{"id":5678,"date":"2014-02-05T19:29:50","date_gmt":"2014-02-05T19:29:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=5678"},"modified":"2014-02-05T19:29:50","modified_gmt":"2014-02-05T19:29:50","slug":"bankitalia-ammette-il-favore-alle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=5678","title":{"rendered":"Bankitalia ammette il favore alle banche"},"content":{"rendered":"<p>La Banca d\u2019Italia ha diffuso un comunicato stampa in cui ha preso posizione sul decreto legge che ha rivalutato le sue quote, portandole da 56 mila euro a 7,5 miliardi. Questa normativa \u00e8 stata al centro degli scontri tra M5S e la maggioranza visti settimana scorsa alla Camera dei Deputati. Il Movimento di Grillo aveva parlato, anche in termini esagerati, di un regalo da 7,5 miliardi alle banche, ma come ha ammesso lo stesso istituto centrale, il decreto consente pi\u00f9 forti requisti patrimoniali a costo praticamente zero. Come nota oggi Stefano Feltri sul \u201cFatto Quotidiano\u201d, il Core Tier 1, una delle misure di riferimento per valutare la capitalizzazione delle banche, salir\u00e0 in media dello 0,3% e dello 0,4% per i 15 pi\u00f9 grandi istituti italiani. Il beneficio sar\u00e0 dilatato nel tempo, per evitare che venga preso in considerazione negli imminenti stress test della Bce; la Bundesbank, la banca centrale tedesca, aveva posto il veto ad un misura cos\u00ec favorevole. Il secondo bonus concesso alle banche \u00e8 invece l\u2019aumento dei dividendi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/l43-bankitalia-131102185856_big.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5679 alignleft\" alt=\"l43-bankitalia-131102185856_big\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/l43-bankitalia-131102185856_big-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/l43-bankitalia-131102185856_big-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/l43-bankitalia-131102185856_big-82x55.jpg 82w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/l43-bankitalia-131102185856_big.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Finora infatti le banche azioniste dell\u2019istituto centrale avrebbero potuto, teoricamente, rivendicare diritti sulle riserve, che sono patrimonio pubblico. La riforma invece garantisce agli azionisti rendimenti basati sull\u2019utile di Via Nazionale. Come nota Feltri, prima il dividendo era pari a 70 milioni di euro, ora a 450. Prima per\u00f2 non c\u2019era alcun tetto massimo, e i dividendi avrebbero potuto arrivare anche ad una cifra massima non lontana dalla soglia dei 450 milioni. Il direttorio di Bankitalia per\u00f2, come \u00e8 scritto nella nota, non aumenter\u00e0 automaticamente i dividendi. I principali beneficiari dell\u2019incremento, ovvero Unicredit e Intesa, che da sole detengono pi\u00f9 del 50% delle quote, saranno per\u00f2 costrette a cedere le proprie partecipazioni, per scendere al tetto massimo del 3% di azioni di Bankitalia. Il punto pi\u00f9 problematico della riforma \u00e8 in effetti questo, perch\u00e9 l\u2019istituto centrale non \u00e8 una banca commerciale, ed il mercato per le sue quote \u00e8 assolutamente teorico. Il comunicato stampa si spinge ad affermare che detenere azioni di Bankitalia sia prestigioso, un valore certo importante ma non cos\u00ec fondamentale quando si hanno problemi di redditivit\u00e0 e patrimonializzazione come molte banche italiane. Se tra tre anni nessuno avr\u00f2 comprato le azioni di Intesa ed Unicredit, Bankitalia potrebbe teoricamente doverle comprare spendendo 3,5 miliardi, e garantendo una sicuramente rilevante plusvalenza ai due istituti. Anche in questo caso, la nota di Via Nazionale rassicura su quanto succeder\u00e0. La nota dell\u2019istituto centrale conferma i molti limiti del decreto di Bankitalia, che pare cristallizzare la crisi fiscale italiana, e la stretta creditizia che ha reso cos\u00ec prolungata e profonda la recessione. Il nostro paese dovrebbe ricapitalizzare le sue banche, ma non ci sono i soldi per farlo, e si \u00e8 tentata una via fittizia e certo insufficiente a risolvere il problema. La bad bank interna di Intesa sta l\u00ec a dimostrarlo, come anche la cessione a Cerberus di quasi un miliardo di crediti deteriorati di Unicredit. Ripensare la partecipazione azionaria di Bankitalia era anche sensato, ma affrontare un simile tema con un decreto legge al fine di trovare risorse per l\u2019abolizione temporanea dell\u2019Imu sulla prima casa \u00e8 stato sicuramente un grave errore da parte del governo. Vista la nulla o peggio crescita risorse non ce ne sono, a meno di apportare tagli alla spesa pubblica che nessuno vuole realizzare visto il loro costo sociale e politico. Si pensi solo al crollo di popolarit\u00e0 subito da Monti quando la riforma delle pensioni ha palesato i suoi effetti. Prendere risorse dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia e al contempo aumentare i requisiti patrimoniali degli istituti di credito pu\u00f2 sembrare il classico \u201cprendere due piccioni con una fava\u201d, ma assomiglia in realt\u00e0 solo ad un brutto pasticcio. Sarebbe per\u00f2 opportuno che chi come il M5S si schiera all\u2019opposizione facesse conti con la realt\u00e0, e non con il complotto a favore dei banchieri che assolutamente non esiste in questo decreto. <a href=\"http:\/\/www.gadlerner.it\/2014\/02\/04\/bankitalia-ammette-il-favore-alle-banche\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>La Banca d\u2019Italia ha diffuso un comunicato stampa in cui ha preso posizione sul decreto legge che ha rivalutato le sue quote, portandole da 56 mila euro a 7,5 miliardi. 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