12/04/2026 – Indagati per corruzione, restano al loro posto. Siccome devono decidere se sanzionare Ita, per la cui vicenda sono indagati, chiedono un parere. La risposta dell’Avvocatura dello Stato: “Valutate le dimissioni”. Invece, restano. Succede al Garante della Privacy, dove i vertici sono indagati dalla Procura di Roma per corruzione e peculato. Stasera Report torna sul caso e aggiunge nuovi tasselli sul fronte dell’indipendenza dalla politica, su quello dei conflitti di interessi e della gestione interna.
Il 21 ottobre 2025 la chat di segreteria del Garante recita: “Domani anticipiamo alle 11:30. Alle 16 sono da Arianna”. Il giorno dopo, Agostino Ghiglia – membro del Garante in quota FdI – entra in via della Scrofa con l’auto di servizio.
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Secondo fonti interne, per Arianna Meloni quell’audio tra Sangiuliano e la moglie sul caso Boccia non era di interesse pubblico e a quel punto “lei dice di infierire su Report”, rivela una fonte interna. Il 23 ottobre Ghiglia comunica agli uffici la cifra: 200mila euro di multa, ignorando le obiezioni dei suoi stessi tecnici: “Follia”, scrive una collaboratrice. Lui: “No Remorse! Basta dubbi”. La sanzione finale è 150mila euro. Il Tribunale di Roma la annulla: c’era l’interesse pubblico. Ghiglia nicchia: “L’influenza di Arianna? Da 0 a 10, meno infinito”. Settembre 2023: prove scritte per un posto da dirigente al Garante. Giugno 2024: i risultati. A vincere è Cristiana Luciani, moglie del deputato FdI Luca Sbardella e segretaria di Ghiglia. Marzo 2026: la Procura di Roma acquisisce tutti gli atti. Secondo una fonte, Luciani avrebbe sbagliato due prove su tre, ma Ghiglia le avrebbe anticipato tracce e domande. Incalzato su chi avesse spifferato la bocciatura segreta della Luciani, l’ex segretario generale Fabio Mattei balbetta: “Non mi faccia fare…”. Eppure la Luciani risulta idonea e, subito dopo la pubblicazione dei risultati, consegna alla funzionaria che custodiva i compiti un sacchetto marrone “simile a quelli delle gioiellerie”, visto da diversi colleghi. Raggiunta dalle telecamere, la funzionaria cade dalle nuvole: “Quale busta?”.
I membri del collegio sono indagati per corruzione: avrebbero ottenuto le “Tessere Volare” di Ita Airways – accesso alle lounge aeroportuali – mentre la compagnia era sotto istruttoria per illecito trattamento dei dati. A fare da tramite il Dps di Ita, Stefano Aterno, socio dello studio legale fondato da Guido Scorza, che era anche il relatore del provvedimento. Il caso si chiude con un benevolo ammonimento. Solo a marzo 2026, dopo l’inchiesta di Report e un esposto in Procura, c’è una multa da 1 milione.
È lo stesso collegio a richiedere un parere all’Avvocatura dello Stato sulla sanzione Ita, ammettendo implicitamente di non essere sereno nel giudizio. Il responso è paradossale: i membri indagati per corruzione rischiano di assumere decisioni condizionate dai procedimenti penali. Non essendo previsti supplenti, gli atti dell’istituzione potrebbero essere invalidati. L’unica soluzione sono le dimissioni volontarie. Scorza se ne va. Gli altri tre restano.
E nel frattempo approvano un nuovo regolamento che alza i tetti dei rimborsi per vitto e alloggio, ignorando il parere negativo dell’organo di controllo interno. Le stesse chat mostrano Luciani impegnata – già nel febbraio 2023 – ad aiutare il consigliere comunale bolognese di FdI Stefano Cavedagna a presentare reclami formali al Garante. Il Garante della Privacy come ufficio di partito. Con la procura che acquisisce atti, chat e telefonini. – [IlFattoQuotidiano]