{"id":660,"date":"2013-05-24T06:05:00","date_gmt":"2013-05-24T06:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=660"},"modified":"2013-05-24T06:05:00","modified_gmt":"2013-05-24T06:05:00","slug":"simulazione-situazione-eventuale-uscita-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=660","title":{"rendered":"Simulazione situazione eventuale uscita dall&#8217;EURO"},"content":{"rendered":"<p><b><span>IPOTESI DI PARTENZA<\/span><\/b><\/p>\n<div><span>Ben pochi si sono cimentati in studi numerici affrontando la  questione degli scenari economici che ci attendono con e senza Euro.<\/span><\/div>\n<div><span>Tra questi segnaliamo lo studio: <span><b>\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span><b><a href=\"http:\/\/www.latribune.fr\/getFile.php?ID=5314959\" target=\"_blank\" title=\"Game theory and euro breakup risk premium - Cause and Effect \">Game theory and euro breakup risk premium \u2013 Cause and Effect <\/a><\/b>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div><span>di\u00a0 Bank of America e Merrill Lynch e:<\/span><\/div>\n<div><span>\u00a0<span><b><a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/987\" target=\"_blank\" title=\"L\u2019impact d\u2019une sortie de l\u2019Euro sur l\u2019\u00e9conomie fran\u00e7aise \">L\u2019impact d\u2019une sortie de l\u2019Euro sur l\u2019\u00e9conomie fran\u00e7aise <\/a><\/b>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div><span>di  Jacques Sapir.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span>I risultati sono simili, e prevedono chiaramente che in  uno scenario di ritorno non traumatico alle valute nazionali, i paesi  periferici (in primis l\u2019Italia) avrebbero decisi vantaggi, mentre le  nazioni centrali (in primis la Germania) avrebbero decisi svantaggi da  tale processo. Il gioco delle variabili economiche sarebbe esattemente  l\u2019opposto di quello visto negli ultimi 10 anni.<\/span><\/div>\n<div><span><b>L\u2019Ipotesi di fondo e\u2019 confrontare 2 scenari nei prossimi 3 anni:<\/b><\/span><\/div>\n<div><span><b>&#8211; Mantenimento dell\u2019EURO in uno scenario non traumatico<\/b> (cioe\u2019 senza considerare l\u2019ipotesi, tra l\u2019altro piu\u2019 che verosimile,  che proseguiranno le fortissime tensioni ed i salvataggi di banche e  nazioni, ed i contrasti interni)<\/span><\/div>\n<div><span><b>&#8211; Ritorno alle Valute nazionali in ciascun stato dell\u2019Eurozona in modo non traumatico<\/b> (cioe\u2019 si ipotizza che questo processo avvenga senza un avvitamento a catena, default seriali e guerre commerciali interne)<\/span><\/div>\n<div><span><br \/><\/span><\/div>\n<div><span>Il primo esercizio cui cimentarsi e la <i><b>VALUTAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO<\/b><\/i>.<\/span><\/div>\n<div><span>Le ipotesi adottate sono le seguenti:<\/span><\/div>\n<div><span>&#8211; a meno di oscillazioni, l\u2019area Euro nel suo insieme resta ad un cambio pari ad 1,30 sul dollaro<\/span><\/div>\n<div><span>&#8211; all\u2019interno dell\u2019area euro,\u00a0i tassi di  cambio delle valute nazionali, saranno pari al differenziale di  inflazione accumulato negli ultimi 17 anni sommato al 50% dell\u2019entita\u2019  del riallineamento effettuato in occasione della determinazione dei  cambi con l\u2019Euro (differenziale valutario tra cambio con EURO-ECU tra  1995 e 1999) ed un fattore correttivo che considera la differenza del  sistema paese tra il 1995 ed il 2013 su una serie di parametri (bilancia  pagamenti, andamento PIL, variazione debito pubblico).