{"id":649,"date":"2013-05-27T05:52:00","date_gmt":"2013-05-27T05:52:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=649"},"modified":"2013-05-27T05:52:00","modified_gmt":"2013-05-27T05:52:00","slug":"taglia-le-liste-dattesa-punito-dai-vertici-dellospedale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=649","title":{"rendered":"Taglia le liste d\u2019attesa, \u201cpunito\u201d dai vertici dell\u2019ospedale"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-gTSodTJouXI\/UaL0l9GyAzI\/AAAAAAAACXk\/kPvIwh35RIY\/s1600\/Giorgio-Fanni.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"150\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-gTSodTJouXI\/UaL0l9GyAzI\/AAAAAAAACXk\/kPvIwh35RIY\/s200\/Giorgio-Fanni.jpg\" width=\"200\"><\/a><\/div>\n<div><span>Un medico della Sanit\u00e0 pubblica che inventa un protocollo per  accorciare i tempi delle liste d\u2019attesa senza alcun onere aggiuntivo.  Un\u2019amministrazione sanitaria che anzich\u00e9 premiarlo lo sanziona. La  storia di <strong>Giorgio Fanni<\/strong>, 65 anni, dirigente medico e  aiuto corresponsabile del reparto Ginecologia e Ostetricia dell\u2019ospedale  San Giovanni di Dio di Cagliari, dove lavora dal 1991, \u00e8 una tipica  storia sarda e italiana. Una efficace e triste sintesi dell\u2019eterna lotta  tra la burocrazia e il talento. Il dottor Fanni ha accettato di  raccontarla a <em>Sardinia Post<\/em>. Per lanciare un messaggio semplice  e forte: \u201cVorrei dire che occorre impegnarsi in prima persona, e  attivamente, per costruire una civilt\u00e0 pi\u00f9 adeguata ai nostri bisogni.  Senza scoraggiarsi davanti alle difficolt\u00e0 che si incontrano durante il  nostro percorso. Mi piacerebbe, nel mio piccolo, fornire un esempio di  impegno civico. Non servono dichiarazioni di intenti o solidariet\u00e0,  serve un semplicemente un supporto concreto. Quello dei fatti\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Dottor Fanni, come inizia la sua storia?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cNel gennaio 2010 il direttore della clinica mi affida l\u2019incarico di  responsabile di diversi servizi, tra cui l\u2019ambulatorio generale 8, nel  quale si esegue la prima visita ostetrico-ginecologica. Preso atto della  lista di attesa, decido di migliorare il servizio con l\u2019ampliamento dei  giorni di apertura e della fascia oraria. Nel giro di un mese, grazie a  questo, \u00e8 stato possibile azzerare le liste d\u2019attesa. Risultato  ottenuto con l\u2019impegno del solo sottoscritto. Senza un locale specifico e  senza l\u2019ausilio di altro personale. Ho raccolto i dati in vari report,  in cui si potevano leggere i miglioramenti, le criticit\u00e0 e le proposte. E  dopo li ho presentati all\u2019azienda.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>E cosa \u00e8 successo?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cA quel punto ho chiesto la possibilit\u00e0 di accorpare, tramite  un\u2019unica prenotazione e un unico ticket, la visita medica, con  l\u2019ecografia e la colposcopia (ricordo che per legge \u00e8 possibile fare  fino a otto prestazioni con un unico ticket di 46.15 euro). Ci\u00f2 avrebbe  consentito di avere diagnosi tempestive e cure pi\u00f9 efficaci, oltre a  rassicurare la donna anche da un punto di vista psicologico. La maggiore  criticit\u00e0 era, infatti, rappresentata dalla diluizione dei tempi  d\u2019attesa nei tempi dell\u2019iter diagnostico. Se una paziente si rivolge  alla nostra struttura \u2013 salvo non sia un caso urgente \u2013 inizia con una  visita generale, alla quale seguono ulteriori accertamenti diagnostici,  come ad esempio l\u2019ecografia e la colposcopia, effettuati in altri  ambulatori. Risulta difficile arrivare ad una diagnosi e ad una cura,  perci\u00f2, in tempi adeguati\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Procedure lente, ma dettate dalla necessit\u00e0 di contenere i costi\u2026<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cNon \u00e8 esattamente cos\u00ec, perch\u00e9 alcuni miglioramenti si possono  ottenere con la riorganizzazione delle risorse in uso. Volont\u00e0 e  determinazione, nonch\u00e9 la valorizzazione delle risorse umane e tecniche  che si hanno, in qualunque campo, portano a risultati significativi\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Ma per l\u2019eliminazione delle liste d\u2019attesa c\u2019\u00e8 un apposito piano della Regione, elaborato dall\u2019assessorato alla Salute.<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cCerto che c\u2019\u00e8. Nell\u2019agosto del 2011 lessi sul giornale di questo  piano dell\u2019assessore De Francisci che, con un budget di 21 milioni di  euro, aveva\u00a0l\u2019obiettivo di porre fine alle liste d\u2019attesa mediante la  riorganizzazione strutturale dei servizi. Un\u2019intenzione in perfetta  sintonia con quanto io avevo gi\u00e0 messo in pratica da venti mesi, senza  per\u00f2 alcun budget aggiuntivo. E siccome quello stesso piano chiedeva il  contributo di tutti gli operatori, inviai alla De Francisci un report  sulla mia esperienza. Ero convinto che contenesse suggerimenti utili a  come contenere i costi e che fosse nello spirito del suo progetto\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Quale \u00e8 stata la risposta della De Francisci?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cNessuna. Non ho ricevuto risposta\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>E l\u2019Azienda a questo punto che cosa ha fatto?