{"id":51565,"date":"2019-07-21T11:17:20","date_gmt":"2019-07-21T11:17:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=51565"},"modified":"2019-07-21T11:18:26","modified_gmt":"2019-07-21T11:18:26","slug":"adottata-dalla-stessa-psicologa-che-laveva-fatta-togliere-alla-madre-accusata-di-abusi-che-non-sono-mai-avvenuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=51565","title":{"rendered":"ADOTTATA DALLA STESSA PSICOLOGA CHE L\u2019AVEVA FATTA TOGLIERE ALLA MADRE, ACCUSATA DI ABUSI CHE NON SONO MAI AVVENUTI"},"content":{"rendered":"<p>21\/07\/2019 &#8211; L&#8217; inchiesta \u00abAngeli e demoni\u00bb condotta dalla Procura di Reggio Emilia ha scoperchiato un pozzo senza fondo. Una sentina da cui ogni settimana emergono vicende inquietanti di minori levati alle famiglie e dati in affidamento. Una di queste \u00e8 la storia di F, una bambina di Reggio Emilia che, assieme alla sorella, \u00e8 stata separata dalla madre. E che, dopo varie vicissitudini, pare essere finita in affidamento proprio alla psicologa che l&#8217; ha tolta ai genitori naturali. Questa psicologa si chiama Valeria Donati e per capire chi sia dobbiamo fare un passo indietro e ritornare alla fine degli anni Novanta: il periodo in cui, nel Modenese, \u00e8 esploso il caso dei \u00abdiavoli della Bassa\u00bb.<\/p>\n<p>Stiamo parlando della brutta storia raccontata da Pablo Trincia nel libro Veleno (Einaudi). Parliamo, dunque, di famiglie ingiustamente incolpate di abusi sui figli e pratiche sataniche. Genitori a cui sono stati tolti i bambini. Persone che, per via delle errate valutazioni di psicologi, assistenti sociali e giudici, hanno perso i loro piccini e si sono ritrovate con la vita distrutta.<\/p>\n<p> La grande protagonista del caso Veleno era la psicologa Valeria Donati. Arriv\u00f2 al Cenacolo francescano di Reggio Emilia alla fine del 1994. Aveva 26 anni, era ancora una tirocinante e da qualche mese collaborava con l&#8217; Ausl locale. Era fresca di studi, dunque, e aveva frequentato corsi di formazione al Centro per il bambino maltrattato di Milano. Fu lei a far parlare i bimbi che raccontarono di oscuri rituali e pratiche innominabili. Scrive Pablo Trincia: \u00abLa Valeria, come la chiamavano ormai i bambini, era il passe-partout che sapeva come aprire la porta di ognuno di loro ed entrare in punto di piedi negli angoli bui del loro inconscio\u00bb. Era lei che faceva emergere i brutti ricordi sepolti. Piccolo problema: quei ricordi si sono rivelati per lo pi\u00f9 fantasie.<\/p>\n<p>Spiega ancora Trincia che, \u00abmentre lavorava come psicologa a contratto per l&#8217; Ausl di Mirandola, Valeria Donati era anche diventata responsabile di una struttura indipendente a Reggio Emlia [&#8230;]: il Centro aiuto al bambino. Nel 2002 l&#8217; azienda sanitaria regionale aveva deciso di &#8220;affidare la cura e la terapia dei minori coinvolti a questo centro (il Cab), pi\u00f9 attrezzato e specializzato sui temi dell&#8217; abuso&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>In buona sostanza, la stessa persona che aveva scoperto il caso Veleno, \u00abseguito i minori, raccolto per prima le loro dichiarazioni, scelto le famiglie a cui affidarli, informato la procura e il tribunale dei minori, fatto da testimone chiave nei processi e dato sempre parere negativo sulla possibilit\u00e0 di un contatto con i genitori naturali &#8211; persino quando questi erano stati assolti &#8211; ora si ritrovava anche a trarre un potenziale beneficio lavorativo ed economico da una vicenda nella quale aveva giocato un ruolo determinante\u00bb.