{"id":59100,"date":"2022-06-21T18:12:47","date_gmt":"2022-06-21T18:12:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=59100"},"modified":"2022-06-21T18:13:35","modified_gmt":"2022-06-21T18:13:35","slug":"a-como-maxi-frode-fiscale-per-21-milioni-di-euro-grazie-a-un-sistema-di-prestanomi-e-cooperative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=59100","title":{"rendered":"A Como maxi frode fiscale per 21 milioni di euro grazie a un &#8220;sistema&#8221; di prestanomi e cooperative"},"content":{"rendered":"\n<p>21\/06\/2022 &#8211; Il Gruppo della Guardia di Finanza di Como, a seguito di una articolata indagine, ha eseguito, in data odierna, 14 misure cautelari personali (di cui 9 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) e contestuale Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, per complessivi 7,7 milioni di euro, emesso dal Giudice per le Indagini preliminari\/Tribunale di Como su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di 21 persone fisiche e 19 persone giuridiche (residenti e aventi sede in Lombardia, Campania, Lazio e Piemonte) coinvolte, a vario titolo, in una imponente frode fiscale perpetrata nell\u2019ambito di una stabile associazione per delinquere, nel settore della fornitura di manodopera, delle pulizie, del facchinaggio, dei trasporti e della logistica al servizio della c.d. \u201cgrande distribuzione organizzata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 di polizia giudiziaria, scaturite a seguito di un costante monitoraggio di plurime societ\u00e0 cooperative operanti nel territorio lariano e dalla conseguente percezione di molteplici indici di rischio fiscali e valutari, hanno permesso di disarticolare un complesso sistema di frode fiscale perpetrato in forma associativa, ininterrottamente tra la fine del 2015 ed il 2022, mediante la costituzione di 17 societ\u00e0 cooperative, un consorzio ed una srl (da ritenersi societ\u00e0 capogruppo) operanti nel campo dei servizi di facchinaggio, di pulizia, dei trasporti e della logistica. Gli indagati attraverso tale sistema (ovvero attraverso l\u2019utilizzo fittizio dello schema societario) avrebbero commesso plurimi reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti (per complessivi 21.127.751,54 euro), di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (per un ammontare di imposte evase ai fini II.DD. per complessivi 496.542,40 euro ed ai fini IVA per complessivi 3.750.659,78 euro), di omessa dichiarazione (per un ammontare di imposte evase ai fini II.DD. per complessivi 906.826,87 ed ai fini IVA per complessivi 737.676,89 euro), di indebite compensazioni di imposta attraverso la sistematica compensazione di debiti tributari e previdenziali utilizzando crediti tributari inesistenti e\/o non spettanti indicati nei modelli F24 presentati (per un ammontare complessivo di 1.003.432,20 euro) e di omessi versamenti di IVA (per complessivi 829.910,00 euro). In base alle indagini svolte, le societ\u00e0 capogruppo, proponendosi quali partner economici vantaggiosi e credibili rispetto alla concorrenza, hanno acquisito numerose commesse da primarie aziende operanti nel territorio comasco e nazionale, oltre a realizzare un esponenziale sviluppo di fatturato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE:&nbsp;<\/strong><a class=\"tile\" title=\"Oristano, 21 giugno 2022\" href=\"https:\/\/www.gdf.gov.it\/stampa\/ultime-notizie\/anno-2022\/giugno\/sequestro-di-beni-per-16-7-milioni-di-euro-a-noto-imprenditore-oristanese\">Sequestro di beni per 16,7 milioni di euro a noto imprenditore oristanese<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema di frode ideato e realizzato dagli indagati \u00e8 stato ricostruito dalla polizia giudiziaria grazie ad accertamenti documentali e bancari (nonch\u00e9 mediante l\u2019esecuzione di specifiche attivit\u00e0 tecniche), effettuati dai militari del Gruppo di Como, che hanno portato alla individuazione di pi\u00f9 societ\u00e0 cooperative di lavoro a struttura precaria (in quanto tenute in vita dagli indagati per limitati periodi di tempo e sostanzialmente inadempienti sia agli obblighi civilistici che fiscali). Tali societ\u00e0 \u201ccartiere\u201d hanno avuto il compito di assumere la forza-lavoro, di fatto gestita da altre due societ\u00e0 \u201ccapogruppo\u201d (un consorzio ed una societ\u00e0 di capitali) che hanno costituito, invece, una struttura permanente nel tempo (risultando apparentemente in regola dal punto di vista fiscale), adempiendo all\u2019attivit\u00e0 direzionale ed amministrativa. In base all\u2019assunto accusatorio, la frode \u00e8 stata commessa tramite l\u2019emissione, da parte delle cooperative, nei confronti delle \u201csociet\u00e0 capogruppo\u201d, di fatture per prestazioni di servizi (assoggettate al regime dell\u2019IVA con l\u2019aliquota ordinaria del 22%) riferite ad operazioni soggettivamente (e giuridicamente) inesistenti, nelle quali venivano falsamente addebitati i costi del personale. Veniva cos\u00ec consentito alle societ\u00e0 capogruppo l\u2019abbattimento dell\u2019ingente debito IVA scaturito dalla fatturazione delle prestazioni al consorzio, nonch\u00e9 un risparmio dei contributi previdenziali e assistenziali che il consorzio avrebbe dovuto sostenere nel caso avesse assunto i dipendenti delle varie