{"id":732,"date":"2013-04-17T07:02:00","date_gmt":"2013-04-17T07:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=732"},"modified":"2013-04-17T07:02:00","modified_gmt":"2013-04-17T07:02:00","slug":"resiste-con-stesse-regole-dal-1963-con-100mila-iscritti-ed-entrate-maggiori-di-5-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=732","title":{"rendered":"Resiste con stesse regole dal 1963, con 100mila iscritti ed entrate maggiori di 5 milioni"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-8N1bC_dSUeI\/UW5I2I0m6aI\/AAAAAAAAB74\/RBJ3FvV2844\/s1600\/giornali.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"200\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-8N1bC_dSUeI\/UW5I2I0m6aI\/AAAAAAAAB74\/RBJ3FvV2844\/s200\/giornali.jpg\" width=\"185\"><\/a><\/div>\n<div><span><span><strong><\/strong><\/span>In data 11 aprile 2013,  il senatore Vito Crimi, a nome del gruppo di M5s ha presentato  ufficialmente due richieste sotto forma di <b><i>inderogabili e immediati disegni di Legge da far approvare<\/i><\/b>: \u201c<em><b>Abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n.69, e successive modificazioni, sull\u2019ordinamento della professione di giornalista<\/b><\/em><b>\u201d e \u201c<em>Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all\u2019editoria<\/em><\/b>\u201c:  questi sono due dei disegni di Legge presentati dal MoVimento 5 Stelle  al Senato. Si tratta degli atti 453 e 454, che hanno come primo  firmatario il capogruppo Vito Claudio Crimi, e che sono stati cofirmati  da tutti i senatori Cinque Stelle. Sono a disposizione di ogni cittadino  della Repubblica Italiana perch\u00e9 sono diventati Atti Ufficiali  rubricati.\u00a0La notizia non \u00e8 molto diffusa, \u00e8 meglio produrre fotografie  dove si vede il senatore Crimi che si assopisce sulla Freccia Rossa.  Tanto sanno che voi siete ormai sufficientemente rimbecilliti per  considerare questa una notizia. L\u2019unica testata nazionale ad avere  diffuso questa informazione \u00e8 stata Milano Finanza. Propongo il testo  per intero, affinch\u00e8 possiate toccare con mano, ovverossia leggere con i  vostri occhi, tutta l\u2019argomentazione, il dibattito, la discussione, il  Senso del decreto, l\u2019impatto di tale proposta che la nobile testata  regala ai suoi lettori. ECCOLO: <\/span><\/div>\n<p><span><span><strong>Editoria: M5S, ddl per abolire Odg e finanziamento pubblico<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<div><span>ROMA (MF-DJ. 11 aprile 2013)\u2013<\/span><br \/><span>Il Movimento 5 Stelle ha presentato oggi due disegni  di\u00a0legge per l\u2019abolizione del finanziamento pubblico all\u2019editoria  e\u00a0dell\u2019Ordine dei giornalisti, che rappresenta \u201cuna peculiarita\u2019  tutta\u00a0italiana\u201d.\u00a0<em><em>E\u2019 quanto si legge sul blog di Beppe Grillo, in cui i giornali vengono\u00a0<\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em>definiti come \u201cmegafono dei partiti pagati con i nostri soldi\u201d. \u00a0Si tratta,\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em><em>spiega il post, degli atti 453 e 454 \u201cche hanno come primo firmatario il\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em><em><em>capogruppo Vito Claudio Crimi, ma che sono stati co-firmati da tutti i\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em>senatori Cinque Stelle.\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em>L\u2019obiettivo dei due disegni di legge e\u2019 \u201cfare in modo che l\u2019accesso alla\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em>professione di giornalista e il suo esercizio siano liberi da \u00a0vincoli<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em><em>burocratici. \u00a0Si tratta dei quesiti referendari proposti con il V2-Day\u201d.<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/em><\/span><\/p>\n<div><span><em>Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato diffuso dall\u2019intera  cupola mediatica. Non trovate altro.