{"id":797,"date":"2013-03-26T20:39:00","date_gmt":"2013-03-26T20:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=797"},"modified":"2013-03-26T20:39:00","modified_gmt":"2013-03-26T20:39:00","slug":"ecco-la-classifica-dei-senza-scrupoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=797","title":{"rendered":"Ecco la classifica dei senza scrupoli"},"content":{"rendered":"<h1>Stipendi d\u2019oro: Alessandro Profumo \u00e8 il pi\u00f9 pagato, poi Montezemolo e  Tronchetti Provera. Mentre le famiglie sono sempre pi\u00f9 povere\u2026<\/h1>\n<h2><span>Con i suoi 40,59 milioni di euro,  l&#8217;ex ad di Unicredit \u00e8 il pi\u00f9 &#8220;ricco&#8221; del 2010, grazie anche alla  liquidazione ricevuta per le dimissioni dalla banca. La classifica dei  primi 25 top manager. Intanto, Bankitalia dice che le famiglie italiane  hanno redditi pi\u00f9 bassi di quelli degli anni &#8217;90<\/span><\/h2>\n<p><span>                    <\/span><\/p>\n<div><span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"216\" src=\"http:\/\/www.oggi.it\/attualita\/files\/2012\/01\/profumo_montezemolo_provera_645.jpg\" width=\"400\"><\/span>            <\/p>\n<div><span>Profumo, Montezemolo e Tronchetti Provera: sono in testa\u00a0<\/span><br \/><span>alla classifica dei 25 top manager pi\u00f9 pagati in Italia nel 2010<\/span><\/div>\n<\/div>\n<p><span>        <\/span><\/p>\n<div><span>Stipendi d\u2019oro, liquidazioni di platino. Anno di grazia 2010.  Vince Alessandro Profumo, per (ampio) distacco. Sul podio, Luca Cordero  di Montezemolo e Marco Tronchetti Provera. In tempi di rivolta  anti-Casta e caccia agli evasori, far\u00e0 discutere e susciter\u00e0 un altro  sano moto di indignazione popolare la classifica dei 25 top manager pi\u00f9  pagati d\u2019Italia. <\/span><\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><span><span><b>LA CLASSIFICA COMPLETA:\u00a0<\/b><\/span><\/span> <\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"190\" src=\"http:\/\/www.oggi.it\/attualita\/files\/2012\/01\/stipendi_doro_manager-320x317.jpg\" title=\"stipendi_doro_manager\" width=\"192\"><\/b><span> \u2013 Il <i>Corriere della Sera<\/i>\u00a0ha  vergato una graduatoria delle retribuzioni di presidenti e  amministratori delegati delle societ\u00e0 quotate in Borsa (indice  Ftse-Mib). In testa c\u2019\u00e8 un ex, in cerca di collocazione, ma non con  l\u2019acqua alla gola, evidentemente: Alessandro Profumo, con 40,59 milioni  di euro, stacca i colleghi alla guida di grandi aziende, grazie alla  liquidazione da 38 milioni ricevuta per le dimissioni da amministratore  delegato di Unicredit, avvenute il 20 settembre di due anni fa<span>.<\/span>\u00a0 In seconda posizione, \u00a0Luca Cordero di Montezemolo con 8.713 milioni di euro;  anche lui si \u00e8 avvalso di una congrua buonuscita nel 2010, dopo aver ha  chiuso il rapporto con la Fiat, che ha presieduto fino al 21 aprile.  Terzo si piazza Tronchetti Provera, presidente della Pirelli, con 5.790  milioni\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><span><b>OBBLIGO DI LEGGE<\/b> \u2013 Le societ\u00e0 quotate in Borsa hanno  l\u2019obbligo di comunicare gli emolumenti e le politiche di reddito dei  propri top manager, dai consigli di amministrazione ai dirigenti. Per  conoscere le buste paga dell\u2019anno scorso, bisogner\u00e0 aspettare \u00a0la  pubblicazione dei bilanci del 2011, che avverr\u00e0 tra febbraio e marzo.  Questa maggiore trasparenza \u00e8 frutto della sensibile attenzione legale e  popolare sull\u2019argomento, dopo l\u2019esplosione della bolla finanziaria del  2008. Quando si constat\u00f2 cha i crack delle banche (Lehman Brothers su  tutte) non impedivano ai loro manager di percepire emolumenti  principeschi. A suon di stock option. Con un sistema che rendeva ricchi  gli uni e portava al fallimento le societ\u00e0. <\/span><\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><span><span><b>I REDDITI DELLE FAMIGLIE:\u00a0<\/b><\/span><\/span> <\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-bbWZDBoKtoA\/UVIIZ8nSNlI\/AAAAAAAABow\/KL3pp_ox8XY\/s1600\/reddito_famiglie.jpg\" imageanchor=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"320\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-bbWZDBoKtoA\/UVIIZ8nSNlI\/AAAAAAAABow\/KL3pp_ox8XY\/s320\/reddito_famiglie.jpg\" width=\"306\"><\/a><\/div>\n<p><span><b>UN CONTRASTO IMPIETOSO<\/b> \u2013 Una malevola coincidenza vuole che nella stessa giornata vengano rese  pubbliche una ricerca dell\u2019Istat e un\u2019indagine della Banca d\u2019Italia  sulle famiglie italiane. Il contrasto \u00e8 impietoso. La deriva demagogica  verrebbe spontanea. D\u2019accordo, le differenze di censo non si possono  certo abolire, neppure nel pi\u00f9 temperato dei capitalismi. Ma forse si  sta passando il segno. Nel 2008 (l\u2019ultimo anno analizzato dallo studio  