{"id":771,"date":"2013-04-03T07:02:00","date_gmt":"2013-04-03T07:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=771"},"modified":"2013-04-03T07:02:00","modified_gmt":"2013-04-03T07:02:00","slug":"dove-sono-andati-a-finire-i-soldi-delle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=771","title":{"rendered":"DOVE SONO ANDATI A FINIRE I SOLDI DELLE BANCHE?"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-FYRpnDgHw9M\/UVvTbb50fWI\/AAAAAAAAByw\/o7Hha2T8Gzs\/s1600\/pensiero.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"150\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-FYRpnDgHw9M\/UVvTbb50fWI\/AAAAAAAAByw\/o7Hha2T8Gzs\/s200\/pensiero.jpg\" width=\"200\"><\/a><\/div>\n<div><span>La rete \u00e8 velocissima e immediata, per definizione. Grazie alla diffusione dei social networks, facebook in testa, riesce a raggiungere un livello esasperato di amplificazione grazie al suo impatto emotivo, sia in entrata che in uscita. Un qualsivoglia evento produce subito una reazione a catena che pu\u00f2 raggiungere una visibilit\u00e0 esorbitante, oppure spegnersi dopo qualche minuto scomparendo nel nulla. Va da s\u00e9 che impiegati delle pi\u00f9 disparate agenzie di controllo, portaborse, galoppini, esperti di marketing avanzato, funzionari anonimi dei partiti, i cosiddetti \u201cinfluencers\u201d, ogni giorno monitorano il traffico e intervengono cercando di portare l\u2019acqua al proprio mulino, mascherati dietro i pi\u00f9 astuti avatar. Producono e promuovono falsi, cercano di pilotare l\u2019opinione pubblica dove vogliono loro, spingendola secondo modalit\u00e0 rozze o sofisticate, a seconda dei casi, ma l\u2019attivit\u00e0 principale consiste nel falsificare la verit\u00e0, delegittimare qualunque forma di antagonismo allo status quo e contribuire ad annacquare il significato potenzialmente esplosivo della rete, facendo in modo di creare molto spesso uno stato di confusione nel fruitore.<\/span><\/div>\n<div><span>La nascita del web e la sua gigantesca diffusione (solo in Europa occidentale 250 milioni di persone collegate ogni giorno in maniera permanente) ha comportato una modificazione molto ampia nella comunicazione, soprattutto di quella politica e di quella deputata allo\u00a0 scambio sociale, provocando e producendo dei risultati che affascinano i sociologi e gli antropologi.<\/span><\/div>\n<div><span>Essendo la rete un mondo \u201caperto\u201d, accoglie chicchessia, la vera massa delle nazioni. Per quanto i gestori del potere tentino di imbavagliarla e di tenerla sotto controllo, non ci riescono perch\u00e9 non \u00e8 possibile. E\u2019 come cercare di far stare zitti i tifosi allo stadio: \u00e8 impossibile. Non solo. Ma per il potere \u00e8 pi\u00f9 utile avere la possibilit\u00e0 immediata di tastare il polso della nazione non appena svegli per regolarsi e comportarsi poi di conseguenza. Circa un paio di mesi fa, in una conferenza per gli studenti appena laureati in Scienza delle Comunicazioni a Harvard, il presidente Obama raccontava che, da sempre, per consuetudine, la giornata presidenziale si apriva con un breve incontro con i responsabili della comunicazione della Cia e dell\u2019Fbi per essere al corrente sull\u2019idea del mondo a proposito dell\u2019America. Non pi\u00f9. Il suo primo appuntamento della giornata \u00e8 con due esperti in social networks che presentano un rapporto di sintesi su \u201cche cosa si dice sul presidente nei pi\u00f9 importanti social networks d\u2019America\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span>Questa \u201cimmediatezza\u201d della rete \u00e8 la sua caratteristica pi\u00f9 nota. Ma \u00e8 anche il suo limite naturale, perch\u00e9 frulla e ingoia e macina gli eventi e non consente l\u2019elaborazione, l\u2019argomentazione, l\u2019analisi dei fatti. I social networks, infatti, hanno una struttura clanica, tribale. Per quanti amici uno possa avere su facebook, ad esempio, finisce sempre a interloquire soltanto con quelle cinque, dieci, venti persone al massimo, con le quali stabilisce una specie di ideale cordone ombelicale di salvaguardia delle proprie idee. E\u2019 la piazza del villaggio elettronico profetizzato cinquant\u2019anni fa da Marshall MacLuhan. E in presenza \u201cdell\u2019evento X\u201d diventa tifo odioso che fa scatenare le pulsioni.<\/span><\/div>\n<div><span>Fin qui, tutto ovvio.<\/span><\/div>\n<div><span>Ci\u00f2 che \u00e8 meno ovvio, ed \u00e8 oggi al vaglio degli studiosi di comunicazione pi\u00f9 eleganti, consiste nel \u201cParadosso Sociale della Comunicazione\u201d (cos\u00ec l\u2019hanno definito in Usa: The Social Paradox) provocato da questo divertente modo di comunicare: il rallentamento delle notizie e il crollo del concetto di informazione. Ovverossia: l\u2019esatto opposto di ci\u00f2 che la gente crede di star vivendo.