{"id":45913,"date":"2019-01-04T10:11:00","date_gmt":"2019-01-04T10:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=45913"},"modified":"2019-01-04T10:11:00","modified_gmt":"2019-01-04T10:11:00","slug":"apple-crolla-in-borsa-ma-la-cina-non-centra-e-cupertino-che-ha-smesso-di-innovare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=45913","title":{"rendered":"Apple crolla in borsa ma la Cina non c\u2019entra: \u00e8 Cupertino che ha smesso di innovare"},"content":{"rendered":"<p>04\/01\/2019 &#8211; Apple crolla in borsa e, per quelli che credono in questi numeri, perde in capitalizzazione qualcosa come 430 miliardi di dollari da ottobre a oggi. Alcuni scenari per l\u2019economia mondiale, date le dimensioni e l\u2019influenza della casa di Cupertino, si profilano come particolarmente foschi. Il crollo borsistico di Apple, infatti, non \u00e8 solo un dolore per gli aficionados della Mela, ma un problema per tutti i consumatori, perch\u00e9 una recessione delle imprese americane trascinata da Cupertino avrebbe certamente conseguenze pesanti anche per gli altri. Insomma, un allarme rosso, che per\u00f2 ha delle cause precise e non dipende, come sbrigativamente \u00e8 stato imputato, dalle \u00absfavorevoli contingenze del mercato\u00bb.<\/p>\n<p>Al solito, quando le cose vanno bene il merito \u00e8 dei manager (Tim Cook e gli altri) quando le cose vanno male, la colpa \u00e8 del mercato. Il capitalismo all\u2019amatriciana non \u00e8 solo quello italiano. Se Apple va male \u00e8 colpa del presidente Trump, che si \u00e8 messo a fare la guerra alla Cina, e dei cinesi, che perfidi come sono, si sono coalizzati per non comprare pi\u00f9 prodotti americani. I meriti del capitalismo sono dei capitalisti, i demeriti invece sono del Destino avverso, della instabilit\u00e0 dei mercati, di qualche Orco brutto o cattivo che rallenta il progresso e i radiosi destini delle imprese. Ovviamente le cose stanno in tutt\u2019altra maniera.<\/p>\n<p>La storia, evidentemente, non ha insegnato nulla nemmeno a Tim Cook, che pure due o tre cose di Apple avrebbe dovuto impararle. Beninteso siamo pronti a farci smentire a breve e potrebbe anche essere che l\u2019attuale CEO riesca a raddrizzare i conti della barca nel breve, ma la sostanza non cambierebbe: Apple era un\u2019azienda ad altissimo tasso di innovazione, che appunto dell\u2019innovazione aveva fatto la ragione principale del suo successo, il suo Dna. Talmente innovativa che in certi momenti aveva finito perfino per pagare le conseguenze negative di troppa innovazione, ad esempio con alcuni errori tattici nella commercializzazione del primo Mac (1984).<\/p>\n<p>L\u2019innovazione, meglio le aziende troppo innovative, sono per\u00f2 una mala bestia. Peggio di Satana, sono una tentazione per i CEO, che allorch\u00e9 ereditano situazioni di straordinario vantaggio competitivo nell\u2019innovazione di prodotto, sono facilmente tentati a mollare la tensione innovativa e a cercare di fare profitti sfruttando i vantaggi preesistenti, senza preoccuparsi di creane di nuovi. A Cupertino era gi\u00e0 successo quando si pens\u00f2 di cacciare Jobs per tenersi Sculley e tutti gli altri amministratori, che trattarono Apple come un\u2019azienda normale e pensarono bene di allungare il brodo dei prodotti creati da Jobs, finendo per portare, come tutti sanno, Apple sull\u2019orlo del fallimento. Poi, alla disperazione, dovettero richiamare (1996) il \u00abpazzerello\u00bb di San Francisco, che nel giro di pochi anni sforn\u00f2 una serie di novit\u00e0 che avrebbero cambiato la pelle a chiunque.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nNell\u2019ottobre del 2011 sfortunatamente Steve Jobs mor\u00ec, lasciando peraltro un\u2019azienda in grande salute, ma che nella struttura, nella mentalit\u00e0, nella sua cultura oltre che nei suoi profitti era innovation addicted, dipendente dall\u2019innovazione, che, come predicava Jobs, avrebbe continuato a fare profitti solo a condizione di mantenere altissimo il tasso di innovazione. Tim Cook al di l\u00e0 dei buoni propositi, probabilmente, si fece sfuggire alcuni fatti e il risultato \u00e8 che praticamente \u00e8 dal 2010 che non vengono introdotti nuovi prodotti o che i vecchi non vengono rivoluzionati.<\/p>\n<p>Il primo Imac piatto parente stretto e non molto dissimile dai modelli attuali, era stato presentato gi\u00e0 nell\u2019agosto 2004. I portatili della serie Mac Book Pro in versioni sostanzialmente identiche alle attuali (solo pi\u00f9 sottili e ovviamente un po\u2019 pi\u00f9 lenti) sono sul mercato dal febbraio 2006. Iphone presentato da Jobs nel gennaio 2007 non \u00e8 poi cos\u00ec radicalmente diverso dei modelli attuali, migliorati certamente, ma non soggetti a sostanziali modifiche e innovazioni. Lasciamo perdere i computer professionali segmento sul quale Apple \u00e8 rimasta letteralmente senza parole, mandando in pensione i grossi Mac Pro e sostituendoli con un modello apparentemente molto innovativo abbandonato peraltro inopinatamente a partire dal 2013. Ipad \u00e8 sempre la stessa musica dal 2010, per non dire della Apple tv che risale al 2007. Il sistema operativo con alcuni miglioramenti \u00e8 la versione X del settembre 2000. A parte l\u2019Apple Watch innovazione scarsa.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><em><br \/>\nTuttavia, proprio questo modo, sfruttando le idee del passato, Apple \u00e8 diventata la pi\u00f9 grande azienda al mondo, arrivando a vendere nel solo 2018 (a valori molto simili del 2017) oltre 220 milioni di Iphone. Senza innovare con la stessa energia del passato e diventando fortemente dipendente da un prodotto principale, quell\u2019Iphone che ha rivoluzionato la clientela Apple. Oggi i buoi sembrano essere scappati, il mercato sta saturandosi e la mucca dell\u2019Iphone non d\u00e0 pi\u00f9 le dosi massicce di latte che fino a ieri distribuiva, al punto che \u00e8 meglio tenere nascosti i risultati sulle vendite. Una tragedia, forse non finanziaria, certo tecnologica.<\/p>\n<p>Apple \u00e8 a un bivio. O tira fuori dal cassetto nuovi prodotti o rischia, se non di scomparire, certo di diventare un\u2019azienda normale, priva del potere rivoluzionario e salvifico del settore che il suo fondatore le aveva instillato. Non \u00e8 possibile andare avanti solo con il marketing, il design, che sono complementari all\u2019innovazione di prodotto, non la sostanza del business. Altro che Cina, altro che Trump. Anche in questi brutti periodi per l\u2019economia e la politica mondiale, le grandi battaglie si possono (e si devono) vincere ancora solo con metodi leciti e tradizionali, come gli investimenti, l\u2019innovazione, il lavoro, l\u2019equa distribuzione dei salari, le responsabilit\u00e0 dei manager. Per fortuna. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/01\/04\/apple-crolla-in-borsa-ma-la-cina-non-centra-e-cupertino-che-ha-smesso-di-innovare\/4873798\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">[IlFattoQuotidiano.it]<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<strong>VIDEO CORRELATI:<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tc7-7o77LoQ\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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