<\/p>\n<p> Stando ai dati forniti da Trincia, il centro della Donati otteneva tra i 1.032 e i 1.400 euro al mese per ogni bambino seguito, e nell&#8217; arco di 10 anni avrebbe ricevuto la bellezza di 2.209.400 euro di soldi pubblici. Il Cenacolo francescano di Reggio Emilia e il Centro aiuto al bambino sono parte integrante pure della storia di F, che andiamo a raccontare.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\nTutto inizia nel 2006. Al pronto soccorso di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, si presenta una donna marocchina con due bambine. La pi\u00f9 grande ha 8 anni, la pi\u00f9 piccola &#8211; la nostra F &#8211; ne ha soltanto 5, e sono entrambe nate da un precedente matrimonio della signora con un suo connazionale. La donna marocchina, quando arriva all&#8217; ospedale, \u00e8 infatti sposata a un uomo italiano, che maltratta lei e, a quanto pare, anche le bimbe. A Guastalla madre e figlie vengono visitate.<\/p>\n<p>Come spiega l&#8217; avvocato Francesco Miraglia, che da poco si \u00e8 fatto carico del caso della donna, \u00abi medici riscontrano nella pi\u00f9 grande dei segni sul collo, alla piccina delle ecchimosi alla fronte e a un ginocchio\u00bb. Non solo: \u00abTrattandosi di bambine maltrattate\u00bb, racconta Miraglia, \u00abi medici sono scrupolosi e controllano anche altro: la cartella clinica riporta per entrambe &#8220;genitali intatti&#8221;. Una dicitura importantissima, alla luce dell&#8217; incubo in cui cadr\u00e0 successivamente questa donna\u00bb. Quindi le bimbe sono state picchiate, ma fortunatamente non sembrano aver subito abusi sessuali. <\/p>\n<p>In ogni caso, entrambe le piccole vengono subito prese in carico dai servizi sociali. La pi\u00f9 grande viene affidata a una famiglia. F, la pi\u00f9 piccola, finisce al Cenacolo francescano. Cio\u00e8 la struttura con cui collabora Valeria Donati. La madre delle bimbe, nel frattempo, si allontana dal marito violento, e nei mesi successivi gli assistenti sociali le organizzano incontri con le figlie.<\/p>\n<p>Come si apprende dai documenti ufficiali, a partire dal giugno 2007 la donna partecipa a tre \u00abincontri vigilati\u00bb a cadenza mensile con le bambine, sotto la supervisione di una assistente sociale. Vengono fatti anche controlli sulla situazione della donna. Risulta che abbia un impiego stabile come commerciante che le frutta tra i 1.500 e i 2.000 euro al mese.  La sua abitazione appare ordinata e pulita (cos\u00ec scrivono i servizi). I nonni materni sembrano presenti e disponibili. Tutto appare in ordine, insomma. La madre, dunque, vorrebbe riavere con s\u00e9 le bambine. Ma qui cominciano i guai. Gli assistenti sociali scrivono che le piccole non vogliono pi\u00f9 rivederla. Gli operatori dei servizi, per altro, sostengono che la donna sia troppo invadente, che cerchi di baciare e abbracciare le bimbe anche se loro rimangono un po&#8217; rigide, che non sia abbastanza attenta alle loro richieste. E sapete chi controfirma la relazione dell&#8217; assistente sociale destinata al Tribunale dei minori di Bologna?<\/p>\n<p>L&#8217; allora responsabile dei servizi sociali del Polo 3 di Reggio Emilia: Federica Anghinolfi. Ovvero una delle principali protagoniste dell&#8217; inchiesta \u00abAngeli e demoni\u00bb. Risultato: non solo le piccole non tornano a casa, n\u00e9 dalla madre n\u00e9 dai nonni, ma non vengono neppure organizzati altri incontri. A quel punto, la donna marocchina sembra avere un cedimento. Diventa insistente, si presenta agli uffici pubblici per protestare, s&#8217; infuria con gli assistenti sociali, diventa aggressiva. E, ovviamente, ci\u00f2 non giova alla sua causa. Nel 2009, poi, succede qualcosa che cambia tutto: la donna viene accusata di aver abusato delle figlie e di averle fatte prostituire. \u00abDal 2006 al 2009\u00bb, dice l&#8217; avvocato Miraglia, \u00abnessuno parla di abusi sessuali. Si parla solo di