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cPer ragioni di trasparenza e correttezza avevo inviato per  conoscenza la lettera indirizzata alla De Francisci anche ai dirigenti  dell\u2019azienda i quali mi hanno chiesto formalmente di rivolgere in futuro  tutte le mie comunicazioni al direttore della clinica. Da quel momento i  rapporti si sono incrinati\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Cio\u00e8?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cSulla mia proposta di accorpamento degli esami, silenzio totale. La  cosa mi ha creato un profondo disagio. A quel punto ho deciso di fare  l\u2019unica cosa che era in mio potere, ovvero portare le mie tariffe del  servizio privato svolto in ospedale, il servizio intramoenia, a un  livello paragonabile\u00a0a quello del ticket del Centro unico di  prenotazione. Era un modo per continuare a garantire alle pazienti gli  standard qualitativi offerti dalla nostra clinica e non dilatare  ulteriormente i tempi diagnostici. Ho quindi divulgato un documento  ufficiale e pubblico, cio\u00e8 la tabella riguardante le prestazioni dei  diversi medici che operavano intramoenia. Con mio stupore, per\u00f2,  l\u2019azienda, nonostante avesse gi\u00e0 accettato la riduzione delle mie  tariffe, mi ha accusato di comportamento lesivo nei confronti della  struttura, per promuovere un interesse personale. Per questo ha deciso  di sanzionarmi con una sospensione dal servizio per quindici giorni,  senza retribuzione\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Per \u201cpromuovere un interesse personale\u201d?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cS\u00ec, ed \u00e8 la cosa che mi ha offeso di pi\u00f9 dopo aver onorato per  trentasei anni, con la mia professionalit\u00e0, l\u2019azienda di cui faccio  parte. Trentasei anni nei quali mai ho ricevuto un rimprovero. Diversit\u00e0  di vedute sull\u2019organizzazione dovrebbero rientrare in una dialettica  costruttiva e non dovrebbero essere viste come una sterile volont\u00e0 di  contrapposizione. I vertici dell\u2019azienda sapevano bene di aver da me  ricevuto comunicazioni tempestive e collaborative su quanto facevo\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>E com\u2019\u00e8 finita?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cDopo un fallito tentativo di conciliazione, ad aprile ho ottenuto  dal tribunale di Cagliari l\u2019annullamento totale della sanzione e la  condanna dell\u2019azienda alle spese legali\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Che riscontro ha avuto, invece, dall\u2019utenza?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cUna piena soddisfazione per i miglioramenti apportati. \u00c8 forte nei  cittadini il desiderio di una maggiore informazione e di un maggior  coinvolgimento nelle dinamiche diagnostico-terapeutiche. Le domande pi\u00f9  frequenti sono: perch\u00e9 il privato pu\u00f2 garantire tutti gli esami  nell\u2019immediato mentre nel pubblico ci vogliono tanti mesi? O ancora:  perch\u00e9 non si pu\u00f2 accedere tramite Internet alle liste d\u2019attesa di ogni  singola struttura ospedaliera? E\u00a0perch\u00e9 non si trovano le giuste  segnaletiche per raggiungere i diversi ambulatori? Insomma, l\u2019utenza  lamenta la carenza o l\u2019assenza di supporti informativi che consentano di  muoversi in maniera autonoma e soprattutto celere all\u2019interno delle  strutture ospedaliere\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Cosa intende fare adesso?<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cSolo il mio lavoro. Cio\u00e8 continuare a supportare le donne e i  pazienti pi\u00f9 in generale, perseguendo l\u2019obbiettivo di accorpare nel  pubblico i diversi\u00a0esami, cos\u00ec come avviene nel privato. Lo faccio per  permettere a chi non ha risorse economiche adeguate di potersi curare  dignitosamente ed efficacemente. Non sono l\u2019unico a portare avanti  questa battaglia. Ormai numerose e in continua crescita sono le pazienti  stanche di sentirsi estranee all\u2019organizzazione sanitaria e che  rivendicano l\u2019intenzione di partecipare attivamente al cambiamento\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><strong>Per dirla in poche parole: i pazienti vogliono essere informati.<\/strong><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>\u201cProprio cos\u00ec. L\u2019informazione \u00e8 il punto chiave. Per questo sto  allestendo con dei professionisti e dei volontari un punto informativo  che si chiama \u201cDimensione Sanit\u00e0\u201d. Alcuni giorni fa abbiamo aperto ad  Uta, tra un po\u2019 lo faremo a Cagliari. \u201cDimensione Sanit\u00e0\u201d sar\u00e0 un centro  d\u2019ascolto e d\u2019informazione alla salute: sulle prassi da seguire da  parte del paziente e sui diritti garantiti dalla legge. Diritti che,  troppo spesso, rimangono lettera morta\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span>\u00a0di Davide FARA<\/span><\/div>\n<div><span><span>Fonti: sardiniapost.it<\/span> <\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Un medico della Sanit\u00e0 pubblica che inventa un protocollo per accorciare i tempi delle liste d\u2019attesa senza alcun onere aggiuntivo. Un\u2019amministrazione sanitaria che anzich\u00e9 premiarlo lo sanziona. 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