{"id":5253,"date":"2014-01-28T12:17:08","date_gmt":"2014-01-28T12:17:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=5253"},"modified":"2014-01-29T07:58:40","modified_gmt":"2014-01-29T07:58:40","slug":"manager-pubblici-dichiarazioni-dei-redditi-2011-chi-sono-i-paperoni-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=5253","title":{"rendered":"Manager pubblici, dichiarazioni dei redditi 2011. Chi sono i paperoni di Stato"},"content":{"rendered":"<p>Un milione di euro per l&#8217;ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, 772 mila euro per il numero uno dell&#8217;Agenzia delle Entrate, 817 mila euro per il numero uno dell&#8217;Anas Pietro Ciucci. Solo alcune delle dichiarazioni dei redditi milionarie rese pubbliche, per legge, dai manager di Stato e rilanciate oggi da Il Fatto quotidiano.. Numeri da capogiro, frutto per\u00f2 non solo dello stipendio pubblico, ma di tutte le fonti possibili di reddito.<\/p>\n<blockquote><p><em>Domenico Arcuri (amministratore delegato di Invitalia) nel 2011 ha portato a casa 1 milione e 214 mila euro superando il presidente dell\u2019Enel Paolo Andrea Colombo, che si ferma a un milione 193 mila euro. Non poteva mancare Antonio Mastrapasqua, il presidente dell\u2019Inps ha dichiarato un milione 174 mila e 308 euro, (il direttore generale dell\u2019Inps Paolo Nori si ferma a 227 mila euro) nonostante abbia dovuto rinunciare a qualcuna delle sue cariche nel 2011. Mastrapasqua non ha subito variazioni nel suo patrimonio che comprende tre immobili a Roma e quindi non dichiara nulla in merito. Andrea Monorchio, presidente della Consap, dichiara invece un milione e 292 mila e 413 euro e cede piccoli pacchetti di BPER, Intesa, Enel, Banca Popolare di Vicenza e Snam. In compenso si \u00e8 comprato una casa a Roma.<\/em><br \/>\n<em> L\u2019amministratore delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, dichiara un milione e 46 mila euro mentre il presidente Lamberto Cardia si accontenta di 896 mila euro. Il presidente di Fintecna Maurizio Prato arriva a un milione 50 mila e 770 euro. Entrambi allegano le dichiarazioni delle mogli, ferme a 30 mila euro ciascuna.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/paperoni_interna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5254\" alt=\"paperoni_interna\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/paperoni_interna.jpg\" width=\"630\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/paperoni_interna.jpg 630w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/paperoni_interna-300x95.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/paperoni_interna-173x55.jpg 173w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;elenco \u00e8 lunghissimo, e include anche Giuseppe Bonomi (864 mila euro), Franco Bassanini (540 mila), l&#8217;ex presidente di Ansa Ciucci (817 mila).<br \/>\nA noi Mastrapasqua, capo dell&#8217;Inps, non ci ha fatto nulla di particolare. Non crediamo nemmeno debba andare a casa per quell&#8217;inchiesta giudiziaria a suo carico. Mastrapasqua, come altri manager delle aziende di Stato, che poi vedremo, ha sulle spalle un macigno etico mai rimosso. Ha altri incarichi in altrettante societ\u00e0, banche, varie ed eventuali. Si porta in banca, ogni anno, centinaia di migliaia di euro. Non va bene.<\/p>\n<p>In tempi di tagli se ne doveva andare anni fa, invece di cumulare altri incarichi. Diciamo meglio: ci voleva qualcuno che glielo ricordasse o lo dimettesse dagli incarichi. Occasioni non sono mancate.