{"id":45180,"date":"2018-12-13T17:44:51","date_gmt":"2018-12-13T17:44:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=45180"},"modified":"2018-12-13T17:44:51","modified_gmt":"2018-12-13T17:44:51","slug":"european-ndrangheta-connection-i-dettagli-delloperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=45180","title":{"rendered":"\u201cEUROPEAN \u2018NDRANGHETA CONNECTION\u201d, I DETTAGLI DELL\u2019OPERAZIONE"},"content":{"rendered":"<p>Alle prime ore del 5 dicembre 2018, \u00e8 stata eseguita un\u2019imponente operazione giudiziaria internazionale che vede impegnate Autorit\u00e0 Giudiziarie e Forze di Polizia di Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, in un\u2019azione comune contro la \u2018ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America, nel quadro di un\u2019organica ricostruzione di molteplici attivit\u00e0 delittuose poste in essere, sul territorio nazionale e all\u2019estero, da diversi esponenti di affermate e risalenti famiglie della criminalit\u00e0 organizzata calabrese, operanti principalmente nel cuore della Locride.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019\u201cAction day\u201d \u2013 scattato alle ore 04.00 \u2013 sono stati arrestati, in contemporanea, in diversi Stati europei e del Sud America, 90 soggetti, accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, riciclaggio, fittizia intestazione di beni ed altri reati, aggravati dalle modalit\u00e0 mafiose.<\/p>\n<p>L\u2019operazione \u00e8 il frutto di anni di intenso lavoro investigativo svolto nell\u2019ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) costituita il 18.10.2016, a L\u2019Aia (NL), presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania, cui hanno aderito, per l\u2019Italia la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria con il supporto della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria con il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro con il supporto del Servizio Centrale d\u2019Investigazione sulla Criminalit\u00e0 Organizzata della Guardia di Finanza ed il IV^ Gruppo del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza; per la Germania la Procura di Duisburg e il Bundeskriminalamt (B.K.A.) di Wiesbaden, per i Paesi Bassi la Procura di Zwolle e il F.I.O.D. (Corpo olandese di polizia fiscale ed economica) di Eindhoven.<\/p>\n<p>L\u2019iniziale accordo \u00e8 stato ampliato con l\u2019ingresso dell\u2019Agenzia Europol, per i profili d\u2019analisi e coordinamento, e lo specifico apporto di Belgio e Svizzera, in qualit\u00e0 di membri osservatori e cooperanti, in base ad accordi di natura rogatoriale.<\/p>\n<p>La costituzione di tale J.I.T., per come si dir\u00e0, si \u00e8 rivelato un tassello di cooperazione operativa decisivo nella gestione delle indagini e nella condivisione del patrimonio informativo e probatorio acquisito nel corso delle attivit\u00e0 svolte nei diversi Paesi membri, e sotto questo profilo l\u2019attivit\u00e0 di coordinamento internazionale svolta dal Desk Italiano presso Eurojust \u00e8 stata preziosissima.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della Squadra Investigativa \u00e8 stato quello di perseguire un gruppo criminale di stampo \u2018ndranghetista, dedito al traffico internazionale di stupefacenti e riciclaggio e reinvestimento di rilevati capitali finanziari, operante in Italia e nel Nord Europa, all\u2019interno del quale GIORGI Giovanni cl. 1966, originario di Bovalino (RC), rappresentava il principale punto di riferimento delle cosche prevalentemente di San Luca (PELLE-VOTTARI e ROMEO) ma anche di Natile di Careri (CUA-IETTO) e Gioiosa Jonica (tramite gli URSINI), per il reinvestimento di capitali illeciti in attivit\u00e0 commerciali nel settore della ristorazione in Nord Europa.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Q5eDwUnQAHM\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\nL\u2019inchiesta \u201cEuropean \u2018ndrangheta connection\u201d ha dimostrato che il GIORGI si occupava, prima sul territorio olandese e poi su quello tedesco, di investire ingenti somme di denaro in attivit\u00e0 commerciali operanti nel lucroso settore della ristorazione, fungendo, quindi, da collettore per l\u2019investimento di denaro provento di affari criminali per conto di numerosi soggetti, molti dei quali facenti parte di diverse cosche di \u2018ndrangheta dell\u2019area ionica della provincia reggina, i quali divenivano, in tal modo, soci occulti delle attivit\u00e0 commerciali a lui riconducibili. Tra questi il ristorante \u201cLa Piazza 3\u201d e l\u2019adiacente gelateria \u201cCaf\u00e8 La Piazza\u201d di Br\u00fcggen (D), che costituivano, tra l\u2019altro, la sede di supporto logistico ai traffici di droga (cocaina) proveniente dall\u2019America Latina, stoccata tra Olanda, Belgio, Germania e distribuita tra l\u2019altro in diverse regioni italiane.