{"id":63029,"date":"2026-10-20T06:29:52","date_gmt":"2026-10-20T06:29:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=63029"},"modified":"2026-10-20T06:30:17","modified_gmt":"2026-10-20T06:30:17","slug":"agricoltura-e-pnrr-il-grande-bluff-dei-miliardi-sulla-carta-e-i-campi-lasciati-a-secco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=63029","title":{"rendered":"Agricoltura e PNRR: Il Grande Bluff dei Miliardi sulla Carta e i Campi lasciati a Secco"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Mentre il Governo Lollobrigida celebra i successi della contabilit\u00e0 e i &#8220;miliardi raddoppiati&#8221;, le aziende agricole affogano nella burocrazia e nei costi. Tra bandi bloccati, corsie preferenziali per i giganti della filiera e il sospetto che i fondi europei stiano servendo a finanziare i soliti noti anzich\u00e9 la transizione dei campi, il conto alla rovescia verso il 2026 rischia di trasformarsi in un disastro epocale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A guardare le slide del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranit\u00e0 Alimentare e delle Foreste (Masaf), l&#8217;agricoltura italiana sembrerebbe vivere un&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro. I fondi del PNRR sono stati gonfiati fino a raggiungere la cifra monstre di&nbsp;<strong>8,9 miliardi di euro<\/strong>. Una pioggia di denaro che, nei piani del governo, avrebbe dovuto digitalizzare le campagne, riempire i tetti di pannelli solari e rivoluzionare i trattori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se si sposta lo sguardo dai comunicati trionfali del Palazzo alla terra arata, la realt\u00e0 \u00e8 diametralmente opposta. I trattori non sono nei campi a innovare: sono in strada a protestare. E il motivo \u00e8 semplice:&nbsp;<strong>quei miliardi non stanno arrivando a chi ne ha bisogno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La palude dei pagamenti: Miliardi virtuali, casse vuote<\/p>\n\n\n\n<p>La prima, enorme nota dolente della gestione governativa riguarda la discrepanza tra la propaganda e la cassa. A fronte di quasi 9 miliardi stanziati, la spesa effettiva \u2013 ovvero i soldi realmente accreditati sui conti correnti degli agricoltori \u2013&nbsp;<strong>si attesta a circa 1,7 miliardi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto \u00e8 ostaggio di una burocrazia elefantiaca e di ritardi nei controlli. Le piccole e medie aziende agricole, gi\u00e0 strozzate dall&#8217;aumento dei costi del gasolio e dalle speculazioni sui prezzi alla produzione, non possono permettersi di anticipare decine di migliaia di euro sperando in un rimborso statale che arriva con mesi, se non anni, di ritardo. Il PNRR, pensato come un acceleratore economico, si \u00e8 trasformato in un labirinto di moduli e rendicontazioni accessibile solo a chi ha le spalle abbastanza larghe da poter aspettare i tempi dei ministeri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le &#8220;vie traverse&#8221;: La torta delle filiere e l&#8217;ombra del grande lobbismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;accusa pi\u00f9 grave che si muove alla gestione dei fondi riguarda la direzione che questi soldi hanno preso. Non \u00e8 un segreto che la fetta pi\u00f9 grande del PNRR agricolo sia stata dirottata sui&nbsp;<strong>Contratti di Filiera<\/strong>, che da soli assorbono&nbsp;<strong>4 miliardi di euro<\/strong>&nbsp;(quasi la met\u00e0 dell&#8217;intero budget).<\/p>\n\n\n\n<p>I Contratti di Filiera, per loro natura, non finanziano il singolo contadino. Finanziano i macro-progetti che legano i grandi gruppi industriali della trasformazione alimentare alla grande distribuzione. \u00c8 qui che si concretizza la &#8220;via traversa&#8221;: attraverso una sponda strettissima tra il Ministero e le grandi associazioni di categoria \u2013 in primis&nbsp;<strong>Coldiretti<\/strong>&nbsp;\u2013 i criteri di accesso ai bandi sono stati blindati per favorire i grandi attori agroindustriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l&#8217;agricoltore di base fa fatica a rientrare dei costi del concime, le grandi multinazionali del&nbsp;<em>Made in Italy<\/em>&nbsp;agroalimentare intascano contributi milionari per digitalizzare logistica e stabilimenti. Il PNRR agricolo, nato per proteggere la biodiversit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 dei produttori, \u00e8 diventato lo strumento finanziario per consolidare il potere dei soliti colossi industriali e dei sindacati che li rappresentano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il miraggio dei trattori ecologici e la beffa del 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche le misure apparentemente destinate alla base si sono rivelate un flop gestionale. Il bando per la&nbsp;<strong>meccanizzazione<\/strong>&nbsp;(oltre 300 milioni) imponeva l&#8217;acquisto di trattori elettrici o a biometano. Peccato che sul mercato la tecnologia per trattori da pieno campo di questo tipo sia ancora embrionale o economicamente insostenibile per un piccolo produttore. Il risultato? Bandi andati parzialmente deserti o bloccati, mentre le scadenze del 2026 stringono il Paese in una morsa. Se i progetti non verranno completati entro la fine dell&#8217;anno, l&#8217;Italia dovr\u00e0 restituire i soldi a Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un settore tradito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La gestione dei fondi PNRR da parte di questo governo fotografa perfettamente il cortocircuito della politica agricola attuale: forte con la propaganda dei &#8220;miliardi stanziati&#8221; e debolissima nell&#8217;efficacia degli aiuti reali. Concentrando le risorse sui grandi accordi industriali e abbandonando le campagne alla paralisi burocratica, il ministero ha scelto da che parte stare. E non \u00e8 la parte di chi i campi li lavora ogni giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Mentre il Governo Lollobrigida celebra i successi della contabilit\u00e0 e i &#8220;miliardi raddoppiati&#8221;, le aziende agricole affogano nella burocrazia e nei costi. 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