<\/span><\/div>\n<div>\n<div><span>Esiste un ampia documentazione storica che  dimostra che normalmente le uscite di valute da sistemi di cambi fissi,  si risolvono a meno di fenomeni transitori oscillatori in  svalutazioni\/rivalutazioni delle monete proporzionali ai differenziali  di inflazione accumulati durante i regimi di cambi fissi.<\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b><i>Ne risulterebbe uno scenario di  rivatutazione dell\u2019Euro-Marco del 12% su USD, mentre Francia, Italia e  Spagna svaluterebbero rispettivamente del 2%, 12% e 16%.<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-QHKAXxyUrVM\/UZ8R--QNAEI\/AAAAAAAACV8\/y81FbQxNK94\/s1600\/13.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"223\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-QHKAXxyUrVM\/UZ8R--QNAEI\/AAAAAAAACV8\/y81FbQxNK94\/s400\/13.jpg\" width=\"400\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><span><br \/><\/span><\/div>\n<div>\n<div><span>Passo successivo e\u2019 la valutazione del <i><b>CAMBIO COL DOLLARO<\/b> <\/i>delle  valute nazionali a seguito della svalutazione delle valute nazionali.  Tale determinazione e\u2019 conseguente al calcolo in tabella 1. <i><b>L\u2019Euromarco andrebbe a 1,48 sul Dollaro, mentre Euro-Lira ed Euro-Peseta andrebbero a 1,16 e 1,13 su USD.<\/b><\/i><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-LHGttyjX71I\/UZ8Olplc_hI\/AAAAAAAACVk\/p7HQ3yF194U\/s1600\/12.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"365\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-LHGttyjX71I\/UZ8Olplc_hI\/AAAAAAAACVk\/p7HQ3yF194U\/s400\/12.jpg\" width=\"400\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p><i><b>\u00a0<\/b> <\/i><\/div>\n<p><\/p>\n<div><span>Passiamo a valutare <i><b>l\u2019IMPATTO INFLATTIVO<\/b> <\/i>.  La svalutazione\/rivalutazione ha impatti inflattivi diretti,  essenzialmente a partire dai beni e servizi importati. Ovviamente i  fenomeni inflattivi\/deflattivi sui beni importati non sono storicamente  mai pari al 100% dell\u2019oscillazione effettuata, ma vengono attenuati da  vari fattori, tra cui l\u2019effetto di sostituzione di merci estere con  merci nazionali nel caso di una svalutazione.\u00a0Qui si\u00a0ipotizza un impatto  dell\u2019inflazione importata, proporzionale ovviamente al peso dell\u2019import  sul PIL, e pari al 50% dello scostamento monetario il primo anno, poi a  calare al 15% ed all\u20198% il 2 e 3 anno, che e\u2019 un ipotesi criticabile,  ma comunque con fondamenta storiche. <i><b>Si nota un impatto  deflattivo per la Germania del 3,9% spalmato in 3 anni, e per esempio un  impatto inflattivo del 2,6% spalmato in 3 anni in Italia<\/b><\/i>.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-CtsrvYpACBA\/UZ8OKGr2yMI\/AAAAAAAACVc\/Cg9Sn1arPYI\/s1600\/11.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"166\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-CtsrvYpACBA\/UZ8OKGr2yMI\/AAAAAAAACVc\/Cg9Sn1arPYI\/s400\/11.jpg\" width=\"400\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p><\/div>\n<div>\n<div><span><b>CONFRONTO TRA SCENARIO 2013-2015 CON MANTENIMENTO EURO E CON RITORNO SU VALUTE NAZIONALI, L\u2019INFLAZIONE: <\/b><i>nel caso  di mantenimento dell\u2019Euro in tutti i paesi dell\u2019Euro esaminati  l\u2019inflazione si manterrebbe tra l\u20191,4% ed il 2,8% tra il 2013 ed il  2015. <b>Nel caso di rottura dell\u2019Euro, la Germania conoscerebbe  una deflazione dell\u20191,3% il primo anno, ed inflazione allo 0,9% il  secondo anno. Il Italia l\u2019inflazione sarebbe del 3,5% il primo anno e  poi si assesterebbe sul 2,5% nel 2\u00a0 e 3 anno.<\/b><\/i><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-vLQ4WTS4TlE\/UZ8Nm52qgfI\/AAAAAAAACVU\/AJMixBr0144\/s1600\/10.