{"id":858,"date":"2016-01-11T15:31:32","date_gmt":"2016-01-11T15:31:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=858"},"modified":"2016-01-11T15:32:13","modified_gmt":"2016-01-11T15:32:13","slug":"fiumi-di-denaro-scorrono-incontrollati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=858","title":{"rendered":"Fiumi di denaro scorrono incontrollati"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>Partiti, un fiume di denaro scorre\u00a0senza controllo. \u00a0E con il fisco a favore<\/h1>\n<h2>Soldi ai gruppi, sgravi e fondi ai giornali . Oltre ai rimborsi 220 milioni all&#8217;anno. Chi dona alla ricerca detrae 51 volte meno<\/h2>\n<div>\n<div title=\"La Camera dei deputati (Ansa)\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"La Camera dei deputati (Ansa)\" src=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/Media\/Foto\/2012\/04\/10\/_SEMPLIF--180x140.JPG?v=20120410085831\" alt=\"La Camera dei deputati (Ansa)\" width=\"180\" height=\"140\" align=\"left\" border=\"0\" \/>La Camera dei deputati (Ansa)<\/div>\n<div><b>ROMA<\/b> &#8211; Se non ora, quando? Quando si metter\u00e0 fine a quel sistema indecente per cui un privato cittadino che finanzia un partito pu\u00f2 beneficiare di uno sgravio fiscale 51 volte pi\u00f9 favorevole rispetto a chi versa un contributo alla ricerca sulla leucemia infantile? Sono anni che la domanda \u00abse non ora, quando?\u00bb risuona in Parlamento: senza risposta. Sono state presentate diverse proposte di legge per chiudere quello sconcio, senza che per nessuna di loro si sia aperto uno spiraglio. Ne ricordiamo in particolare una che ha pi\u00f9 di quattro anni, firmata dall&#8217;attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal capo dell&#8217;Italia dei valori, Antonio Di Pietro: mirava a mettere almeno sullo stesso piano le erogazioni liberali alla politica con quelle alle associazioni benefiche. Mai messa all&#8217;ordine del giorno, nonostante l&#8217;autorevolezza dei proponenti. Destino analogo a quello di un disegno di legge del dipietrista Antonio Borghesi, presentata a giugno del 2008. Cos\u00ec oggi chi d\u00e0 100 mila euro a un partito pu\u00f2 continuare a risparmiarne 19 mila, visto che la detrazione del 19% \u00e8 ammessa fino a un tetto di 103 mila euro, mentre chi dona la stessa cifra alla ricerca sulla distrofia muscolare ha uno sconto massimo di 392 euro: perch\u00e9 in questo caso il tetto della detrazione \u00e8 di 2.065 euro.<\/div>\n<div><b>LA PROPOSTA\u00a0<\/b>&#8211; Ma se pensate di scorgere un rossore sulle guance dei politici che non hanno voluto cambiare finora questo stato di cose, vi sbagliate. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 perfino chi pensa che gli sgravi fiscali astronomici per i partiti siano insufficienti. Il deputato Daniele Galli e il suo collega Giancarlo Lehner, entrambi eletti con il Pdl e passati il primo al Fli e il secondo ai Responsabili hanno depositato il 13 febbraio una proposta di legge per ridurre, s\u00ec, i rimborsi elettorali, ma contemporaneamente innalzando dal 19 al 70 (settanta!) per cento la detrazione fiscale per i finanziamenti privati alla politica e portando il tetto per ottenere quel beneficio da 103 mila a 200 mila euro. Disegno di legge il cui esame \u00e8 gi\u00e0 iniziato insieme ad altri, con incredibile solerzia, alla commissione Affari costituzionali della Camera. Traduzione: mentre oggi chi versa 200 mila euro a un partito pu\u00f2 risparmiare al massimo 19.570 euro, se passasse questa proposta potrebbe caricarne sulle spalle dei contribuenti 140 mila.