{"id":9991,"date":"2014-10-30T20:43:33","date_gmt":"2014-10-30T20:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=9991"},"modified":"2014-10-30T20:43:33","modified_gmt":"2014-10-30T20:43:33","slug":"beneifici-fiscali-dei-politici-ancora-piu-scandalosi-di-quelli-economici-e-pensionistici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=9991","title":{"rendered":"Beneifici Fiscali dei politici, ancora pi\u00f9 scandalosi di quelli economici e pensionistici"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/governo-renzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9992 alignleft\" alt=\"governo-renzi\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/governo-renzi-300x233.jpg\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/governo-renzi-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/governo-renzi-70x55.jpg 70w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/governo-renzi-50x40.jpg 50w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/governo-renzi.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Con un trucchetto, grazie a un lavor\u00eco rimasto sempre sotto traccia, \u00e8 passata la riduzione al 18,7 delle tasse sulla busta paga di deputati e senatori.<\/p>\n<p>Pochi lo sanno: l\u2019indignazione dei cittadini per i costi della politica si \u00e8 finora concentrata sui benefici economici e pensionistici degli onorevoli.<br \/>\nMa quelli fiscali sono ancora pi\u00f9 scandalosi: la retribuzione complessiva di chi siede alla Camera in rappresentanza del popolo italiano \u00e8 sottoposta a un\u2019aliquota media Irpef del 18,7 per cento. Ecco come funziona, documenti ufficiali alla mano (ricavati dal sito istituzionale della Camera).<br \/>\nPrendiamo un parlamentare che non svolge altre attivit\u00e0 ed \u00e8 talmente ligio da non saltare mai una seduta di Montecitorio. La voce pi\u00f9 pesante della sua busta paga \u00e8 l\u2019indennit\u00e0 mensile, oggi ridotta a 10.435 euro, pari a 125.220 euro l\u2019anno.<\/p>\n<p>Dall\u2019importo vengono sottratte ritenute previdenziali per 784 euro al mese (9.410 euro l\u2019anno) come quota di accantonamento per l\u2019assegno di fine mandato, che \u00e8 esentasse, come vedremo (e come d\u2019altronde \u00e8 scritto nero su bianco nella relazione al 31 dicembre 2011 su Attivit\u00e0 e risultati della Commissione Giovannini sul livellamento retributivo Italia-Europa).<br \/>\nL\u2019onorevole subisce poi una ritenuta mensile per il trattamento pensionistico di circa 918 euro (11.019 euro l\u2019anno). Dall\u2019indennit\u00e0 parlamentare viene infine detratta una ritenuta mensile di 526 euro (6.320 euro l\u2019anno) per l\u2019assistenza sanitaria integrativa.<br \/>\nIl trattamento del deputato \u00e8 per\u00f2 arricchito da altre quattro voci con il segno positivo, tutti benefit esentasse. La prima \u00e8 la diaria, una sorta di rimborso per i periodi di soggiorno a Roma, che ammonta a 3.503 euro al mese (42.037 l\u2019anno) e viene decurtata di 206 euro per ogni giorno di assenza. La seconda \u00e8 il rimborso delle spese per l\u2019esercizio del mandato, pari a 3.690 euro al mese (44.280 l\u2019anno), che per il 50 per cento va giustificato con pezze d\u2019appoggio (per certe voci) e per il restante 50 per cento \u00e8 riconosciuto a titolo forfettario.<\/p>\n<p>La terza voce non \u00e8 perfettamente quantificabile e deriva dal fatto che il deputato \u00e8 fornito di una serie di tessere per volare, prendere treni e navi e viaggiare in autostrada senza sborsare un soldo (ai fini della nostra simulazione abbiamo ipotizzato che ci\u00f2 gli consenta di risparmiare 5 mila euro tondi l\u2019anno) e un rimborso forfettario delle spese di trasporto (ma non viaggia gi\u00e0 gratis?) di 3.995 euro a trimestre (15.980 l\u2019anno). La quarta voce \u00e8 rappresentata da una somma a forfait mensile di 258 euro (3.098 euro l\u2019anno) per le bollette telefoniche.<br \/>\nIl pallottoliere dice che il totale fa 235.615 euro. Che, dedotte le ritenute previdenziali e assistenziali e i rimborsi spese documentati, si riduce a 189.431 euro. Ma per l\u2019onorevole, come per magia, grazie ai trattamenti di favore architettati dal parlamento stesso, la base imponibile ai fini Irpef \u00e8 di soli 98.471 euro e comporta il pagamento di tasse per 35.512 euro. Che corrisponde in concreto a un\u2019aliquota media, appunto, di appena il 18,7 per cento.<br \/>\nQualunque altro cittadino italiano, un manager per esempio, che percepisse la stessa somma a titolo di stipendio e di benefit di analoga natura, si ritroverebbe con una base tassabile ai fini dell\u2019imposta sul reddito di 189.431 euro e dovrebbe mettere mano al portafoglio per 74.625 euro di Irpef (con un\u2019aliquota media del 39,4 per cento).