<\/span><\/div>\n<div><span>Proprio perch\u00e9 le notizie possono essere facilmente falsificate e le \u201cinformazioni\u201d viaggiano soprattutto sul binario emotivo, crolla l\u2019interesse quando non sono pi\u00f9 al centro dell\u2019attenzione della piazza, e quindi non vengono pi\u00f9 prese in considerazione. \u201cL\u2019informazione\u201d sui social networks \u00e8 basata sul principio dell\u2019usa e getta. Un articolo, oggi, ad esempio, sul conflitto tra israeliani e palestinesi non produce alcuna risonanza n\u00e9 interesse, perch\u00e9 in questo preciso momento, in Medio Oriente, non sono presenti sulla scena gli attivisti tifosi dell\u2019una o dell\u2019altra parte, non esiste carica emotiva messa in gioco, e non si attiva la spontanea partecipazione dei membri del proprio clan d\u2019appartenenza. E\u2019 un modello che rispecchia il vuoto culturale perenne nel quale viviamo, ovvero la trasposizione nel mondo virtuale di un concetto marketing pubblicitario e l\u2019impossibilit\u00e0 di elaborare i dati e confrontarsi su di essi: la velocit\u00e0 dello scambio di informazioni \u201cparadossalmente\u201d ci condanna a non avere pi\u00f9 informazioni reali, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019emotivit\u00e0 (proprio come nel mondo pubblicitario) a solleticare gli input dell\u2019attenzione e non il ragionamento o la ricerca della verit\u00e0. Facciamo un esempio chiaro: la comunicazione politica, oggi, che nasce e si propaga in rete, \u00e8 basata su \u201cle idee o le opinioni che circolano\u201d perch\u00e9 la classe politica si basa sull\u2019immediato, avendo come obiettivo il consenso e non la propria progettualit\u00e0. Quindi non c\u2019\u00e8 n\u00e9 il tempo (n\u00e9 la competenza) per essere creativi in maniera \u201ccomunicativa\u201d e allo stesso tempo \u201cinformativa\u201d. Proseguiamo con l\u2019esempio. Il PD non vuole l\u2019accordo con il PDL sostenendo che \u201cBerlusconi \u00e8 impresentabile\u201d e gi\u00f9 valanghe di tifosi a sostenere questo principio dovunque in rete; oppure valanghe di persone a difendere il leader. E\u2019 perdente (ma non per loro) tant\u2019\u00e8 vero che \u00e8 stato innescato da 20 anni e da 20 anni regolarmente non produce nessun risultato utile, se non quello della loro autoconservazione. Eppure il PD seguita ad usarlo: \u00e8 un modello della politica feisbucchiano e vecchio. Usa e propone strategie perdenti il cui fine non \u00e8 il bene comune, bens\u00ec andare incontro ai propri tifosi per mantenere la propria rendita di posizione (il PDL fa lo stesso). Se invece il PD avesse usato una forma di comunicazione basata sui dati reali, sull\u2019informazione argomentata e sulla divulgazione di notizie, non soltanto avrebbe raccolto applausi e consensi ma avrebbe inchiodato il PDL alle sue responsabilit\u00e0. Bastava dire una frase banale come questa: \u201cNoi non possiamo fare nessun accordo con il PDL anche perch\u00e9 il suo presidente Berlusconi aveva promesso la restituzione dell\u2019IMU 2012 e l\u2019abolizione dell\u2019IMU 2013 che comporta un salasso immediato per il Tesoro di svariati miliardi che in questo momento non ci sono. A meno che Berlusconi e il PDL non siano d\u2019accordo a ridefinire il fiscal compact e quindi avviare un tavolo europeo per consentire allo stato italiano di poter alleggerire il proprio dovuto impegno\u201d. Con una frase come questa, tutte le forze politiche attualmente in gioco sarebbero state costrette a occuparsi allora del fiscal compact (l\u2019unico vero problema reale della nazione, nel senso che \u00e8 la mamma di tutti i problemi) e il PDL il PD e il M5s sarebbero stati obbligati a esprimersi in proposito. Ma cos\u00ec facendo, sarebbe venuto fuori che sia il PD che il PDL sono favorevoli al fiscal compact dato che lo hanno voluto, sostenuto, approvato e votato. Perch\u00e9 da questo non si pu\u00f2 sfuggire: o c\u2019\u00e8 l\u2019Imu e nuove tasse da strozzo oppure si apre un tavolo europeo e si denuncia \u201cufficialmente\u201d a Bruxelles il Fiscal Compact. <\/span><\/div>\n<div><span>Si sarebbe, pertanto, parlato di Politica. Di quella \u201cvera\u201d, cio\u00e8 del Bene Comune dell\u2019Italia e degli italiani che lavorano, che pagano le tasse, che possiedono la casa in cui abitano. Invece, il tempo passa, la credibilit\u00e0 finanziaria italiana decresce (la cosiddetta \u201cdecrescita infelice\u201d) si avvicina a passi da gigante una supplementare