{"id":46888,"date":"2019-02-09T10:06:08","date_gmt":"2019-02-09T10:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=46888"},"modified":"2019-02-09T10:08:48","modified_gmt":"2019-02-09T10:08:48","slug":"la-strada-diventa-un-fiume-di-latte-la-protesta-del-pastori-sardi-ma-nessun-tg-nazionale-ne-parla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=46888","title":{"rendered":"La strada diventa un fiume di latte, la protesta del pastori sardi ma nessun TG nazionale ne parla"},"content":{"rendered":"<p>09\/02\/2019 &#8211; E\u2019 documentata con continui post su Facebook da parte dei pastori la protesta per il crollo del prezzo del latte ovino in Sardegna culminata oggi con il blocco della Statale 131 e lo sversamento sulla strada di migliaia di litri di prodotto appena munto e trasportato nelle autocisterne dirette ai caseifici.<\/p>\n<p>Nei video, che stanno facendo il giro della rete, alcuni diventati virali (si arriva quasi a 200 mila visualizzazioni), la sequenza di immagini \u00e8 sempre la stessa: uno o pi\u00f9 allevatori che aprono i rubinetti delle loro cisterne e lasciano scorrere a terra il latte, urlando la propria rabbia per la remunerazione del prodotto ritenuta troppo esigua per poter rientrare con le spese, nonostante la tenuta del prezzo del formaggio \u2013 in particolare il Pecorino Romano \u2013 che regola tuttora l\u2019andamento del mercato.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gMKv1ukgYcU\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\nQualche pastore, invece di buttare il latte, ha deciso di farlo bere ai maiali, sempre in segno di protesta. In tutti i post compare l\u2019hashtag #pastorisardi. <\/p>\n<p>Migliaia di litri di latte appena munto riversati in strada. Spreco eclatante, come la protesta che lo ha prodotto. Da alcuni giorni in varie zone della Sardegna i pastori sono letteralmente sul piede di guerra. All&#8217;origine della rivolta c&#8217;\u00e8 un esempio emblematico di come i principi del libero mercato e della concorrenza, spesso evocati con solennit\u00e0, possono essere distorti e piegati alla logica del puro profitto, anche al costo di mettere in crisi un&#8217;intera filiera. L&#8217;oggetto del contendere \u00e8 il prezzo minimo del latte. I pastori da ottobre stanno protestando contro la decisione delle imprese casearie di fissarlo a 0,60 centesimi per litro. Chiedono che venga pagato almeno 77 centesimi. Ma di fronte al silenzio seguito alle loro denunce hanno deciso di manifestare clamorosamente, buttando via litri e litri di latte, frutto del loro lavoro di mungitura.<\/p>\n<p>Come raccontano da Coldiretti Sardegna ad HuffPost, il prezzo minimo non nasce da una contrattazione tra i due soggetti (pastore-impresa) ma nei fatti viene imposto agli allevamenti attraverso il pi\u00f9 classico degli espedienti: le imprese fanno cartello nell&#8217;offrire la stessa cifra e da l\u00ec non si schiodano. Il prezzo stabilito, per\u00f2, secondo centinaia di pastori sardi \u00e8 cos\u00ec basso da non permettere loro di ripagarsi nemmeno i costi di produzione: &#8220;Nel 2018 il prezzo che viene fissato regolarmente a inizio stagione era di 85 centesimi per litro, oggi \u00e8 circa il 30% in meno&#8221;. I pastori vendono il loro latte per la trasformazione a industrie e cooperative. Per queste ultime, la contrattazione sul prezzo avviene in maniera diversa: le cooperative ne fissano uno d&#8217;acconto per ogni litro acquistato, e a fine anno si fa un conguaglio sulla base dei dati di produzione: &#8220;Quest&#8217;anno la maggiore cooperativa sarda ha fissato il prezzo d&#8217;acconto a 70 centesimi, per dare un segnale di vicinanza ai pastori ma pure al mercato caseario per non far crollare il prezzo&#8221;, dicono da Coldiretti. <\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nLa situazione \u00e8 esplosiva: sui social sono diventati virali tantissimi video che mostrano pastori svuotare cisterne di latte appena munto nei tombini, per strada, ovunque. Ma che la situazione possa prendere una piega ancora pi\u00f9 inquietante lo testimonia l&#8217;agguato teso mercoled\u00ec a un camion nel sud della Sardegna: due uomini a volto coperto e armati di spranghe hanno bloccato l&#8217;autista in localit\u00e0 &#8220;Giana&#8221; a Villacidro, minacciandolo e obbligandolo a scendere. Poi gli hanno fatto versare sul terreno il carico di latte che trasportava e lo hanno costretto a filmare tutto con il telefono e a inviare il video a tutti i suoi contatti su WhatsApp.