\u00a0Anche in rete, una generale  latitanza. Qualche veloce accenno e niente di pi\u00f9. L\u2019unico sito on-line  che gli ha dedicato un ampio spazio con un succoso e ben documentato  articolo \u00e8 stato \u201cLinkiesta\u201d, con un bel pezzo di giornalismo vero a  firma Gianluca De Martino che trovate qui <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/abolizione-odg#ixzz2QcUj5LJ2\">http:\/\/www.linkiesta.it\/abolizione-odg#ixzz2QcUj5LJ2<\/a>. Eccone un estratto molto interessante: \u00a0<b>\u00a0<\/b><\/em><\/span><\/div>\n<div><span><em><b>La  storia parlamentare \u00e8 piena di tentativi falliti di riformare la  professione giornalistica. Un mezzo passo in avanti si \u00e8 fatto durante  la scorsa legislatura. La proposta Pisicchio, approvata soltanto dalla  Camera, non prevedeva la soppressione dell\u2019Ordine ma una sua  riorganizzazione e l\u2019introduzione di un giur\u00ec per la correttezza. Alla  riapertura del Parlamento, il deputato l\u2019ha ripresentata. <strong>Le crociate anticorporative cominciarono nel 1972,<\/strong>\u00a0con  tre deputati del Partito repubblicano italiano, Francesco Compagna,  Pasquale Bandiera e Adolfo Battaglia. Presentarono una proposta in sette  articoli per chiedere la soppressione della legge approvata dalle  Camere appena nove anni prima. <strong>Negli anni Ottanta, poi, l\u2019ordinamento della professione giornalistica<\/strong>\u00a0fin\u00ec  nel tritacarne dei radicali. Un gruppo di deputati, tra cui Marco  Pannella e Francesco Rutelli, propose di sostituire l\u2019albo obbligatorio  con una \u00abcarta d\u2019identit\u00e0 professionale\u00bb sul modello francese. L\u2019idea di  Pannella piacque cos\u00ec tanto che fu riproposta nelle successive due  legislature, il 27 aprile del 1992 e il 26 settembre del 1994. Sempre  nel 1992 la stessa strada fu percorsa da Giuseppe Tatarella, all\u2019epoca  deputato del Movimento sociale italiano, e da otto parlamentari del  Partito liberale italiano. <strong>L\u2019ultima proposta di legge del 1994, firmata dal radicale Marco Taradash,<\/strong>\u00a0fu  sottoscritta da altri 104 deputati di tutto l\u2019arco costituzionale, da  destra a sinistra: c\u2019erano quelli di Forza Italia, di Alleanza  nazionale, del Ccd, della Lega Nord, dei Progressisti, del Ppi, del  gruppo misto. Sembravano esserci i numeri, sembrava potesse realizzarsi  una convergenza sull\u2019obiettivo di liberalizzare totalmente la  professione. Invece fu l\u2019ennesimo buco nell\u2019acqua. <strong>La stessa sorte tocc\u00f2 a ben otto proposte di legge,<\/strong>\u00a0presentate  tra il luglio del 1996 e l\u2019aprile del 1997, sia alla Camera che al  Senato. Il consenso quando si parlava di abolire l\u2019Ordine. Sul \u201cpoi\u201d  cominciavano le divisioni, persino sul nome da dare ai nuovi organi di  autogoverno della professione.<\/b><\/em><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span><em><b> Nel 1997 Sergio Mattarella, dopo aver prestato  il cognome alla precedente legge elettorale del 1993 (il Mattarellum,  appunto) propose, insieme con altri deputati dell\u2019Ulivo, la sostituzione  dell\u2019Ordine con un \u201cConsiglio superiore dell\u2019informazione\u201d, che  tutelasse l\u2019autonomia professionale e il rispetto della deontologia. A  tre deputati di Alleanza nazionale, Landolfi, Urso e Selva, piaceva di  pi\u00f9 \u201cAgenzia per l\u2019informazione\u201d. E cos\u00ec nello stesso anno presentarono  un\u2019altra proposta di legge. <strong>Nelle ultime legislature a tornare di moda \u00e8 stato il progetto radicale<\/strong>\u00a0della  carta d\u2019identit\u00e0 per i giornalisti. Una proposta di legge fotocopia \u00e8  stata presentata dai radicali nel 2006 sotto il nome di Rosa nel Pugno,  nel 2008 sotto il simbolo del Partito democratico. Identica, nel  contenuto e nell\u2019esito negativo, la proposta del Popolo della Libert\u00e0  firmata da Carlucci e Picchi. <strong>Ma l\u2019iniziativa che si \u00e8 avvicinata di pi\u00f9 agli obiettivi del Movimento 5 stelle<\/strong>\u00a0\u00e8  quella di un parlamentare del Popolo della Libert\u00e0. Nel 2010 il  senatore Raffaele Lauro ha presentato un disegno di legge con due punti  fermi: cancellare l\u2019Ordine dei giornalisti e i contributi all\u2019editoria.