00abTrent\u2019anni fa si sarebbe potuto discutere, ma oggi i lavori sono ormai in uno stato di avanzata realizzazione e non si pu\u00f2 tornare indietro\u00bb. Affermazione priva di ogni consistenza: \u00abDel tunnel transfrontaliero, infatti, non \u00e8 stato a tutt\u2019oggi scavato neppure un centimetro\u00bb. Sono state realizzate solo opere preparatorie, tra cui lo scavo in territorio francese di 5 chilometri di tunnel geognostico \u00abimpropriamente spacciato, in decine di filmati e interviste a tecnici e politici, per l\u2019inizio del traforo ferroviario\u00bb. Le piccole opere propedeutiche si sono gi\u00e0 mangiate un miliardo e mezzo di euro, ma ci\u00f2 rende solo pi\u00f9 urgente una decisione, che deve intervenire prima dell\u2019inizio dei lavori per la realizzazione del tunnel di base e i cui termini sono drammaticamente semplici: a fronte di un\u2019opera dannosa per gli equilibri ambientali e per le finanze pubbliche (come dimostrato dalle analisi di costi e benefici effettuate da studiosi accreditati come il francese Prud\u2019Homme e gli italiani Debernardi e Ponti), conviene di pi\u00f9 contenere i danni \u2013 mettendo una croce sul miliardo e mezzo colpevolmente speso sino ad oggi \u2013 o continuare in uno spreco di miliardi?<\/p>\n<p>L\u2019ultima nata delle motivazioni pro-Tav \u00e8 la sicurezza: \u00abPer mettere in sicurezza il tunnel storico del Fr\u00e9jus serviranno a breve da 1,4 a 1,7 miliardi di euro: meglio, anche sul piano economico, costruirne uno nuovo\u00bb. Ovvero: \u00abIl tunnel esistente dovrebbe essere adeguato a caro prezzo in quanto a canna singola e doppio binario e senza vie di fuga intermedie; non ne vale la pena e tanto vale abbandonarlo per sostituirlo con il nuovo super-tunnel di base\u00bb. Se le motivazioni fossero quelle addotte, un intervento ben pi\u00f9 urgente \u2012 a cui destinare le scarse risorse disponibili (e del quale, curiosamente, nessuno parla) \u2013 dovrebbe essere effettuato sulla linea ad alta velocit\u00e0 Bologna-Firenze, con quasi 74 chilometri di gallerie (la pi\u00f9 lunga, quella di Vaglia, di 18,713 chilometri, cinque in pi\u00f9 del Fr\u00e9jus) tutte a canna singola e doppio binario, senza tunnel di soccorso, con un traffico molto pi\u00f9 intenso che al Fr\u00e9jus e in buona parte ad alta velocit\u00e0. N\u00e9 va dimenticato che nella galleria del Fr\u00e9jus sono stati effettuati lavori di adeguamento tra il 2003 e il 2011 spendendo qualche centinaio di milioni di euro: per la parte francese, \u00abl\u2019intervento \u00e8 stato effettuato al risparmio e in difformit\u00e0 da quanto correttamente (una volta tanto) fatto nella parteitaliana\u00bb. Ai francesi, \u00abche gi\u00e0 hanno provveduto ad addossare all\u2019Italia (col consenso di un nostro distratto Parlamento) una parte dell\u2019eventuale costo del nuovo tunnel di base decisamente sbilanciata a loro favore\u00bb, occorrerebbe chieder conto delle carenze del tunnel \u201cstorico\u201d dovute al loro modo di lavorare.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\n<strong>In conclusione:<\/strong> qualcuno \u00e8 in grado di spiegare perch\u00e9 mai bruciare 20-30 miliardi nell\u2019inceneritore della Torino-Lione? Per non pagare le salatissime penali previste in caso di rinuncia, ripetono i pro-Tav, che parlano di sanzioni \u00abfino a un ammontare di due miliardi e 500 milioni\u00bb. Qui, protestano Mattone, Pepino e Tartaglia, \u00absiamo di fronte a una bufala allo stato puro: non esiste, infatti, alcun documento europeo sottoscritto dall\u2019Italia che preveda penali o risarcimenti di qualsivoglia tipo in caso di ritiro dal progetto\u00bb. Gli accordi bilaterali tra Francia e Italia \u00abnon prevedono alcuna clausola che accolli a una delle parti, in caso di recesso, compensazioni per lavori fatti dall\u2019altra parte sul proprio territorio\u00bb. In caso di appalti aggiudicati, il nostro codice civile prevede che, ove il soggetto appaltante decida di annullarli, le imprese danneggiate hanno diritto a un risarcimento comprensivo della perdita subita e del mancato guadagno che ne sia conseguenza immediata (per un ammontare che, di regola, non supera il 10% del valore dell\u2019appalto). Ma finora non \u00e8 stato aggiudicato (e nemmeno bandito) nessun appalto, per il tunnel di base. Il Grant Agreement del 25 novembre 2015, sottoscritto da Italia, Francia e Unione Europea, dispone che \u00abnessuna delle parti ha diritto di chiedere un risarcimento in seguito alla risoluzione ad opera di un\u2019altra parte\u00bb, prevedendo sanzioni amministrative e pecuniarie nel solo caso in cui il beneficiario di un contributo abbia commesso irregolarit\u00e0 o frodi. I finanziamenti europei sono erogati solo in base all\u2019avanzamento dei lavori, quindi la rinuncia non comporta alcun dovere di restituzione dei contributi (mai ricevuti). Dati incontrovertibili: una panoramica decisamente vertiginosa. E\u2019 possibile parlare di una grande opera per vent\u2019anni, esasperando la popolazione, senza mai degnarsi di elargire uno straccio di verit\u00e0?<br \/>\n<strong>Fonte: http:\/\/www.libreidee.org\/2018\/11\/le-10-bufale-sulla-torino-lione-il-tav-piu-inutile-del-mondo\/<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<strong>VIDEO CORRELATI:<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pDkBCYINLyg\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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