{"id":60781,"date":"2024-12-22T09:11:56","date_gmt":"2024-12-22T09:11:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=60781"},"modified":"2024-12-22T09:14:51","modified_gmt":"2024-12-22T09:14:51","slug":"limpossibilita-di-vincere-in-ucraina-riporta-loccidente-alla-realta-dei-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=60781","title":{"rendered":"L\u2019impossibilit\u00e0 di vincere in Ucraina riporta l\u2019Occidente alla realt\u00e0 dei fatti"},"content":{"rendered":"<p>22\/12\/2024 &#8211; La guerra non mente. Le bugie, l\u2019impostura appartengono a coloro che la provocano, che la combattono e la alimentano, a coloro che la sfruttano a colpi di propaganda per lucrare astratta gloria e tangibili vantaggi. La guerra non bara perch\u00e9 \u00e8 composta di fatti e quelli, prima o poi, impongono la loro spietata realt\u00e0. Ecco: la realt\u00e0: dopo tre anni fradici di pozzanghere di sangue e promesse di vittoria la guerra in Ucraina ci ha riportato impietosamente alla realt\u00e0: quella riconosciuta da Zelensky, l\u2019impossibilit\u00e0 di vincere, ovvero liberare tutti i territori della sua patria aggredita e fracassata pezzo su pezzo dai russi. E questa impossibilit\u00e0 nasce dal pi\u00f9 orrendo dei fatti, ovvero l\u2019aver esaurito gli esseri umani per poterla raggiungere. Non le munizioni i carri armati o i missili, Kiev non pu\u00f2 pi\u00f9 gettare nelle trincee gli esseri umani, gli ucraini.<\/p>\n<p>Adesso, dopo tre anni, qualcuno \u00e8 obbligato a dare risposte. Non Zelensky che ha prestato fede a coloro che facevano ben documentata fila a Kiev per garantirgli mese dopo mese, anno dopo anno, quella vittoria che definivano \u00abl\u2019unica pace giusta possibile\u00bb, automatica se restava saldo a fianco della \u00abpi\u00f9 grande coalizione militare della storia umana\u00bb. Ovvero la Nato. Zelensky ha commesso errori ma ha svolto con determinazione l\u2019unico compito che gli era rimasto, battersi, resistere, dare fiducia a zelatori di schiamazzi che si definivano Potenze ed Economie invincibili.<\/p>\n<p>Guardiamo per un attimo anche al Nemico, Putin, che pure dovrebbe rispondere anche ai russi dello strazio che ha imposto al suo popolo con migliaia di vittime e di sacrifici. Temo che sfuggir\u00e0 all\u2019appuntamento con il fardello delle proprie colpe. Non ha vinto completamente perch\u00e9 non ha ricondotto l\u2019Ucraina al ruolo di paria dell\u2019imperialismo satellitare sul modello della vecchia Unione sovietica, come era certamente nei suoi piani iniziali. La pu\u00f2 sempre rivendicare, ed \u00e8 vero, di aver resistito per anni alla pi\u00f9 grande coalizione militare ed economica della storia. In fondo, almeno a parole, era solo una \u201coperazione speciale\u2019\u2019 e Crimea e Donbass sono un bottino sufficiente. Questo successo baster\u00e0 a confermare le vanterie di potenza che sono la colonna vertebrale del suo sistema.<\/p>\n<p>Coloro che hanno l\u2019obbligo di dare risposte e non scivolare in nuove menzogne sono esperti e politici occidentali che si abbeverano alla guerra televisiva, a cui basta questo per dire che ne sanno tutto, il rumore sordo dei colpi di mortaio in partenza la taglia dei calibri quelli perforanti e quelli a tempo, gli ultimi modelli di carri armati\u2026 il rigor mortis \u2026 lo sguardo delle vittime \u2026 la forma della morte\u2026 tutto. Tutto salvo l\u2019odore perch\u00e9 quello li farebbe fuggire in preda alla nausea e al panico. Hanno l\u2019obbligo di dare risposte i leader delle democrazie occidentali che hanno assicurato che bastavano qualche migliaio di morti ucraini e \u201ceroici\u2019\u2019 sacrifici economici nostrani per assicurare il trionfo della giustizia e del diritto internazionale. E che ora si metteranno in fila dietro a