<\/b><\/em><\/span><\/div>\n<div><span><\/span><\/div>\n<div><span>Oltre al disegno di Legge, dal 25 aprile inizia la raccolta di firme  per un referendum in tre punti per una libera informazione in un libero  Stato, per chiedere l\u2019abrogazione della Legge 66\/1963 e consentire  quindi l\u2019avvio della professione di giornalista e di operatore della  comunicazione senza vincoli corporativi, burocratici, formali.\u00a0Vi  propongo, qui di seguito, l\u2019esatta formula del quesito referendario, per  darvi la opportunit\u00e0 di capire, comprendere, ragionare con la vostra  testa e quindi scegliere.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span>\u00a0<\/span>Quando si tratta di cupola mediatica, in Italia, l\u2019ideologia crolla e  sono tutti d\u2019accordo, che prendano soldi delle tasse per stampare Il  Secolo d\u2019Italia o Liberazione, poco importa.\u00a0In piena emergenza  economica nazionale, il 12 luglio del 2012, alla Camera dei Deputati, il  governo Monti vara un finanziamento eccezionale dell\u2019ordine di 120  milioni di euro a favore dell\u2019editoria. Soldi che finiscono nei  giornali, settimanali, mensili, emittenti radiofoniche, televisive, case  editrici inesistenti, comprese quelle che aggiungono poi al danno anche  la beffa perch\u00e9 praticano l\u2019editoria a pagamento: prendono soldi a chi  paga le tasse sostenendo di veicolare la cultura e li prendono anche  agli autori. Quella legge presentata alla Camera nell\u2019estate del 2012,  immediatamente applicata ed eseguita, era stata approvata, allora, con  454 s\u00ec e soltanto 22 no. Il PD, PDL, Udc, Lega Nord, Api, Fli, votarono a  favore. Gli unici che votarono no furono quelli dell\u2019Idv e tre del  gruppo misto.\u00a0Senza i vostri soldi chiuderebbero perch\u00e9 non sono capaci  di gestire un\u2019azienda, non sono capaci di fare mercato, non sono capaci  di attirare l\u2019attenzione, perch\u00e9 la selezione dei professionisti che  assumono oggi non ruota pi\u00f9 intorno al concetto di merito e abilit\u00e0  (tranne rare eccezioni) bens\u00ec intorno alla capacit\u00e0 di essere buoni  imbonitori, con l\u2019unico obiettivo di convincere, confondere, alterare,  annebbiare, per spingervi poi al momento giusto a votare per chi  seguiter\u00e0 a rubare i soldi delle vostre tasse.<\/div>\n<div>\u00a0Il costo complessivo dell\u2019intera struttura editoriale mediatica  italiana, si aggira intorno a un miliardo di euro l\u2019anno, tutte a debito  dell\u2019erario, e a questa cifra vanno aggiunte le sovvenzioni degli enti  governativi preposti, tipo: ufficio della Cultura della presidenza del  consiglio; sovvenzioni culturali di varia natura all\u2019editoria; incentivi  produttivi per industrie cartacee; sovvenzioni a pioggia a favore di un  mai conteggiato numero di cooperative editoriali (migliaia e migliaia  di straccioni clientelari) che non producono nulla. La Mondadori,  Rizzoli, e le loro consociate, sono ormai aziende decotte incapaci di  produrre profitto, creare lavoro, dare occupazione, produrre ricchezza:  il loro obiettivo consiste nello spingervi a non pensare, a non sapere, a  non informarvi, a confondervi la mente. Lo fanno con i vostri  soldi.\u00a0L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese tra i 27 dell\u2019Unione Europea in cui  avviene un obbrobrio giuridico come questo. Per questo ci considerano  una nazione medioevale. Anche per questo ci hanno situato (data 31  dicembre 2012) al 57esimo posto al mondo come esercizio della libert\u00e0 di  stampa.\u00a0<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>In data 11 aprile 2013, il senatore Vito Crimi, a nome del gruppo di M5s ha presentato ufficialmente due richieste sotto forma di inderogabili e immediati disegni di Legge da far approvare: \u201cAbrogazione della legge <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=732\" title=\"Resiste con stesse regole dal 1963, con 100mila iscritti ed entrate maggiori di 5 milioni\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"views":1374,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/732"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/732\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}