cooperative. Ed infatti, qualora le prestazioni fossero state rese direttamente dalle societ\u00e0 capogruppo, con propria forza lavoro, queste avrebbero annoverato tra le componenti negative di reddito unicamente quelle afferenti al costo del personale dipendente assunto che, notoriamente, non genera un\u2019IVA a credito. In tal modo, le consistenti somme di denaro trasferite dalle \u201ccapogruppo\u201d alle cooperative, a pagamento delle false fatture, venivano utilizzate per il pagamento del personale e, in parte, prelevate dagli organizzatori della frode mediante prelievi per contanti, assegni o con bonifici bancari in favore di loro stessi, a pagamento di propri compensi o utilizzate per spese personali. In tal modo, i promotori e gli organizzatori del meccanismo illecito hanno abusato dello schema societario cooperativo, non perseguendo alcuna finalit\u00e0 mutualistica ma sfruttando la normativa di favore prevista per tali soggetti al fine di effettuare operazioni commerciali con evidente scopo di lucro, a proprio vantaggio e non dei soci delle cooperative, relegati a sostanziali ruoli di meri lavoratori dipendenti.<br><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yg8oA2NOzbE\" width=\"650\" height=\"350\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br>Dalle numerose assunzioni di sommarie informazioni da parte dei lavoratori, in gran parte extracomunitari, che prestavano la propria attivit\u00e0 nelle cooperative, \u00e8 emerso che gli stessi non ne conoscevano il presidente. N\u00e9 risulta che questi abbiano mai partecipato alle assemblee sociali. Di fatto, il personale veniva formalmente assunto dalle numerose cooperative che si sono succedute nel tempo ma, pur cambiando continuamente e formalmente datore di lavoro, gli assunti continuavano, di fatto, a lavorare nel medesimo luogo, per le stesse persone fisiche e con i medesimi \u201creferenti\u201d che risultavano essere sempre gli ideatori del sistema fraudolento, sebbene questi non fossero i legali rappresentanti delle cooperative. L\u2019utilizzo della struttura cooperativistica ha trovato quindi motivazione, non tanto nella tassazione agevolata del reddito normativamente prevista per le cooperative a mutualit\u00e0 prevalente (le societ\u00e0 coinvolte nel sistema di frode sono risultate inadempienti agli obblighi dichiarativi o hanno pressoch\u00e9 azzerato le componenti positive di reddito mediante utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti) ovvero nella determinazione agevolata dei contributi (di cui le societ\u00e0 ne hanno sistematicamente omesso il versamento), ma soprattutto nella flessibilit\u00e0 di gestione dei lavoratori. Il conseguente inadempimento degli obblighi fiscali e previdenziali delle diverse cooperative era quindi frutto di una consapevole scelta gestionale degli amministratori ed attuata sin dall\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 societaria, atteso che le diverse societ\u00e0 erano destinate a cessare l\u2019attivit\u00e0 dopo appena due anni. Trascorso il periodo di operativit\u00e0, le cooperative venivano rese inattive e ne venivano costituite altre che operavano nel medesimo modo, con gli stessi clienti e nelle quali venivano trasferiti i soci\/dipendenti i quali, nella gran parte dei casi, non erano neanche a conoscenza di essere inquadrati come tali. Il ricorso sistematico a \u201cprestanomi\u201d, sui quali far ricadere le responsabilit\u00e0 penali e tributarie, ha consentito agli ideatori dell\u2019ingente frode fiscale di occultare le loro responsabilit\u00e0 per i reiterati e gravi reati di frode fiscale, consumati avvalendosi di una rete di soggetti compiacenti (familiari e\/o persone di loro fiducia), che gli hanno consentito di operare nella gestione illecita delle cooperative sociali di lavoro per oltre sei anni. Inoltre, le societ\u00e0 capo-gruppo, avvalendosi della compiacenza di societ\u00e0 terze (cd. soggetti accollanti), trasferivano le proprie esposizioni debitorie a queste ultime (mediante la procedura dell\u2019accollo del debito), compensando tali debiti tributari con crediti non spettanti ed inesistenti, per un ammontare complessivo di oltre 1 milione di euro, cos\u00ec violando l\u2019art. 10 quater del D.Lgs. 74\/2000. &#8211; <a href=\"https:\/\/www.gdf.gov.it\/stampa\/ultime-notizie\/anno-2022\/giugno\/maxi-frode-fiscale-nel-settore-dei-servizi-alla-c.d.-201cgrande-distribuzione-organizzata201d-per-oltre-21-milioni-di-euro\"><strong>[Continua su FONTE]<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>21\/06\/2022 &#8211; Il Gruppo della Guardia di Finanza di Como, a seguito di una articolata indagine, ha eseguito, in data odierna, 14 misure cautelari personali (di cui 9 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=59100\" title=\"A Como maxi frode fiscale per 21 milioni di euro grazie a un &#8220;sistema&#8221; di prestanomi e cooperative\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":59101,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[9979,16440,25307,28055,28054],"views":1579,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59100"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59103,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59100\/revisions\/59103"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}