<br \/>\nL\u2019onorevole paga dunque solo il 47 per cento di quello che toccherebbe a un cittadino comune (e per semplicit\u00e0 non si \u00e8 tenuto conto degli ulteriori benefici di cui gode sulle addizionali regionale e comunale) e risparmia ogni anno qualcosa come 39 mila euro d\u2019imposta. A consentire questa incredibile iniquit\u00e0 \u00e8 un\u2019interpretazione alquanto generosa, da parte del parlamento, dell\u2019articolo 52, comma 1, lettera b del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), in base al quale non concorrono a formare il reddito le somme erogate a titolo di rimborso spese ai titolari di cariche elettive pubbliche (parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali) e ai giudici costituzionali, \u00abpurch\u00e9 l\u2019erogazione di tali somme e i relativi criteri siano disposti dagli organi competenti a determinare i trattamenti dei soggetti stessi\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/iva_irpef.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9993 alignright\" alt=\"iva_irpef\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/iva_irpef-300x204.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/iva_irpef-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/iva_irpef-80x55.jpg 80w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/iva_irpef.jpg 367w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il rispetto dei principi di capacit\u00e0 contributiva e il divieto di disparit\u00e0 di trattamento rispetto agli altri contribuenti imporrebbe la limitazione dell\u2019esenzione fiscale ai soli rimborsi spese effettivi, quelli cio\u00e8 strettamente legati alle funzioni pubbliche svolte e corredati di documentazione. Ma il parlamento ha deciso diversamente. Costringendo altri uffici pubblici a fare i salti mortali per non doverne censurare le scelte. Basti pensare che il Gruppo di lavoro sull\u2019erosione fiscale, costituito a suo tempo da Tremonti per tagliare la spesa pubblica e presieduto da Vieri Ceriani, non avendo altri criteri di rilievo costituzionale per giustificare le ragioni di tali benefici fiscali ha dovuto classificarli tra le misure a rilevanza sociale, cio\u00e8 alla stregua di quelle a favore delle Onlus e del terzo settore e di quelle che aiutano l\u2019occupazione. Poi dice l\u2019antipolitica.<br \/>\nMa non \u00e8 finita. Siccome pagare l\u2019Irpef al 18,7 per cento a Lorsignori doveva sembrare ancora poco e per non farsi mancare proprio nulla, i parlamentari hanno pensato bene di trovare un escamotage per mettersi in tasca pulito pulito l\u2019assegno di fine mandato, che dovrebbe invece essere sottoposto a tassazione in base all\u2019articolo 17, comma 1, lettera a del Tuir (Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917).<br \/>\nEcco come hanno fatto. Ogni mese, lo abbiamo appena visto, l\u2019onorevole subisce, proprio in vista dell\u2019assegno di fine mandato, una ritenuta sull\u2019indennit\u00e0 parlamentare di 784 euro.<br \/>\nTrattandosi di contributi previdenziali, la somma viene dedotta annualmente dal reddito da tassare, nel presupposto che ci\u00f2 avverr\u00e0 poi al momento della consegna dello ch\u00e8que. L\u2019articolo 17, comma 1 del D.P.R. 917\/86 prevede, come per il Tfr dei lavoratori, una tassazione separata dell\u2019assegno di fine mandato, per evitare che si sommi al reddito dell\u2019anno in cui viene incassato, facendo cos\u00ec scattare un\u2019aliquota fiscale pi\u00f9 alta.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 un\u2019altra disposizione (contenuta nell\u2019articolo 19, comma 2 bis del Tuir) che riguarda il metodo di tassazione separata dell\u2019indennit\u00e0 spettante ai dipendenti pubblici (buonuscita per gli statali) e agli assimilati (soci lavoratori delle cooperative, sacerdoti e parlamentari): dice che la base imponibile dell\u2019assegno va determinata in funzione del peso del contributo a carico del datore di lavoro sul totale del contributo previdenziale. Per capire meglio, prendiamo un caso concreto.<br \/>\nQuello di un dipendente pubblico, la cui indennit\u00e0 di buonuscita \u00e8 alimentata da un contributo obbligatorio a carico del lavoratore nella misura del 2,5 per cento e da contributi a carico del datore di lavoro del 7,10, per un totale del 9,60 per cento. Il contributo pubblico del 7,10 per cento corrisponde al 73,96 del 9,60 per cento. Quindi al travet verr\u00e0 tassato il 73,96 per cento della buonuscita.<br \/>\nNon avviene cos\u00ec nel caso dei parlamentari. Disciplinando da soli il sistema di rappresentazione contabile della loro busta paga, gli onorevoli hanno creato un meccanismo perfetto, che rispetta formalmente la legge, ma consente di non pagare un euro bucato di tassazione separata sull\u2019assegno di fine mandato. Il trucco \u00e8 tanto banale quanto efficace: mentre per il dipendente pubblico, come abbiamo visto, il 73,96 per cento dell\u2019accantonamento \u00e8 a carico del datore di lavoro; nel caso del parlamentare la quota da accantonare per l\u2019indennit\u00e0 di parlamentare \u00e8 tutta figurativamente imputata a lui. E cos\u00ec non deve pagare. Non \u00e8 certo da questi politici (a parte qualche lodevole eccezione) che ci si pu\u00f2 aspettare una seria guerra ai ladri di tasse. <a href=\"www.infiltrato.it\">Fonte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Con un trucchetto, grazie a un lavor\u00eco rimasto sempre sotto traccia, \u00e8 passata la riduzione al 18,7 delle tasse sulla busta paga di deputati e senatori. 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