dell\u2019Istituto statistico) il reddito medio del 10% di popolazione pi\u00f9  ricco del Paese \u00e8 stato di oltre dieci volte superiore a quello del 10%  pi\u00f9 povero (49.300 euro contro 4.887). A met\u00e0 degli anni Ottanta, il  rapporto era di 8 a 1. Il peggioramento \u00e8 sensibile. E riguarda tutto il  mondo occidentale. Dalla Germania alla Scandinavia, passando per gli  Usa, dove il rapporto \u00e8 addirittura 1 a 17. Una situazione  inaccettabile, anche per il pi\u00f9 accanito dei liberisti. E che spinge a  \u201csinistra\u201d la politica fiscale di Obama: \u201cSe guadagni pi\u00f9 di un milione  di dollari l\u2019anno, non puoi pagare meno del 30% di tasse. Un quarto di  tutti i milionari adesso pagano meno tasse di milioni di famiglie della  classe media\u201d, ha dichiarato il presidente davanti al Congresso, nel suo  discorso sullo Stato dell\u2019Unione. La violenta crisi degli ultimi anni,  verosimilmente, avr\u00e0 soltanto allargato il fossato. A dicembre la  forbice tra l\u2019aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e  il livello d\u2019inflazione (+3,3%), su base annua, ha toccato una  differenza di 1,9 punti percentuali: \u00e8 il divario pi\u00f9 alto dall\u2019agosto  del 1995. Le retribuzioni contrattuali orarie a dicembre restano ferme  su novembre mentre aumentano dell\u20191,4% su base annua. \u00c8 il valore  tendenziale \u00e8 il pi\u00f9 basso dal marzo del 1999.\u00a0<\/span><\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><span><b>CONCENTRAZIONE DI RICCHEZZA<\/b> \u2013 Secondo la ricerca  della Banca d\u2019Italia il 27,7 per cento delle famiglie italiane \u00e8  indebitato, per una cifra media di 43.792 euro. Il rapporto tra debito e  reddito disponibile, un indicatore di sostenibilit\u00e0 dell\u2019indebitamento  che indica quante annualit\u00e0 di reddito sarebbero necessarie a estinguere  lo stock di debito detenuto, risulta pari al 45,6 per cento per la  famiglia indebitata mediana. L\u2019equivalente di circa 5 mesi. La ricchezza  familiare netta, data dalla somma delle attivit\u00e0 reali (immobili,  aziende e oggetti di valore) e delle attivit\u00e0 finanziarie (depositi,  titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passivit\u00e0 finanziarie  (mutui e altri debiti), nel 2010 presenta un valore mediano di 163.875  euro. Il 10 per cento delle famiglie pi\u00f9 ricche possiede il 45,9 per  cento della ricchezza netta familiare totale contro il 44,3 per cento  registrato nel 2008. La concentrazione della ricchezza, misurata in base  all\u2019indice di Gini, \u00e8 risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto  alla precedente rilevazione del 2008 (0,61). <\/span><\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><span><b>PIU\u2019 POVERI DEGLI ANNI \u201990<\/b>\u00a0&#8211; Si restringe il reddito  medio delle famiglie italiane, che, nel 2010, al netto delle imposte  sul reddito e dei contributi sociali \u00e8 risultato pari a 32.714 euro,  2.726 euro al mese. Secondo la ricerca, il reddito medio in termini  reali nel 2010 \u00e8 inferiore del 2,4% rispetto a quello riscontrato nel  1991. Tra il 2008 e il 2010 il reddito familiare \u00e8 rimasto  sostanzialmente invariato, con un aumento dello 0,3% in termini reali,  dopo essersi contratto di circa il 3,4% nel biennio precedente. In  termini di reddito equivalente, cio\u00e8 quello di cui ciascun individuo  dovrebbe disporre se vivesse da solo per raggiungere lo stesso tenore di  vita che ha nella famiglia in cui vive, la variazione delle entrate tra  2008 e 2010 risulta leggermente pi\u00f9 sfavorevole (-0,6%) a causa di un  lieve aumento nella dimensione media della famiglia osservata nel  periodo. <\/span><\/div>\n<p><span><\/span><\/p>\n<div><span><b>LE ENTRATE NON BASTANO\u00a0<\/b>&#8211; Nel 2010 il 29,8 per cento  delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le  spese, il 10,5 per cento le reputava pi\u00f9 che sufficienti, mentre il  restante 59,7 per cento segnalava una situazione intermedia. Banca  d\u2019Italia che sottolinea come rispetto alle precedenti rilevazioni emerga  una tendenza all\u2019aumento dei giudizi di difficolt\u00e0.\u00a0Il reddito  \u00abequivalente\u00bb (una \u00abmisura che tiene conto della dimensione e della  composizione del nucleo familiare\u00bb)\u00a0dei lavoratori dipendenti italiani \u00e8  cresciuto in termini reali, dal 1991 al 2010, del 3,3%, contro il 15,7%  dei lavoratori autonomi e l\u201911,5% dei pensionati e \u00abaltri individui in  altra condizione non professionale\u00bb.<\/span><\/div>\n<p><b><i>di Massimo Lagan\u00e0,\u00a0 fonte: Oggi.it<\/i><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Stipendi d\u2019oro: Alessandro Profumo \u00e8 il pi\u00f9 pagato, poi Montezemolo e Tronchetti Provera. 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