{"id":63086,"date":"2026-10-25T09:59:04","date_gmt":"2026-10-25T09:59:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=63086"},"modified":"2026-10-25T09:59:19","modified_gmt":"2026-10-25T09:59:19","slug":"ordine-pubblico-e-stato-di-diritto-quando-la-piazza-e-diretta-dal-palazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=63086","title":{"rendered":"Ordine pubblico e Stato di diritto: quando la piazza \u00e8 diretta dal Palazzo"},"content":{"rendered":"\n<p>Se una inchiesta giornalistica dimostrasse oggi che i Black bloc e le frange violente che devastano le manifestazioni di piazza &#8211; come accaduto negli scontri di Bologna degli ultimi mesi &#8211; non sono frange autonome del dissenso, ma reparti infiltrati e manovrati direttamente da esponenti del governo, saremmo davanti alla pi\u00f9 grave crisi costituzionale della storia repubblicana. Non un eccesso di polizia, non un abuso. Una regia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario \u00e8 ipotetico ma va preso sul serio per comprenderne la portata. L&#8217;inchiesta immagina di aver raccolto chat criptate, ordini di servizio depistati, bonifici su conti di copertura e testimonianze incrociate di funzionari che confermano: i gruppi che per primi lanciano sampietrini, incendiano cassonetti e attaccano le forze dell&#8217;ordine in tenuta antisommossa sono composti da personale selezionato, coordinato da un livello politico che ha interesse a trasformare ogni manifestazione pacifica in un telegiornale di guerriglia urbana. L&#8217;obiettivo \u00e8 duplice e cinico: da un lato delegittimare il dissenso sociale, dall&#8217;altro creare l&#8217;emergenza che giustifica una stretta legislativa sull&#8217;ordine pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che il parallelismo con il G8 di Genova del 2001 diventa necessario, ma va rovesciato nel suo significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova fu lo spartiacque giudiziario sull&#8217;abuso di potere in Italia. Alla scuola Diaz, come accertato in via definitiva dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, avvenne una macelleria: 93 persone aggredite mentre dormivano, arresti falsi, prove inventate &#8211; le due molotov portate dal Reparto Mobile per giustificare l&#8217;irruzione. Fu depistaggio, fu falsit\u00e0 ideologica, fu lesioni gravi, fu violazione della Convenzione europea. Fu lo Stato che, dopo aver perso il controllo della piazza, cerc\u00f2 di riscrivere la notte con la violenza e con la menzogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Genova, per quanto gravissimo, rimase nella categoria dell&#8217;eccesso reattivo e del depistaggio successivo. Lo Stato non cre\u00f2 i violenti per poi reprimerli. Li sub\u00ec, li gest\u00ec male, poi cerc\u00f2 di coprire i propri crimini con altri crimini. La magistratura ha potuto isolare quel cancro, processarlo, condannare 25 tra dirigenti e agenti. Il sistema, pur ferito, ha mostrato anticorpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario che ipotizziamo oggi \u00e8 ontologicamente diverso. Non saremmo pi\u00f9 davanti al depistaggio ex post, ma alla fabbricazione ex ante del disordine. Non l&#8217;agente che mette una molotov nello zaino dopo l&#8217;irruzione, ma il governo che mette i suoi uomini con il volto coperto in testa al corteo prima che parta. A Genova la violenza istituzionale fu una risposta illegale a una violenza di piazza reale o presunta. In questo scenario ipotetico, la violenza di piazza \u00e8 essa stessa una emanazione istituzionale. \u00c8 la differenza tra un chirurgo che sbaglia l&#8217;operazione e copre l&#8217;errore, e un chirurgo che infetta apposta il paziente per poi vendergli la cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze penali di una simile regia sarebbero devastanti e investirebbero l&#8217;intero codice.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano penale, non parleremmo pi\u00f9 di abuso d&#8217;ufficio o di falso. Saremmo nel cuore dei delitti contro l&#8217;ordine costituzionale. L&#8217;articolo 276 e seguenti del Codice Penale, l&#8217;attentato contro i diritti politici del cittadino, l&#8217;articolo 287, usurpazione di potere politico, l&#8217;articolo 242, l&#8217;alto tradimento interno, perch\u00e9 chi usa apparati dello Stato per creare artificialmente un nemico interno tradisce il mandato costituzionale. Ogni singolo episodio di devastazione e saccheggio sarebbe riconducibile, a titolo di concorso morale e materiale, agli ideatori politici: i militanti infiltrati non sarebbero autori autonomi, ma strumenti. A ci\u00f2 si aggiungerebbero associazione a delinquere finalizzata al compimento di delitti contro l&#8217;incolumit\u00e0 pubblica, istigazione a delinquere aggravata dall&#8217;abuso di funzione, procacciamento di disordini. E per i ministri coinvolti, l&#8217;articolo 96 della Costituzione, con giudizio davanti alla Corte Costituzionale per reati ministeriali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma il penale sarebbe solo il primo livello.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano costituzionale, si aprirebbe una crisi senza precedenti. L&#8217;articolo 17 della Costituzione garantisce il diritto di riunirsi pacificamente e senz&#8217;armi. Se \u00e8 lo stesso esecutivo a rendere non pacifica una riunione pacifica per poi invocare l&#8217;articolo 17 al contrario, l&#8217;intero patto costituzionale salta. Il governo non sarebbe pi\u00f9 l&#8217;organo deputato a garantire l&#8217;ordine pubblico, ma il produttore occulto del disordine pubblico. Verrebbe meno il principio di leale collaborazione tra poteri, verrebbe meno la fiducia che il Parlamento ripone nel governo quando approva decreti sicurezza, verrebbe meno la legittimit\u00e0 di ogni legge repressiva approvata sull&#8217;onda emotiva di quelle immagini. Ogni decreto, ogni Daspo urbano, ogni stretta sulle manifestazioni sarebbe viziato da un dolo originario. Sarebbe una frode legislativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l&#8217;impatto pi\u00f9 duraturo e pi\u00f9 corrosivo sarebbe quello sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Genova ha lasciato una cicatrice profonda perch\u00e9 ha insegnato a una generazione che la polizia poteva entrare in una scuola e picchiare a sangue. Ma ha anche insegnato che c&#8217;erano giudici a Berlino e a Strasburgo che chiamavano quelle cose con il loro nome: tortura. In questo scenario ipotetico, la lezione sarebbe opposta e nichilista: non puoi pi\u00f9 distinguere chi protesta da chi reprime, perch\u00e9 chi reprime si \u00e8 travestito da chi protesta. Il cittadino che scende in piazza per il clima, per la casa, per la Palestina, non saprebbe pi\u00f9 se al suo fianco c&#8217;\u00e8 un compagno di corteo o un agente provocatore mandato per farlo apparire come un criminale in televisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lo Stato manovra i suoi Black bloc, non crea solo un capro espiatorio. Crea l&#8217;impossibilit\u00e0 stessa della piazza come spazio democratico. E una democrazia senza piazza non \u00e8 pi\u00f9 una democrazia che si difende. \u00c8 una democrazia che si mette in scena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Se una inchiesta giornalistica dimostrasse oggi che i Black bloc e le frange violente che devastano le manifestazioni di piazza &#8211; come accaduto negli scontri di Bologna degli ultimi mesi &#8211; non sono frange autonome <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=63086\" title=\"Ordine pubblico e Stato di diritto: quando la piazza \u00e8 diretta dal Palazzo\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":63087,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"gallery","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,217,80,1],"tags":[30239,30243,30241,30199,3802,30242,30240],"views":34,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63086"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63086"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63088,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63086\/revisions\/63088"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}