<\/p>\n<p>Nello specifico settore del traffico internazionale di cocaina, l\u2019inchiesta ha consentito di disvelare l\u2019esistenza di una agguerrita consorteria calabrese di stampo \u2018ndranghetista, in grado di contare su basi logistiche dislocate in pi\u00f9 Regioni d\u2019Italia ma anche, e soprattutto, nei Paesi Bassi e in Germania, estremamente organizzata ed economicamente florida, composta da numerosi accoliti e dotata di una vera e propria flotta di mezzi necessaria per far giungere a destinazione la cocaina.<br \/>\nIn tale contesto, emergevano esponenti delle cosche \u2018ndranghetistiche dei PELLE-VOTTARI, ROMEO alias \u201cStacchi\u201d e GIORGI \u201cCiceri\u201d di San Luca (RC), molti dei quali gi\u00e0 da anni stabilmente residenti in Nord Europa, luoghi ove coordinavano agevolmente grosse importazioni di cocaina dall\u2019America Latina, senza mai allentare i rapporti con l\u2019originaria Calabria.<br \/>\nTra i personaggi verticistici spiccano nomi blasonati nel panorama del traffico internazionale di stupefacenti quali: i fratelli MARANDO Giuseppe (gi\u00e0 latitante) e Francesco, originari di Locri; MAMMOLITI Jos\u00e8 Manuel; GIORGI Giovanni classe \u201863; COSTADURA Antonio, alias \u201cU Tignusu; ROMEO Domenico alias \u201cCorleone\u201d; ROMEO Francesco Luca; ROMEO Sebastiano; STRANGIO Domenico.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nTali soggetti, deputati alla pianificazione delle importazioni ed al successivo smistamento della droga sul territorio nazionale, in particolare in Calabria e Lombardia, operavano in un\u2019ottica prettamente aziendale, avevano spostato i loro interessi in Nord Europa, ove risulta pi\u00f9 agevole ed economicamente vantaggioso procurarsi ingenti quantitativi di cocaina in arrivo direttamente dai Paesi produttori sudamericani, principalmente, nei sedimenti portuali di Anversa e Rottherdam.<br \/>\nIl compito di recuperare e modificare ad hoc numerose autovetture, dotate di complicatissimi doppifondi, cos\u00ec da renderle praticamente \u201cimpermeabili\u201d ai normali controlli su strada da parte delle diverse Forze di Polizia, era affidato a un sodalizio di pregiudicati turchi, da anni trapiantati in Germania, ove gestivano un autonoleggio, mentre il traporto del narcotico in Italia veniva delegato a fidati ed esperti corrieri che raggiungevano Calabria e Lombardia, ove la cocaina veniva immessa in commercio.<\/p>\n<p>Grazie ad un\u2019intuizione investigativa di fondamentale importanza, che ha consentito ai finanzieri ed ai poliziotti impegnati nell\u2019investigazione di ascoltare in Italia le conversazioni captate in territorio tedesco, in diretta, sfruttando appositi server in dotazione al BKA, nonostante le accortezze poste in essere dai trafficanti, dal mese di marzo al mese di giugno 2017, venivano sequestrati oltre 33 kg di cocaina (nel corso di tre distinti interventi repressivi svolti in Italia ed in Svizzera) con l\u2019arresto, in flagranza di reato, di tre corrieri.<\/p>\n<p>Dallo scambio informativo con il FIOD olandese \u00e8 stato, inoltre, possibile ricostruire un episodio criminale, risalente al 2015: il sodalizio, sfruttando una ditta costituita ad hoc ed intestata ad una \u201ctesta di legno\u201d, tentava di importare, con la complicit\u00e0 di trafficanti di Guyana e Suriname, un carico di cocaina pari a 95 kg, sottoposto a sequestro al porto di Rotterdam.<\/p>\n<p>Per quanto concerne l\u2019Italia, l\u2019ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria \u2013 concordando pienamente con le risultanze investigative rassegnate in una corposa richiesta di misure cautelari avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria ed acquisite nel corso di complesse e articolate indagini condotte dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza \u2013 ha emesso tre distinte ordinanze di custodia cautelare (nr. 52\/2018 R.O.C.C., nr. 53\/2018 R.O.C.C., nr. 54\/2018 R.O.C.C.) disponendo la misura cautelare della custodia in carcere e degli arresti domiciliari nei confronti di 70 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, associazione mafiosa, riciclaggio, fittizia intestazione di beni ed altri reati, aggravati dalle modalit\u00e0 mafiose.