{"id":57113,"date":"2020-08-08T07:18:28","date_gmt":"2020-08-08T07:18:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=57113"},"modified":"2020-08-08T14:45:34","modified_gmt":"2020-08-08T14:45:34","slug":"zona-rossa-il-documento-che-inguaia-il-governatore-fontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=57113","title":{"rendered":"Zona Rossa, il documento che inguaia il governatore Fontana"},"content":{"rendered":"<p>08\/08\/2020 &#8211; La comunicazione del Comitato tecnico scientifico al governo sulla necessit\u00e0 di istituire zone rosse nella Bergamasca arriv\u00f2 il 3 marzo. Gi\u00e0 fuori tempo massimo. In quelle ore, il virus era ormai tracimato. Ma, per fare chiarezza, ancora una volta bisogna riavvolgere il nastro degli eventi. E tornare al 23 febbraio, due giorni dopo la scoperta del \u201ccaso Mattia\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 una giornata gelida anche se piena di sole. \u00c8 domenica, ma nessuno va in chiesa per la messa. Anche le cerimonie religiose sono state sospese. L\u2019emergenza sanitaria sta per esplodere. Solo 48 ore prima, all\u2019ospedale di Codogno il tampone ha dato il suo verdetto: primo caso Covid in Italia, \u00e8 un 38enne senza alcun contatto diretto e recente con la Cina. Il 21 febbraio, quando i quotidiani chiudono le edizioni, i casi sono oltre 15. Il Basso lodigiano \u00e8 ufficialmente il primo focolaio europeo. Qualche centinaia di chilometri di distanza, in Val Seriana, nella Bergamasca, all\u2019ospedale \u201cPesenti Fenaroli\u201d di Alzano Lombardo sono accertati due casi. In poche ore, anche l\u2019area nord di Bergamo diventa focolaio, il secondo, il pi\u00f9 terribile.<\/p>\n<p><strong>Zona rossa Alzano e Nembro: la ricostruzione del premier Conte sulle decisioni del governo \u2013 Video<\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FGiuseppeConte64%2Fvideos%2F295572825101400%2F&#038;show_text=0&#038;width=476\" width=\"476\" height=\"476\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" allowFullScreen=\"true\"><\/iframe><\/p>\n<p>Quel 23 febbraio autorit\u00e0 nazionali e regionali sono per\u00f2 concentrate sul Lodigiano. Luned\u00ec 24 scatta ufficialmente la zona rossa attorno a dieci Comuni. I check point chiudono i paesi di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d\u2019adda, Codogno, Fombio, Madeo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini. Ma il virus continua la sua corsa: R0 \u00e8 a 3.6. La zona rossa va allargata. Da dieci a venti Comuni, sempre nel Lodigiano, come testimonia quanto emerso in una riunione avvenuta quello stesso giorno tra Fontana, il prefetto di Lodi e il capo della Protezione civile. L\u2019allargamento della zona rossa, per\u00f2, non avverr\u00e0 mai. La Regione Lombardia spiega di aver avvertito formalmente il governo di questa necessit\u00e0. Fonti qualificate di Palazzo Chigi, Viminale e Protezione Civile invece smentiscono. Ora per\u00f2 c\u2019\u00e8 un documento che indirizza la responsabilit\u00e0 verso i vertici della Regione.<\/p>\n<div id=\"SC_TBlock_323301\" class=\"SC_TBlock\">loading&#8230;<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><script type=\"text\/javascript\">\n  (sc_adv_out = window.sc_adv_out || []).push({\n    id : \"323301\",\n    domain : \"n.ads1-adnow.com\"\n  });\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/st-n.ads1-adnow.com\/js\/adv_out.js\"><\/script><br \/>\n<strong>UN\u2019ORDINANZA datata 23 febbraio. <\/strong>\u00c8 un documento di due pagine dove vengono elencate tutte le restrizioni, a partire dai check point attorno ai dieci comuni del Basso lodigiano. Al termine si legge: \u201cIl Presidente della Regione Lombardia, sentito il Ministro della Salute, pu\u00f2 modificare le disposizioni di cui alla presente ordinanza in ragione dell\u2019evoluzione epidemiologica\u201d. Il documento, oltre che dal ministro Speranza, \u00e8 firmato dallo stesso Fontana. Il governatore leghista, la sera del 23 febbraio quindi, firm\u00f2 di suo pugno un atto che gli avrebbe permesso fin da subito di allargare la zona rossa di Lodi e di istituire quella in Valseriana. E questo ben prima di scoprire l\u2019esistenza di una legge vecchia di 42 anni (la 833 del 1978) che d\u00e0 pieni poteri alle regioni \u201cin materia di igiene e sanit\u00e0 pubblica\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ordinanza, anche grazie al Comitato \u201cNoi denunceremo\u201d, \u00e8 stata recentemente acquisita agli atti della procura di Bergamo che indaga sulla mancata<\/p>\n<p>zona rossa di Alzano e Nembro. Il ragionamento dei magistrati \u00e8 questo: quello che si poteva fare per Lodi valeva anche per la Bergamasca. E al momento si indaga per epidemia colposa a carico di ignoti.