{"id":53363,"date":"2019-10-31T08:36:40","date_gmt":"2019-10-31T08:36:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=53363"},"modified":"2019-10-31T08:48:42","modified_gmt":"2019-10-31T08:48:42","slug":"undici-giorni-dopo-il-nobel-per-la-pace-letiopia-minaccia-guerra-allegitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=53363","title":{"rendered":"Undici giorni dopo il Nobel per la pace, l\u2019Etiopia minaccia guerra all\u2019Egitto"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_53368\" aria-describedby=\"caption-attachment-53368\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/?attachment_id=53368\" rel=\"attachment wp-att-53368\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-53368\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/diga-rinascimento-etiopico-nilo-azzurro-ansa-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/diga-rinascimento-etiopico-nilo-azzurro-ansa-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/diga-rinascimento-etiopico-nilo-azzurro-ansa.jpg 678w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-53368\" class=\"wp-caption-text\">A general view shows construction work at Ethiopi..<\/figcaption><\/figure>\n<p>31\/10\/2019 &#8211; Di premi Nobel per la pace controversi ce ne sono stati tanti, specialmente quando il riconoscimento \u00e8 stato tributato a esponenti politici di altissimo profilo coinvolti in conflitti interminabili (Henry Kissinger, Arafat, Begin, eccetera) o che hanno deluso in seguito le aspettative (Barack Obama, Aung San Suu Kyi, l\u2019Unione Europea, eccetera), ma non era mai successo che una personalit\u00e0 insignita del premio minacciasse un paese vicino di guerra appena 11 giorni dopo che gli era stato notificato il Nobel.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto con Abiy Ahmed, il primo ministro etiopico che l\u201911 ottobre scorso \u00e8 stato nominato premio Nobel per la pace 2019 per il ruolo svolto nella riconciliazione fra il suo paese e l\u2019Eritrea, che erano in guerra dal 1998, ma il 22 ottobre ha minacciato di scatenare un conflitto con l\u2019Egitto se tale paese si opporr\u00e0 al completamento della Grande diga del Rinascimento etiopico sul Nilo Azzurro che Addis Abeba ha cominciato a costruire nel 2013 e che entrer\u00e0 nella prima fase operativa nel giugno prossimo, con l\u2019inizio del riempimento del suo grande bacino.<\/p>\n<p><strong>\u00abRISPONDERE CON LE BOMBE\u00bb<\/strong><br \/>\nDurante un question time del parlamento etiopico, a una domanda sullo stallo dei negoziati col Cairo sulla gestione delle acque del Nilo dopo il completamento della diga il premier ha cos\u00ec risposto:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abAlcuni dicono delle cose sull\u2019uso della forza [da parte dell\u2019Egitto, ndt]. Voglio sottolineare che nessuna forza pu\u00f2 impedire all\u2019Etiopia di costruire una diga. Se ci sar\u00e0 bisogno di andare in guerra, noi potremo avere milioni di persone pronte a combattere. Se qualcuno volesse lanciare un missile, altri [sottinteso: noi altri, ndt] potrebbero rispondere con le bombe. Ma questo non \u00e8 nell\u2019interesse di tutti noi\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Abiy si riferiva a organi di stampa egiziani filo-governativi che avevano evocato l\u2019eventualit\u00e0 del ricorso alle armi dopo che all\u2019inizio del mese i negoziati a tre (Egitto, Sudan, Etiopia) si erano arenati, ma il governo del Cairo, che nei suoi esponenti ufficiali non ha mai usato un tale linguaggio, ha reagito con preoccupazione definendo i commenti di Abiy \u00abinaccettabili\u00bb.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\n<strong>LE RAGIONI DELLA CONTESA<\/strong><br \/>\nL\u2019oggetto del contendere fra Egitto ed Etiopia (per ragioni economiche, demografiche e di debolezza politica il Sudan, sul cui territorio confluiscono in un unico alveo il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, che poi lo attraversano per tutta la sua lunghezza, resta sullo sfondo) riguarda sia i tempi previsti per il riempimento del bacino della grande diga che la quantit\u00e0 di acqua che gli etiopici si impegnano a lasciar passare perch\u00e9 sia utilizzata dalla diga egiziana di Assuan a vantaggio dell\u2019agricoltura nazionale.<\/p>\n<p>Gli egiziani chiedono che il bacino della diga sia riempito alla sua portata massima nel corso di sette anni per evitare di ridurre troppo il flusso di acque verso l\u2019Egitto, tenuto conto delle ricorrenti siccit\u00e0 dell\u2019area; gli etiopici prevedono di realizzare l\u2019operazione nel giro di quattro anni; gli egiziani chiedono che l\u2019Etiopia si impegni a garantire 40 miliardi di metri cubi di acqua del Nilo all\u2019anno all\u2019Egitto, gli etiopici non sembrano disposti ad andare oltre i 31 mila miliardi.<\/p>\n<p><strong>QUEI PRINCIPI RIMASTI INATTUATI<\/strong><br \/>\nI negoziati fra i tre paesi sono iniziati nel 2014, subito dopo l\u2019avvio dei lavori della diga (che \u00e8 costruita dall\u2019italiana Salini-Impregilo e che alla fine dei lavori rappresenterebbe la pi\u00f9 grande infrastruttura idroelettrica di tutto il continente africano), e per tre volte si sono bloccati. Il momento migliore \u00e8 stato nel marzo 2015, quando i tre paesi hanno raggiunto e firmato a Khartoum un\u2019intesa di massima recante il titolo \u201cAccordo su di una dichiarazione di principio sul Progetto di Grande diga del Rinascimento etiopico\u201d.