<\/p>\n<p>Quanto agli altri Stati, il BKA tedesco proceder\u00e0 all\u2019arresto di 10 soggetti, di cui 6 sono colpiti anche dal titolo custodiale italiano (BILGICI Serkan, nato a Bonn (D) il 17.01.1980, BOZKURT Halil, nato a Mersin (TR) il 15.12.1980, GIORGI Giovanni, nato a San Luca (RC) il 07.12.1963, MAMMOLITI Jos\u00e9 Manuel, nato a Cinquefrondi (RC) il 03.05.1989, MARANDO Giuseppe, nato a Locri (RC) il 29.11.1985 e KEMAL Tekin, nato a Colonia (D) il 12.10.1984).<\/p>\n<p>Le Autorit\u00e0 tedesche hanno emesso provvedimenti cautelari in carcere anche nei confronti dei calabresi GIORGI Bruno, nato a Duisburg (D) il 06.03.1978 e GIORGI Francesco, nato a Locri (RC) il 13.12.1985, entrambi indagati per traffico di droga. GIORGI Francesco, presente attualmente in Italia, verr\u00e0 arrestato sulla base di un M.A.E. emesso dall\u2019A.G. tedesca,<\/p>\n<p>Le Forze di Polizia Olandesi aderenti al JIT procederanno all\u2019arresto di 7 persone, fra cui GIORGI Giovanni cl. 1966, che dovrebbe trovarsi a Tegelen, al confine tra Olanda e Germania, colpito dal M.A.E. emesso dall\u2019A.G. italiana.<\/p>\n<p>La Polizia Belga coopera nell\u2019esecuzione di 3 M.A.E. emessi dall\u2019A.G. italiana nei confronti di COSTADURA Antonio Calogero, SCALIA Stefano e STRANGIO Domenico cl. 1989 e proceder\u00e0 all\u2019arresto di ulteriori 9 soggetti indagati nell\u2019ambito di autonome indagini delle Autorit\u00e0 Belghe.<\/p>\n<p>Prenderanno parte in Italia all\u2019Action day investigatori del F.I.O.D. olandese. Poliziotti e Finanzieri italiani parteciperanno alle operazioni in Germania ed Olanda.<\/p>\n<p>Tra i soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo emesso dall\u2019A.G. italiana figura il noto narcotrafficante IETTO Antonio (zio di MARANDO Giuseppe e Francesco), gi\u00e0 tratto in arresto a Colonia (D) il 3.08.2016, dopo un lungo periodo di latitanza, in quanto nei suoi confronti, nel corso delle indagini, sono stati acquisiti precisi elementi di responsabilit\u00e0 in merito alla pianificazione, posta in essere poco prima della sua cattura, di un ingente narcotraffico di centinaia di chilogrammi di sostanze stupefacenti.<\/p>\n<p>Analogo rilievo assume l\u2019aver azzerato un consolidato gruppo di persone di origine campana in rapporto di stretta collaborazione con le famiglie della Locride che nel corso del tempo \u00e8 stato capace di organizzare e gestire importanti carichi di cocaina provenienti dal Sud America.<\/p>\n<p>Soffermandosi proprio sulle importazioni in Europa di grossi quantitativi di cocaina, \u00e8 emerso un sodalizio di potenti narcotrafficanti che dai Paesi produttori facevano giungere sulle piazze europee massicce quantit\u00e0 di cocaina. Aumentando il potere di penetrazione investigativa, grazie ad una sinergica collaborazione con la D.E.A. americana, \u00e8 stato possibile disvelare i rapporti illeciti delle cosche di \u2018ndrangheta monitorate con alcuni soggetti campani, gi\u00e0 indagati nell\u2019ambito di un distinto fascicolo processuale, tra i quali la pluripregiudicata Maria Rosaria CAMPAGNA, compagna del boss della mafia catanese Salvatore Cappello, indiscusso capo dell\u2019omonimo clan di Catania, ed i germani Serafino e Giulio Fabio RUBINO. Tali soggetti campani hanno, sin da subito, rivelato un\u2019enorme disponibilit\u00e0 economica da investire nel narcotraffico, riuscendo ad importare dal Sudamerica centinaia di chili di cocaina. Mentre Serafino RUBINO, gi\u00e0 latitante in Colombia per altre vicende legate agli stupefacenti, tratto in arresto proprio in Sudamerica grazie al proficuo scambio informativo con la DEA, curava, da esperto broker, de visu i rapporti con i Cartelli colombiani, il fratello Giulio Fabio coordinava le attivit\u00e0 in Campania e la \u201cdonna di Napoli\u201d, la CAMPAGNA appunto, manteneva i rapporti con pi\u00f9 consorterie, anche al fine di garantire lo \u201cscarico\u201d della cocaina in pi\u00f9 porti sia italiani che europei.<\/p>\n<p>La sinergia criminale tra tali soggetti emergeva nitidamente quando un carico di circa 60 kg. di cocaina giungevano al porto di Gioia Tauro e la Campagna si affidava ai potenti sodali calabresi per recuperare la partita di narcotico.