{"id":4926,"date":"2014-01-23T09:18:04","date_gmt":"2014-01-23T09:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=4926"},"modified":"2014-01-23T09:18:04","modified_gmt":"2014-01-23T09:18:04","slug":"basilicata-e-petrolio-le-fiammate-anche-di-polemiche-al-centro-oli-di-viggiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=4926","title":{"rendered":"Basilicata e petrolio. Le fiammate (anche di polemiche) al centro oli di Viggiano"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 verificato l\u2019ennesimo strano episodio al Centro oli di Viggiano, in Basilicata, che ha messo ancora una volta in evidenza le criticit\u00e0 legate alla presenza dell\u2019attivit\u00e0 petrolifera in Val d\u2019Agri: l\u2019impatto ambientale della struttura produttiva e la carenza di informazioni certe. Legambiente Basilicata aveva immediatamente fatto notare, gi\u00e0 il 13 gennaio, che \u00abl\u2019impianto di desolforizzazione (con annessi e connessi), cos\u00ec come dimostrato dall\u2019esperienza ormai di un quindicennio, ha un\u2019alta frequenza di malfunzionamenti, intoppi, incidenti. A fronte di tutto ci\u00f2, non possono pi\u00f9 bastare le rassicurazioni dell\u2019Eni sulle possibili conseguenze\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il 18 gennaio Eni Basilicata il 18 gennaio ha pubblicato sul suo sito e sui giornali locali una lettera \u201cAi cittadini lucani\u201d nella quale si legge che \u00abluned\u00ec scorso, per meno di un\u2019ora, la fiaccola di sicurezza del nostro Centro Olio in Val d\u2019Agri si \u00e8 notevolmente innalzata rispetto alle sue condizioni operative abituali. La grande visibilit\u00e0 della fiamma \u00e8 stata accompagnata da un intenso rumore. Comprensibilmente, l\u2019evento ha generato un forte impatto emotivo tra coloro che operano ogni giorno e vivono vicino al nostro impianto, e forte \u00e8 stata l\u2019eco sui media della Regione. Scusandoci con tutti voi per l\u2019accaduto, sentiamo la necessit\u00e0 di spiegarvi, con parole semplici, cosa \u00e8 successo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/basilicata-320x234.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4927 alignleft\" alt=\"basilicata-320x234\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/basilicata-320x234.jpg\" width=\"320\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/basilicata-320x234.jpg 320w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/basilicata-320x234-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/basilicata-320x234-75x55.jpg 75w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>La fiaccola del Centro non fa altro che garantire la sicurezza dell\u2019intero impianto. Normalmente brucia una quantit\u00e0 minima di gas ed \u00e8 sempre accesa proprio per consentire, in caso di necessit\u00e0, che il gas non rimanga in pressione nelle linee, ma vada in torcia. \u00c8 quanto \u00e8 successo luned\u00ec scorso, quando si \u00e8 verificata una breve interruzione interna dell\u2019alimentazione elettrica al sistema di gestione e controllo dello stabilimento. A quel punto, il sistema automatico di sicurezza ha reagito correttamente e prontamente, convogliando tutto il gas presente all\u2019interno dell\u2019impianto in fiaccola. Seppure in una circostanza che non avremmo voluto accadesse, luned\u00ec abbiamo avuto la conferma del funzionamento ottimale del sistema di sicurezza del Centro Olio Val d\u2019Agri, che ha interrotto simultaneamente e totalmente l\u2019esercizio di tutte le apparecchiature dello stabilimento, compresa l\u2019erogazione dei pozzi a esso collegati. In ogni momento, il Centro Olio Val d\u2019Agri ha operato in condizioni di completa sicurezza e l\u2019evento non ha comportato pericoli, n\u00e9 per i lavoratori n\u00e9 per gli abitanti dell\u2019area. Cos\u00ec come non ha avuto alcun impatto negativo sull\u2019ambiente:lo confermano i dati di qualit\u00e0 dell\u2019aria registrati dalle centraline di controllo presenti intorno non crede alle \u201cscuse a pagamento\u201d dell\u2019Eni, \u00abIn verit\u00e0 non accompagnate da un ammissione dell\u2019incidente e sull\u2019aumento di emissioni inquinanti, questa volta registrate dall\u2019Osservatorio Ambientale della Val d\u2019Agri che sembra essersi \u201csvegliato\u201d dalla cappa di torpore anestetico nel quale era stato messo dall\u2019ex governatore della Basilicata. Rivolgendosi ai cittadini lucani ENI fa sapere che presso il centro olio \u00e8 \u201ctuttapposto\u201d e la fiammata rientra nel ciclo di normalit\u00e0 a cui i residenti e le maestranze devono abituarsi\u2026 Non una parola sul perch\u00e9 sia scattato piano di emergenza interno e non quello esterno. Un piano di emergenza esterno adottato nel silenzio assordante di istituzioni pubbliche e che solo la Ola, Laboratorio per Viggiano e Onda Rosa hanno \u201cosato\u201d presentare ai cittadini presentando assieme ad altre associazioni le osservazioni di cui si sono perse le tracce, in un affollato incontro a Viggiano lo scorso anno, disertato non a caso dalla compagnia, dai sindaci di Viggiano e Grumento, dalla Prefettura e dalla Regione. Un piano di emergenza esterno considerato dunque inutile e pura formalit\u00e0, che invece potrebbe salvare vite umane\u00bb.