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-vLQ4WTS4TlE\/UZ8Nm52qgfI\/AAAAAAAACVU\/AJMixBr0144\/s640\/10.jpg\" width=\"414\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019EVOLUZIONE DEI TASSI DI CAMBIO: <i>la Germania spingerebbe  l\u2019EuroMarco a 1,53 su USD al 3 anno, mentre Italia e Spagna  spingerebbero le valute nazionali ad 1,13 ed 1,10. <\/i><\/b><i>Si nota come dopo il grande salto iniziale del primo anno, poi le cose si assesterebbero.<\/i><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-99hgbbbOFXc\/UZ8NG7sDp_I\/AAAAAAAACVM\/HYK-dHyw9G0\/s1600\/9.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"398\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-99hgbbbOFXc\/UZ8NG7sDp_I\/AAAAAAAACVM\/HYK-dHyw9G0\/s400\/9.jpg\" width=\"400\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTI SULL\u2019IMPORT-EXPORT: <\/b>si ipotizza che la  componente estera del pil\u00a0 abbia una variazione proporzionale al peso  dell\u2019import-export sul PIL, e pari all\u20191% per ogni variazione dell\u20191%  del tasso di\u00a0cambio (con uno sfasamento temporale di 6 mesi dall\u2019event,  per simulare l\u2019inerzia del fenomeno che tutto sommato e\u2019 ipotizzabile in  Nazioni come quelle europee che lavorano molto a commessa). <b><i>In  sintesi, la Germania, fortemente dipendente dall\u2019import-export (questi  pesano per valori quasi meta\u2019 del PIL) verrebbe penalizzata per circa il  7% del PIL, mentre Italia e Spagna avrebbero vantaggi cumulati in 3  anni pari a circa il 5% del PIL.<\/i><\/b><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-tNsIUgGNZTY\/UZ8MlZnT6nI\/AAAAAAAACVE\/BgRoyeS26lE\/s1600\/8.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"182\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-tNsIUgGNZTY\/UZ8MlZnT6nI\/AAAAAAAACVE\/BgRoyeS26lE\/s400\/8.jpg\" width=\"400\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SUL CONTO CORRENTE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI: <\/b><i>il calcolo e\u2019 conseguenza di quanto sopra visto.<\/i> <b><i>La  Germania se si mantenesse l\u2019EURO manterrebbe un saldo positivo del 6-7%  sul PIL grazie al vantaggio competitivo accumulato nell\u2019epoca  dell\u2019euro, mentre in caso di ritorno alle valute nazionali il saldo  verrebbe azzerato nell\u2019arco di 2 anni (cosa gia\u2019 avvenuta a seguito  della svalutazione della LIRA e di altre valute nel 1992-95). L\u2019Italia  in caso di mantenimento dell\u2019Euro manterrebbe un leggero saldo attivo,  mentre in caso di svalutazione costruirebbe un saldo del conto corrente  attivo di oltre il 5%.<\/i><\/b><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-KVy-6ijAQgs\/UZ8Lu353r0I\/AAAAAAAACU0\/a4-e7Q5oU2k\/s1600\/7.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-KVy-6ijAQgs\/UZ8Lu353r0I\/AAAAAAAACU0\/a4-e7Q5oU2k\/s640\/7.jpg\" width=\"402\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SUL PIL: <\/b><i>il calcolo e\u2019 conseguenza di quanto sopra visto, in particolare dell\u2019andamento della componente estera del PIL.<\/i> <b><i>La  Germania senza l\u2019Euro avrebbe 2 anni di crollo del PIL a -3% circa  mentre le nazioni periferiche avrebbero un rimbalzo fino ad arrivare al  secondo anno a PIL maggiori del +2%.<\/i><\/b><\/span><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-T06m1G8aOhY\/UZ8LLQGeCnI\/AAAAAAAACUs\/fjHGEGft9s4\/s1600\/6.