<\/p>\n<p>Anche sulla base del continuo e proficuo scambio info-investigativo tenuto tra le forze di Polizia operanti, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, si riusciva a ricostruire l\u2019intero illecito affare, conclusosi con il sequestro di 57,77 kg di cocaina effettuato ad opera dalla Guardia di Finanza di Gioia Tauro nel novembre del 2016.<br \/>\nIn una sorta di \u201cmutua assistenza criminale\u201d, in una successiva occasione saranno, invece, i calabresi a tentare di sfruttare le \u201cconoscenze\u201d dell\u2019abilissima Campagna, per recuperare una partita di cocaina dirottata in Grecia.<br \/>\nNel tempo, i soggetti campani collegati alle cosche di \u2018ndrangheta si sono dimostrati tanto potenti economicamente, da non accusare i durissimi colpi assestati dagli inquirenti: basti pensare che, in un arco temporale relativamente ridotto, sono stati sottratti dalla disponibilit\u00e0 dei criminali oltre 360 kg di stupefacente.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nel dettaglio, oltre al sequestro effettuato presso il porto di Gioia Tauro di cui sopra, il primo imponente riscontro lo si otteneva quando le Autorit\u00e0 panamensi, nell\u2019aprile del 2016, procedevano al sequestro di 129 kg di cocaina, destinati al porto di Napoli.<br \/>\nNonostante l\u2019ingente perdita, ben presto, viene predisposto un nuovo progetto, teso ad importare la cocaina dal Sudamerica, questa volta attraverso un porto del Nord Europa. \u00c8 proprio la CAMPAGNA che, accompagnata dal figlio CAPPELLO Salvatore Santo, si reca in Olanda per organizzare l\u2019esfiltrazione della droga. Nel frattempo gli investigatori avevano individuato il container \u201ccontaminato\u201d che veniva dirottato dall\u2019Olanda al Belgio per lo sdoganamento. Malauguratamente per i trafficanti, i militari del Nucleo P.E.F.\/G.I.C.O., per il tramite della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, attivavano le Autorit\u00e0 belghe che, il 25.01.2017, rinvenivano, presso lo scalo portuale di Anversa 169,45 kg di cocaina stipati in un container.<br \/>\nIn ultimo, nell\u2019aprile del 2018 veniva operato l\u2019ultimo sequestro, pari a 7 kg di cocaina, che i narcos avevano tentato di far giungere in Italia, questa volta facendo sbarcare il carico presso il porto di Livorno.<\/p>\n<p>Il sequestro in Toscana \u00e8 l\u2019ulteriore conferma delle enormi potenzialit\u00e0 degli indagati che, con facilit\u00e0 estrema, curavano l\u2019importazione di massicce quantit\u00e0 di cocaina dal Sudamerica e che, con altrettanta abilit\u00e0, riuscivano a trovare in pi\u00f9 porti quello che, nel gergo dei narcos, viene definito come \u201cscarico\u201d, ovverosia la possibilit\u00e0 di far uscire la droga dal sedimento portuale d\u2019arrivo grazie ad \u201cagganci\u201d locali utili allo scopo.<\/p>\n<p>Le indagini hanno avuto origine nei primi mesi del 2015 con l\u2019avvio di molteplici attivit\u00e0 tecniche da parte della Polizia di Stato nei confronti di diversi soggetti \u2013 residenti anche in Nord Europa \u2013 tra i quali figuravano PELLE Francesco, MARANDO Giuseppe, i fratelli ROMEO Sebastiano e Francesco Luca nonch\u00e9 GIORGI Giovanni. Quest\u2019 ultimo, sebbene privo di precedenti specifici, aveva continui rapporti con esponenti della \u2018ndrangheta ionico-reggina, tra cui IETTO Antonio (all\u2019epoca latitante), genero di GIORGI Sebastiano, capo dell\u2019omonima famiglia sanluchese intesa \u201cCiceri\u201d.<br \/>\nNel 2016, le investigazioni condotte in Italia e Olanda con l\u2019apporto sul fronte patrimoniale del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria (N.S.P.V.) della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, facevano emergere variegati interessi commerciali di GIORGI Giovanni nella localit\u00e0 di Br\u00fcggen (Germania), in cui lo stesso stava avviando numerose attivit\u00e0 nel settore della ristorazione. Una prospettiva che permetteva di allargare subito il fronte d\u2019indagine, coinvolgendo nell\u2019inchiesta anche magistratura e polizia tedesche.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, nell\u2019ambito dell\u2019indagine antidroga denominata \u201cHermes\u201d, il Nucleo P.E.F. G.I.C.O.\/Sezione G.O.A. della Guardia di Finanza di Catanzaro, unitamente allo S.C.I.C.O. di Roma, delegato anch\u2019esso dalla D.D.A. di Reggio Calabria, stava investigando su un gruppo criminale della Locride attivo nel traffico di stupefacenti (IETTO-MARANDO), i cui esponenti principali erano emersi anche nelle attivit\u00e0 investigative della Polizia di Stato.