<\/p>\n<p>Mastrapasqua \u00e8 avvezzo a far venire il coccolone ai pensionati e a chi deve andare in pensione. Spesso, si alza alla mattina e dice che i conti non tornano (l&#8217;ultimo caso \u00e8 stato qualche mese fa: nel giro di un&#8217;ora ha dovuto smentire il suo catastrofismo, rinfrancato dal ministro dell&#8217;Economia Saccomanni al quale i conti tornavano): si pu\u00f2 governare una cassaforte come l&#8217;Inps e navigare a vista? Un po&#8217; prima, aveva fatto splash sugli esodati. Ancora oggi non si conosce la cifra esatta. E poi: i centinaia di migliaia di precari, subordinati, parasubordinati pagano cifre sostenute di previdenza e gli viene taciuto il loro futuro pensionistico. O peggio. Gli viene detto: pagate (che cos\u00ec coprite i vari buchi previdenziali della casse di enti delle varie caste dalle pensioni sonanti) ma \u00e8 probabile che di pensione non avrete nulla. Pensate, un ente che non riesce dare certezze e futuro \u00e8 un ente destinato a fallire, \u00e8 nel suo dna.<\/p>\n<p>Avremmo qualcosa da ridire anche sul funzionamento dell&#8217;ente stesso (proprio perch\u00e8 pensiamo che la leadership esprime valore se riesce a riversarla a tutti i livelli). Nel range global-glocal riporto, mi scuserete, un caso personale. E&#8217; capitato un domino burocratico allucinante. Per diversi motivi avevo (ho) in sospeso l&#8217;allocazione dei contributi previdenziali del 2008: soldi miei, gi\u00e0 versati ma che non apparivano nel mio estratto conto. C&#8217;era una questione irrisolta, poi risolta, nel corso degli anni con la societ\u00e0 che aveva pagato i miei contributi. Ma l&#8217;Inps, ancora oggi, non ha sistemato la mia posizione. Motivi? Mille. Le varie sedi Inps, anche nello stesso comune, Milano, non comunicano tra loro. Poi hanno cambiato sede. Poi ancora, questo uno dei motivi portanti, non hanno il programma, il software del Pc adatto, per inserire i contributi. Morale: ancora oggi, soldi miei, non so dove sono e nemmeno so quando la vicenda terminer\u00e0. Dopo aver mandato decine di mail, soprattutto posta certficata, con esiti fallaci (tempo infinito per le risposte, e poi quando rispondono e spesso via mail non si riesce risolvere nulla: perch\u00e8?) mi sono arreso.<\/p>\n<p>Chiuso il flash personale, ma che serve a rendere l&#8217;idea (ad esempio perch\u00e9 per risolvere le mie questioni Inps devo recarmi per forza nella sede di pertinenza stabilita dalla via del comune dove abiti? Si faccia come l&#8217;Agenzia delle Entrate: ognuno si pu\u00f2 recare in qualsiasi sede delle Entrate d&#8217;Italia. Cos\u00ec almeno se trovo intoppi &#8211; spesso derivati anche da dipendenti un po&#8217; stralunati &#8211; o code all&#8217;inverosimile &#8211; a Milano occorre prendersi una settimana di ferie-), dicevo, chiuso il flash personale ritorniamo a Mastrapasqua che, come tutti i manager di Stato, dietro la sua nomina, si porta una serie di storie, nomee, protezioni che danno fastidio. Protetto da Tizio, nominato da Caio, inamovibile perch\u00e9 conosce Tizio, Caio e Sanpronio. Sar\u00e0 vero? Sar\u00e0 vero a met\u00e0? Non sar\u00e0 vero?<\/p>\n<p>A breve ci sar\u00e0 il rinnovo di diverse cariche nelle aziende di Stato. Servirebbe pi\u00f9 spazio per dettagliare e analizzare il merito; dovremmo far riferimento ad un&#8217;ampia letteratura in proposito, soprattutto quella che analizza la classe dirigente nelle aziende in questi anni. Il loro valore (aggiunto). L&#8217;operativit\u00e0. La capacit\u00e0 organizzativa. E la visione del futuro. C&#8217;\u00e8 stato chi ce l&#8217;ha fatta &#8211; parliamo di aziende pubbliche e private &#8211; e chi proprio non \u00e8 il suo mestiere. Ma malgrado quello si \u00e8 sempre intascato lauti guadagni. Ritengo che molto della discussione sulla capacit\u00e0 di generare lavoro e fare impresa (e quindi scovare nuovi mercati) dipenda da una classe manageriale (e in generale imprenditoriale che include anche i proprietari, famigliari, d&#8217;azienda) zoppicante, che ha fatto il suo tempo, cresciuta a basata su modelli vecchi come il cucco.