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo uno dei tanti episodi che racconta quanto lo scontro tra i pastori e gli industriali sia una miscela esplosiva di difficile disinnesco: &#8220;Se il prezzo non aumenta, la maggior parte delle stalle si vedr\u00e0 costretta a chiudere&#8221;. Gioved\u00ec in Regione si \u00e8 svolto un vertice tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera, ma le posizioni sono rimaste distanti. Il ministro dell&#8217;Agricoltura Centinaio ha annunciato la sua visita in Sardegna per la prossima settimana, per fare da paciere tra allevatori e caseifici. Con i primi che chiedono ai secondi di stabilire insieme il prezzo, sulla base dei mercati di riferimento, delle quote di produzione da rispettare e delle modalit\u00e0 di trasformazione del latte. Poco meno del 70% infatti viene impiegato dalle industrie casearie per produrre pecorino romano che ha costi di trasformazione relativamente pi\u00f9 bassi rispetto ad altri tipi di formaggio.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><em><br \/>\nSecondo Coldiretti, il crollo dei prezzi non \u00e8 stato causato da una sovrapproduzione di latte quanto da una sovrapproduzione proprio di pecorino romano, l&#8217;anno scorso. Nel 2018 il prezzo del pecorino \u00e8 salito nelle varie rilevazioni mensili fino a 7,80 euro, toccando punte del 90% in pi\u00f9 rispetto all&#8217;anno precedente, ma quello del latte non ha avuto un analogo incremento. Perch\u00e9 i caseari decidono a inizio anno quanto sono disposti a pagare, anche vincolando l&#8217;acquisto al versamento di caparre indispensabili ai pastori per pianificare investimenti o affrontare spese, denunciano i pastori.<\/p>\n<p>Chiedono perci\u00f2 di aggiornare il prezzo ogni tre mesi, anche in relazione all&#8217;oscillazione di quello del pecorino romano. &#8220;Un prezzo troppo basso in Sardegna pu\u00f2 indurre le imprese di altre Regioni a comprare qui il latte, dal momento che il risparmio sarebbe notevole&#8221;. Il mercato verrebbe cos\u00ec distorto anche in altre regioni. E a trarne profitto, denunciano, sarebbe il cartello delle imprese.<\/p>\n<p>&#8220;Ho la netta sensazione che in Sardegna stia partendo una rivoluzione. Ho visto molta rabbia del mondo delle campagne, difficile da descrivere e inusuale da vedere nella nostra Isola&#8221;, ha detto all&#8217;Ansa Antonio Succu, sindaco di Macomer (Nuoro) dove oggi i pastori hanno versato altro latte sulla strada. Prima avevano bloccato la Statale 131 altezza Abbasanta. Un&#8217;altra protesta si \u00e8 registrata a Orune, nel nuorese. Ieri proteste con sversamento di latte in strada nelle campagne di Sant&#8217;Andrea Frius, l&#8217;altro ieri nel Campidano. A questi vanno aggiunti i tanti video di allevatori che riversano all&#8217;interno delle loro attivit\u00e0 e i blocchi stradali sulle Statali sarde. La rabbia dei pastori non si placher\u00e0, assicurano, se il prezzo fissato resta intorno ai 60 centesimi. Nel 1983, raccontano, un litro di latte ci veniva pagato 1300 lire: &#8220;Quasi come oggi, ma sono passati pi\u00f9 di trent&#8217;anni. Oggi c&#8217;\u00e8 l&#8217;euro&#8221;. &#8211; <strong>[huffingtonpost.it]<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ypJXchEsQKc\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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