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><br \/>\nNella successiva progressione investigativa, il lavoro congiunto permetteva di definire le proiezioni delle cosche reggine PELLE-VOTTARI e CUA-IETTO in Olanda e nell\u2019area tedesca della Renania settentrionale \u2013 Westfalia, documentando le strategie di traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza illecita nel settore immobiliare e della ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar) nelle aree di confine tra Paesi Bassi e Germania, con espansioni in territorio belga.<\/p>\n<p>Nel medesimo contesto di indagine, l\u2019intercettazione telematica avviata sullo smartphone di PELLE Domenico, nell\u2019ottobre del 2016, consentiva alla Squadra Mobile di Reggio Calabria di trarre in arresto il padre del giovane, il noto latitante PELLE Antonio inteso Vancheddu, che stava trascorrendo la latitanza nel cuore della locride, gestendo attivamente anche i traffici di stupefacenti verso il Nord Europa.<\/p>\n<p>Contestualmente, le attivit\u00e0 tecniche consentivano di documentare i viaggi che PELLE Domenico aveva effettuato in Brasile per incontrare esponenti dei cartelli del narcotraffico, con i quali pianificava e definiva le trattative per l\u2019invio in Italia di una partita di cocaina, sequestrata il 24 marzo 2017 (25,66 kg) al porto di Gioia Tauro, successivamente agli altri sequestri, effettuati in rapida successione, sempre nel porto di Gioia Tauro, il 15 novembre 2016 (57 kg), di cui gi\u00e0 si \u00e8 detto, e il 17 novembre 2016 (15,67 kg). In tale variegato contesto, le indagini portavano alla luce le responsabilit\u00e0 di numerosi altri personaggi di spicco della cosca PELLE, tra cui il citato PELLE Antonio (allora latitante), il fratello PELLE Domenico e suo figlio PELLE Giuseppe, GENTILE Giovanni, GENTILE Andrea, STRANGIO Sebastiano, PIPICELLA Giuseppe, PACINO Salvatore, GRASSO Giovanni, COSTADURA Antonio Calogero e CAMPAGNA Maria Rosaria, quest\u2019ultima moglie del capo clan catanese CAPPELLO Salvatore, in atto detenuto.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo aspetto conferma il dato, ormai storicamente consolidato, di una proficua ed attuale saldatura criminale tra le cosche della \u2018ndrangheta calabrese e i clan mafiosi di altre aree, i quali tuttora operano congiuntamente per l\u2019approvvigionamento di cocaina e cannabis nei rispettivi territori di competenza.<\/p>\n<p>L\u2019indagine dimostra come il nucleo essenziale degli affari illeciti della cosca PELLE-VOTTARI risieda nel traffico internazionale di stupefacenti. Tale assunto trova riscontro nella conversazione del 18.11.2016, in cui il giovane PELLE Domenico discuteva con il sodale GENTILE Giovanni in merito all\u2019importazione dei circa 57 Kg di cocaina giunti dal Sudamerica, finanziati in parte dalla famiglia PELLE. In tale circostanza, mentre i due ragionavano circa l\u2019organizzazione iniziale del traffico, GENTILE Giovanni interrogava PELLE Domenico circa la paternit\u00e0 del suddetto traffico di sostanza stupefacente, per poi sottolineare esplicitamente, ancora, che i maggiori promotori di tale illecito traffico erano stati il narcotrafficante e broker COSTADURA Antonio Calogero e PELLE Antonio cl.62, padre di Domenico (\u201c\u2026Si per\u00f2 quello che ti voglio dire io scusa\u2026 Il lavoro di chi \u00e8?\u2026\u201d\u201d\u2026 Il suo?\u2026\u201d \u201c\u2026Di tuo padre?\u2026\u201d), replicando PELLE Domenico in senso affermativo (\u201c\u2026Eh!\u2026\u201d).<\/p>\n<p>Di pari passo, le attivit\u00e0 in argomento hanno svelato anche l\u2019intricata rete di smercio della cocaina che PELLE Antonio e i propri sodali avevano impiantato sul territorio nazionale, cedendo numerose partite di stupefacente anche ad esponenti di altri clan della locride, tra cui quelli della potente cosca dei \u201cBARBARO\u201d di Plat\u00ec.<\/p>\n<p>Le risultanze acquisite nel corso delle attivit\u00e0 investigative hanno altres\u00ec consentito di contestare il delitto di associazione mafiosa, con diversificati ruoli di partecipazione alla \u2018ndrangheta, a PELLE Antonio, PELLE Domenico cl. 1992, PELLE Domenico cl. 1950, PELLE Francesco, PELLE Giuseppe 1981, ZAPPIA Antonio, GIORGI Giovanni classe 1966, ROMEO Sebastiano classe 1992, ROMEO Francesco Luca<\/p>\n<p>L\u2019estrema pericolosit\u00e0 della cosca PELLE-VOTTARI, comprovata dalla faida con gli STRANGIO-NIRTA, riesplosa con la strage di Duisburg (D) del ferragosto 2007, \u00e8 ulteriormente dimostrata, oggi, dalla disponibilit\u00e0 di arsenali di armi, come accertato nel corso delle attivit\u00e0 tecniche disposte nell\u2019ambito delle indagini.