<\/p>\n<p>In effetti l\u2019Osservatorio Ambientale della Val d\u2019Agri, previsto dal Protocollo di intenti Eni\/Regione Basilicata quale misura di compensazione ambientale per il progetto di sviluppo petrolifero della Val d\u2019Agri e istituito nel marzo 2011, ha comunicato che dalle analisi dei dati degli inquinanti provenienti da 5 centraline fatte dopo la fiammata risultano, anche nei giorni successivi, diversi e ripetuti sforamenti dei limiti di PM2.5 e delle concentrazione oraria di H2S, o-xilene, etilbenzene mentre nell\u2019area contigua al Centro Oli \u00e8 stato registrato un incremento delle concentrazioni orarie di SO2\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Ola chiede beffardamente all\u2019Eni: \u00abMa da chi e come vengono letti i dati e di quali centraline parla l\u2019Eni? le stesse monitorate dall\u2019Osservatorio Ambientale della Val d\u2019Agri? Eni nel suo proclama di scuse \u201ca pagamento\u201d offre la sua versione dei fatti. Sulle fughe di H2S non una sola parola, mentre ancora oggi qualche giornale evidentemente \u201cimbeccato\u201d dalla compagnia definisce \u201cnon oltre la soglia\u201d gli inquinanti emessi il giorno 13 gennaio \u201cper meno di un ora\u201d secondo Eni.<\/p>\n<p>Quei valori registrati e divulgati degli inquinanti \u201cincautamente\u201d per qualcuno divulgati dall\u2019Osservatorio Ambientale della Val d\u2019Agri, possono procurare danni all\u2019apparato respiratorio e costituire bio-accumuli pericolosi nell\u2019organismo, specialmente per quanti costretti a vivere direttamente a contatto h24 con questo stabilimento \u2013 che lo ricordiamo \u2013 \u201c\u00e8 suscettibile di provocare incidente rilevante\u201d in base alla nomativa Seveso. Ma Eni \u201csi dice certo\u201d di rispettare l\u2019ambiente. Peccato che forse la compagnia petrolifera finge di non sapere che i lucani si sono accorti che il petrolio non fa certamente bene all\u2019ambiente e alla salute e diffidano giustamente di chi intende aumentare le estrazioni petrolifere in Basilicata ed in Val d\u2019Agri con il memoradum, con nuovi pozzi di petrolio nelle valli del Sauro e Agri, a Marsico Nuovo, Calvello, Marsicovetere e Viggiano. Pozzi che insistono in zone sismogenetiche attive e su bacini idrici delicatissimi. Un memoradum che si chiede di bloccare per non scongiurare il disastro completo di un territorio condannato dai propri amministratori a subire gli impatti negativi delle estrazioni petrolifere che determinano profitti per pochi ed inquinamento per i Lucani\u00bb.<\/p>\n<p>Legambiente dal canto suo aveva gi\u00e0 detto che \u00abIn Val d\u2019Agri dobbiamo ancora recuperare il tempo perduto sul fronte dei controlli e della sicurezza, per i cittadini e per l\u2019ambiente. Urge un sistema di monitoraggio certo e trasparente, cui deve necessariamente accompagnarsi un insieme di regole e procedure chiare, oltre ad un livello di diffusione delle informazioni in tempo reale, fino ad oggi inesistente, controllato dalla mano pubblica che sia in grado di \u201cdettare\u201d la linea, anche a scapito dei forti interessi economici in gioco. Un sistema che sia in grado di dare certezze e sicurezze ai cittadini che oggi invece vedono la presenza dell\u2019industria petrolifera in Basilicata solo come una minaccia per la salute e per l\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo il Cigno Verde Lucano si rivolge al mondo del lavoro, della scuola e all\u2019intera societ\u00e0 civile perch\u00e9 \u00abEsercitino un rinnovato ruolo di custodia del territorio, a tutela di diritti irrinunciabili, per pretendere un presente e un futuro \u201cpuliti\u201d per la Val d\u2019Agri e per tutta la Basilicata. Controlli, trasparenza e deciso sostegno alle aree protette: queste sono le risposte che le popolazioni dei territori interessati chiedono e si aspettano di ottenere\u00bb. <a href=\"http:\/\/www.greenreport.it\/news\/energia\/basilicata-e-petrolio-le-fiammate-anche-di-polemiche-al-centro-oli-di-viggiano\/\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Si \u00e8 verificato l\u2019ennesimo strano episodio al Centro oli di Viggiano, in Basilicata, che ha messo ancora una volta in evidenza le criticit\u00e0 legate alla presenza dell\u2019attivit\u00e0 petrolifera in Val d\u2019Agri: l\u2019impatto ambientale della struttura <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=4926\" title=\"Basilicata e petrolio. 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