<\/p>\n<p>OGGI, A QUASI SEI MESI da quei fatti, la giornata cruciale resta quella del 23 febbraio, con questo inedito documento. L\u2019ordinanza del 23 \u00e8 anche alla base di un\u2019interrogazione al ministero della Salute firmata dall\u2019onorevole del M5S Valentina Barzotti, in cui si chiede se il governo fosse \u201ca conoscenza delle ragioni per cui Regione Lombardia dopo l\u2019emanazione dell\u2019ordinanza del 23 febbraio scelse di non estendere la zona rossa a Lodi\u201d. A livello regionale invece, il consigliere Marco Degli Angeli ha invitato l\u2019assessore Gallera a riferire in commissione e ha fatto richiesta di accesso agli atti \u201cper verificare eventuali responsabilit\u00e0\u201d, lamentando una certa \u201cinerzia del Governatore Fontana e dell\u2019assessore Gallera nel rispondere a mia legittima richiesta\u201d.<\/p>\n<p>Il documento, firmato da Speranza e da Fontana, oltre a essere di fondamentale importanza per i magistrati, \u00e8 il risultato di una serie di riunioni istituzionali che si tengono quel 23 febbraio. La prima vede partecipare il prefetto di Lodi Marcello Cardona, il governatore Fontana, funzionari del ministero della Salute e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Qualcuno registra il colloquio, circa 4 minuti. Il<\/p>\n<p>ne d\u00e0 conto in esclusiva il 17 giugno scorso. Da quell\u2019incontro emerge chiarissima la necessit\u00e0 di allargare la zona rossa del Lodigiano, aggiungendo altri nove comuni, sei del lodigiano e tre della provincia di Cremona. Fontana li elenca: \u201cSanto Stefano Lodigiano, San Rocco al Porto, Corno Giovine, Cornovecchio, Caselle Landi, Pizzighettone, Formigara, Gombito, Brembio\u201d. La parola passa al Prefetto Cardona: \u201cSto facendo il calcolo, dobbiamo aggiungere altri venti, ci stiamo muovendo sulle 70mila<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\n(function() {var id = 'eadv-6-' + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+'cript async=\"async\" defer=\"defer\" type=\"text\/javascript\" id=\"' + id + '\" src=\"\/\/www.eadv.it\/track\/?x=70-13304-1c-6-19-0-26-12-78-234x60-da-0-a2&amp;u=ltoin.eost&amp;async=' + id + '&amp;cttl=a00505&amp;ctxt=222222&amp;cbg=ffffff&amp;cbgh=f2f2f2\">'+String.fromCharCode(60)+'\/sc' + 'ript>');})();\n<\/script><em><br \/>\nIl Presidente pu\u00f2 modificare le misure in ragione dell&#8217;evoluzione epidemiologica persone. Adesso appena Attilio mi formalizza questi comuni, ma gi\u00e0 lo sapevo perch\u00e9 me lo aveva comunicato Giulio (Gallera, ndr), lavoriamo sui nuovi check perch\u00e9 li dobbiamo mettere su carta, l\u2019ho gi\u00e0 comunicato anche al ministro dell\u2019interno che ci sar\u00e0 un ulteriore allargamento\u201d.<\/p>\n<p>Comunicazione mai messa \u201csu carta\u201d e mai arrivata al governo. Il 17 giugno, dopo che il<br \/>\nFatto ha pubblicato l\u2019audio, l\u2019agenzia Ansa riporta la replica di Gallera: \u201cLa lista veniva comunicata immediatamente al Governo. Poco dopo, la risposta del Governo evidenziava l\u2019impossibilit\u00e0 di accogliere la richiesta perch\u00e9 il blocco di un\u2019area cos\u00ec vasta avrebbe comportato l\u2019impiego di un numero troppo elevato di operatori delle Forze dell\u2019ordine\u201d. Ma, per quanto ricostruito da fonti qualificate di Palazzo Chigi, del Viminale e della Protezione civile, mai da Fontana arriv\u00f2 un richiesta formale per allargare la zona rossa nel Basso Lodigiano.<\/p>\n<p><strong>CHIUSO IL PRIMO INCONTRO del 23<\/strong>, ve ne sar\u00e0 uno pi\u00f9 politico presente anche il governatore del Veneto Luca Zaia. In serata poi l\u2019ordinanza con cui si riconosce al presidente di Regione Lombardia il potere di modificare, di concerto col ministero della Salute, le disposizioni. Ma la giunta lombarda non si attiver\u00e0 mai. N\u00e9 a Lodi n\u00e9 a Bergamo, dove sempre il 23 febbraio prima si tiene una riunione in Prefettura con i dirigenti dell\u2019ats locale e il sindaco Giorgio Gori, e poi, in serata, oltre 200 sindaci si collegano con i vertici della Regione. Bisogner\u00e0 attendere l\u20198 marzo, quando, con uno dei famosi Dpcm, sar\u00e0 a quel punto chiusa tutta la Lombardia. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2020\/08\/08\/zone-rosse-il-documento-che-inguaia-fontana\/5893647\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">[FONTE]<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CONTINUA A LEGGERE &gt;&gt;<\/a><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdanilotoninelli.m5s%2Fvideos%2F338894217276577%2F&#038;show_text=0&#038;width=476\" width=\"476\" height=\"476\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" allowFullScreen=\"true\"><\/iframe><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nsimply_publisher = 77745;\nsimply_domain = 99463;\nsimply_space = 211197;\nsimply_ad_height = 250;\nsimply_ad_width = 300;\nsimply_callback = '';\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar cb = Math.round(new Date().getTime());\ndocument.write('<scr'+'ipt type=\"text\/javascript\" src=\"'+ ('https:' == document.location.protocol ? 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