{"id":839,"date":"2013-02-24T09:42:00","date_gmt":"2013-02-24T09:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=839"},"modified":"2013-02-24T09:42:00","modified_gmt":"2013-02-24T09:42:00","slug":"parlamento-doro-la-casta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=839","title":{"rendered":"Parlamento d&#8217;oro, &quot;la casta&quot;"},"content":{"rendered":"<h2><\/h2>\n<div><span><b>Uno stenografo della Camera prende 259 mila euro  l&#8217;anno. Un consigliere 370 mila. Un commesso 8 mila euro  netti al mese.  Stipendi assurdi, che (ad esempio) fanno spendere al Senato 236 milioni  all&#8217;anno per il personale<\/b><\/span><\/div>\n<div>      <span><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/data.kataweb.it\/kpmimages\/kpm3\/eol\/eol2\/2011\/11\/08\/jpg_2165729.jpg\" width=\"220\"><\/span><span>Le ricche prebende dei parlamentari per ora sono al riparo. Spinto dalla crisi e per fare cassa, il presidente del Consiglio Mario Monti ha provato a tagliarle per decreto, il famoso salva-Italia. Grazie all&#8217;intervento dei presidenti di Camera e Senato, deputati e senatori sono per\u00f2 riusciti a mantenere i loro emolumenti, le ricche indennit\u00e0, le corpose diarie, i vitalizi da nababbi e gli altri privilegiatissimi compensi che hanno sinora accompagnato la loro elezione. Ma solo per il momento. Entro la fine del prossimo gennaio, stando all&#8217;impegno solennemente preso da Gianfranco Fini e Renato Schifani, sui trattamenti degli eletti dovr\u00e0 calare comunque la mannaia imposta dai vincoli di bilancio per allinearli ai pi\u00f9 magri livelli in vigore nel resto d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Un passo storico, certamente. Ma anche la fine di tutti i privilegi che allignano in Parlamento? <br \/>Neanche per sogno. All&#8217;ombra di Montecitorio e Palazzo Madama, nonostante gli annunci di riforma e tagli degli uffici di presidenza, continuano infatti a prosperare i ricchissimi trattamenti di cui gode il piccolo esercito di dipendenti che, tra una voce e l&#8217;altra della busta paga e i connessi sistemi previdenziali porta a casa retribuzioni e pensioni in grado di suscitare l&#8217;invidia persino del presidente della Repubblica. <\/p>\n<p>Un&#8217;esagerazione? Dati alla mano, Giorgio Napolitano incasser\u00e0 quest&#8217;anno un appannaggio complessivo di circa 239 mila euro. Un bello stipendio, senza dubbio, soprattutto se confrontato con le ristrettezze e le ambasce dei comuni cittadini ai quali Monti sta chiedendo sacrifici e imponendo tagli dolorosi persino ai trattamenti pensionistici pi\u00f9 bassi. Solo che il compenso di Napolitano impallidisce di fronte ai 259 mila euro lordi che pu\u00f2 arrivare ad incassare ogni anno un semplice stenografo parlamentare, uno di quelli che si vedono alla tv mentre trascrivono i lavori delle assemblee o degli altri organi; e miseramente si inchina al confronto dei 370 mila euro percepiti da un consigliere parlamentare all&#8217;apice della carriera. <span><\/span><\/p>\n<p>E non si tratta dell&#8217;unico paradosso che spunta dalle tabelle retributive di Montecitorio e Palazzo Madama. Scorrendole, si scopre pure che i commessi possono portare a casa pi\u00f9 dei magistrati e le segretarie (8 mila netti mensili) quasi il doppio (4.500 netti) del primario di un reparto di neurochirurgia del Sistema sanitario nazionale.<\/p>\n<p>Naturale che grazie a questi munifici compensi i livelli di spesa riportati nei bilanci di Camera e Senato per il personale abbiano raggiunto livelli da allarme rosso. Ed \u00e8 altrettanto naturale che grazie ad essi i trattamenti pensionistici dei lavoratori parlamentari, anche a causa dei bizantinismi del regolamento e delle sorprendenti regal\u00ece collezionate negli anni, abbiano toccato poi livelli di privilegio che pochissimo hanno da invidiare ai famigerati vitalizi riscossi da deputati e senatori. <\/p>\n<p>Qualche cifra: a Palazzo Madama, per il personale di ruolo e quello in quiescenza si spendono complessivamente (dati 2011) 236 milioni di euro l&#8217;anno. Di questi, 136 se ne vanno per pagare gli stipendi dei dipendenti in servizio (in carico ne risultano 940, 120 in meno del 2006 grazie al blocco del turn-over) e pi\u00f9 di 97 milioni per fare fronte alle pensioni degli ex. Cifre sorprendenti se confrontate con quelle relative ad altri capitoli di spesa del bilancio di Palazzo Madama.<\/p>\n<p>Passando al setaccio tabelle e allegati si scopre infatti che, rispetto ai dipendenti, per i senatori e le loro attivit\u00e0 si spende molto meno: 196 milioni in totale, di cui 96 elargiti per le indennit\u00e0, le diarie e gli altri compensi di quelli in carica; 61 milioni per i vitalizi e ulteriori 38 per i gruppi parlamentari. Ancora pi\u00f9 costoso si rivela il personale della Camera (1.642 persone) che, nello scorso anno, ha assorbito 256 milioni per le retribuzioni e oltre 204 per le pensioni.<\/p>\n<p>Ma attraverso quali meccanismi questi dipendenti arrivano a guadagnare cos\u00ec tanto? Come sono organizzati? Cominciamo da Montecitorio e dalle sue varie fasce retributive (vedere tabella). Chiarito che gli stipendi sono onnicomprensivi (sommano straordinari e lavoro notturno) e pagati per 15 mensilit\u00e0, e ricordato che nei ranghi parlamentari si accede solo per concorso, si parte dalla categoria pi\u00f9 bassa degli operatori tecnici (operai, barbieri, autisti) che iniziano con uno stipendio di 2 mila 300 euro lordi per arrivare a 9.461 euro all&#8217;apice della carriera con 35 anni di anzianit\u00e0.<\/span><\/div>\n<div>di: Primo di Nicola<\/div>\n<div>Tratto da L&#8217;Espresso<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Uno stenografo della Camera prende 259 mila euro l&#8217;anno. Un consigliere 370 mila. Un commesso 8 mila euro netti al mese. 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