<\/div>\n<div><b>MANI PULITE\u00a0<\/b>&#8211; Ecco il clima in cui sta iniziando, con imperdonabile ritardo, la discussione sulla trasparenza dei bilanci delle formazioni politiche e sui grassi contributi pubblici che queste ottengono. Sorvoliamo su un particolare: il referendum del 1993 con il quale 34 milioni 598.906 italiani bocciarono la legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Quasi il triplo dei 12,7 milioni di cittadini che nel 1946 votarono per la Repubblica. Sorvoliamo, anche se non si dovrebbe. Quel voto referendario di vent&#8217;anni fa fu la prevedibile conseguenza di una situazione profondamente degenerata. Le inchieste di Mani Pulite avevano squarciato il velo su una corruzione diffusa che stava corrodendo il sistema politico. E la risposta del Paese non poteva che essere categorica: basta soldi ai partiti.<\/div>\n<div><b>LA TESI\u00a0<\/b>&#8211; A distanza di vent&#8217;anni, se dobbiamo prendere per buone non le risultanze delle inchieste dei magistrati ma le denunce della Corte dei Conti, da ultima quella del suo nuovo presidente Luigi Giampaolino secondo il quale oggi il cancro della corruzione \u00e8 pi\u00f9 esteso di allora, c&#8217;\u00e8 il rischio che la situazione sia perfino peggiore. Al punto da far apparire grottesca la giustificazione inconfessabile con la quale i partiti hanno fatto saltare due anni fa, riducendolo a un misero 10%, il taglio del 50% dei rimborsi elettorali proposto dal ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti. Circolava la tesi, in Parlamento, che una riduzione eccessiva dei fondi pubblici avrebbe rilanciato la corruzione: pensate!<\/div>\n<div><b>IL TETTO\u00a0<\/b>&#8211; Ma dopo aver sorvolato su quel referendum del 1993 non vorremmo assistere a qualche sgradevole sorpresa, e cio\u00e8 che invece di ridurre un conto gi\u00e0 salatissimo, si facesse semplicemente sparire la fattura. Magari spostandola dalla luce dei riflettori, oggi tutti concentrati a illuminare i \u00abrimborsi elettorali\u00bb, la definizione ipocrita che ha assunto dal 1993 continuando cos\u00ec a sopravvivere il famoso finanziamento pubblico, ad altre voci. Tipo detrazioni fiscali maggiorate, per intenderci. Perch\u00e9 i rivoli di denaro dei contribuenti che affluiscono nelle casse dei partiti sono molteplici. Uno di questi \u00e8 rappresentato, appunto, dagli sgravi fiscali per i contribuiti privati. Quanti soldi sono, nessuno, tranne l&#8217;Agenzia delle Entrate, \u00e8 in grado di dirlo. Con una leggina approvata all&#8217;inizio del 2006 \u00e8 stato infatti portato da 2.500 euro alla rispettabile cifra di 50 mila euro il tetto al di sotto del quale una \u00aberogazione liberale\u00bb a un politico o alla sua formazione pu\u00f2 tranquillamente restare anonima. Di conseguenza anche la stima che si pu\u00f2 fare sui versamenti denunciati ufficialmente alla Camera rischia di essere notevolmente inattendibile. Da questi risulta che nel 2010 privati cittadini e aziende hanno versato ai partiti circa 49 milioni di euro: il che significa un costo per il Fisco di almeno 9 milioni. Ma \u00e8 inutile dire che potrebbe essere anche molto di pi\u00f9.