Trump, se il nuovo presidente terr\u00e0 fede alle sue chiacchiere (\u00ab\u2026ah meno male che \u00e8 arrivato quel bislacco a cui attribuire la scomoda necessit\u00e0 \u2026\u00bb) in fila per trattare: con chi? Con il criminale di guerra, il rapitore di bambini Vladimir Putin. E con chi altro visto che, purtroppo, \u00e8 ancora l\u00ec? La purezza ahim\u00e8 esiste solo nella chimica, non nei giochi della politica internazionale. La differenza tra colpa e innocenza, tra punizione e impunit\u00e0, a Sebastopoli come a Damasco passa tra essere sconfitto o vincitore. Noi che avevamo promesso di cancellare il sistema putiniano imponendogli la vergogna della d\u00e9bacle abbiamo purtroppo rafforzato il mortale incantesimo di apatia, impotenza e paura con cui la sua mano avvolge da 24 anni le menti di coloro che domina.<\/p>\n<p>E risposte devono dare anche le societ\u00e0 per azioni della guerra, le aziende della Sicurezza, che hanno ormai garantito per decenni il gaudio di contratti miliardari (\u2026l\u2019indispensabile due, tre quattro per cento di spese militari\u2026), i veri registi molto interessati della lotta cosiddetta del bene contro il male.<\/p>\n<p>Voglio esser pi\u00f9 chiaro. Queste risposte non le devono in primo luogo alle opinioni pubbliche a cui hanno presentato preventivi fasulli. Basta il giudizio del voto senza scomodare la Storia. Devono le risposte ai morti. E ai feriti, ai mutilati ucraini, a quelli che, se ci sar\u00e0 un cessato il fuoco, confronteranno i loro fantasmi, il terrore che hanno raccolto e visto sul campo di battaglia. Loro s\u00ec sanno cosa \u00e8 l\u2019odore dei morti e dovranno portarlo da un luogo all\u2019altro in cui vivranno, dovranno viverci insieme e sperare che si sappia che lo portano in s\u00e9. Gli eroi, gi\u00e0 gli eroi della libert\u00e0 come li hanno lusingati per dare una ragione a mandarli a uccidere e a morire. Devono una risposta agli ucraini che ora dovranno vivere in uno spazio abitato da una paura perenne. Quello di un altro 24 febbraio.<\/p>\n<p>Per questo non c\u2019\u00e8 altro da definire dopo quasi tre anni che fissare il grado della complicit\u00e0. Spesso si dice semplicemente, per esprimere una opinione su quanto \u00e8 accaduto, che la Storia giudicher\u00e0. In verit\u00e0 anche la Storia sar\u00e0 giudicata. Un evento non si pu\u00f2 misurare nei termini immediati della vittoria e della sconfitta perch\u00e9 quello che gli conferisce grandezza morale \u00e8 la tragedia a cui ha dato vita. I protagonisti di questa tragedia, forse giunta a un nuovo capitolo ma non certo alla fine, non si accontenteranno di sentire da noi grossolane vacuit\u00e0.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xcDYVWhOaPg?si=7ByVcGr4nmbSRpCy\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\nAd esempio: senza le nostre armi e la nostra determinazione la Ucraina non esisterebbe pi\u00f9\u2026 Ma questo risultato necessario era gi\u00e0 assicurato dopo poche settimane dalla aggressione russa. Grazie a mezzi e addestramento che erano stati forniti da inglesi e americani silenziosamente dal 2014. Le colpe iniziano quando si \u00e8 pensato di spingere Zelensky e gli ucraini a cercare la vittoria totale a tutti i costi (\u2026la controffensiva\u2026) per far cadere Putin. Obiettivo che era fin dall\u2019inizio irraggiungibile per le ragioni che Zelensky ha ammesso ora: gli uomini \u2026<\/p>\n<p>Questa svolta della guerra non ha nulla a che fare con il prossimo avvento di Trump. Non \u00e8 la sua ombra incombente che spinge e costringe a trattative dolorose e funeste, \u00e8 la spietata realt\u00e0 dei fatti. &#8211; [LaStampa.it]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>22\/12\/2024 &#8211; La guerra non mente. 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