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-T06m1G8aOhY\/UZ8LLQGeCnI\/AAAAAAAACUs\/fjHGEGft9s4\/s640\/6.jpg\" width=\"420\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p><\/p>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SUL PIL NOMINALE: <\/b>interessantissima questa  componente che e\u2019 anche il denominatore del Debito Pubblico e di tanti  indicatori. Ovviamente il PIL Nominale varia in funzione dell\u2019andamento  del PIL, e del deflattore del PIL (connesso a sua volta all\u2019inflazione)<i>.<\/i> <b><i>Col  mantenimento dell\u2019EURO la Germania proseguirebbe la lenta corsa a fare  meglio degli altri. Nel caso di ritorno alle valute nazionali il PIL  Tedesco espresso in Euro-Marchi crollerebbe, mentre il PIL Italiano e  Spagnolo crescerebbero in modo metto, grazie al buon andamento del PIL  ed ai fenomeni inflattivi sopra descritti.<\/i><\/b><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-edXtHKLl-vw\/UZ8KTC8phhI\/AAAAAAAACUc\/x5mPaUPfEvE\/s1600\/5.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-edXtHKLl-vw\/UZ8KTC8phhI\/AAAAAAAACUc\/x5mPaUPfEvE\/s640\/5.jpg\" width=\"422\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SUL DEFICIT PUBBLICO: <\/b><i>l\u2019esercizio e\u2019  svolto a politiche invariate in ambedue gli scenari (sappiamo che in  realta\u2019 il variare delle condizioni tende a far modificare le scelte e  le politiche dei governi, ma trascureremo questo aspetto).\u00a0\u00a0Si ipotizza  un effetto del nuovo corso monetario pari al 35% del differenziale di  PIL (45% per differenziale andamento del PIL e -10% per spese interessi)<\/i><i>.<\/i> <b><i>Col  mantenimento dell\u2019EURO la Germania manterrebbe deficit zero, mentre col  ritorno al Marco la Germania tornerebbe a deficit sopra il 2% (i  vantaggi di un ulteriore calo dei tassi sarebbero di vari ordini di  grandezza inferiori al calo di entrate fiscali ed aumento di spese  conseguenti al calo del PIL). Situazione opposta per i paesi periferici:  l\u2019Italia restando nell\u2019euro resterebbe a deficit sul 3%, uscendo  tenderebbe all\u20191% dopo 3 anni.<\/i><\/b><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-SEF4GpRyjwY\/UZ8J1phTdEI\/AAAAAAAACUU\/XcWAvbEyxi8\/s1600\/4.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-SEF4GpRyjwY\/UZ8J1phTdEI\/AAAAAAAACUU\/XcWAvbEyxi8\/s640\/4.jpg\" width=\"448\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SUL DEBITO PUBBLICO: <\/b><i>l\u2019esercizio e\u2019  svolto a politiche invariate in ambedue gli scenari (sappiamo che in  realta\u2019 il variare delle condizioni tende a far modificare le scelte e  le politiche dei governi, ma trascureremo questo aspetto) ed e\u2019  consequenziale ai calcoli di cui sopra (in particolare a quelli sul PIL  nominale ed al Deficit). Sia con l\u2019Euro che senza, non abbiamo tenuto  conto di impatti di salvataggi. <\/i><b><i>Col mantenimento  dell\u2019EURO la Germania migliorerebbe il Debito al 76%, senza andrebbe al  90%. Situazione opposta per l\u2019Italia: con l\u2019Euro siamo sul 130%, senza  andremo al 117% e trend calante.<\/i><\/b><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-8PQ6zyQ-pYs\/UZ8ItjifS3I\/AAAAAAAACUI\/nx-ryV94m3s\/s1600\/3.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-8PQ6zyQ-pYs\/UZ8ItjifS3I\/AAAAAAAACUI\/nx-ryV94m3s\/s640\/3.jpg\" width=\"382\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SULLA PRODUZIONE INDUSTRIALE: <\/b>senza l\u2019Euro le  nazioni periferiche avrebbero un grosso vantaggio specialmente il 1 e 2  anno<i>.<\/i><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-03wx5ezslJQ\/UZ8GAB70HnI\/AAAAAAAACT4\/60aWUoSiEzA\/s1600\/2.