<\/p>\n<p>I princ\u00ecpi individuati nella dichiarazione, per\u00f2, non si sono mai tradotti in impegni precisi e applicabili, soprattutto il principio III:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abI tre paesi prenderanno tutte le misure appropriate per impedire il verificarsi di seri danni nell\u2019utilizzo delle acque del Nilo Azzurro e del Nilo. Nel caso che tuttavia significativi danni siano causati a uno dei paesi, lo Stato il cui uso delle acque ha determinato quel danno dovr\u00e0, in assenza di un accordo che permetteva l\u2019uso che \u00e8 stato fatto delle acque, prendere ogni misura appropriata in consultazione con lo Stato interessato per eliminare o mitigare tale danno e, quando fosse appropriato, discutere la questione di una compensazione\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><em><br \/>\n<strong>ENERGIA ELETTRICA E POSTI DI LAVORO<\/strong><br \/>\nNon deve stupire pi\u00f9 di tanto che l\u2019ipotesi di una guerra per l\u2019acqua del Nilo \u2013 un leit-motiv degli scenari geopolitici internazionali \u2013 sia stata nuovamente evocata, poich\u00e9 veramente per l\u2019Etiopia come per l\u2019Egitto lo sfruttamento delle acque del fiume pi\u00f9 lungo del mondo \u00e8 questione di vita o di morte. Il governo di Addis Abeba conta attraverso gli impianti idro-elettrici della diga, la cui entrata in funzione \u00e8 prevista per il 2022\/23, di fornire energia elettrica a 65 milioni di etiopici (su 105 milioni di abitanti) che ne sono attualmente privi, grazie a una potenza di 6.450 gigawatt; l\u2019Egitto, che ha 98 milioni di abitanti, dipende per il 97 per cento dei suoi fabbisogni idrici dalle acque del Nilo, e secondo un dirigente del ministero dell\u2019Irrigazione una flessione della disponibilit\u00e0 delle acque sotto i 40 miliardi di metri cubici all\u2019anno avrebbe conseguenze tremende:<\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abPotremmo perdere pi\u00f9 di un milione di posti di lavoro e 1,8 miliardi di dollari di produzione agricola, come pure 300 milioni di dollari di produzione elettrica\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>LE MEDIAZIONI DI MOSCA E DI WASHINGTON<\/strong><br \/>\nDopo l\u2019ultimo collasso dei negoziati l\u2019Egitto ha prospettato l\u2019invito di un paese terzo come mediatore fra egiziani ed etiopici, incontrando la risposta negativa di questi ultimi. Nonostante ci\u00f2 un incontro fra il premier Ahmed e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha avuto effettivamente a luogo a Sochi sotto gli auspici del governo di Mosca nel corso del summit Russia-Africa che si \u00e8 svolto nella localit\u00e0 sul Mar Nero il 23 e il 24 ottobre scorsi.<\/p>\n<p>Contemporaneamente gli Stati Uniti hanno offerto la propria mediazione invitando Egitto, Sudan ed Etiopia a un incontro a Washington in una data da definirsi. Solo l\u2019Egitto finora ha risposto positivamente all\u2019offerta. La mossa americana sembra essere pi\u00f9 una risposta improvvisata all\u2019iniziativa russa che un serio progetto di risoluzione della controversia fra Il Cairo e Addis Abeba. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/undici-giorni-dopo-il-nobel-per-la-pace-letiopia-minaccia-guerra-allegitto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[FONTE]<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HJZ7-nSQFTA\" width=\"650\" height=\"350\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 'https:\/\/' : 'http:\/\/') + 'optimized-by.4wnetwork.com\/simply_loader.js?cb='+ cb +'\"><\/scr' + 'ipt>');\n<\/script><br \/>\n<strong>Etiopia, Valle dell&#8217;Omo: il grande inganno della diga Gibe III<\/strong><br \/>\nFame, contadini senza campi e pastori semi-nomadi costretti a diventare sedentari. Sono questi gli effetti della costruzione della diga Gilgel Gibe III in Etiopia, sul fiume Omo. La denuncia &#8211; riportata in un bel reportage di Marta Gatti pubblicato da Nigrizia e dalle immagini girate da Marco Palombi &#8211; arriva dal rapporto del centro studi californiano The Oakland Institute, diffuso nel giugno appena trascorso In &#8216;How they tricked us: living with the Gibe III dam and sugarcane plantation in Southwest Ethiopia&#8217; (Come ci hanno ingannati: vivere con la diga Gibe III e le piantagioni di canna da zucchero nel Sudest dell&#8217;Etiopia) il centro studi mette in luce il peggioramento delle condizioni di vita per le popolazioni indigene della Valle dell&#8217;Omo, a tre anni dal completamento della diga e a sette dai primi impianti per la coltivazione di canna da zucchero.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8Trkvgl9XAU\" width=\"650\" height=\"350\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nDal momento che sei qui&#8230;.<br \/>\n&#8230; abbiamo un piccolo favore da chiedere.<br \/>\nScegliere di mantenere gratuito l\u2019accesso a un SITO di informazioni come Lonesto.it significa dover contare anche sulla pubblicit\u00e0: questa \u00e8 la ragione per cui vedi tanti annunci. 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