<\/div>\n<div><b>LE ASSEMBLEE LEGISLATIVE<\/b>\u00a0&#8211; Fra quei contributi ci sono anche quelli dei parlamentari. Molti deputati e senatori girano ai partiti una parte dei loro emolumenti: su queste cifre hanno diritto anche loro al famoso sgravio del 19% fino al limite di 103 mila euro annui. Alcuni per\u00f2 attingono non dall&#8217;indennit\u00e0, bens\u00ec dal fondo per il collaboratore parlamentare. Al partito vanno quindi soldi pubblici che sarebbero destinati a retribuire il cosiddetto portaborse, sui quali per giunta \u00e8 possibile applicare una detrazione del 19% nonostante siano esentasse. Impossibile calcolare che cosa significhi questo per le casse di tutte le formazioni politiche. Molto pi\u00f9 facile, invece, stimare l&#8217;impatto di altre voci. I contributi ai gruppi parlamentari di Camera e Senato non sono altro che un finanziamento pubblico supplementare ai partiti: circa 75 milioni l&#8217;anno. Idem vale per i contributi ai gruppi consiliari delle 20 Regioni italiane, il cui totale non \u00e8 inferiore a quello del Parlamento. In tutto, dunque, alla politica vanno altri 150 milioni pubblici l&#8217;anno attraverso le assemblee legislative.<\/div>\n<div><b>GIORNALI DI PARTITO\u00a0<\/b>&#8211; Bisogna poi considerare i finanziamenti ai giornali di partito: una cinquantina di milioni l&#8217;anno. Se sommiamo tutte queste voci si pu\u00f2 calcolare che ai rimborsi elettorali, ancora oggi e fino alle prossime elezioni politiche formalmente pari a 200 milioni l&#8217;anno, debbano essere aggiunti altri fondi pubblici per 210-220 milioni. Anche per questa ragione concentrare la discussione sui soli rimborsi rischia di essere riduttivo. Certo su quel versante c&#8217;\u00e8 molto da fare, anche volendo far finta che il referendum del 1993 non ci sia mai stato. Intanto non si pu\u00f2 chiamare \u00abrimborso\u00bb l&#8217;erogazione di una somma a forfait senza alcuna relazione, come non si stanca di ripetere la Corte dei Conti, con i denari effettivamente spesi per la campagna elettorale. Inoltre \u00e8 quantomeno singolare che questo \u00abrimborso\u00bb a forfait venga calcolato anche per il Senato, eletto con il voto di chi ha almeno 25 anni d&#8217;et\u00e0, sulla base del numero decisamente pi\u00f9 grande degli elettori della Camera, dove com&#8217;\u00e8 noto si vota a partire dai diciott&#8217;anni. Infine \u00e8 surreale che per entrare in Parlamento occorra superare (finora) una soglia di sbarramento del 4% mentre per accedere ai famosi rimborsi sia sufficiente arrivare all&#8217;1%.<\/div>\n<div><b>LA CORSA IMPAZZITA, LA DIGNITA<\/b>&#8216; &#8211; Ma soprattutto \u00e8 assurdo che tutto questo fiume di denaro scorra senza controlli e nella pi\u00f9 assoluta opacit\u00e0. Qui sta il punto, e qui bisogna prima di tutto intervenire, scrivendo regole chiare e semplici che impongano ai partiti di mettere nei bilanci tutte le loro entrate reali, nero su bianco, e documentando le spese fino all&#8217;ultimo euro. Stabilendo dure sanzioni per chi non le rispetta, come il divieto a candidarsi a cariche elettive. Solo partendo da qui si pu\u00f2 pensare di arrestare la corsa impazzita dei finanziamenti ai partiti, restituendo alla politica la dignit\u00e0 che merita. Se non ora, quando?<\/div>\n<div><strong>Fonte: Corriere.it (Sergio Rizzo)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>&nbsp; Partiti, un fiume di denaro scorre\u00a0senza controllo. \u00a0E con il fisco a favore Soldi ai gruppi, sgravi e fondi ai giornali . Oltre ai rimborsi 220 milioni all&#8217;anno. Chi dona alla ricerca detrae 51 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=858\" title=\"Fiumi di denaro scorrono incontrollati\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,66,99,79,77,100,425,1,61],"tags":[],"views":933,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=858"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19457,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858\/revisions\/19457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lonesto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}