Clamoroso annuncio del Capitano a Dritto e Rovescio: contro il crollo delle nascite arriva la svolta epocale! Lo Stato aprirà un fondo previdenziale per ogni neonato iniettando la mostruosa cifra di ben 100 euro all’anno fino alla maggiore età.
Avete capito bene, amici: 100 euro all’anno. Significa che grazie alla Manovra 2027 il vostro bebè beneficerà dell’incredibile cifra di circa 8 euro e 33 centesimi al mese. Praticamente due pacchi di pannolini sottomarca o un terzo di un bagnoschiuma anallergico.
Ma attenzione, c’è il trucco magico di Matteo: il “salvadanaio” è blindato! Non si tocca fino a 18 anni (salvo autorizzazione di un giudice tutelare, che sicuramente non ha di meglio da fare che firmare lo sblocco di 8 euro per l’emergenza otite). E indovinate a cosa serviranno i 1.800 euro accumulati nel 2045 con la svalutazione? Forse a pagare mezza tassa universitaria per un solo esame o a comprare i bulloni per il Ponte sullo Stretto.
Però Salvini ha la soluzione: ha detto che nonni, zii e parenti possono versare spontaneamente fino a 1.000 euro all’anno! Geniale. Lo Stato ci mette la mancia da recita scolastica, e il resto ce lo dovete mettere voi. Più figli fate, più lo Stato è presente… a guardare mentre voi fate i bonifici.
Un investimento sul futuro così solido che al diciottesimo anno d’età, invece della patente, i nostri ragazzi potranno finalmente comprarsi un set di catene da neve e un peluche di Alberto da Giussano.
IL CAPOLAVORO DI PALAZZO CHIGI: LA MANOVRA DEI CONTRASTI
Si riapre quel famoso portone di Palazzo Chigi. Esce il Capitano, sfodera il sorriso delle grandi occasioni e ci propina il pacchetto completo della sua personalissima giustizia distributiva. Un cortocircuito logico ed economico così perfetto da sembrare un’opera d’arte d’avanguardia.
Mettiamo in fila i pezzi del puzzle per capire il disegno complessivo:
Il filo rosso che unisce la culla alla pensione (e ci strozza nel mezzo):
- Ai neonati la mancia, ai ricchi lo sconto: Per i nuovi nati, lo Stato sfodera il mega-investimento sul futuro: ben 100 euro all’anno blindati in un salvadanaio fino alla maggiore età. Praticamente 8 euro al mese per sconfiggere l’inverno demografico. Però, se sei nel “ceto medio” da oltre 55.000 euro di reddito all’anno (cioè guadagni quasi 5.000 euro al mese in un Paese con i salari fermi da trent’anni), lo Stato ti viene incontro abbassando l’IRPEF al 33%. Ricapitolando: se hai i soldi per fare tre vacanze all’anno ti fanno lo sconto sulle tasse; se devi comprare i pannolini ti danno la paghetta da recita scolastica.
- La Flat Tax a 100mila euro vs Il Salario Fisso: Se sei una partita IVA che fattura 99.000 euro all’anno, paghi il 15% di tasse. Se sei un lavoratore dipendente con lo stipendio bloccato al secolo scorso che fa un figlio, paghi più del doppio delle tasse e ricevi in cambio il famoso “bonus bebè” da 25 centesimi al giorno. Un incentivo alla natalità che non copre nemmeno il costo della marca da bollo per registrare il bambino all’anagrafe.
- La staffetta generazionale del miraggio: Il cerchio si chiude sulle pensioni. Salvini annuncia il superamento della Fornero con una quota che richiede una vita di contributi senza mai un giorno di stop. Quindi la strategia del Governo per i prossimi vent’anni è chiara: nasci con 100 euro, cresci con uno stipendio fermo al 1990, paghi le tasse ordinarie per finanziare gli sconti a chi guadagna 100mila euro e infine vai in pensione quando ormai il tuo salvadanaio da neonato sarà stato completamente divorato dall’inflazione.
In fondo la logica c’è: i 100 euro per il neonato servono a pagare il primo acconto per la futura Flat Tax del 2045. Tutto torna, soprattutto i conti in tasca ai cittadini.
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