<\/p>\n<p>Altro aspetto saliente della indagine si rinviene nel progressivo tracciamento degli interessi finanziari delle famiglie \u201cPELLE-VOTTARI\u201d e \u201cROMEO\u201d di San Luca, le quali \u2013 al pari di MARANDO Giuseppe (altro esponente \u2018ndranghetistico di rilievo) \u2013 avevano inteso affidare al citato GIORGI Giovanni il reinvestimento di una parte dei propri capitali illeciti nel settore della ristorazione estera.<\/p>\n<p>Il lavoro svolto \u2013 nell\u2019ambito di complesse investigazioni internazionali \u2013 dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e, per la parte di specifica competenza, dal IV Gruppo del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Reggio Calabria permetteva di definire le proiezioni delle cosche reggine PELLE-VOTTARI e CUA-IETTO in Olanda e nell\u2019area tedesca della Renania settentrionale \u2013 Westfalia, documentando le strategie di traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza illecita nel settore immobiliare e della ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar) nelle aree di confine tra Paesi Bassi e Germania, con espansioni in territorio belga.<\/p>\n<p>Le indagini finanziarie e gli accertamenti economico-patrimoniali svolti dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno quindi consentito di individuare cespiti immobiliari e attivit\u00e0 commerciali acquisiti dagli indagati in territorio italiano, tedesco ed olandese, per i quali il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo, sia quali beni direttamente strumentali alle condotte criminali, sia quali beni di cui gli indagati disponevano in \u201csproporzione\u201d rispetto ai redditi leciti prodotti. Le verifiche patrimoniali sono state effettuate utilizzando l\u2019applicativo \u201cMolecola\u201d e con l\u2019ausilio informativo della banca dati SIVA2 in relazione a diverse segnalazioni di operazioni sospette che risultavano sul conto dei soggetti investigati.<\/p>\n<p>In tale contesto spicca la figura del citato GIORGI Giovanni, titolare di molteplici attivit\u00e0 commerciali e di ristorazione nelle cittadine di Wesseling e Br\u00fcggen, considerate il \u201cperno centrale\u201d della strategia attuata in modo unitario dalle cosche di San Luca.<\/p>\n<p>Si tratta di una conferma paradigmatica dell\u2019operativit\u00e0 transnazionale delle \u2018ndrine calabresi che, per la prima volta, viene consacrata in una indagine di respiro internazionale, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e svolta dalle Polizie Giudiziarie citate con la diretta collaborazione degli omologhi organismi tedeschi ed olandesi, che si sono fatti anch\u2019essi promotori della costituzione di una Squadra Investigativa Comune.<\/p>\n<p>A dimostrazione della grande capacit\u00e0 pervasiva all\u2019estero della \u2018ndrangheta e della sua pericolosit\u00e0 sociale, si riporta un brano di una intercettazione in cui PELLE Domenico raccontava un aneddoto riguardante i fratelli\u201cCivas\u201d e \u201cZucchero\u201d identificati STRANGIO Francesco e STRANGIO Sebastiano. Costoro, durante una serata trascorsa all\u2019interno di un night di Amsterdam (NL), avevano iniziato a sparare, generando la fuga di tutti gli avventori; proprio in quel momento, arrivava nel locale lo zio di PELLE Domenico, VOTTARI Santo, gi\u00e0 latitante ed esponente dell\u2019omonima famiglia, in compagnia di uno o pi\u00f9 soggetti, il quale, riconoscendo i due fratelli e disapprovando il loro comportamento, aveva tranquillizzato il proprietario del locale promettendogli che sarebbero stati risarciti tutti i danni causati dai due STRANGIO: \u201c\u2026Sono entrati in un night bum, bum, bum, bum \u2026incomp\u2026tutti che scappano, hanno cominciato a scappare anche loro\u2026 Come vanno per scappare nel \u2026incomp\u2026 con questo pazzo che ancora ce l\u2019aveva in mano\u2026 E voi cosa fate qua? Dice che appena li ha visti si \u00e8 spaventato\u2026 Si \u00e8 vergognato non spaventato, si \u00e8 vergognato, torna indietro va dal proprietario vedi che domani sera vengono degli amici vedi che tutto pagato che pago io gli ha detto, \u00e8 salito in macchina ed \u00e8 corso via\u2026 Ha detto mio zio Santo, noi ci siamo vergognati\u201d.