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-03wx5ezslJQ\/UZ8GAB70HnI\/AAAAAAAACT4\/60aWUoSiEzA\/s640\/2.jpg\" width=\"464\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p><\/p>\n<div><span><b>L\u2019IMPATTO SULLA DISOCCUPAZIONE: senza l\u2019Euro le nazioni  periferiche\u00a0ridurrebbero fortemente i disoccupati e la Germania li  aumenterebbe, al contrario di quanto sta avvenendo dal 2005 ad oggi.<\/b><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-BDCdPPH-lr0\/UZ8DFRQHtvI\/AAAAAAAACTo\/tBY4IUKJhSk\/s1600\/1.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"640\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-BDCdPPH-lr0\/UZ8DFRQHtvI\/AAAAAAAACTo\/tBY4IUKJhSk\/s640\/1.jpg\" width=\"431\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p><\/p>\n<div><span><b>CONCLUSIONI:<\/b><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>Lo studio dice chiaramente quanto e\u2019 intuitivo da chiunque mastichi  di macro-economia: la rottura dell\u2019Euro (non traumatica) e la  rivalutazione del Marco penalizzerebbero pesantemente la Germania, ed  avvantaggerebbero le economie periferiche, quella Italiana in primis. Le  conclusioni sono le stesse di altri studi seri. L\u2019effetto e\u2019 lo stesso  gia\u2019 riscontrato nel passato in situazioni similari, e le ragioni sono  esattamente quelle opposte a quelle che hanno consentito alla Germania  di avvantaggiarsi in questi anni rispetto ai paesi periferici.<\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>Mi rendo conto dei limiti di questo studio, e di svariate altre  variabili (anche non economiche, interne o esterne) che potrebbero e  dovrebbero rientrare in gioco, ma reputo che a meno di uno scenario  distruttivo di default a catena,<b> l\u2019uscita dell\u2019Euro di scena sia  un\u2019affare per l\u2019Italia ed altre nazioni periferiche (specialmente  quelle che hanno un sistema industriale dignitoso) ed un pessimo affare  per la Germania, destinata col Marco ad un futuro Giapponese di  deflazione-PIL asfittico-Debito crescente in un quadro demografico da  film dell\u2019orrore.<\/b><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>Il vero limite dello studio, sta nel comportamento umano, in  particolare delle classi dirigenti dei paesi periferici, tendenzialmente  poco responsabili, che potrebbero non approfittare degli evidenti  vantaggi del ritorno alla valuta nazionale, facendo danni con decisioni  di spesa improduttiva o altre misure tese a gestire il consenso nel  breve periodo, e non a consolidare tale vantaggio in qualcosa di  permanente. Ovviamente, tale situazione non risolverebbe tutti i  problemi dei paesi periferici, ma certamente aiuterebbe ad affrontarli.<\/span><br \/><span>Fonte: scenarieconomici.it<\/span><\/p>\n<p><span>Potrebbe anche interessarti:<\/span><br \/><span>\u00a0<span><a href=\"http:\/\/istantmoney.blogspot.it\/2013\/03\/chi-non-ha-memoria-non-ha-futuro.html\">http:\/\/istantmoney.blogspot.it\/2013\/03\/chi-non-ha-memoria-non-ha-futuro.html<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span>\u00a0<a href=\"http:\/\/istantmoney.blogspot.it\/2013\/04\/il-profeta-napolitano-nel-1978-leuro.html\">http:\/\/istantmoney.blogspot.it\/2013\/04\/il-profeta-napolitano-nel-1978-leuro.html<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span>\u00a0<a href=\"http:\/\/istantmoney.blogspot.it\/2013\/05\/papa-crisi-e-preoccuparsi-delle-banche.html\">http:\/\/istantmoney.blogspot.it\/2013\/05\/papa-crisi-e-preoccuparsi-delle-banche.html<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>IPOTESI DI PARTENZA Ben pochi si sono cimentati in studi numerici affrontando la questione degli scenari economici che ci attendono con e senza Euro. 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