incapacit\u00e0 della mamma. Quando la signora inizia queste pressioni per le figlie, per\u00f2, salta fuori la storia degli abusi. L&#8217; assistente sociale del Comune di Reggio Emilia e Valeria Donati asseriscono davanti all&#8217; autorit\u00e0 giudiziaria che le bambine avrebbero riferito che la mamma le costringeva a prostituirsi\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217; avvocato Miraglia \u00e8 incredulo: \u00abDopo quattro anni? Se lo sono ricordato dopo quattro anni? Ma se alla visita del 2006 era risultato che non avessero lesioni riconducibili ad abusi di natura sessuale!\u00bb. Gi\u00e0, in effetti le bimbe furono visitate al pronto soccorso nel 2006, e i medici scrissero che gli organi genitali erano intatti. Da allora, non avevano pi\u00f9 vissuto con la mamma. Come pu\u00f2 essere che, nel 2009, risultassero vittime di molestie? In realt\u00e0, la prima a fare accenno a possibili abusi \u00e8 proprio la donna marocchina. Sostiene, a un certo punto, che F sia stata molestata al Cenacolo francescano. Ed \u00e8 questa affermazione, secondo Miraglia, a scatenare le accuse dei servizi sociali nei suoi confronti. Nel 2010, racconta l&#8217; avvocato, \u00abun medico legale, a posteriori e solo attraverso dei ragionamenti logici, sosteneva che probabilmente le bambine erano state oggetto di abusi sessuali\u00bb.<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><em><br \/>\nUna terapeuta sostenne poi che le bimbe apparivano attendibili. La psicologa in questione, secondo Miraglia, era legata al Cismai, ovvero il Coordinamento italiano servizi maltrattamento all&#8217; infanzia. La stessa associazione a cui faceva riferimento il Centro per il bambino maltrattato di Milano presso cui si era formata Valeria Donati. La stessa associazione attorno a cui ha gravitato il centro Hansel e Gretel di Claudio Foti. Comunque sia, la mamma marocchina viene condannata a 6 anni e 8 mesi.<\/p>\n<p>Direte: pu\u00f2 essere discutibile finch\u00e9 si vuole, ma una sentenza \u00e8 una sentenza. Vero. Infatti non \u00e8 questo il punto. L&#8217; aspetto pi\u00f9 stupefacente della storia lo affrontiamo ora. Dice l&#8217; avvocato Miraglia che entrambe le bimbe sono state date in adozione. La pi\u00f9 piccola, F, ormai cresciuta, \u00abviene adottata dalla psicologa Donati che, dopo aver &#8220;accusato&#8221; la madre, ha pure gestito il caso. La maggiore\u00bb, prosegue il legale, \u00absarebbe stata adottata, invece, da una coppia che abita a pochi metri di distanza dalla residenza della psicologa\u00bb. Secondo la madre delle due ragazzine, quest&#8217; ultima famiglia avrebbe addirittura un legame di parentela con la Donati. Come \u00e8 possibile? La Donati risulta single, e i single in Italia possono avere bambini in affido e in adozione solo in casi molto specifici. Non solo: non \u00e8 un po&#8217; strano che una psicologa che ha seguito il caso di queste bimbe tolte alla madre ne prenda poi una con s\u00e9? La scorsa settimana, gli inviati di Chi l&#8217; ha visto? sono stati a casa della Donati, nel Modenese, e le hanno chiesto lumi.<\/p>\n<p>Lei ha rifiutato di rispondere, dicendo che non vuole parlare dei suoi affari privati. Il fatto, per\u00f2, \u00e8 che queste non sono esattamente vicende private. Tutta questa brutta storia, ancora una volta, mostra che il sistema italiano di gestione dei minori \u00e8 pieno di luoghi oscuri e di stranezze che sarebbe ora di chiarire una volta per tutte. Per il bene dei genitori, ma pure dei bimbi. &#8211; <strong>[di Francesco Borgonovo per \u201cla Verit\u00e0\u201d]<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OqUCkBFo6GU\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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