<\/p>\n<p>Contestualmente, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di numerosi beni direttamente riconducibili a GIORGI Giovanni che verr\u00e0 eseguito con il diretto concorso delle autorit\u00e0 tedesche:<\/p>\n<p>RIGANO Im-&#038; Export GmbH\u201d consede in StoffelerStra\u03b2e, 5 \u2013 D\u00fcsseldorf, istituita nel gennaio 2015 a nome di RIGANO Gioacchino (nato a Partinico (PA) il 12.04.1963 e residente in Sauerbreystra\u03b2e 6 \u2013 42697 Solingen), formalmente operante nel settore import-export di svariate merci, quali carbone e legno, ma appositamente creata per il traffico internazionale di droga essendo emerso chiaramente che la stessa era stata costituita al precipuo scopo di rappresentare strumento di copertura per l\u2019importazione di cocaina dal Sudamerica (gruppo IETTO \u2013 MARANDO);<\/p>\n<p>Quote della societ\u00e0\u201cAFG Gastronomie GmbH\u201d (che ha gestito il ristorante \u201cil Pettirosso\u201dex Leonardo da Vinci), in quanto il compendio investigativo dimostra come lo stesso costituisse la base logistica e di incontro di molti dei componenti l\u2019associazione finalizzata al narcotraffico, nonch\u00e9 come espediente per il reinvestimento dei proventi derivanti dall\u2019illecito traffico (gruppo IETTO \u2013 MARANDO);<\/p>\n<p>Quote societarie \u201cLa Piazza 3 Gastronomie GMBH\u201d, con sede in Br\u00fcggen (Germania) Klosterstrasse 13, di propriet\u00e0 di GIORGI Giovanni, (5% del capitale sociale pari a 1.250,00 euro) e quote societarie \u201cLa Piazza 3 Gastronomie GMBH\u201d, con sede in Br\u00fcggen (Germania) Klosterstrasse 13, di propriet\u00e0 di JERIN\u00d2 Rocco, oggetto di operazione di fittizia intestazione, formalmente attribuite esclusivamente in capo a GIORGI e JERINO\u2019 Rocco, mentre risultavano schermati almeno due altri soci occulti che avevano finanziato l\u2019operazione, ossia URSINI Santa per l\u2019importo di euro 14.500,00 e ROMEO Sebastiano per l\u2019importo di euro 10.000,00 (gruppo PELLE \u2013 COSTADURA \u2013 ROMEO);<\/p>\n<p>Intero complesso aziendale denominato Bar \u2013 gelateria \u201cCaf\u00e8 La Piazza U.G di Br\u00fcggen\u201d, essendo emerso con evidente chiarezza le operazioni di fittizia intestazione, formalmente intestata a PIZZATA Antonio, detto \u201cPiritino\u201d (50%), CUNDI Orsolya Andrea (50%) (dal 05.07.2016 al 03.09.2017), nonch\u00e9, dal 03.09.2017, a ESPOSITO Roberto, mentre, secondo l\u2019impostazione accusatoria, l\u2019effettiva propriet\u00e0 della societ\u00e0 apparteneva a diversi altri soggetti (ovvero PELLE Domenico classe 1992, STRANGIO Giuseppe classe 1995, STRANGIO Giuseppe classe 1959, ROMEO Domenico, ROMEO Giuseppe, ROMEO Filippo, MARANDO Giuseppe) che avevano investito somme di denaro in tale attivit\u00e0, unitamente all\u2019amministratore delegato GIORGI Giovanni cl. 66, che si avvaleva della collaborazione dei nipoti ROMEO Sebastiano e ROMEO Francesco Luca. Gli investimenti, peraltro, venivano effettuati da soggetti coinvolti in numerosi illeciti in materia di sostanze stupefacenti e attinti, altres\u00ec, dall\u2019addebito associativo mafioso (gruppo PELLE \u2013 COSTADURA \u2013 ROMEO).<\/p>\n<p>In Italia verranno sequestrate  14 auto e 4 ciclomotori, quote societarie, diversi terreni, fabbricati e la villa di GIORGI Giovanni cl. 1966, sita a Bovalino (RC).<\/p>\n<p>In relazione all\u2019investimento in Br\u00fcggen (D) presso il Ristorante LA PIAZZA 3 GASTRONOMIE Gmbh, GIORGI Giovanni diviene socio ufficiale della famiglia URSINI\/JERINO\u2019, quest\u2019ultima rappresentata formalmente da JERINO Rocco, figlio di JERINO\u2019 Domenico Antonio, a sua volta genero di URSINI Santa, entrambi destinatari, a diverso titolo, di un decreto di fermo nell\u2019ambito dell\u2019Operazione \u201cTYPOGRAPHIC\u201d della D.D.A. di Reggio Calabria per i reati di usura ed abusiva attivit\u00e0 finanziaria, aggravati dal metodo mafioso.<\/p>\n<p>Proprio quest\u2019ultima ha investito in prima persona il denaro nell\u2019attivit\u00e0 ed incontrato personalmente GIORGI Giovanni per discutere in merito al progetto imprenditoriale da lei finanziato e portato avanti dallo stesso GIORGI il quale si occupava di tutto, dall\u2019allestimento del locale, al reperimento del personale, alla gestione delle pratiche amministrative, commerciali e bancarie.