<\/p>\n<p>Basta, fine. Qualcuno dica loro: a casa.<\/p>\n<p>A casa, vale comunque per tutti coloro che occupano oggi cariche top executive dentro le aziende di Stato. A casa anche coloro che hanno fatto benino (bene \u00e8 troppo: ci sono aziende che per il prodotto che generano sarebbe capace di gestirle anche il ragioniere di Casalpusterlengo).<\/p>\n<p>A casa perch\u00e9 non ci piace i criteri con cui sono stati nominati. A casa perch\u00e9 sono professionisti della poltrona: molti sono passati da una azienda di Stato all&#8217;altra senza criterio, ma comunque con poltrona garantita e straordinarie prebende. A casa perch\u00e9 non possiamo pi\u00f9 sopportare stipendi, bonus, benefit da urlo. Le aziende di Stato devono dare l&#8217;esempio. Se non lo danno loro pace e amen. E i manager futuri devono eliminare stipendi stratosferici anche nei quadri dirigenziali intermedi, in alcuni casi inamovibili con contratti di ferro e garantiti (vedi il caso Rai). A casa perch\u00e9 non sono indispensabili. Il loro stipendio \u00e8 spropositato rispetto ai risultati e agli obiettivi. A casa perch\u00e9 dopo un po&#8217; si perpetuano dentro le aziende delle modalit\u00e0 di governo tipiche degli amichetti della parrocchietta. Sar\u00e0 un paradosso che grandi societ\u00e0 di peso si comportino come l&#8217;aziendina artigianale di Canicatt\u00ec. Ma \u00e8 cos\u00ec. Ad esempio, apriamo il fronte delicato delle sponsorizzazioni, per eventi e iniziative e compagnia bella. Non lasciatevi abbindolare dai vari comitati interni di vaglio e scelta. Sono di facciata. Giusto per fare contenta la &#8216;responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;azienda&#8217;. Al contrario il portafoglio ricco delle sponsorizzazioni spesso si muove con criteri naif che lasciano margini enormi di spazio per dare aiuti, aiutini o aiutoni a iniziative amiche, o per scambi di piaceri. Fraterni. Non va bene. Intanto i criteri di gestione, gli indirizzi guida delle aziende dovrebbe trovare la sua ispirazione dal Ministero dell&#8217;Economia. Anche per le sponsorizzazioni. Basta poco: turn over per gli eventi e per enti e fondazioni sponsorizzati; in particolare attinenza delle iniziative con le mission operative delle aziende, ecc ecc. Si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>Renzi, se ci sei batti un colpo. Ci appelliamo al rottamatore nella scelta dei futuri manager. Perch\u00e9 ci vuole un taglio netto. Fuori dai circolini ristretti che operano da sempre. E poi non si sforzi troppo a trovare superman. Superman e Goldrake non ci stanno. Tutta questa aurea di manager straordinari \u00e8 costruita, si conf\u00e0 al sistema che ha generato in questi anni. Per governare aziende di Stato bastano persone capaci, etiche, che non hanno avuto legami, lacci e lacciuoli con le chiese che contano. Dei Renzi mignon. Per questo chiediamo a Renzi che faccia sentire la sua voce su questi temi delicati che riguardano le cassaforti di Stato.<\/p>\n<p>Una nuova frontiera che sar\u00e0 di speranza per i tanti studenti, o operatori economici che nel loro piccolo lavorano fanno, si danno da fare.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un banco di prova al quale presteremo molta attenzione e non avremo remore a criticare a pi\u00f9 non posso ritualit\u00e0 e liturgie dal sapore vecchio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2014\/01\/28\/manager-pubblici-dichiara_n_4678553.html?1390903028&amp;utm_hp_ref=italy\">Fonte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Un milione di euro per l&#8217;ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, 772 mila euro per il numero uno dell&#8217;Agenzia delle Entrate, 817 mila euro per il numero uno dell&#8217;Anas Pietro Ciucci. 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