manovra economica eccezionale, e su facebook, nei twitter, in tutto il web, la cosiddetta informazione in Italia viaggia su battibecchi relativi al fatto se Grillo va d\u2019accordo con gli eletti in parlamento, se Berlusconi andr\u00e0 o non andr\u00e0 ai suoi processi, se Bersani riuscir\u00e0 a raccattare qualche voto e fare \u201cil miracolo\u201d. <\/span><\/div>\n<div><span>Difficile trovare in giro una notizia, un post, un riferimento a ci\u00f2 che bisognerebbe fare, a ci\u00f2 di cui si dovrebbe parlare, al punto nodale sul quale il PD il PDL e il M5s dovrebbero riferire in lunghe conversazioni alla nazione, spiegandoci come intendono affrontarlo: come e chi e quando e per quanto sceglie e decide come risolvere il problema di cassa del sistema bancario italiano che si aggira intorno a una cifra tra i 120 e i 200 miliardi di euro?<\/span><\/div>\n<div><span>La realt\u00e0 ci regala, anche oggi, l\u2019ennesimo dato \u201creale\u201d: per il nono giorno consecutivo la borsa valori di Milano \u00e8 in controtendenza rispetto al resto d\u2019Europa e a Wall Street. In Italia va gi\u00f9 mentre dalle altre parti va su. Non ci sono pi\u00f9 soldi da noi. Il che vuol dire che il governo (qualunque sia il governo) dovr\u00e0 rivolgersi al cosiddetto fondo salva-stati inventato da Draghi e chiedere un voluminoso prestito che ci affosser\u00e0, perch\u00e9 comporter\u00e0 dei costi aggiuntivi di interesse insostenibili per la nazione. Si viene a scoprire (sul mercato) che banche considerate \u201cvirtuose\u201d e solidissime fino al 20 febbraio, nelle Marche e nel Veneto, stanno invece calando a picco, proprio nelle zone dove il PD e il PDL hanno perso centinaia di migliaia di voti. Perch\u00e9 oggi si comprende l\u2019autentico esito del voto: i 12 milioni di voti persi da PD+PDL+Lega Nord (andati in gran parte al M5s e per il resto in astensione) appartenevano anche a clientele andate perdute, il che ha comportato immediatamente un forzato riassestamento del mondo bancario che non \u00e8 pi\u00f9 sostenuto politicamente da chi evidentemente ha provveduto a insabbiare le ispezioni di BANKITALIA. Il PD ha fatto campagna elettorale nelle Marche, dove i sondaggi lo accreditavano di un buon 38%, presentando come fiore all\u2019occhiello la meraviglia della Banca delle Marche con i conti a posto. D\u2019Alema \u00e8 stato battuto. Il M5s \u00e8 risultato primo partito e il PD ha perso circa il 14% del proprio elettorato. Una settimana fa, la Banca delle Marche ha dichiarato di avere un buco di 670 milioni. Come mai? Idem in Veneto, dove tra PDL e Lega Nord hanno perso circa il 22% del loro elettorato. Stessa identica scena. Gli istituti di credito portati come esempio fino al 24 febbraio, denunciano oggi gravissime perdite improvvise. Come mai? Perch\u00e9 nessuno se lo chiede? Hanno detto il falso prima e pensavano che andando al potere avrebbero risolto \u201cin modo italiano\u201d la questione? Oppure \u00e8 accaduto qualcosa in quest\u2019ultimo mese che a nessuno di noi \u00e8 stato detto?<\/span><\/div>\n<div><span>Domande, domande. Tante domande.<\/span><\/div>\n<div><span>Dobbiamo cambiare passo. Dobbiamo ritornare a fare domande basiche, elementari, lineari: \u201cDove sono andati a finire i soldi degli istituti finanziari italiani visto che le prime 200 banche nazionali dichiarano di stare con l\u2019acqua alla gola? Come mai?\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span>Io, in questi giorni, mi sto chiedendo questo. <\/span><\/div>\n<div><span>Forse ho perso la mia vena poetica e sono diventato troppo prosaico e troppo pragmatico, ma questa domanda mi pungola il cervello di continuo. Pi\u00f9 seguo le vicende economiche ogni giorno e ci\u00f2 che sta avvenendo in tutte le borse, e pi\u00f9 me lo chiedo, pensando che dovrebbero chiederselo tutti gli italiani; a mio modesto parere \u00e8 l\u2019unica cosa di cui dovrebbero parlare i giornalisti nei loro piatti talk show televisivi. \u201c<b>Dove sono andati a finire i soldi delle banche italiane che fino al 22 febbraio erano considerate solide, affidabili e con i conti a posto e che oggi si scoprono tutte, all\u2019improvviso, in grave, gravissimo affanno di liquidit\u00e0?<\/b>\u201d. <\/span><\/div>\n<div><span><br \/><\/span><\/div>\n<p><span>Per quanto mi riguarda, tutto il resto sono inutili chiacchiere da bar.<\/span><br \/><span>\u00a0<\/span>di Sergio Di Cori Modigliani &#8211; Tratto da:\u00a0 sergiodicorimodiglianji.blogspot.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>La rete \u00e8 velocissima e immediata, per definizione. 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