<\/p>\n<p>Le indagini hanno permesso di appurare come all\u2019investimento partecipano in maniera occulta anche i nipoti di GIORGI Giovanni, ROMEO Sebastiano e ROMEO Francesco Luca. La loro presenza nel ristorante \u00e8 riscontrata in diverse intercettazioni cos\u00ec come il loro effettivo interesse nell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il percorso de LA PIAZZA 3 GASTRONOMIE Gmbh si \u00e8 incrociato, dopo poco tempo, con quello del CAFE\u2019 LA PIAZZA U.G., bar gelateria che viene costituito in posizione attigua al ristorante. Quest\u2019ultimo investimento rappresenta uno spaccato significativo del ruolo rivestito dal GIORGI Giovanni per la criminalit\u00e0 organizzata calabrese.<\/p>\n<p>Nella gelateria, in cui GIORGI risulta in origine amministratore, lo stesso si occupa di tutto, e a lui tutti i soci occulti di volta in volta emersi si affidano, anche quando non sono del tutto d\u2019accordo con le scelte da lui stesso fatte, come nel caso di MARANDO Giuseppe.<\/p>\n<p>Tale affidamento \u00e8 probabilmente frutto della riconosciuta capacit\u00e0 di GIORGI di celare la vera natura delle attivit\u00e0 commerciali avviate dalla \u2018ndrangheta, nonch\u00e9 l\u2019attitudine ad effettuare truffe alle assicurazioni (con la possibilit\u00e0 quindi di ripulire ulteriormente l\u2019illecito capitale investito attraverso la liquidazione dei sinistri), ma anche nella capacit\u00e0 di reperire soggetti da utilizzare quali prestanomi per le societ\u00e0.<\/p>\n<p>Al riguardo, i citati COSTADURA Antonio Calogero e ROMEO Domenico, su espresso mandato del GIORGI Giovanni, danneggiavano volontariamente il ristorante la Piazza 3 e l\u2019adiacente gelateria di Br\u00fcggen, beni assicurati di cui GIORGI Giovanni era comproprietario (la Piazza 3), amministratore delegato e socio occulto (Caf\u00e8 La Piazza), il tutto in modo che GIORGI presentasse alle Autorit\u00e0 di Polizia Tedesche una falsa denunzia di danneggiamento e cos\u00ec ottenesse un indebito risarcimento in denaro dalla societ\u00e0 di assicurazione, da suddividere fra gli esecutori del danneggiamento, il GIORGI, il nipote ROMEO Sebastiano (socio occulto del ristorante) ed altri.<\/p>\n<p>In particolare, PELLE Domenico commentava l\u2019attitudine truffaldina di GIORGI Giovanni (alias \u201cGianni da mamma\u201d) (\u201cRagazzi vedete che imbro\u2026 Vedete che\u2026 Tu no\u2026 Tu lo conosci? Vedi che \u00e8 un imbroglione\u2026 Un imbroglione che Dio ce ne li\u2026\u201d), spiegando il modus operandi del GIORGI in relazione all\u2019apertura di ristoranti in Olanda secondo cui, una volta comprato il locale, GIORGI, dopo averci guadagnato, lo assicurava contro furto e incendio (\u201cApre il ristorante 60.000 (sessantamila) euro, se lo prende, se lo paga, se lo strapaga, contropaga, lo assicura furto e incendio, l\u00e0 come va?\u201d) per poi proseguire con i danneggiamenti dolosi e l\u2019incasso del risarcimento assicurativo (\u201cPrende fuoco\u2026 Fuoco, un poco di fumo, 300.000 (trecentomila) euro di danni\u2026\u201d).<\/p>\n<p>Il PELLE, inoltre, con riferimento al rimborso assicurativo, precisava: \u201cLo aggiusta, glielo vende ad un tedesco per 280 (due e ottanta), ad un Tedesco\u2026 Ad un Olandese per 280 (due e ottanta)\u2026 L\u2019olandese dopo\u2026 Dopo sei mesi si \u00e8 arreso\u2026\u201d e poi \u201cE \u2026inc\u2026 e lo ha venduto di nuovo a Gianni per 200\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 stato documentato che GIORGI Giovanni offriva la disponibilit\u00e0 dei locali, quali punti di appoggio per le persone coinvolte nei traffici di stupefacenti, nonch\u00e9 disponibilit\u00e0 a ricevere i rampolli delle famiglie di \u2018ndrangheta che vengono inviati da San Luca (RC) per trovare un impiego.<\/p>\n<p>Sotto quest\u2019aspetto, l\u2019operazione \u201cEuropean \u2018ndrangheta connection\u201d restituisce in maniera chiara solidi elementi in ordine al reinvestimento all\u2019estero di proventi derivanti dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti, posto in essere da soggetti appartenenti alla criminalit\u00e0 organizzata del versante jonico calabrese. Le attivit\u00e0 investigative hanno beneficiato del coordinamento di Eurojust ed Europol nonch\u00e8 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e della D.E.A. statunitense. &#8211;<a href=\"http:\/\/www.strill.it\/citta\/reggio\/2018\/12\/european-ndrangheta-connection-i-dettagli-delloperazione\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">  FONTE<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Q5eDwUnQAHM\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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